Les Gardiennes

Un film di Xavier Beauvois. Con Nathalie Baye, Laura Smet, Iris Bry, Cyril Descours, Gilbert Bonneau.
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Titolo originale Les Gardiennes. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 138 min. - Francia 2017.
   
   
   

Storia di donne, di guerra e di sacrifici. Valutazione 3 stelle su cinque

di Ashtray_Bliss


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martedì 6 agosto 2019

Sono evidenti ma non scontate, e pertanto encomiabili, le intenzioni di Xavier Beauvois con questo particolare lungometraggio, Les Gardianes. Evocando gli spettri della guerra, la più feroce e sanguinosa che l'Europa abbia vissuto, il registra si concentra sugli effetti non meno devastanti e ingombranti che la guerra ha prodotto e che le donne hanno dovuto affrontare. Da sole, letteralmente. Un film che dunque offre uno sguardo al femminile descrivendo minuziosamente e realisticamente il duro lavoro che le donne hanno dovuto assumersi e portare avanti quando gli uomini erano lontani da casa, a combattere sul fronte. Un lavoro svolto nei campi manualmente, senza tanti mezzi a disposizione, un compito routinario e monotono dove il susseguirsi dei mesi e delle stagioni scorre lentamente e abitudinariamente, proprio come le mansioni di semina e raccolta, di macina e di vendita del grano. Il tempo non sembra scalfire il volto ma bensì l'animo e la resistenza di queste donne sole, senza uomini a guidarle o supportarle che prendono nelle loro mani le redini della famiglia e della proprietà mandando avanti le attività economiche. Le matriarche in questa storia sono Hortense, donna invecchiata con grazia che inizia ben presto a sentire il peso del duro lavoro sulle sue spalle, la figlia Solange ed infine la giovanissima Francine, donna robusta e in grado di svolgere le stesse mansioni di un uomo con fermezza, perseveranza e umiltà che si aggiunge alla famiglia Paridier per aiutare le prime due.
Francine verrà ben accolta e i suoi sforzi saranno riconosciuti ma l'equiibrio cambia repentinamente quando Francine conosce Georges, il figlio più giovane dei Paridier, durante un congedo di quest'ultimo. L'attrazione tra i due è potente e reciproca e sfocerà inevitabilmente in un rapporto epistolare e successivamente intimo che darà finalmente un senso a quella monotona e dura vita dei campi, almeno per la giovane Francine, fornendo nuova linfa vitale alla fattoria. Ma Hortense, al corrente della situazione, oltre a mandare avanti la fattoria, da brava matriarca, ha il dovere di preservare l'onore e l'immagine della famiglia nel paese, secondo lo schema più tradizionalista e patriarcale che si possa immaginare e far onorare le promesse di matrimonio scambiate anni prima tra Georges e Marguerite, giovane compaesana degli stessi. L'unione, dunque tra Francine e Georges viene recisa, nonostante le iniziali titubanze dei due viene recisa nonostante la giovane sia ormai in dolce attesa. Fatta allontanare dalla fattoria Paridier, Francine dovrà imparare a rimboccarsi di nuovo le maniche e garantire un futuro per se stessa e suo figlio. 
Les Gardiennes, tratto da un libro omonimo, riesce nella sua missione e armandosi di semplicità descrittiva e narrativa, una virtù ricercata e quasi ostentata, ricrea abilmente un passato ormai troppo lontano dai nostri ricordi o dalle nostre esperienze, e avvalendosi dei suoi tempi lunghi e scanditi, delle sue sequenze ripetitive, dei colori smorti della natura che segue eternamente i suoi cicli di vita e morte, mette in atto una storia di formazione, perseveranza, speranza e silenziosa sofferenza, sia fisica che psichica, interiore. Una douleur quasi muta che si manifesta nsotto forma del lavoro duro nei campi, nella lacerante attesa del ritorno dei propri figli, fratelli e mariti dal fronte di guerra, dell'agognata fine di una guerra della quale non conoscono le reali dimensioni. Ma nel mezzo di questi colori insaturi che dipingono la natura e l'umore delle donne vi nasce la speranza, l'amore, i progetti per un futuro migliore. Francine, col volto e tutta la carica e forza espressiva di Iris Bry, incarna perfettamente questo ideale di donna, e per estensione di una generazione intera di donne. Una vita giovane che guarda in avanti, senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà e dagli ostacoli, ma reagisce pur silenziosamente e si ribella anche quando accetta a malincuore la decisione di Hortense lasciando la dimora Paridier con le valigie in mano o quando decide di vendere i suoi capelli per poter far battezzare il figlio neonato. Un figlio che non conoscerà mai suo padre a causa del grave errore di Hortense e della sua convinzione a voler mantenere un apparente equilibrio, una fragile normalità di facciata, imposta dalle convenzioni sociali e dalle strette tradizioni di una comunità rurale all'alba del 19o secolo. 
Les Gardiennes risulta così un film stratificato e lineare, che espone in modo vivido, da più angolature e riprese, gli effetti non meno devastanti della guerra dal punto di vista strettamente femminile. Una storia di donne forti, che resistono e non si piegano, che non si arrendono sia che si tratti di mandare avanti una fattoria o di crescere un figlio nel mezzo dell'incertezza e dell'instabilità sociale ed economica. Un film placido, con una forza interiore sotteranea e potente, scandito da tempi piuttosto lunghi e dilatati, si sofferma volentieri sugli dettagli e particolari che sembrano irrilevanti, come i gesti, gli sguardi, il linguaggio del corpo. Eppure sono questi elementi che donano spessore alla pellicola, che la rendono personale e intima, in grado di farci percepire attraverso le immagini e i suoni, i pensieri e i sentimenti delle protagoniste e farcele sentire ancora più vicine nonostante la distanza spaziotemporale che ci separa da quell'epoca.
Un buon prodotto indipendente che riconferma la bravura e la visionarietà di Xavier Beauvois, regista in grado di immortalare e proporre uno spaccato di vita ed esistenza femminile durante uno dei periodi più bui della storia, e raccontarlo dal loro punto di vista, ispirandosi liberamente all'omonimo romanzo. 
Voto: 3/5.

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