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La pattuglia sperduta
Un film di John Ford.
Con Victor McLaglen, Boris Karloff, Wallace Ford, Reginald Denny.
continua»
Titolo originale The Lost Patrol.
Avventura,
b/n
durata 73 min.
- USA 1934.
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Nel deserto della Mesopotamia, morto l'ufficiale che li guidava, nove soldati britannici senza meta arrivano a un'oasi. La presenza degli arabi invisibili è micidiale. Muoiono tutti, tranne il sergente. Scritto da Dudley Nichols e tratto da un racconto di Philip MacDonald (già filmato nel 1929 dall'inglese Walter Summers), conta per lo studio dei personaggi, ossessionati dalla presenza invisibile del nemico, e soffre un po' per la mancanza di azione. Uno dei film più copiati nella storia di Hollywood. Girato in 2 settimane nel deserto di Yuma. Efficace colonna musicale di Max Steiner. McLaglen e il fanatico Karloff difficilmente dimenticabili. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
Un gioiello
giovedì 2 febbraio 2006
di DaniWiller
Rasenta il Capolavoro questo film di John Ford. Ambientazione esotica molto suggestiva ed avventurosa, dialoghi brillanti e ben studiati, tensione a non finire. Colonna sonora splendida, che va dalle classiche marchie di cavalleria fordiane agli azzecchati temi di musiche "orientali", che in questo contesto danno uno spessore non indifferente al tutto. I componenti della pattuglia interagiscono tra loro in modo spettacolare, c'e' chi diventa matto, chi tradisce, chi si dispera. Di alcuni si continua » |
Come i topi in un'oasi
domenica 29 giugno 2008
di sixoclock
Tra i diamanti di Ford spicca il minuscolo(per minutaggio) ma grande "La pattuglia sperduta". Il film si apprezza molto di più perchè è lasciato in lingua originale con quella cadenza inglese non corrosa o deturpata dalle contaminazioni della globalizzazione. Il film inizia subito con i fatti, dopo una veloce spiegazione su rullo scritto della missione in mesopotamia, il luogotenente che doveva guidare la pattuglia viene ucciso. Da li sarà un crescendo di uccisioni che ridurranno la pattuglia a continua » |
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| Sanders e Brown | |
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Hai vissuto in modo insensato, il peccato e la perdizione hanno macchiato la tua anima. Ora che sei vicino alla morte, cerca di dimenticare ciò che hai fatto. Finiscila! Sono stufo di ascoltarti. Brown! Non urlare. Sei un uomo che ha studiato, devi avere fede! Perché? Perché? Santo Cielo, in cosa credi? In che cosa credo? Ti interessa veramente? Oh, in molte cose. In un buon cavallo, nello sformato di bistecca o di rognone, in un tizio di nome Brown, nella futilità di questa guerra, nella paura, nel bere per acquistare coraggio e nell'essere coraggiosi per bere. Nella sensazione che dà nuotare in mare, nel sapore del vino, nella dolcezza delle donne. Nel gusto di uccidere arabi. Nell'odore dell'incenso e della pancetta, nel dolore che procura un pugno, in un vecchio paio di scarpe, nel mal di denti, nella vittoria. |
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di Mario Gromo La Stampa
Ritorna John Ford, con lo stesso interprete e lo stesso. nerbo de La spia. Se le difficoltà allora superate dal sempre giovane regista per rendere su di uno schermo l'ambiente della guerra civile irlandese erano già state più che notevoli, quelle impallidiscono dinanzi a questo soggetto e a questa sceneggiatura. Scarni, lineari, schematici. Mentre, sui fronti d'Europa si combatte la grande guerra, i pochi, distaccamenti britannici in Mesopotamia sono impegnati dagli arabi, sempre all'insidia, invisibili e inafferrabili. » |
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