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Pazzi in Alabama
Un film di Antonio Banderas.
Con Rod Steiger, Melanie Griffith, Meat Loaf, Lucas Black.
continua»
Titolo originale Crazy in Alabama.
Azione,
Ratings: Kids+13,
durata 109 min.
- USA 1999.
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![]() Rivisitazione del cinema anni '50 in salsa action e con un vago retrogusto alla Tennesse Williams
Fabrizio Caleffi
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Banderas passa alla regia alla grande con questo film fatto per Melanie. Al calor bianco dell'Alabama, stato del Sud, una storia decisamente convincente, che va vista, non raccontata. Griffith fa la star, è ben diretta, non eccede e regge il confronto con gente come Steiger. C'è un vago retrogusto alla Tennesse Wiliams, che non guasta affatto. Il grande cinema anni cinquanta viene rivisitato con i sapori di fine millennio. La direzione degli attori è da segnalare. |
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| Lucille (Melanie Griffith) | |
| Sono una ragazza che resiste a tutto, ma non alle tentazioni. | |
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Immagino che sia terribile uccidere qualcuno. Sì, io non lo consiglio. |
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| Era un gentiluomo: conosceva la differenza tra la giustizia e ciò che è giusto. | |
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DVD | Pazzi in AlabamaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 10 gennaio 2006
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SOUNDTRACK | Pazzi in AlabamaLa colonna sonora del film
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Banderas regista, mai più latin lover
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Debutta dirigendo la moglie e punta all’impegno. La Griffith: di lui amo tutto, tranne le cene coi parenti. Nel lavoro e nella vita, Antonio Banderas (spagnolo di Malaga, 39 anni, un divorzio) e Melanie Griffith (42 anni, californiana, tre divorzi) sono una coppia. All’unisono dicono: "Accetteremmo anche noi, come Tom Cruise e Nicole Kidman, un copione estremo come "Eyes Wide Shut". La figlia di Tippi Hedren, accoccolandosi vicino al suo uomo, padre della loro piccola Estela del Carmen, aggiunge: "Dopo "Pazzi in Alabama", diretto da Antonio al suo debutto nella regia e da me interpretato, non abbiamo progetti insieme. » |
La dark lady e suo nipote
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Fan della libertà, per averne subito la mancanza sotto Franco, Antonio Banderas debutta come regista con un film bislacco, multigenere - Thelma e Louise più Voglio la testa di Garcia più Pinky, La negra bianca più Il buio oltre la siepe - che percorre su una Ford Galaxy l'America sudista, riascoltando Nancy Sinatra e Little Richard. Nella lunga estate calda del '65, Banderas, con buona fede e volontà, gioca su due banchi, due storie, due voci, non sempre riunendole. Quella della dark lady, la zia Lucille, che ha avvelenato il marito fallocratico che le bucava il diaframma (ha 7 figli) ed ora corre sulla corsia di sorpasso verso lo star system hollywoodiano, con la testa mozza coniugale in una cappelliera sul sedile; e quella narrante del nipotino che la segue a distanza e a 12 anni diventa un mini leader della protesta civile contro il razzismo dell'Alabama al soldo di uno sceriffo a tolleranza zero, il rocker Meat Loaf, tra la "brava gente" del Ku Klux Klan. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Antonio Banderas non è per ora un regista interessante: il primo film che ha diretto, Crazy in Alabama (Pazzi in Alabama), presentato in concorso, non è male però non ha alcuna qualità particolare. Se la storia, tratta da un romanzo di Mark Childress (editore Piemme), è divertente e a volte commovente, se Melanie Griffith recita con spirito e grazia il suo personaggio di folle seducente uxoricida, la regìa e lo stile mancano: come càpita del resto alla maggioranza dei film diretti dai tanti attori americani ed europei che si eleggono registi per spirito di libertà, per avidità di soldi o per autopromozione. » |
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