L'uomo di argilla

Film 2023 | Drammatico, 94 min.

Regia di Anaïs Tellenne. Un film Da vedere 2023 con Raphaël Thierry, Emmanuelle Devos, Marie-Christine Orry, Mireille Pitot. Cast completo Titolo originale: L'homme d'argile. Genere Drammatico, - Francia, 2023, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 13 febbraio 2025 distribuito da Satine Film. - MYmonetro 3,71 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2025

L'incontro di due personaggi completamente agli antipodi ma similmente meravigliosi e intriganti. In Italia al Box Office L'uomo di argilla ha incassato 33,7 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,71/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,92
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
In un'atmosfera fiabesca e fuori dal coro, un film intenso che ci fa soffermare sul lato umano delle relazioni.
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 10 febbraio 2025
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 10 febbraio 2025

Raphaël, non più giovane e con un occhio solo, lavora come custode di un castello nobiliare nel nord della Francia vivendo con la madre nella casa di servizio della grande dimora. L'arrivo in piena notte dell'unica proprietaria del castello, l'artista Garance, sconvolge la vita di Raphae¨l: tormentata e affascinante, Garance convince l'uomo a posare per una grande scultura d'argilla e così facendo libera in lui l'animo del sognatore, avvicinandosi per la prima volta in vita sua all'amore e al piacere.

L'opera prima di Anaïs Tellenne, presentata nel 2023 nella sezione Orizzonti Extra della Mostra di Venezia, svela il lato sconosciuto di un'opera d'arte: l'origine del suo soggetto, la vita nascosta dietro la materia plastica modellata.

Raphaël, il protagonista del film, ha il fisico inconfondibile dell'interprete (e qui anche autore del soggetto) Raphaël Thiéry, che già Pietro Marcello in Le vele scarlatte aveva ripreso come una figura da fiaba nera: un orco dall'animo gentile, condannato a generare timore («Voglio che mi fai paura» gli dice all'inizio la postina Samia, con la quale allestisce grottesche scene di dominazione sessuale), ma animato da sogni di bellezza e creatività (suona la cornamusa in una band di musica tradizionale e la notte compone una sua melodia triste e bellissima).

In un ambiente aristocratico e decadente che ricorda i film di Otar Iosseliani (Caccia alle farfalle, Addio terraferma), la regista è brava a creare un'atmosfera fiabesca e fuori dal mondo, con la pioggia o il vento ad accompagnare l'ingresso in scena o gli umori dei personaggi e il chiaro di luna a scontornarne le figure sullo sfondo. Dentro una cornice sia pittorica sia letteraria (a cui comunque l'ironia dello sguardo della servitù, e soprattutto dell'anziana madre di Raphaël, toglie un possibile eccesso di elegia) il rapporto fra servo e padrona tra Raphaël e Garance (interpretata da Emmanuelle Devos, al solito algida e dolce insieme) si trasforma nella relazione tra un'artista e il suo modello e, almeno nei sogni del custode, in quella ancora più intima tra un uomo e una donna innamorati.

Chi c'è dietro la statua del sognatore che Garance alla fine realizza? Un innamorato illuso o un uomo che grazie all'arte ha saputo liberarsi? E quindi, seguendo il ragionamento che in modo fin troppo esplicito la sceneggiatura suggerisce nel finale, chi è la musa di chi in L'uomo d'argilla? Il rozzo servitore che ispira la scultura all'artista concettuale o la donna tormentata e geniale che insegna al sognatore a realizzare almeno per un attimo i suoi sogni?

In fondo, Garance e Raphaël non sono così distanti, almeno fisicamente: lui è segnato dalla sua menomazione, lei, sfidando i preconcetti della società patriarcale, in passato si è fatta tatuare sulla pelle i tagli di carne dei macellai e si è distesa dentro un bancone alimentare.

Sono entrambi corpi, dunque, entrambi forme superficiali: lui il villano un po' tonto, lei la ricca decadente. Solo nel reciproco incontro, mentre alle loro spalle il paesaggio "parla" (splendida la camminata notturna nella campagna e significativo che proprio lei, scolpendo il volto di lui, lo definisca «un paesaggio»), Garance e Raphaël diventano qualcosa d'altro, di diverso: non necessariamente di autentico (in fondo tra loro non potrà mai esserci nulla, troppa è la distanza sociale che li divide), ma di unico e irripetibile. Come un'opera d'arte da osservare bene, superando l'impressione del primo sguardo e soffermandosi sulle pieghe del materiale. Umano, nel caso del film.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 9 marzo 2025
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Orbo da un occhio, imponente ma sgraziato, Raphaël (l'attore Thiéry, visto in «Le vele scarlatte» e «Povere creature!») è il manutentore di un maniero francese disabitato. Le sue giornate sono lavorativamente metodiche, ma si concede scappatelle nei boschi con l'eccentrica postina e suona con perizia la cornamusa in un gruppo di musica tradizionale.

NEWS
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mercoledì 12 febbraio 2025
 

Su MYmovies i primi minuti di un lungometraggio intenso che svela il lato sconosciuto di un'opera d'arte. Dal 13 febbraio al cinema. Guarda l'inizio del film »

TRAILER
venerdì 24 gennaio 2025
 

Regia di Anaïs Tellenne. Un film con Raphaël Thierry, Emmanuelle Devos, Marie-Christine Orry, Mireille Pitot, Alexis Louis Lucas. Da giovedì 13 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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