Nymphomaniac - Volume 1 |
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Un film di Lars von Trier.
Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf.
continua»
Titolo originale Nymphomaniac.
Drammatico,
durata 110 min.
- Danimarca 2013.
- Good Films
uscita giovedì 3 aprile 2014.
- VM 14 -
MYMONETRO
Nymphomaniac - Volume 1
valutazione media:
3,17
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La Ninfomania nasce al tramonto e vive nel buio
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| giovedì 10 aprile 2014 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Affascinante ingresso nella storia con la perlustrazione della cinpresa di un labirinto spoglio, freddo, unido e buio la rappresentazione dell’incognito e misterioso mondo femminile. Segue il contrasto con l’accogliente abitazione “nordica” dove vige il “politically correct”, questo repentino cambio d’ambiente ci identifica immediatamente nel terapeuta dello spirito mai della carne. È la rappresentazione di un mondo falso, di una società dove i rapporti sono sempre filtrati da comportamenti artefatti e lontani dalla normalità del vivere. Il regista Von Trier ormai lo conosciamo, è uomo manierista, è personaggio che ama “giocare” con il pubblico, con le tecniche. Lo conosciamo attraverso i suoi lavori e anche in questo suo ultimo impegno, che nel titolo ha questo vago richiamo pornografico, si entusiasma prova a metterci un sacco di roba dentro e cerca di stupirci con coincidenze matematiche, con meccanismi cosmici, escono riferimenti letterari, contrappunti musicali e… anche po’ di cabala, il tutto fine a se stesso. Risultato di questo I Vol (il secondo uscirà più avanti) è di un polpettone variegato dove prova a dirci un sacco di cose peraltro, in più di un passaggio, in modo divertente e simpatico, ma non affronta compiutamente il tema della Ninfomania….sembra fermarsi in superficie. Prova a dirci dell’universo femminile e delle sue tappe di conoscenza e “uso” del corpo, delle relative stagioni di crescita e maturità, ci parla della vita animale dell’uomo a paragone con il mondo acquatico (si legga la partenza come anfibi e l’arrivo come “pesci” di diversa natura o come “esche” di diversa foggia e attrazione per la cattura dei primi), prova a sviluppare l’evoluzione cultural-intellettuale della società occidentale, prova financo a raccontare con tecnica teatrale sopraffina (vedi monologo della signora H) la farsa del rapporto familiare moderno e in definitiva la comicità amara del relazionarsi della coppia. Tenta anche, in modo un po’ stucchevole, di mostrarci alcune analogie tra azioni e comportamenti con sequenze numeriche cabalistiche, combinazioni musicali del tutto inventate, strumentali e comunque fuori luogo…poteva evitarle servono solo per il compiacimento di Lars Von Trier….inutili ai fini del film. Resta sempre apprezzabile, come in Dogville, la tecnica teatrale che a tratti si sostituisce a quella filmica per il piacere dei palati fini. Avrei magari desiderato un approfondimento del tema contenuto nel titolo, forse una dissertazione sull’isteria della ninfomania, mi sarei aspettato un’analisi psicologica decisiva, non mi sarei fermato all’anamnesi retrospettiva rivelando, in epoche precocissime della vita, episodi di seduzione da parte dei genitori, soprattutto del padre. Si percepisce appena che affinchè il trauma originario divenga patologico abbia necessità di connettersi, attraverso elementi associativi, a un trauma posteriore, successivo alla pubertà. È condivisibile la tesi che la ninfomania è un'eccitazione sessuale che non può essere mentalmente elaborata, accade durante una condizione di estraniazione (di uno stato “crepuscolare”), indotta da uno stato inconscio, da dormiveglia, dalla solitudine, dalla ripetitività e dal disagio domestico. Non è un caso che Joe dica testualmente “forse l’unica differenza fra me e gli altri è che io ho preteso di più dal tramonto, colori più spettacolari quando il sole arriva all’orizzonte”…… Film da vedere, offre molti spunti, anche divertenti ….forse un po’ troppo pretenzioso…
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