La grande abbuffata

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Un film di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol.
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Titolo originale La grande bouffe. Commedia, durata 132' min. - Italia, Francia 1973. MYMONETRO La grande abbuffata * * * * - valutazione media: 4,18 su 45 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,18/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * * -
Ugo Tognazzi Michel Piccoli
Michel Piccoli (88 anni) 27 Dicembre 1925 Interpreta Michel
Marcello Mastroianni
Marcello Mastroianni 28 Settembre 1924 Interpreta Marcello, il pilota
Philippe Noiret
Philippe Noiret 1 Ottobre 1930 Interpreta Philippe
Andréa Ferréol
Andréa Ferréol (67 anni) 6 Gennaio 1947 Interpreta Andréa
Solange Blondeau
Solange Blondeau   Interpreta Danielle
   
   
   
Quattro amici decidono di suicidarsi in una orgia di cibo e di sesso. Si ritirano in una vecchia villa parigina assediata da palazzi moderni. Muoiono ...
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il MORANDINI
di Laura, Luisa e Morando Morandini
    * * * * *
Locandina La grande abbuffata

Quattro amici _ un giudice (Noiret), un pilota di linea (Mastroianni), un ristoratore (Tognazzi), un produttore TV (Piccoli) _ si riuniscono in una villa di Neuilly, fuori Parigi, decisi a compiere un quadruplice harakiri gastronomico-erotico. Li accompagna, pingue angelo della morte, un'insaziabile e materna maestra (Ferréol). Scritto con Rafael Azcona, è probabilmente il più grande successo internazionale (di scandalo) nell'itinerario di Ferreri. Questo apologo iperrealista ha gli scatti di una buffoneria salace e irriverente, i toni furibondi di una predica quaresimalista e, insieme, l'empietà provocatrice di un pamphlet satirico; e chi lo prende per un film rabelaisiano, non ne ha inteso la sacrale tristezza. C'è piuttosto l'umor nero, la mestizia, la disperazione di uno Swift. Con qualcosa in più: la pena. La sua forza traumatica risiede nella calma lucidità dello sguardo, e nell'onestà di un linguaggio che Ferreri conserva anche e soprattutto quando non arretra davanti a nulla. Se si esclude parzialmente Mastroianni, forse il meno riuscito del quartetto, i personaggi non sono mai volgari. Nonostante le apparenze realistiche (di un neorealismo fenomenico e irrazionalistico), sfocia nel clima allucinato di un apologo fantastico come certi segni e invenzioni suggeriscono. Fotografia di Mario Vulpiani, costumi di Gitt Magrini, pietanze di Fauchon (Parigi). Premio Fipresci a Cannes 1973. Distribuito nei paesi di lingua inglese come Blow-out.

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Premi e nomination La grande abbuffata il MORANDINI
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Un orgia erotico-culinaria di stampo allegorico

domenica 24 ottobre 2010 di il cinefilo

TRAMA:Quattro uomini decidono di isolarsi all'interno di una villa e di auto-distruggersi con il cibo...COMMENTO:Eccessivo,scandaloso,volgare o cialtronesco...sono questi alcuni dei possibili commenti che si possono(comprensibilmente)ascoltare a proposito di quest'opera che,però,merita un attenta analisi critica prima di una qualsivoglia stroncatura. Il film sembrerebbe rivelare,nella maniera più chiara e feroce possibile,una critica alla società consumistica(sia del continua »

* * * * *

Un capolavoro

domenica 6 marzo 2011 di joker 91

si tratta di un lavoro potentissimo sotto l'aspetto psicologico nella rappresentazione di personaggi distrutti nella loro interiorità dove la realizzazione interiore non è avvenuta ed cosi ci si abbandona per alcuni a malattie psichiche ed per altri a vero e prorio senso di desolazione interiore,Ferreri è molto bravo nella rappresentazione dei personaggi regalando attorno ad essi totale desolazione ed per di più colonna sonora pressochè inesistente se si esclude continua »

* * - - -

Un po' noioso...da vedere solo per gli attori

domenica 30 gennaio 2011 di paride86

Nonostante le citazioni di Feuerbach e l'intelligente polemica satirica sul mondo borghese che consuma, consuma, consuma fino a scoppiare, affondando nel proprio narcisismo egoista, trovo che questo film sia pleonastico e ridondante nel concetto che vuole esprimere. Insomma, bastava un cortometraggio, non serviva farla così lunga! Da vedere solo per gli attori. continua »

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I principi del grottesco

martedì 17 aprile 2012 di frenky 90

In principio era il grottesco. Si potrebbe sintetizzare così “La grande abbuffata” di Marco Ferreri, indubbio capolavoro di genere. Impossibile non essere colpiti come una palla di cannone dalle immagini di questo film caotico, compulsivo, ovviamente orgiastico, sorprendentemente “calmo”. Ferreri decide di non ergersi a protagonista con i movimenti di macchina ma con ciò che l'apparecchio cattura, dato che la potenza delle scene è impattante al punto tale che renderebbe dannoso calcare la mano. continua »

Ugo Tognazzi, sintetizzando praticamente il film
Io alzo il mio bicchiere, non so a che cosa ma alzo il mio bicchiere…
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Ugo Tognazzi a Michel Piccoli
Mangia! Se tu non mangi, non puoi morire.
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Michel Piccoli, con una delle prostitute
Se escludi il cibo, tutto è epifenomeno: la sabbia, la spiaggia, lo sci, l'amore, il lavoro, il tuo letto: epifenomeno. Come dice l'Ecclesiaste: vanitas vanitatum.
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DVD | La grande abbuffata

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 23 luglio 2013

Cover Dvd La grande abbuffata A partire da martedì 23 luglio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La grande abbuffata di Marco Ferreri con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.0. Su internet grande abbuffata (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 10,90 €
Aquista on line il dvd del film La grande abbuffata

di Pier Paolo Pasolini

I quattro brevi prologhi che precedono il corpo del racconto della Grande bouffe sono quattro brevi ritratti di personaggi. Sono eseguiti esattamente come potrebbe eseguirli un pittore che, dopo aver scoperto le regole della prospettiva, avesse scoperto anche le regole del movimento. L'immobilità «figurativa» resta sostanziale. La prospettiva - illusoria esattamente come negli affreschi di Masaccio o negli olii del Caravag- gio, o nei disegni di Courbet - e il movimento sono accessori. I movimento tenderebbe a creare una composizione a tutto tondo, cioè qualcosa di simile alla scultura, ma non è così. »

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Nel 1972 Bernardo Bertolucci aveva chiuso Marlon Brando e Maria Schneider in un appartamento altoborghese di Passy e li aveva fatti amare fino a distruggersi. Nel 1973 Marco Ferreri prese quattro fra i massimi divi italiani e francesi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Michel Piccoli, e li chiuse in un villino alle porte di Parigi per farli mangiare fino a morire, circondati da femmine mercenarie presto in fuga (tranne una, la maestra Andréa Ferreol) e da beni di consumo non meno inutili e impotenti dei protagonisti. »

di Alberto Moravia

Ho visto ieri sera La grande bouffe di Marco Ferreri e mi è sembrato a un tratto di capire che le proteste degli spettatori di Cannes e altrove contro questo film e contro altri non meno inconsueti come quello di Bertolucci, erano quelle di una società in fondo formalista contro l’infrangimento delle norme di buona creanza da lei stessa istituite. Con Tango si potevano avere dei dubbi; con La grande bouffe, no. In realtà la buona educazione vieta che si parli delle proprie prodezze erotiche come dei disturbi della digestione. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

È La grande bouffe, il film francese di Marco Ferreri presentato quest’anno, con molti contrasti, al Festival di Cannes. Un film ambizioso, corposo, ma che si accosta a fatica e, spesso, con fastidio, anche se sono sensazioni comunque, che l’autore ha inteso suscitare di proposito. L”abbuffata” del titolo si riferisce a un’orgia gastronomica (ed erotica) cui si abbandonano, in una villa della periferia parigina, quattro amici di mezza età: un pilota, un magistrato, un annunciatore della radio, il gestore di un ristorante; un’orgia, però, con cui non intendono festeggiare la vita e i suoi piaceri, ma, ce ne accorgiamo a poco a poco, con cui vogliono darsi invece la morte, in polemica, a quanto sembra, con la vita e con le delusioni che ha loro procurato (di cui, comunque, non ci informano). »

La grande abbuffata | Indice

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