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Le grand bleu
Un film di Luc Besson.
Con Jean Reno, Jean-Marc Barr, Rosanna Arquette, Sergio Castellitto
Avventura,
durata 120 min.
- USA, Francia, Italia 1988.
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![]() Fino all'ultimo respiro. Finalmente in Italia il film di Luc Besson.
Giancarlo Zappoli
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Un'immersione subacquea nel capolavoro di besson.
mercoledì 11 marzo 2009
di Francesca
Lo spettatore dolcemente si immerge in un abisso sospeso, acquatico e profondamente blu. Un film soave, dalla splendida fotografia e sceneggiatura, dalle musiche che accompagnano e armonizzano senza intromissione. Personaggi carichi di emotività, definiti, contrastanti e complementari. Un silenzioso viaggio in luoghi meravigliosi e in universo emotivo sinora inesplorato. Al ritmo del cuore di Jacques ci si ritrova in un'assenza di spazio e tempo, da cui a stento riusciamo infine a riprenderci. continua » |
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di Enrico Danesi Quotidiano.net
Dietro il film, datato 1988, c'è un'idea originale di Luc Besson (regista allora in ascesa per gli osanna francesi a Le dernier combat e Subway): intrecciare nella finzione cinematografica le vite parallele del francese Mayol e del siciliano Maiorca, protagonisti di una sfida infinita a colpi di record mondiali, quando le immersioni in apnea erano imprese eroiche poco supportate dalla tecnologia. Ma la rappresentazione surreale della rivalità tra i due, e soprattutto il ritratto sopra le righe nel quale l'italiano non si ritrovò (il film indugia perlopiù sul rapporto simbiotico dell'uomo-delfino Mayol con il mare), spinsero Maiorca a impedire la distribuzione italiana del film. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Luc Besson, il regista e produttore francese che adesso ha quarantatrè anni ( Nikita, Il quinto elemento, Giovanna d´Arco), è figlio di due sub professionisti addetti ai Club Méditerranée tra Grecia e Jugoslavia. È cresciuto con il mare, sul mare, nel mare: Le grand bleu (il grande azzurro) è un film mitizzante, una storia del mare, una epopea degli abissi che l´uomo si illude di violare, ed ha avuto un destino singolare. Quattordici anni fa Le grand bleu inaugurò il festival di Cannes 1988, ma in Italia non uscì: venne bloccato da una causa intentata al regista dal grande sub Enzo Maiorca, che si era riconosciuto in uno dei personaggi. » |
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di Aldo Fittante Film TV
Meglio tardi che mai? Ci sono voluti quattordici anni per vedere Le grand bleu in un cinema italiano, malgrado l'edizione doppiata fosse pronta dal 1988, anno in cui fu presentata in pompa magna come opera d'apertura al Festival di Cannes. Gli appassionati sottomarini e i bessoniani della prima ora andavano a Lugano per vederlo. E, qualche mese dopo, in Francia, per comprare la videocassetta. E ancora: un paio d'anni più tardi, Besson allestì per l'home video (e oggi è disponibile anche in dvd) una corposa e ghiotta "version longue" (cinquanta minuti circa di tagli reintegrati) che praticamente azzera o ridimensiona quest'uscita tardiva (causata, come ormai sa anche il plancton, dal blocco chiesto e ottenuto da Enzo Maiorca, offeso per la sua caricatura tratteggiata con sottile "razzismo" da Jean Reno). » |
Sfide in fondo al mare, come un varietà
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Quattordici anni di attesa fra la solenne inaugurazione di Cannes (11 maggio 1988) e l'uscita sui nostri schermi è il record che stabilisce Le grand bleu, opera a tre dell'allora ventinovenne Luc Besson, con il quarantenne Jean Reno nella parte dell'immersionista Enzo (Maiorca?) rivale di Jacques Mayol (interpretato con nome e cognome da Jean Marie Barr). Nei tre lustri trascorsi, Reno è diventato una star di livello internazionale e Besson si è affermato come cineasta con all'attivo titoli quali Nikita, Leon e Jeanne d'Arc. » |
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