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jonnylogan
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mercoledì 6 maggio 2026
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solo contro tutti
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Fra il 1959 e il 1972 l'agente Frank Serpico fu prima una recluta e poi un veterano della polizia della ‘Grande Mela’. Divenuto famoso grazie alla biografia a lui dedicata dal giornalista e autore Peter Maas. Serpico divenne protagonista suo malgrado di uno scandalo che dilagò nel corpo di polizia della 'città che non dorme mai', uno scandalo che debitamente riadattato per essere più romanzato e quindi raccontabile, fa da sfondo anche alla pellicola firmata da Sidney Lumet, nella quale l'agente di origine napoletana venne impersonato da uno degli attori feticcio della nuova Hollywood: un Al Pacino, all'epoca poco più che trentenne, che firmò una delle sue prove migliori di sempre, trasformandosi, a seguito di numerose ore di dialogo con il vero ex agente, esattamente nel suo clone; ovvero un agente sotto copertura, lavoratore infaticabile, figlio d'immigrati che per tutta la durata del film dimostra di essere un uomo integerrimo fino al parossismo, abile nell’infiltrarsi, ma che si accorge quasi immediatamente quanto il suo lavoro sia per molti aspetti inutile: perché tutti, colleghi e superiori, sono corrotti, e chi viene arrestato è per molti aspetti meno colpevole di chi lo deve arrestare.
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Fra il 1959 e il 1972 l'agente Frank Serpico fu prima una recluta e poi un veterano della polizia della ‘Grande Mela’. Divenuto famoso grazie alla biografia a lui dedicata dal giornalista e autore Peter Maas. Serpico divenne protagonista suo malgrado di uno scandalo che dilagò nel corpo di polizia della 'città che non dorme mai', uno scandalo che debitamente riadattato per essere più romanzato e quindi raccontabile, fa da sfondo anche alla pellicola firmata da Sidney Lumet, nella quale l'agente di origine napoletana venne impersonato da uno degli attori feticcio della nuova Hollywood: un Al Pacino, all'epoca poco più che trentenne, che firmò una delle sue prove migliori di sempre, trasformandosi, a seguito di numerose ore di dialogo con il vero ex agente, esattamente nel suo clone; ovvero un agente sotto copertura, lavoratore infaticabile, figlio d'immigrati che per tutta la durata del film dimostra di essere un uomo integerrimo fino al parossismo, abile nell’infiltrarsi, ma che si accorge quasi immediatamente quanto il suo lavoro sia per molti aspetti inutile: perché tutti, colleghi e superiori, sono corrotti, e chi viene arrestato è per molti aspetti meno colpevole di chi lo deve arrestare. Un uomo tormentato per tutta la durata della pellicola da una sete di giustizia insaziabile ed è forse questo il limite del film, perché se da un lato la fotografia color pastello di Arthur J. Ornitz sa enfatizzare la parabola decadente della città americana per eccellenza, emblema di quel sogno americano che appena tre anni dopo venne messo ulteriormente alla berlina da Scorsese e dal suo Taxi Driver (id.; 1976), dall'altro lato è proprio questo continuo disincanto e senso di sconfitta che fa quasi odiare questo personaggio senza macchia né paura.
Film di denuncia comunque molto ben riuscito e che all'epoca girò ulteriormente il coltello in una piaga che stentò a rimarginarsi velocemente. Il vero Frank Serpico al momento dell'uscita della pellicola stava ancora testimoniando contro i suoi ex colleghi, creando un precedente che fece scandalo nell'opinione pubblica americana. Prova monumentale di Pacino, premiato anche con il David di Donatello, ma non con quella statuetta Oscar che arrivò solo venti anni dopo grazie al remake di Profumo di Donna (id.; 1974) di Dino Risi.
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elgatoloco
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lunedì 26 ottobre 2020
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al pacino quasi esordiente
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"Serpico"(Sidney Lumet, 1973, da un soggetto-un libro reportage romanzato-di Peter Maas, con un,primo traitment di Waldo Salt, che il grande regista rifiuta e poi un seocndo, opera di Norman Wexler, che invece lo convincete)è da un lato una documentazione, una biografia, dall'altro una denuncia: Frank Serpico, poliziotto itaoamericano(pesante il doppiaggio in dialetto italo-meridionale, dove non c'è modo di vedere l'originale made in USA con la vvoce di Al Pacino), amante della danza e della lettura quanto rigorosissimo sul lavoro, desideroso di divenire detective, voglioso di "molta purezza"nella polizia quanto nemico di ogni possibile corruzione, è egli stesso oggetto di "prebende", di offerte di denaro che non solo rifiuta sdegnosamente, ma minaccia di denunciare metodo, colleghi corrotti e finisce per dare alla stampa(Mew York Times, ora the top of the top.
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"Serpico"(Sidney Lumet, 1973, da un soggetto-un libro reportage romanzato-di Peter Maas, con un,primo traitment di Waldo Salt, che il grande regista rifiuta e poi un seocndo, opera di Norman Wexler, che invece lo convincete)è da un lato una documentazione, una biografia, dall'altro una denuncia: Frank Serpico, poliziotto itaoamericano(pesante il doppiaggio in dialetto italo-meridionale, dove non c'è modo di vedere l'originale made in USA con la vvoce di Al Pacino), amante della danza e della lettura quanto rigorosissimo sul lavoro, desideroso di divenire detective, voglioso di "molta purezza"nella polizia quanto nemico di ogni possibile corruzione, è egli stesso oggetto di "prebende", di offerte di denaro che non solo rifiuta sdegnosamente, ma minaccia di denunciare metodo, colleghi corrotti e finisce per dare alla stampa(Mew York Times, ora the top of the top...)quanto sa. La sua carriera tra il 1959 e il 1972, con vari presidenti: Kennedy, Johnson, Nixon fino alla pensione... Un esempio di"Piedipiatti"sempre in borghese, dallo stile all'epoca"new", ma dalla morale acquisita dai parenti più vecchi che avevano"inverato"la stessa etica. Molto efficace la recitazione di Al Pacino, non precisamente esordiente, ma certo ancora lontano dalla notorietà, poi, invece, derivatagli proprio da questo fil,m... Decisamente un'intepretazione in stile"the Method"(Stanislwsky-Strasberg, alias identificazione, anche se non precisamente totale con il personaggio), che fa in modo che il protagonista sia realmente tale, stagliandosi anche decisamente sopra gli/le altri/e interpreti, di cui pure è difficile ciiticare alcunché, Come John Randolph, Bill Mc Guire e vari/e altri/e. Diciamo che la felicità dlel0incontro con un grandissimo regista come Lumet favorisce il protagonista e gli consente una performance che rompe con schemi inveterati al cinema, pur se la lezione di altri(Brando, Dean, il suo concorrente come"attore giovane"negli stessi anni, l'altro italoUSA Bob De Niro)c'era stata o era coeva e lo trasporta nella"hit"ideale del cinema. Le musiche di Mikis Threodorakis, certamente, hanno dato al film un sound-track mediterraneo particolamente adatto al personaggio e ai suoi"vezzi"ma anche alle sue caratteristiche più intime. El Gato
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catnip
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mercoledì 20 dicembre 2017
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sbalorditiva interpretazione di un eroe quotidiano
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Portando in scena un’amara realtà, quella della corruzione degli organi della polizia ,questa pellicola colpisce per la sua dimostrazione di verità. La storia di Frank Serpico apre gli occhi su un tipo di potere che cammina parallelo a quello della malavita, e dissacra l’autorità di coloro che andrebbero considerati i garanti della giustizia ,ma che si dimostrano al contrario uomini omertosi ,deviati dalla logica dei soldi, che sfruttano la loro intoccabile posizione per coprire criminali in cambio di bustarelle. Così intenso e ricco di patos , questo film porta la firma di un grande attore quale Al Pacino, al quale spetta grande merito per l’impeccabile recitazione .
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Portando in scena un’amara realtà, quella della corruzione degli organi della polizia ,questa pellicola colpisce per la sua dimostrazione di verità. La storia di Frank Serpico apre gli occhi su un tipo di potere che cammina parallelo a quello della malavita, e dissacra l’autorità di coloro che andrebbero considerati i garanti della giustizia ,ma che si dimostrano al contrario uomini omertosi ,deviati dalla logica dei soldi, che sfruttano la loro intoccabile posizione per coprire criminali in cambio di bustarelle. Così intenso e ricco di patos , questo film porta la firma di un grande attore quale Al Pacino, al quale spetta grande merito per l’impeccabile recitazione . La sua interpretazione commuove incredibilmente, la collera causata dalla disonestà dei colleghi è penetrante, il dolore per una vita privata che sta andando a rotoli risulta toccante, ed infine il senso di impotenza che avvolge il protagonista in una delle ultime scene all’ospedale, lascia un incredibile amaro in bocca. Non c’è un lieto fine in questo film, ma la speranza di un cambiamento che può essere attuato grazie ai gesti piccoli ,ma in fondo eroici di uomini semplici e discreti come Serpico. Ricca di verità risulta essere la storia del re saggio che viene raccontata dalla compagna di Serpico :
"C’era una volta un Re che regnava su un bellissimo paese e proprio nel mezzo del paese si trovava un pozzo e lì andavano a bere tutti e una notte... una strega arriva lì... e avvelena l’acqua del pozzo. Il giorno appresso tutti bevono quell’acqua eccetto il Re... e diventano tutti pazzi. Allora si raccolgono nella strada e dicono: bisogna cacciar via il Re... perché il Re è pazzo. Ma quando è notte il Re scende di nascosto e va a bere anche lui al pozzo. E il giorno seguente tutta la popolazione è felice perché il Re... ha ritrovato la ragione."
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catnip
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mercoledì 20 dicembre 2017
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sbalorditiva interpretazione di un eroe quotidiano
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Portando in scena un’amara realtà, quella della corruzione degli organi della polizia ,questa pellicola colpisce per la sua dimostrazione di verità. La storia di Frank Serpico apre gli occhi su un tipo di potere che cammina parallelo a quello della malavita, e dissacra l’autorità di coloro che andrebbero considerati i garanti della giustizia ma che si dimostrano al contrario uomini omertosi ,deviati dalla logica dei soldi, che sfruttano la loro intoccabile posizione per coprire criminali in cambio di bustarelle. Così intenso e ricco di patos , questo film porta la firma di un grande attore quale Al Pacino, al quale spetta grande merito per l’impeccabile recitazione .
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Portando in scena un’amara realtà, quella della corruzione degli organi della polizia ,questa pellicola colpisce per la sua dimostrazione di verità. La storia di Frank Serpico apre gli occhi su un tipo di potere che cammina parallelo a quello della malavita, e dissacra l’autorità di coloro che andrebbero considerati i garanti della giustizia ma che si dimostrano al contrario uomini omertosi ,deviati dalla logica dei soldi, che sfruttano la loro intoccabile posizione per coprire criminali in cambio di bustarelle. Così intenso e ricco di patos , questo film porta la firma di un grande attore quale Al Pacino, al quale spetta grande merito per l’impeccabile recitazione . La sua interpretazione commuove incredibilmente, la collera causata dalla disonestà dei colleghi è penetrante, il dolore per una vita privata che sta andando a rotoli risulta toccante, ed infine il senso di impotenza che avvolge il protagonista in una delle ultime scene all’ospedale, lascia un incredibile amaro in bocca. Non c’è un lieto fine in questo film, ma la speranza di un cambiamento che può essere attuato grazie ai gesti piccoli ,ma in fondo eroici di uomini semplici e discreti come Serpico. Ricca di verità risulta essere la storia del re saggio che viene raccontata dalla compagna di Serpico :
"C’era una volta un Re che regnava su un bellissimo paese e proprio nel mezzo del paese si trovava un pozzo e lì andavano a bere tutti e una notte... una strega arriva lì... e avvelena l’acqua del pozzo. Il giorno appresso tutti bevono quell’acqua eccetto il Re... e diventano tutti pazzi. Allora si raccolgono nella strada e dicono: bisogna cacciar via il Re... perché il Re è pazzo. Ma quando è notte il Re scende di nascosto e va a bere anche lui al pozzo. E il giorno seguente tutta la popolazione è felice perché il Re... ha ritrovato la ragione."
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fabio57
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giovedì 21 aprile 2016
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ottimo lumet
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Lumet confeziona un poliziesco notevole, ispirandosi ad una storia vera e drammatica,quella di Frank Serpico, poliziotto onesto e impermeabile alla corruzione che allignava nelle forze di polizia statunitensi.Purtoppo come la storia c'insegna, questo comportamento non paga e Il nostro involontario eroe si trovò a combattere, non contro i criminali come sarebbe giusto, aspettarsi ma contro colleghi e superiori che non gradivano una scelta che andava contro i loro loschi interessi.Al Pacino da il volto a questo straordinario pesonaggio ancora vivente, che ovviamente ha lasciato il corpo,dopo aver rischiato di lasciarci le penne, proprio tradito dai suoi compagni.
da vedere
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frank serpico
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martedì 7 aprile 2015
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interpretazione unica
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Io ancora non riesco a capire come il buon Al non abbia vinto l'oscar per questa interpretazione. E' assurdo.
Ho letto il libro di Mass, bellissimo, e il film è una degna trasposizione del testo. Non è il classico poliziesco, tutto muscoli e pallottole. E' molto di più. E' raccontato il dramma umano di un uomo che non vuole fare l'eroe di turno, vuole solo svolgere il suo onesto dovere. E questo lo porta ad essere emarginato e ostracizzato dai suoi colleghi.
E purtroppo la sua battaglia gli stravolgerà la vita, anche privata, ma non migliorerà molto la situazione da lui denunciata.
Forse non è il più bel film, ma sicuramente ci sono poche interpretazioni di questo livello. I suoi tormenti, i suoi sfoghi restano indelebili.
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shiningeyes
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domenica 27 ottobre 2013
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lumet-pacino bastano!
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Da annoverare fra i migliori film della New Hollywood e tra i migliori film della carriera di Lumet, “Serpico” è un viaggio tortuoso sulla dilagante corruzione che dilagava nelle centrali di polizia americane e del viaggio infernale dell’onestissimo agente Frank Serpico, che si rifiutava di accettare bustarelle andando contro la maggior parte del corpo di polizia. E’ tra l’odio generale che desta nei colleghi e della sordità dei capi della polizia che Serpico si rende conto che il marciume della società è integrato talmente tanto da colpire coloro che la società la dovrebbe proteggere. Un uomo che vive la paura di essere ucciso da uno dei suoi collaboratori o lasciato senza aiuto in situazioni delicate, ma che nonostante tutto, conserva i propri valori morali, al caro prezzo di vivere sul filo del rasoio.
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Da annoverare fra i migliori film della New Hollywood e tra i migliori film della carriera di Lumet, “Serpico” è un viaggio tortuoso sulla dilagante corruzione che dilagava nelle centrali di polizia americane e del viaggio infernale dell’onestissimo agente Frank Serpico, che si rifiutava di accettare bustarelle andando contro la maggior parte del corpo di polizia. E’ tra l’odio generale che desta nei colleghi e della sordità dei capi della polizia che Serpico si rende conto che il marciume della società è integrato talmente tanto da colpire coloro che la società la dovrebbe proteggere. Un uomo che vive la paura di essere ucciso da uno dei suoi collaboratori o lasciato senza aiuto in situazioni delicate, ma che nonostante tutto, conserva i propri valori morali, al caro prezzo di vivere sul filo del rasoio. Il duo Lumet-Pacino è strabiliante, la regia profonda e accurata del regista e la recitazione sofferta e tesa dell’attore fa tutto il film, come se non ci fosse bisogno di altro; il resto è tutto contorno, senza levare nulla a una scenografia scelta bene dei bassifondi di New York o della buona sceneggiatura di Sal, Wrexler e Bregman. Un film scorrevolissimo ed emozionante che ci illustra per bene la situazione delicata che si creò in quel periodo e di come sia importante saper scegliere gente limpida per un lavoro come il poliziotto; interessante anche la polemica contro i politici che decidono di mettersi in gioco solo quando le carte sono scoperte a tutta l’opinione pubblica, e solo per salvare la faccia.
“Serpico” rimane un gran film, da vedere per forza se si è fan della New Hollywood o se si vuole godere un Pacino in forma strepitosa e in piena fase ascendente.
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corazzatakotiomkin
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lunedì 4 febbraio 2013
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corruption is everywhere !
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Film che lascia riflettere, e soprattutto demoralizza mostrando che purtroppo la corruzione è incontrastabile; tuttavia uno piccola possibilita di salvezza, una minima traccia di purezza c'è ancora : è Frank Serpico.
Al Pacino, come sempre, interpreta il personaggio alla perfezione.
Proprio un bel film.
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maniacfilm
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domenica 16 dicembre 2012
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brando fioravanti
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martedì 10 aprile 2012
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angoscia sensa fine
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Un poliziotto onesto e deciso nel lavoro si ritrova continuamente a fare i conti con la corruzione presente in tutti i distretti di polizia. Inutili saranno i tentativi di denuncia ai superiori. L'onestà dovrebbe essere vista come qualcosa di regolare, ma in questo caso si trasforma in un impresa impossibile. Il film diventa un incubo in cui il poliziotto dovrà guardarsi continuamente le spalle dai suoi colleghi. Solamente alla fine dopo essere stato ferito avrà il merito per la sua dura lotta alla corruzione. Grande prova per Al Pacino che mano a mano perde il suo entusiasmo fino a rifiutare la medaglia. Un angoscia infinita in cui qualsiasi persona avrebbe ceduto alle tentazioni o abbandonato il proprio lavoro.
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Un poliziotto onesto e deciso nel lavoro si ritrova continuamente a fare i conti con la corruzione presente in tutti i distretti di polizia. Inutili saranno i tentativi di denuncia ai superiori. L'onestà dovrebbe essere vista come qualcosa di regolare, ma in questo caso si trasforma in un impresa impossibile. Il film diventa un incubo in cui il poliziotto dovrà guardarsi continuamente le spalle dai suoi colleghi. Solamente alla fine dopo essere stato ferito avrà il merito per la sua dura lotta alla corruzione. Grande prova per Al Pacino che mano a mano perde il suo entusiasmo fino a rifiutare la medaglia. Un angoscia infinita in cui qualsiasi persona avrebbe ceduto alle tentazioni o abbandonato il proprio lavoro. Buon esempio di umanità e valori che trionfano in un mondo bassissimo e squallido.
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