Non ci resta che vincere

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Un film di Javier Fesser. Con Javier Gutiérrez, Sergio Olmo, Julio Fernández (II), Jesús Lago, José de Luna, Fran Fuentes, Gloria Ramos, Alberto Nieto Ferrández, Roberto Chinchilla, Athenea Mata, Juan Margallo, Jesús Vidal, Luisa Gavasa.
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Titolo originale Campeones. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 124 min. - Spagna 2018. - Bim Distribuzione e Movies Inspired uscita giovedì 6 dicembre 2018. MYMONETRO Non ci resta che vincere * * * 1/2 - valutazione media: 3,74 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

tutti in gioco , senza vincitori né vinti Valutazione 4 stelle su cinque

di MAURIDAL


Feedback: 10068 | altri commenti e recensioni di MAURIDAL
sabato 27 luglio 2019

 IL film spagnolo ,per nazionalità ma soprattutto per i caratteri della cultura spagnola evidenti nei tratti di comicità di autoironia di apparente leggerezza irriverente e deridente che in questa storia potrebbero essere inopportuni  là dove viene raccontata la disabilità  psichica di alcuni giovani , che nella vita normale potrebbero essere un problema serio per le famiglie  e la società con le strutture pubbliche che non li aiutano e i conseguenti problemi di vita che loro  devono affrontare. In realtà la storia sceglie il lato positivo e migliore di queste persone disabili che inserite in opportune situazioni e seguite ,aiutate con passione riescono non solo a vivere bene ma ad esprimere umanità e comunicare amore per la vita che forse persone “ normali” spesso non riescono a fare . Si tratta di un gruppo di giovani inseriti in una associazione  volontaria che vuole formare una squadra di basket anche per partecipare alle gare a loro dedicate. Ovviamente le situazioni che si creano ,  con il contrasto tra la piena libertà di azione e di movimento dei ragazzi disabili e la necessaria disciplina e organizzazione di una squadra sportiva sono situazioni divertenti e anche tenere per i vari casi che si presentano con i problemi che ognuno porta con sé. L’incarico di formare la squadra e di addestrarla viene dato ad un vero allenatore   di basket , sportivo lui sì  anomalo,  perché  litigioso non troppo astemio insomma uno che presto si trova nei guai con la giustizia e viene assegnato ai servizi sociali per scontare una condanna lieve di tre mesi con i disabili . E qui scatta la storia di Marco l’allenatore licenziato dal club professionale per dedicarsi inizialmente con distacco e  indifferenza,  ai disabili che considera incapaci di alcunché . Interessante dunque il tema di fondo che si  racconta nel film dove per un caso nella vita,  un uomo , si trova ad affrontare   dei problemi come le disabilità , che non aveva mai conosciuto prima. Dunque la storia dell’allenatore Marco si intreccia per un lungo periodo con le vite quotidiane dei ragazzi disabili che nonostante le apparenti enormi difficoltà hanno voglia di fare squadra e di fare i campioni di basket . Un bel tema che il regista spagnolo racconta con leggerezza ma con la dovuta attenzione e rispetto per i protagonisti che recitano, non attori ma veri disabili .Tutto il film quindi prosegue con la progressiva ed efficace formazione dei singoli giocatori fino a formare tramite esercizi e allenamenti una vera squadra che deve essere pronta ad affrontare gare con altre squadre,  per vincere,  almeno questo è lo scopo proposto dall’allenatore. Intanto una prima trasformazione la avverte Marco  interpretato dal bravo  Gutièrrez che abbandona ogni diffidenza e pregiudizio, per avvicinarsi sempre di più alla dimensione dei suoi giocatori che ormai non considera più  solo degli incapaci ma invece amici fratelli figli che hanno diverse abilità da dover usare e su questa strada compie un ulteriore cambiamento , abbandona il ruolo dell’allenatore che vuole solo una squadra vincente, ma assume il ruolo di una sorta di  terapeuta che raggiungendo uno stato di tranquillità interiore alla  fine  del suo lavoro  con la squadra dei campioni disabili   considera vincenti non i punti segnati dai canestri messi a segno, nelle partite , ma i sentimenti di umanità e di amicizia reciproca che solidarizza tutti nella  squadra . Il messaggio  del film che fa riflettere tutti noi spettatori  in qualche modo coinvolti nelle problematiche dei disabili è un invito a non discriminare nessuno anzi a collaborare affinché una difficoltà psichica o fisica possa essere superata mettendosi ,come in questo film in gioco , e la vittoria finale della partita consiste nella ritrovata armonia tra tutti , abili e disabili con un bel finale dove non esistono né vincitori né vinti. Ma una grande festa di amicizia .  Il film merita di essere candidato all’Oscar , svelando una cinematografia spagnola impegnata e leggera. ( Mauridal)


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