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jonnylogan
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martedì 26 maggio 2026
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il bello di correre
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Una vedova con la grinta e l’intraprendenza della britannica Naomi Watts che inanella una ottima prova drammatica e in assoluta solitudine, perché al massimo si trova nel centro di un'area boschiva a dialogare per lunghi tratti con voci provenienti dal proprio cellulare: talvolta voci amiche, altre di lavoro, ma molto spesso da parte delle forze dell'ordine intente a porle domande spiazzanti, riguardo la situazione personale della sua famiglia e dei suoi figli.
In quasi un'ora e mezza di pellicola Amy Carr, fiscalista per necessità e madre single non per ragioni legate a un divorzio, ma causate dalla morte improvvisa dell'ex marito, si trova proiettata in uno degli incubi peggiori nei quali qualunque genitore rischia di trovarsi: Non sapere cosa stia accadendo ai propri figli e se questi siano in pericolo.
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Una vedova con la grinta e l’intraprendenza della britannica Naomi Watts che inanella una ottima prova drammatica e in assoluta solitudine, perché al massimo si trova nel centro di un'area boschiva a dialogare per lunghi tratti con voci provenienti dal proprio cellulare: talvolta voci amiche, altre di lavoro, ma molto spesso da parte delle forze dell'ordine intente a porle domande spiazzanti, riguardo la situazione personale della sua famiglia e dei suoi figli.
In quasi un'ora e mezza di pellicola Amy Carr, fiscalista per necessità e madre single non per ragioni legate a un divorzio, ma causate dalla morte improvvisa dell'ex marito, si trova proiettata in uno degli incubi peggiori nei quali qualunque genitore rischia di trovarsi: Non sapere cosa stia accadendo ai propri figli e se questi siano in pericolo.
Il regista Australiano Phillip Noyce, perennemente in bilico fra il mondo della serialità televisiva e quello del cinema, viene assistito dalla sceneggiatura firmata da Chris Sparling, riuscendo a portarci al centro di una giornata da incubo che si dipana davanti agli occhi della protagonista e al tempo stesso anche di fronte ai nostri sguardi, che come lei scopriamo solamente con lo svolgersi della trama cosa stia accadendo. Rappresentando non solamente un thriller ben costruito con l’ausilio di pochi accorgimenti, ma anche una chiara denuncia rispetto alla deriva dell’uso delle armi nel mondo d’oltreoceano.
Come detto la Watts si carica sulle spalle tutto il peso del film, svolgendo in maniera eccellente la parte di madre disperata e anche di detective improvvisata. Aggiungendo una nuova interpretazione drammatica alla sua vasta carriera.
Sinossi che trae spunto da miriadi di vicende simili verificatesi nel mondo a stelle e strisce, ma che ha il limite, e al tempo stesso la propria forza, proprio nel giocare tutta la narrazione solamente sull'interpretazione di una sola attrice. E pellicola che al tempo stesso, a causa del tema trattato in maniera così 'frontale' e senza troppi fronzoli, è stata vietata ai minori di tredici anni non accompagnati.
Da vedere se desiderate capire cosa possa accadere in soli novanta minuti di pura adrenalina e per poter rivalutare Naomi Watts come una delle migliori attrici contemporanee, e troppo spesso sottovalutate.
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jonnylogan
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martedì 26 maggio 2026
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il bello di correre
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Una vedova con la grinta e l’intraprendenza della britannica Naomi Watts che inanella una ottima prova drammatica e in assoluta solitudine, perché al massimo si trova nel centro di un'area boschiva a dialogare per lunghi tratti con voci provenienti dal proprio cellulare: talvolta voci amiche, altre di lavoro, ma molto spesso da parte delle forze dell'ordine intente a porle domande spiazzanti, riguardo la situazione personale della sua famiglia e dei suoi figli.
In quasi un'ora e mezza di pellicola Amy Carr, fiscalista per necessità e madre single non per ragioni legate a un divorzio, ma causate dalla morte improvvisa dell'ex marito, si trova proiettata in uno degli incubi peggiori nei quali qualunque genitore rischia di trovarsi: Non sapere cosa stia accadendo ai propri figli e se questi siano in pericolo.
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Una vedova con la grinta e l’intraprendenza della britannica Naomi Watts che inanella una ottima prova drammatica e in assoluta solitudine, perché al massimo si trova nel centro di un'area boschiva a dialogare per lunghi tratti con voci provenienti dal proprio cellulare: talvolta voci amiche, altre di lavoro, ma molto spesso da parte delle forze dell'ordine intente a porle domande spiazzanti, riguardo la situazione personale della sua famiglia e dei suoi figli.
In quasi un'ora e mezza di pellicola Amy Carr, fiscalista per necessità e madre single non per ragioni legate a un divorzio, ma causate dalla morte improvvisa dell'ex marito, si trova proiettata in uno degli incubi peggiori nei quali qualunque genitore rischia di trovarsi: Non sapere cosa stia accadendo ai propri figli e se questi siano in pericolo.
Il regista Australiano Phillip Noyce, perennemente in bilico fra il mondo della serialità televisiva e quello del cinema, viene assistito dalla sceneggiatura firmata da Chris Sparling, riuscendo a portarci al centro di una giornata da incubo che si dipana davanti agli occhi della protagonista e al tempo stesso anche di fronte ai nostri sguardi, che come lei scopriamo solamente con lo svolgersi della trama cosa stia accadendo. Rappresentando non solamente un thriller ben costruito con l’ausilio di pochi accorgimenti, ma anche una chiara denuncia rispetto alla deriva dell’uso delle armi nel mondo d’oltreoceano.
Come detto la Watts si carica sulle spalle tutto il peso del film, svolgendo in maniera eccellente la parte di madre disperata e anche di detective improvvisata. Aggiungendo una nuova interpretazione drammatica alla sua vasta carriera.
Sinossi che trae spunto da miriadi di vicende simili verificatesi nel mondo a stelle e strisce, ma che ha il limite, e al tempo stesso la propria forza, proprio nel giocare tutta la narrazione solamente sull'interpretazione di una sola attrice. E pellicola che al tempo stesso, a causa del tema trattato in maniera così 'frontale' e senza troppi fronzoli, è stata vietata ai minori di tredici anni non accompagnati.
Da vedere se desiderate capire cosa possa accadere in soli novanta minuti di pura adrenalina e per poter rivalutare Naomi Watts come una delle migliori attrici contemporanee, e troppo spesso sottovalutate.
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nino pellino
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venerdì 18 aprile 2025
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grande naomi watts, insignificante il film
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Mai visto un film così deludente da parte mia rispetto alle premesse che mi ero posto. Una tranquilla giornata si trasforma di colpo in un terribile incubo per una madre che apprende la notizia al cellulare da parte di rappresentanti delle forze dell'ordine e mentre sta praticando footing all'interno di un vasto bosco isolato, che suo figlio e altre sventurate persone sono state prese in ostaggio da un serial killer omicida all'interno di una scuola. In pratica tutta la trama è incentrata sull'agitato e costante stato d'animo della donna mentre corre all'aria aperta e sui suoi continui colloqui telefonici con la polizia e anche con lo stesso serial killer nella speranza di poterlo persuadere dal compiere atti violenti.
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Mai visto un film così deludente da parte mia rispetto alle premesse che mi ero posto. Una tranquilla giornata si trasforma di colpo in un terribile incubo per una madre che apprende la notizia al cellulare da parte di rappresentanti delle forze dell'ordine e mentre sta praticando footing all'interno di un vasto bosco isolato, che suo figlio e altre sventurate persone sono state prese in ostaggio da un serial killer omicida all'interno di una scuola. In pratica tutta la trama è incentrata sull'agitato e costante stato d'animo della donna mentre corre all'aria aperta e sui suoi continui colloqui telefonici con la polizia e anche con lo stesso serial killer nella speranza di poterlo persuadere dal compiere atti violenti. L'abominio più atroce di questo film è scoprire che in realtà il finale non c'è, non si vede nulla dell'attentato, ma sappiamo comunque come andrà a finire la vicenda. Risultato finale: 10 e lode all'interpretazione di Naomi Watts, ma scarsa invece la consistenza del film. Per un calcolo matematico, la sintesi è un valore di gradimento di 2 stelle. Mi aspettavo francamente di più.
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maxs.
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venerdì 5 gennaio 2024
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rovinato dalla scena madre in poi
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Inizialmente è anche godibile per il rapporto con la blogger intriso, d'ironia, ma scade nella banalità più totale nel finale.
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(di maxs.)
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luis smaniotto
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martedì 28 giugno 2022
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non è un film, è un podcast
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Film estremamente noioso di una donna che parla per tutto il tempo al cellulare. Film senza immagini inerenti alla storia, solo una donna nel bosco che rompe tutti quanti sul cellulare. Dobbiamo immaginare la storia tramite le conversazioni proprio come in un podcast. Terribile.
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luis smaniotto
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martedì 28 giugno 2022
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non è un film, è un podcast
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Estremamente noioso guardare un film dove una donna passa tutto il tempo sul cellulare. Un film senza immagini inerente alla storia, solo una donna e il bosco. Terribile come proposta.
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