Wajib - Invito al Matrimonio

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Un film di Annemarie Jacir. Con Mohammad Bakri, Saleh Bakri, Maria Zreik, Tarik Kopty, Monera Shehadeh.
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Titolo originale Wajib. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 96 min. - Palestina 2017. - Satine Film uscita martedì 24 aprile 2018. MYMONETRO Wajib - Invito al Matrimonio * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
flyanto giovedì 3 maggio 2018
due generazioni a confronto Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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"Wajib - Invito al Matrimonio" della regista Annemarie Jacir racconta, appunto,  l'usanza palestinese dello 'Wajib' di portare  personalmente nelle case degli invitati la partecipazione di nozze con  relativo invito. Ed è quello che in due giornate fanno in occasione del matrimonio della figlia/sorella un padre ed un figlio ritornato a Nazareth dall'Italia dove è emigrato. Questa sarà per loro anche, se non  soprattutto,  l'occasione per confrontarsi, litigare e riappacificarsi, accettandosi reciprocamente, pur avendo entrambi, per generazione differente,  mentalità diverse.
Candidato meritatamente quest'anno all'Oscar come miglior film straniero, "Wajib - Invito al Matrimonio" riesce bene a  rappresentare la situazione di disagio nonchè di insofferenza nei confronti degli israeliani da parte dei palestinesi cristiani residenti a Nazareth oltre, come sopra già accennato, la diversa concezione di vita e di idee dei due protagonisti, padre e figlio. [+]

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vanessa zarastro lunedì 30 luglio 2018
differenze e identità Valutazione 4 stelle su cinque
80%
No
20%

Siamo a Nazareth ai tempi di oggi, in prossimità del Natale. È imminente il matrimonio di Amal e suo fratello Shabi, che fa l’architetto e vive in Italia, torna a casa per l’evento ad aiutare il padre Abu Shadi, un insegnante di scuola sessantenne, per organizzare la festa. La madre non vive più lì perché anni prima si era innamorata di un altro uomo e l’aveva seguito in America.
“Wajib” vuol dire circa “dovere sociale” e la tradizione della Palestina settentrionale vuole che gli inviti vengano recapitati a mano dai maschi della famiglia e che ogni invitato sia contattato personalmente in modo che la sua presenza appaia di grande importanza. [+]

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michelecamero venerdì 27 luglio 2018
bellissimi dialoghi generazionali Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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 Film ambientato e girato a Nazareth dove è rimasto a vivere un anziano professore di religione cristiana, divorziato da una moglie che lo aveva abbandonato con due figli piccoli, un maschio ed una femmina, preferendo fuggire negli Stati Uniti con il nuovo compagno poiché, come dirà nel corso della narrazione cinematografica il figlio, “voleva di più” rispetto alla vita che le particolari contingenze storiche, le avrebbero consentito in quella terra martoriata. L'occasione del matrimonio della figlia Amal e il rispetto della tradizione palestinese che vuole da parte dei familiari, un personale peregrinaggio presso le dimore degli invitati alle nozze allo scopo di consegnar loro l’invito, fa tornare da Roma dove nel frattempo è diventato architetto, lavora e convive con una ragazza palestinese figlia di un esponente dell’OLP in esilio, il figlio Shadi. [+]

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flyanto giovedì 3 maggio 2018
due generazioni a confronto Valutazione 0 stelle su cinque
100%
No
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"Wajib - Invito al Matrimonio" della regista Annemarie Jacir racconta, appunto,  l'usanza palestinese dello 'Wajib' di portare  personalmente nelle case degli invitati la partecipazione di nozze con  relativo invito. Ed è quello che in due giornate fanno in occasione del matrimonio della figlia/sorella un padre ed un figlio ritornato a Nazareth dall'Italia dove è emigrato. Questa sarà per loro anche, se non  soprattutto,  l'occasione per confrontarsi, litigare e riappacificarsi, accettandosi reciprocamente, pur avendo entrambi, per generazione differente,  mentalità diverse.
Candidato meritatamente quest'anno all'Oscar come miglior film straniero, "Wajib - Invito al Matrimonio" riesce bene a  rappresentare la situazione di disagio nonchè di insofferenza nei confronti degli israeliani da parte dei palestinesi cristiani residenti a Nazareth oltre, come sopra già accennato, la diversa concezione di vita e di idee dei due protagonisti, padre e figlio. [+]

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fabiofeli sabato 28 aprile 2018
mentre cala la sera a nazareth Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Il Wajib è una tradizione palestinese: gli inviti al matrimonio di una giovane donna di casa li portano personalmente a casa degli invitati il padre e, se ci sono, i fratelli maschi della ragazza. Siamo a Nazareth, caotica città nella quale vivono molti palestinesi che dal 1948 hanno dovuto prendere la cittadinanza dello stato di Israele. Il 60% dei palestinesi residenti è mussulmano, mentre l’altro 40% è cristiano. Abu Shadi (Mohammed Bakri) e Shadi (Saleh Bakri) sono il padre ed il fratello di Amal (Maria Zreik) e spetta a loro portare a mano, a bordo della vecchia Volvo, il wajib a tutti gli invitati. [+]

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carlosantoni domenica 6 maggio 2018
la palestina nel confronto tra un padre e un figli Valutazione 4 stelle su cinque
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No
100%

Trovo la recensione di Francesca Ferri così puntuale e convincente che potrei astenermi da aggiungere alcunché. Se invece mi provo a dire qualcosa, è per cercare di rendere onore, seppure solo con qualche impressione modesta, a un film intelligente, sensibile e proprio ben fatto.
Un aspetto che potrebbe sembrare secondario o peggio ancora casuale, ma credo proprio non lo sia, è che chi interpreta i ruoli di padre e figlio, Abu Shadi e Shadi, siano davvero padre e figlio nella vita: Mohammad Bakri e Saled Bakri,. Un po’ come in E.W.S. di Kubrick, dove i coniugi Bill e Alice sono interpretati dai realmente coniugi Cruise e Kidman. È sicuramente una scelta stilistica e contenutistica voluta dalla regista Annemarie Jacir: due uomini, padre e figlio in carne ed ossa, che interpretano più o meno se stessi, ovvero le loro diverse generazioni, con i relativamente diversi modi di affrontare la dura realtà del servaggio palestinese in terra sionista. [+]

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rabbit58 mercoledì 2 maggio 2018
parziale Valutazione 1 stelle su cinque
25%
No
75%

Film deludente. Scarsa l'introspezione dei personaggi anche se le tematiche accennate sono senza dubbio importanti. Non c'è alcun cenno esplicito all'appartenenza religiosa nè questa sembra entrare nelle vite dei personaggi se non come folklore natalizio. L'unica presenza religiosa, in una città come Nazareth piena di chiese e di conventi, è un prete ortodosso al quale il protagonista mostra l'indice in segno di disprezzo. Manca del tutto l'elemento costituito dal rapporto spesso estremamente difficile con i musulmani ossia un elemento, al contrario, costantemente presente in una città (e non è l'unica: si pensi a Betlemme) in cui il radicalismo islamico tende costantemente a riemergere per sottomettere i cristiani (non molto tempo fa gli islamici avevano manifestato l'intenzione di erigere pretestuosamente una moschea con un minareto che sovrastasse la cupola della basilica della Natività). [+]

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cardclau giovedì 10 maggio 2018
un posto per tutti? Valutazione 4 stelle su cinque
17%
No
83%

Il film di Annemarie Jacir, Wajib - Invito al Matrimonio, narra una storia apparentemente semplice: due palestinesi, padre e figlio, attraversano la città di Nazareth, sotto il dominio israeliano, per andare personalmente a consegnare gli inviti del matrimonio della figlia. L'ordito, apparentemente senza particolari problemi, del tessuto del racconto narrato, si complica rapidamente in una trama complessa e variegata. Gli israeliani, presenti fisicamente solo una sera dove possono gustare delle prelbatezze della cucina palestinese, sono una presenza perenne e minacciosa, dalle continue notizie alla radio, nel covato odio verso di loro dei palestinesi, nella drammatica loro sensazione (dei palentinesi) che quella terra non sia pIù la loro, che lì per loro non ci sia un futuro dignitoso; dove l'unica via di scampo consisterebbe dell'abbandono, se possibile, di quella terra, per cercare fortuna altrove, in un alto paese. [+]

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