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greatsteven
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venerdì 31 marzo 2017
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lo sbarco in normandia dalle tre prospettive.
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IL GIORNO PIù LUNGO (USA/UK/GERM, 1962) diretto da ANDREW MARTON, BERNHARD WICKI & KEN ANNAKIN. Interpretato da JOHN WAYNE, ROBERT MITCHUM, HENRY FONDA, ROD STEIGER, ROBERT RYAN, PETER LAWFORD, RICHARD BURTON, SEAN CONNERY, SAL MINEO, JEAN-LOUIS BARRAULT, ARLETTY, MEL FERRER, CURD JüRGENS
Lo sbarco in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944, il giorno più fatidico e pianificato della Seconda Guerra Mondiale sul fronte europeo, raccontato minuziosamente con una sistematica elencazione di ore, reparti militari, ufficiali superiori, luoghi e momenti precisi in cui si articolò l’invasione col più vasto dispiegamento di forze di tutta la storia bellica umana.
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IL GIORNO PIù LUNGO (USA/UK/GERM, 1962) diretto da ANDREW MARTON, BERNHARD WICKI & KEN ANNAKIN. Interpretato da JOHN WAYNE, ROBERT MITCHUM, HENRY FONDA, ROD STEIGER, ROBERT RYAN, PETER LAWFORD, RICHARD BURTON, SEAN CONNERY, SAL MINEO, JEAN-LOUIS BARRAULT, ARLETTY, MEL FERRER, CURD JüRGENS
Lo sbarco in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944, il giorno più fatidico e pianificato della Seconda Guerra Mondiale sul fronte europeo, raccontato minuziosamente con una sistematica elencazione di ore, reparti militari, ufficiali superiori, luoghi e momenti precisi in cui si articolò l’invasione col più vasto dispiegamento di forze di tutta la storia bellica umana. B. Wicki si occupò delle riprese su suolo tedesco, Annakin di quelle britanniche e Marton di quelle statunitensi. La sera precedente alla venuta dell’esercito anglo-americano dal canale della Manica, tutti i dubbi, le ansie, i progetti e le risoluzioni di soldati semplici, sergenti, tenenti, colonnelli, maggiori e generali dal punto di vista di tutte le armate coinvolte, compresa la prospettiva anche del popolo francese collaborazionista, occupato quattro anni prima dal Terzo Reich (emblematico è qui il pensiero a favore degli Alleati del contadino francese che guarda lo svolgersi della guerra dalla finestra, commentando il nazista in groppa all’asino). La puntigliosità della ricostruzione storica è ammirevole, l’ambientazione raffigura con crudo e potente realismo il clima di spasmodica attesa in cui le sorti del conflitto erano in procinto di rivolgersi, la colonna sonora è incentrata prevalentemente sulla Quinta Sinfonia di Beethoven (le prime note eseguite al principio di ogni attacco) e sulla musica, suonata con la tromba, delle vecchie cavallerie di memoria western, qui riadattate per il conflitto novecentesco meccanizzato. Un cast di attori che non finisce più, una caterva di interpreti stra-famosi e tutti di ottima preparazione recitativa, fra cui è doveroso riconoscere un’immensa bravura ad un ormai collaudatissimo Wayne che veste i panni del generale severo e laconico che rimane ferito ad una caviglia, a Mitchum, col suo colonnello dall’espressione imperscrutabile (marchio di fabbrica dell’attore anche in altri ruoli), ad un trentaduenne S. Connery che interpreta il soldato che muore col piede incastrato nel filo di una mina da lui stesso innescata e ad un asciutto e convincente H. Fonda nelle vesti del generale James Davin, dal piglio gagliardamente persuasivo. La francese Arletty consegna al film una venatura di soffice femminilità dando corpo e voce alla popolana che nasconde i nazisti sulla via della sconfitta nei sotterranei artificiali della campagna normanna. Forse il film che, insieme a Salvate il soldato Ryan (S. Spielberg, 1998), sul tema dell’ultimo conflitto mondiale, ha più valorizzato l’evento che ne fu il decisivo capovolgimento, quell’avvenimento che determinò il sopravvento definitivo e coscienzioso, anche se non del tutto aggressivo, delle forze Alleate sulle potenze dell’Asse, e lo racconta senza esprimere giudizi di sorta, ponendo molte domande anche sul piano tecnico della guerra armata senza la pretesa di risposte e sottolineando – caso raro ma molto lodevole per quei tempi – l’umanità di tutti gli uomini (e donne, perché escluderle?) che fecero sì che uno sbarco in terra straniera stabilisse a chi spettava la vittoria, soprattutto per l’intimo e irreprimibile desiderio di milioni di soldati di rimpatriare dove erano attesi da una felicità raggiante per il loro ritorno. La lunghezza del film, tre ore meno dieci minuti, non pesa, quantomeno allo spettatore che mastica di storia e che già abituato ai peplum che rievocano la Storia nei suoi passaggi più cruciali, e di queste pellicole ne son state prodotte a iosa specialmente nel periodo che segnò la transizione dal cinema americano classico alla crisi della settima arte, in cui dominarono il rifiuto di ogni censura e la voglia di rappresentare il mondo, la vita e i loro attori secondo punti di vista innovativi, magari pure trasgressivi. Un bianco e nero di forte espressività, un montaggio convenzionale e in puro stile classico, ma pur sempre funzionale, ottime riprese aeree che ritraggono con grandiosa veridicità i paesaggi del cielo e del mare e in particolar modo due contributi tecnici, ma al contempo anche artistici, che completano un quadro generale non inappuntabile, ma comunque ben più che discreto: una sceneggiatura che punta sui dialoghi del "dietro le quinte", esaminando i prospetti e le pianificazioni di coloro che comandavano gli eserciti, resa possibile da un copione tutt’altro che magniloquente, e una selezione dei luoghi in cui ambientare le imprese militari che ha un non so che di agreste e contemporaneamente vivifico, nel senso che si prendono ad esempio, e non a pretesto, luoghi campestri, stalle, lavanderie, battigie lacustri, spiagge (e per forza, vista l’operazione Omaha Beach!), quartieri, vie e colline erbose per descrivere scontri che vengono fatti dagli esseri umani in prima linea e in prima persona, riconoscendo dunque l’essenza comune piena ed effettiva tanto dei soldati in senso stretto, quanto dei civili, sia che aiutassero i militari, sia che li contrastassero. Consigliabile per gli studenti delle scuole medie. Un piccolo capolavoro di eccellente artigianato.
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angelito
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mercoledì 4 novembre 2009
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una grande passione alla col. sonora.
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Sono Angelino Satta (in arte spesso Angelo Satta)e sono un armonicista iscritto alla "HARMONICAS DE FRANCE FEDERATION". Con la mia armonica la col. sonora del film il giorno piu' lungo è un pezzo che eseguo nei miei concerti, in asolo, o accompagnato da altri strumentisti. Questa musica ce l'ho nel cuore, fin dalla mia giovinezza.
E' chiaro che nella musica è insito il suo grande significato dello sbarco in Normandia, con i suoi risvolti di liberazione da un periodo di terrore.ù
Una volta, molti anni fa, avervo uno spartito musicale che prestai ad un complesso musicale a Genova. Non ho più avuto quello spartito ma eseguo, a memoria, la musica che presento in eventi e varie occasioni. Credo di non dimenticare una nota.
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Sono Angelino Satta (in arte spesso Angelo Satta)e sono un armonicista iscritto alla "HARMONICAS DE FRANCE FEDERATION". Con la mia armonica la col. sonora del film il giorno piu' lungo è un pezzo che eseguo nei miei concerti, in asolo, o accompagnato da altri strumentisti. Questa musica ce l'ho nel cuore, fin dalla mia giovinezza.
E' chiaro che nella musica è insito il suo grande significato dello sbarco in Normandia, con i suoi risvolti di liberazione da un periodo di terrore.ù
Una volta, molti anni fa, avervo uno spartito musicale che prestai ad un complesso musicale a Genova. Non ho più avuto quello spartito ma eseguo, a memoria, la musica che presento in eventi e varie occasioni. Credo di non dimenticare una nota.
Quanto ad una mia esecuzione con l'armonica si può visitare INTERNET, con l'esecuzione del tema "il Padrino".
Ritengo che l'armonica sia lo strumento, dopo la voce umana, in grado di esprimere al meglio le sensazioni e i sentimenti del prorio animo.
Un mio prossimo concerto, Armonica e Pianoforte, previsto al Teatro Modena di Ge-Sampierdarena.
il 23.12.09 Il giorno Più Lungo farà parte del mio CONCERTO DI NATALE. Angelino.
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marco
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lunedì 12 gennaio 2009
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lo vedo tutte le sere prima di dormire
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ci feriscono il quore con monotono languore se è tutto vero questo messaggio che mando la bbc come frase è geniale
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valentina
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martedì 4 novembre 2008
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il giorno più lungo
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questo film è stupendo!! anke se ho 14 anni, nn smetto + d guardarlo!!! ...qui si ke c sono veri attori.. non come i film odierni (molti) fatti solo a computer!!! tutto il cast è fantastico!! i fatti sono ricostruiti alla perfezione!! w the longeste day!!!!
[+] ciao valentina, il tuo commento e' geniale e...ved
(di angelito)
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rigoletto78
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giovedì 21 agosto 2008
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voci del doppiaggio
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Vorrei lasciare qui una testimonianza, sono entrato in possesso di tre copie diverse di questo film due digitali e una analogica, ora posso dire che in tutte e tre ho trovato tre diverse riproduzioni del doppiaggio, una tutta in Italiano (Magnifica) una in tre lingue per i personaggi tedeschi (tedesco) per i francesi (francese) per inglesi (Italiano) e americani (Inglese) e la terza dove tutti parlano italiano ma con la differenza che alcuni doppiatori (relativi a Tedeschi e Francesi) sono stati sostituiti con altri. Ora vorrei chiedere se qualcuno ne conosce il motivo oppure se io sono entrato in possesso di tre copie manomesse ad arte da qualche buon tempone.
Grazie dell'attenzione che mi dimostrate.
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Vorrei lasciare qui una testimonianza, sono entrato in possesso di tre copie diverse di questo film due digitali e una analogica, ora posso dire che in tutte e tre ho trovato tre diverse riproduzioni del doppiaggio, una tutta in Italiano (Magnifica) una in tre lingue per i personaggi tedeschi (tedesco) per i francesi (francese) per inglesi (Italiano) e americani (Inglese) e la terza dove tutti parlano italiano ma con la differenza che alcuni doppiatori (relativi a Tedeschi e Francesi) sono stati sostituiti con altri. Ora vorrei chiedere se qualcuno ne conosce il motivo oppure se io sono entrato in possesso di tre copie manomesse ad arte da qualche buon tempone.
Grazie dell'attenzione che mi dimostrate. spero che qualcuno mi risponderà.
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giancarlo
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venerdì 4 luglio 2008
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mai visto niente di più...
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...bello. Meraviglioso...
Fatto veramente bene. Un film assolutamente da vedere.
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francesco
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martedì 27 maggio 2008
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the longest day
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bello mi è servito x fare 1a tesina!
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antonella
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martedì 22 aprile 2008
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un ferito, un morto, un disperso
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Un ferito, un morto, un disperso, questa è la guerra, dice il pilota Raf di Burton con una gamba tenuta su da unas spilla da baslia. Gran film di guerra.
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michaelmyers90
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giovedì 21 febbraio 2008
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stupendo
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secondo me il miglior film di guerra sul d day mai realizzato con ottimi attori come john wayne,sean connery,robert mitchum a questo film non si può neanche paragonare salvate il soldato ryan l'unico secondo me che può paragonarsi a questo kolossal e la serie tv che hanno fatto band of brothers che è stupenda e molto curata
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renato corriero
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lunedì 8 gennaio 2007
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uno stupendo film di guerra
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Lo sbarco in Normandia, il "D-day" raccontato in modo tutt'altro che pesante e noioso e con un cast dei maggiori attori dell'epoca! E poi è ottimo il fatto che non ci sono buoni e cattivi ma solo uomini che cercano di obbedire e sopravvire ognuno per il proprio paese o per il proprio ideale!
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