Da film come questo diretto da un certo Grunberg ci si aspetta un poco di sano e stupido intrattenimento con il solito squalotto, questa volta in versione maxi, il gigantesco megalodonte visto peraltro in altre pellicole, impegnato in sequenze se non mozzafiato almeno spettacolari e invece si tratta di cosa del tutto diversa, la locandina inganna, un drammone familiare strappalacrime e noiosissimo su sfondo ecologista con tinte soprannaturali e con un bambino di sei anni inverosimilmente conoscitore di tutti i riti e i miti religiosi delle popolazioni tribali della Bahia Negra.