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luca g
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sabato 21 dicembre 2024
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leone''s westerns were condamed in the united ...
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... States for their extraordinary nihilism ... scriveva mr. Canby sul NYT,
L era un regista che l'America aveva riprovato nella maniera più totale,
'non c'è niente di bello, di nobile' - scriveva sempre C ma non ricordo l'inglese - 'nel vedere i morti ammazzati per denaro, per quanto la platea vada in visibilio',
dunque sarebbe questo un capolavoro?
questo film, che rappresenta il tentativo di L di passare dal suo vero capolavoro a film ch'egli riteneva essere più importanti, più 'impegnati', è di grande interesse, per interrogarsi su che cos'è un capolavoro nel cinema, sul concetto stesso di cinema, su chi è veramente un vero grande autore nel cinema;
L ricordo in un'intervista del 23 dicembre 66, sì il giorno in cui usciva ilbbc, dichiarava che quello sarebbe stato il suo ultimo film western 'non voglio specializzarmi' dchiarava;
i suoi primi due western avevano ricevuto due (**), discreto nel giudizio sul Giorno, ma così pigliavano anche Monicelli, Steno, Comencini, .
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... States for their extraordinary nihilism ... scriveva mr. Canby sul NYT,
L era un regista che l'America aveva riprovato nella maniera più totale,
'non c'è niente di bello, di nobile' - scriveva sempre C ma non ricordo l'inglese - 'nel vedere i morti ammazzati per denaro, per quanto la platea vada in visibilio',
dunque sarebbe questo un capolavoro?
questo film, che rappresenta il tentativo di L di passare dal suo vero capolavoro a film ch'egli riteneva essere più importanti, più 'impegnati', è di grande interesse, per interrogarsi su che cos'è un capolavoro nel cinema, sul concetto stesso di cinema, su chi è veramente un vero grande autore nel cinema;
L ricordo in un'intervista del 23 dicembre 66, sì il giorno in cui usciva ilbbc, dichiarava che quello sarebbe stato il suo ultimo film western 'non voglio specializzarmi' dchiarava;
i suoi primi due western avevano ricevuto due (**), discreto nel giudizio sul Giorno, ma così pigliavano anche Monicelli, Steno, Comencini, ... Fellini Visconti Antonioni era gente che incassava quasi sempre (****) ottimo, mentre (*****) eccezionale era riservato ai grandi capolavori - ecco quelli sì!!! - prima della seconda guerra, Eisenstein, Chaplin, Dreyer, Renoir, Lang, von Stroheim, i fondatori, i titani, i cineasti eccezionali come uomini del Rinascimento (Sadoul), i MIchelangelo, i Raffaello, i Leonardo da Vinci del cinema;
eppure anche L fu un genio del cinema perché film come li faceva lui non c'è un altro che li abbia mai fatti;
film dei quali appena uno vede un'inquadratura dice 'Sergio Leone',
il bbc dunque doveva essere l'archiviazione del primo L e già questo rende dubbia la qualifica di capolavoro perché un capolavoro non è l'apertura dei 'saldi';
la formula del bbc era di realizzare una grande produzione internazionale, che s'avvicinasse ai kolossals che andavano allora, e che dovevano condurre L nell'olimpo dei grandi registi del cinema (De Fornari), in particolare al grande maestro dei film con scene di massa, Lean, Lawrence d'Arabia, Ponte sul fiume Kway, Dottor Zivago (che battè il bbc quel Natale del 66),
e L tenta 'di far grande' (De Fornari) con le scene della guerra tra nordisti e sudisti, le trincee sul fianco della collina, le bombe lanciate verso chissà quali obiettivi, il ridicolo 'scontro' sul ponte (=non si scontrano affatto guardate con attenzione), gli accampamenti dei soldati, il campo di prigionia grande come un rifugio in montagna,
senonché L avrà pensato 'a me mi seguono quando faccio vedere 'al cuore Ramon, son parole tue', 'il mio mulo si è offeso vuole le vostre scuse', 'colonnello spara se ti riesce'',
e così i due 'negri' Vincenzoni e Donati inserirono le sequenze le uniche che rendono il film entusiasmante:
'ehi amico sai che la tua faccia assomiglia a quello di uno che vale 2000 dollari', 'già ma tu non somigli a quello che li incassa ... couple of steps back',
'biondo tu spari ma il collo è il mio', 'eh ma se tu mi abbassi la percentuale potrei sbagliare la mira', 'ma la devi sbagliare bene perchè altrimenti vuol dire che uno non ha capito niente di Tuco, ma proprio nieenteeeee!',
questo è il west di SL, questo furono gli spaghetti_western, fenomeno di importanza capitale per il cinema italiano che, nel 64, stava finendo in bancarotta, e non sarebbero stati F, V, A, Pasolini a tirarlo sù, poco ma sicuro;
il cinema era la realizzazione industriale dell'opera d'arte, della pittura in particolare, ch'è l'arte cui più s'avvicina, ma non s'identifica per la presenza assolutamente essenziale della musica,
la migliore dimostrazione è che 'ectasy of gold' è una sinfonia, si può ascoltare in concerto senza alcun riferimento alla corsa di Wallach, evoca le immagini più belle che si possono determinare nella mente di chi la sente;
le sparatorie son pure suggestive ma non vogliono più dire niente, son messe lì tanto per non far addormentare lo spettatore, E in camera che pulisce la colt e la rimonta giusto in tempo per sparare, ma che senso aveva una scena del genere, perché gli volevano sparare? L eliminò al montaggio la scena in cui Tuco li assolda;
e Wallack dentro la tinozza che spara al povero Al Mullock? ma l'avevano fatto sopravvivere proprio per giustificare una sparatoria,
in effetti l'inizio è magistrale i tre che arrivano ... il vento, l'uscio che sbatte, le baracche cadenti ... Bragna che fa segno col capo di entrare nella posada ... e poi
i classici suoni degli spari italiani ... inutile che L scriva in rosso sullo schermo 'il brutto' perché si capisce, si capisce;
... nell'estate del 71 chiesi a mio padre di portarmi al cinema - quanto mi piaceva stare in città in piena estate, deserta, caldissima, per poter andare a vedere i western italiani di serie Z - e siccome c'era la riedizione di 'Sentieri selvaggi' - uno dei capolavori più profondi di Ford (Sadoul) - mio padre disse 'ma luca, c'è sentieri ...', ed io insistetti per un ... boh il solito filmetto,
ecco, quello era un capolavoro,
e come vorrei ancora quell'estate, per dire a mio padre 'sì andiamo a vedere Sentieri Selvaggi', sarei stato uno che capisce il cinema.
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luca g
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mercoledì 18 dicembre 2024
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ma quale capolavoro ...
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... ombre rosse sfida infernale sentieri selvaggi il fiume rosso
così si chiamano i capolavori del cinema western
'uno dei capolavori più profondi di Ford' scrive Sadoul a proposito di my darlling Clementine,
e, comunque, in Italia si chiamano la strada senso rocco e i suoi fratelli,
... Eisenstein, Chaplin, Dreyer, Renoir, Lang ...
l'improntitudine di L, paragonare Tuco a un personaggio di Chaplin, Chaplin che fu paragonato a Shakespeare, Moliere ...
... era il giorno di Natale del 66, i miei andavano al cinema, ma dal dottor zivago non si entrava così andarono a vedere BBC,
e come mi crucciavo che non potei perché era vietato ai 14, 'luca non ti piacerebbe',
non era più il SL dei dollari, o meglio, non i dollari fantasiosi dei primi due film, i dollari, veri, quelli della United Artists sì, quelli ci furono;
lo stesso divieto ai 14 (poi tolto qualche anno più tardi) è la dimostrazione del cambiamento, non era più la violenza paradossale, finta, di PPD, adesso era una violenza affettata, compiaciuta, che disturbava in quanto forzata, sì te la facciamo vedere sul serio la violenza, la povera Rada Rassimov - uuhh come mi piaceva - che implorava van cleef 'basta, basta' il quale le mollava degli sberloni mega, col suono tipico dei film italiani 'trsshh', van cleef nella fazenda che spara al ragazzino, e poi nella stanza scura mette il cuscino sulla faccia di .
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... ombre rosse sfida infernale sentieri selvaggi il fiume rosso
così si chiamano i capolavori del cinema western
'uno dei capolavori più profondi di Ford' scrive Sadoul a proposito di my darlling Clementine,
e, comunque, in Italia si chiamano la strada senso rocco e i suoi fratelli,
... Eisenstein, Chaplin, Dreyer, Renoir, Lang ...
l'improntitudine di L, paragonare Tuco a un personaggio di Chaplin, Chaplin che fu paragonato a Shakespeare, Moliere ...
... era il giorno di Natale del 66, i miei andavano al cinema, ma dal dottor zivago non si entrava così andarono a vedere BBC,
e come mi crucciavo che non potei perché era vietato ai 14, 'luca non ti piacerebbe',
non era più il SL dei dollari, o meglio, non i dollari fantasiosi dei primi due film, i dollari, veri, quelli della United Artists sì, quelli ci furono;
lo stesso divieto ai 14 (poi tolto qualche anno più tardi) è la dimostrazione del cambiamento, non era più la violenza paradossale, finta, di PPD, adesso era una violenza affettata, compiaciuta, che disturbava in quanto forzata, sì te la facciamo vedere sul serio la violenza, la povera Rada Rassimov - uuhh come mi piaceva - che implorava van cleef 'basta, basta' il quale le mollava degli sberloni mega, col suono tipico dei film italiani 'trsshh', van cleef nella fazenda che spara al ragazzino, e poi nella stanza scura mette il cuscino sulla faccia di ... beh chi era ... e giù tuggiù tuggiù i classici suoni degli spari italiani, che mi piacevano così tanto; e ancora Tuco preso a pugni nel campo di prigionia nella nefanda scena del pestaggio, non era più E in PPD o in PQDinpiù, qui i pugni colpivano come un vero pugno;
la formula del film era di rendere la violenza diciamo più seria, L aspirava ad entrare 'nell'olimpo dei grandi registi' (De Fornari), e così si scelse la guerra civile tra nord e sud, un tema storico, forse perchè lo chiesero gli americani,
senonché rappresentata così è una barzelletta, nei contesti assolati dell'Almeria, non mi risulta che i teatri operativi della guerra di secessione fossero situati nel far-west,
sembra che L volesse fare un western in grado di competere con quelli americani epperò irrimediabilmente mantecati al pomodoro fresco,
perché Age e Scarpelli gli scrissero 'la grande guerra in western' (De Fornari) L li liquidò e dovette richiamare i 'negri' come delicatamente li definiva ovverossìa Vincenzoni e Donati, che gli sistemarono un pò le cose infilando una sparatoria qui, una là;
Al Mallock non viene fatto morire in apertura, e lo si ritrova davanti alla tinozza con Wallach che fa il bagno nella tinozza, gonfia di schiuma, dalla quale parte il classico tuggiù che sistema il povero Mallock che poi si tolse la vita in c'era una volta il w, si vede che i film di L non lo rendevano poi molto contento di sé stesso;
ricordo che verso la fine degli anni sessanta lo vidi durante una delle frequenti ripresentazioni che si facevano d'estate, non che sia determinante la mia visione, ma mi deluse moltissimo, non c'erano più sparatorie a tutt'andare, c'era la noiosissima vicenda della guerra rappresentata piuttosto male, notate lo scontro dei militari sul ponte, i sudisti corrono sulla corsia di dx del ponte e i nordisti in senso contrario, e non si scontrano, si passano accanto indifferenti gli uni agli altri, eh ma allora vuol dire fare le scene di guerra a c...., le scene di massa non erano il forte di L;
le musiche di M cercano di suscitare un pò di sentimento senza grandi risultati,
ma era sbagliato il concetto di fondo, L non capiva niente dell'america, se c'è una cosa che là non tollerano è quella di mettere in cattiva luce - ne sa qualcosa Cimino con i cancelli del cielo - la loro storia, non lo ammettono ma neanche morti, per loro è sacra come il concetto di Dio,
e invece L va a fare interpretare l'ufficiale nordista a Giuffrè - ma che cavolo ci fa dannazione in un western pazzesco - L è così ignorante e presuntuoso da fare una polemica sulla guerra con una guerra altrui, in disparte che la guerra civile fu una cosa spaventosa ma non stupida, fu tremendamente seria, determinata dal fatto che c'era un contratto tra il sud che s'era impadronito di vari territori nel nord-ovest, che il nord voleva per farci passare la ferrovia, e un contratto del genere non lo sciogli davanti al giudice ...
mah l'unica cosa bella veramente stupenda è l'estasi dell'oro ma è bella la musica, Tuco che corre guardandosi indietro di lato è ridicola,
L dirigeva con le musiche di M in sottofondo il che vuol dire non capire proprio niente;
c'è ua scena, durante la sparatoria nella città distrutta, che grida vendetta, E spara a ... il sosia mascotte di L con la faccia di Alan Ladd ... a sangue freddo gli dice 'non va bene seguire la gente' e gli spara senza che questi abbia la possibilità di reagire, nefando, così faceva Palance con l'agricoltore in shane-il cavaliere della valle solitaria,
è molto suggestivo il modo di inquadrare E e vancleef e gli altri uomini di sentenza, tutti a cavallo mentre entrano nella città distrutta, la macchina da presa che inquadra dal basso verso l'alto i cavalli e i cavalieri, non il culo dei cavalli come diceva quell'°°°°° di Bertolucci, un bellissimo modo di filmare che Argento rifà in un esercito di 5 uomini;
il west di L fu tanto spettacolare quanto vuoto e alla fine la vacuità venne fuori,
soldi a palate ma L non era contento, voleva la gloria, no, tutti e due non si possono avere, nel cinema.
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sabato 11 marzo 2023
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«quando si spara, si spara, non si parla»
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"La battuta cult pronunciata da Tuco - «Quando si spara, si spara, non si parla» - fu completamente improvvisata da Eli Wallach. Quando la pronunciò tutta la troupe scoppiò a ridere" (https://www.corriere.it/spettacoli/cinema-serie-tv/cards/buono-brutto-cattivo-tv-scheletro-vero-set-l-avvelenamento-tuco-altri-8-segreti-film/battuta-cult.shtml#:~:text=La%20battuta%20cult%20pronunciata%20da,la%20troupe%20scoppi%C3%B2%20a%20ridere.)
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nando
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sabato 27 agosto 2022
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capolavoro intramontabile
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Visto ieri per l'ottava volta e sicuramente non l'ultima.
Caposaldo dello spaghetti western (o per alcuni cruel western) che poi sarebbe il vero western. Racconta una storia tra il romanzesco e il surreale, il tutto incastonato nella storia della guerra di secessione americana.
Dimenticate i bei tramonti del defunto Classic western di John Wayne e preparatevi al western fatto di bounty killer, banditi e spietati pistoleri. In parole povere, il western Quello vero.
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pedro
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sabato 17 aprile 2021
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leone si...ma con morricone
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E’ sempre difficile parlare di un film culto. Direi quasi “del” film culto.
Le opinioni sono quasi militanti. I film culto sono come le ideologie: non si discutono (basta vedere qui le 5 stelle d’ordinanza).
Ci provo comunque.
13º in classifica dei film più visti da sempre in italia, secondo le rilevazioni siae (ma in quell’epoca c’erano i circuiti non siae, come i cinema parrocchiali, i cineforum, ecc..ai quali sommare spettatori, molti spettatori, cosa alla quale non possono ambire i film recenti in classifica), è forse il film italiano più conosciuto nel mondo...anche nei luoghi più reconditi de pianeta sono arrivate le pizze di questo film.
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E’ sempre difficile parlare di un film culto. Direi quasi “del” film culto.
Le opinioni sono quasi militanti. I film culto sono come le ideologie: non si discutono (basta vedere qui le 5 stelle d’ordinanza).
Ci provo comunque.
13º in classifica dei film più visti da sempre in italia, secondo le rilevazioni siae (ma in quell’epoca c’erano i circuiti non siae, come i cinema parrocchiali, i cineforum, ecc..ai quali sommare spettatori, molti spettatori, cosa alla quale non possono ambire i film recenti in classifica), è forse il film italiano più conosciuto nel mondo...anche nei luoghi più reconditi de pianeta sono arrivate le pizze di questo film.
Pochi film italiani hanno tanti estimatori come questo (anzi, forse nessuno ne ha tanti). In certi circoli pseudo intellettuali di paesi remoti si possono citare fellini o antonioni, ma si è visto solo Leone. Nei blog in lingua inglese che ricostruiscono le locations dei flm più noti è uno dei pochi film italiani che troverete.
Insomma un cult movie senza discussione. Anzi, ripeto, forse il principale della storia del cinema almeno per spettatori.
Eppure è un film “datato”, uno di quegli intramontabili in cui si nota l’età. Un film che a volte si trascina troppo. Che ha delle ricostruzioni approssimative. Delle luci in interni fuori posto. Eastwood nel deserto con Tuco sembra sempre nello stesso posto, e sempre alla stessa ora (e lo è efffettivamente). Insomma il film risente dei limitati spazi della spagna rurale.
Anche se aveva un budget sontuoso, restava ancorato a pochi luoghi...tutti attorno a sad hill.
Insomma, visto ora, alle volte fa sorridere ed anche ( lo posso dire?) annoiare. Come qualsiasi western dell’epoca.
Questo forse serve però anche per sottilineare una della ragioni del perchè i film di Leone (la trilogia del dollaro e l’immediato successivo, c’era una volta il west, anche se questo girato negli USA) hanno quel passo decisivo che li trasforma in opere “immortali”: non solo per i primi piani finalmente con uomini sudaticci e sporchi, ma soprattutto per le musiche di Morricone.
Se molti nel globo terraqueo possono non aver visto i suoi film nessuno, nemmeno i più giovani, ignora i motivi musicali di Morricone.
Non sarò certo il primo a dirlo, ma senza Morricone forse Leone non sarebbe stato tale.
Detto questo vorrei infine sottolineare che ho visto la trilogia in 3 lingue (ricordate che leone non girava in presa diretta): in italiano, inglese e spagnolo. Paradossalmente quella italiana, con i suoi vecchi doppiatori, è la migliore.
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mr.rizzus
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lunedì 15 febbraio 2021
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capolavoro
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giulio andreetta
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lunedì 10 agosto 2020
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capolavoro assoluto
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Accingersi a scrivere di questo film appare molto difficile, anche perché ci troviamo di fronte ad un vero e riuscito esperimento d'arte cinematografica, che non fu subito apprezzato dalla critica nonostante l'incredibile successo di pubblico. Da menzionare subito l'incredibile valore della recitazione di questi tre monumenti, Lee Van Cleef, Eli Wallach e Clint Eastwood. Questi utlimi non potrebbero impersonare i caratteri più diversi: Wallach interpreta il classico delinquentello disposto a tutto per pochi dollari, Eastwood ritrae un personaggio calmo, intelligente, ed estremamente furbo, mentre Van Cleef dà vita a un carattere compassato, ma estremamente perverso.
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Accingersi a scrivere di questo film appare molto difficile, anche perché ci troviamo di fronte ad un vero e riuscito esperimento d'arte cinematografica, che non fu subito apprezzato dalla critica nonostante l'incredibile successo di pubblico. Da menzionare subito l'incredibile valore della recitazione di questi tre monumenti, Lee Van Cleef, Eli Wallach e Clint Eastwood. Questi utlimi non potrebbero impersonare i caratteri più diversi: Wallach interpreta il classico delinquentello disposto a tutto per pochi dollari, Eastwood ritrae un personaggio calmo, intelligente, ed estremamente furbo, mentre Van Cleef dà vita a un carattere compassato, ma estremamente perverso. Proprio dall'incontro/scontro tra questi tre tipi umani nasce a mio avviso l'incredibile valore della sceneggiatura e più in generale del film. E poi vogliamo parlare della musica? Ennio Morricone dà il meglio di se stesso, componendo alcuni tra i temi più celebri della sua incredibile carriera. Ogni melodia sembra essere associata ad uno di questi tre personaggi e l'effetto emotivo sullo spettatore è straordinario. Alcune scene mettono in luce il genio, il vero genio di Sergio Leone, qui alle sue vette d'ispirazione, si pensi solo alla scena in cui Tuco e 'il biondo' escono dal monastero e si mettono in viaggio sulla diligenza. Un rapido scambio di battute che sembra dire tutto, e in profondità, sulla psicologia dei personaggi. In effetti, come sottolineato anche in altri commenti, sembra anche a me che un racconto di questo genere sia avvicinabile all'epica classica, in quanto in questa pellicola ne sono presenti tutti i caratteri tipici: il viaggio inteso come prova di formazione, l'avventura, l'eroismo, le imprese leggendarie ecc. Un vero racconto popolare, ma non per questo ingenuo, che riesce sempre a comunicare qualcosa di diverso a seconda delle varie possibili letture interpretative. Un film, dunque, che sembra inesauribile: un cinema da scoprire e da riscoprire continuamente. Di fronte a tutto ciò esporre una breve sintesi della trama non renderebbe merito alla ricchezza di questo lavoro, che si colloca certamente alle vette dell'arte cinematografica.
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belliteam
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giovedì 9 aprile 2020
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"quando si spara, si spara. non si parla"
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"Biondo lo sai di chi sei figlio tu?", "quando si spara si spara. Non si parla", "il mondo si divide in 2 categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi" sono solo alcune delle frasi diventate poi iconiche in questo ennesimo capolavoro della cinematografia di Sergio Leone, con l'indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone.
Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Eli Wallach sono gli splendidi protagonisti di questo western ambientato durante la guerra di secessione... un susseguirsi di azione dove prima si e' complici l'uno dell'altro, poi si arriva al sadismo senza pieta' alcuna, in un susseguirsi di scontri a fuoco e vendette personali sino ad arrivare ad un epilogo entusiasmante.
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"Biondo lo sai di chi sei figlio tu?", "quando si spara si spara. Non si parla", "il mondo si divide in 2 categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi" sono solo alcune delle frasi diventate poi iconiche in questo ennesimo capolavoro della cinematografia di Sergio Leone, con l'indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone.
Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Eli Wallach sono gli splendidi protagonisti di questo western ambientato durante la guerra di secessione... un susseguirsi di azione dove prima si e' complici l'uno dell'altro, poi si arriva al sadismo senza pieta' alcuna, in un susseguirsi di scontri a fuoco e vendette personali sino ad arrivare ad un epilogo entusiasmante. Un vero capolavoro di quasi 3 ore che non smette mai di entusiasmarci ogni volta che lo si rivede
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onufrio
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lunedì 23 marzo 2020
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l'apoteosi
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Capitolo conclusivo della Trilogia del Dollaro di Sergio Leone, è l'apoteosi del cinema western, puntando su una lunga durata di quasi 3 ore, si raccontano le vicende di tre personaggi che si ritroveranno coinvolti per una caccia ad un ricco tesoro nascosto in un tomba in un cimitero. Un'esplosione di immagini, scene, musica, raccontate con calma, con i giusti tempi, gli sguardi giusti e la ristrettezza dei dialoghi, come sempre brevi ma decisi ed esaustivi.
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giuseppetoro
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lunedì 22 aprile 2019
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capolavoro
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Uno dei capolavori del cinema western. Un bellissimo film visto più volte...
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