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sellerone
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domenica 28 febbraio 2021
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uà... un altro virusss
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Niente di nuovo sotto il sole, tranne qualche evidente inflenza narrativa e visiva a nascita nota. Bella l'idea dell'occhio spione, ma complessivamente non basta a dare un senso adeguato a gusti esosi come i miei in questo tipo di film.
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elgatoloco
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giovedì 21 giugno 2018
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piùche interessante
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Con echi anche(forse inconsciamente, direi)da"Mad Max", serie di film anni 1980 made in Australia, "Doomsday"(2008, di Neil Marshall, autore di tutto, dal soggetto alla sceneggiatura, da solo), riprende e attualizza problmeatiche para-apocalittiche (virus terribile)con una sorta di antisocietà, con richiami medievali(nella zona del vallo di Adriano, visto come finis Scotiae, significativamente)- Dittatura a Londra o qualcosa di simile, anti-società(anti.potere, se si vuole)nella"periferia"scozzese, forse anche con(non inconscio)richiamo alla voglia di separatismo sempre risorgente, in specie dopo l'esperienza-ora"in sonno"-della Catalunya versus Espana- Ma le aspirazioni, qui, sono ben altre.
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Con echi anche(forse inconsciamente, direi)da"Mad Max", serie di film anni 1980 made in Australia, "Doomsday"(2008, di Neil Marshall, autore di tutto, dal soggetto alla sceneggiatura, da solo), riprende e attualizza problmeatiche para-apocalittiche (virus terribile)con una sorta di antisocietà, con richiami medievali(nella zona del vallo di Adriano, visto come finis Scotiae, significativamente)- Dittatura a Londra o qualcosa di simile, anti-società(anti.potere, se si vuole)nella"periferia"scozzese, forse anche con(non inconscio)richiamo alla voglia di separatismo sempre risorgente, in specie dopo l'esperienza-ora"in sonno"-della Catalunya versus Espana- Ma le aspirazioni, qui, sono ben altre. Di tipo apocalittico, appunto, dato"Doomsday" vale"Giorno del giudizio universale", dove, inutile dirlo, anche il virus e la questione del contravveleno-vaccino da trovare ha naturalmente un grosso peso, ma soprattutto ha valore metaforico. Da"snidare", possiamo dire, da ricercare, oltre le tante scene d'azione(lotte vere e proprie, incendi, esplosioni, sfide all'OK-Corral in chaive"fantapolitica", con Marshall grande corifeo e Malcom Mc Dowell, Rhona Mitra, Nora-Jane Noone e Lee-Anne Liebenberg(attrici bellissime, dove non vale l'interpretazione di Balzac sulle donne britanniche, ma del resto anche lui riconosceva qualche eccezione di rara bellezza), nonché David O'Hara e Bo Hoskins, dove bisogna dire che .unico modesta critica al film e al suo unico creatore-forse qualche dialoggo in più avrebbe solo giovato al film, dandoci qualche coordinata ulteriore, mentre dobbiamo accontentarci della nostra modesta interpretazione... Semizombies ever and ever, viene da dire, di chi ha contratto il virus... El Gato
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my_movies_land
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domenica 13 agosto 2017
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una delusione.
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“Doomsday” è una pellicola del 2008, diretta da Neil Marshall, conosciuto per l’horror “The descent”,Marshall lo vedremo prossimamente dietro alla regia del possibile seguito di “Kong: Skull Island” e del probabile reboot di “Hellboy”.
Il film mi aveva incuriosito principalmente per la trama anche se non mi aspettavo un capolavoro ma, di certo, una pellicola almeno discreta e, una volta arrivato su Netflix, ho deciso di visionarlo.
La pellicola fa acqua quasi da tutte le parti, l' unico aspetto discreto del film sono lo splatter che, di sicuro, non viene a mancare rendendo il film un pochino più divertente e il comparto degli effetti speciali.
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“Doomsday” è una pellicola del 2008, diretta da Neil Marshall, conosciuto per l’horror “The descent”,Marshall lo vedremo prossimamente dietro alla regia del possibile seguito di “Kong: Skull Island” e del probabile reboot di “Hellboy”.
Il film mi aveva incuriosito principalmente per la trama anche se non mi aspettavo un capolavoro ma, di certo, una pellicola almeno discreta e, una volta arrivato su Netflix, ho deciso di visionarlo.
La pellicola fa acqua quasi da tutte le parti, l' unico aspetto discreto del film sono lo splatter che, di sicuro, non viene a mancare rendendo il film un pochino più divertente e il comparto degli effetti speciali. Ma per il resto davvero non ci siamo. Le interpretazioni e la caratterizzazione dei personaggi sono degne dei film di serie B con Steven Segal , ridicole e surreali. Già dopo la prima mezzora, il film sfocia nell’assurdo con la scozia divisa in persone travestite da medioevo e armate di arco e frecce e dall’altro lato ragazzi punk anarchici e cannibali, molto simili ai personaggi che ritroviamo nei primi “Mad Max”.
Il film, inoltre, non riesce nemmeno ad essere di intrattenimento, risultando noioso e prevedibile
voto: 4/10
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diego
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lunedì 20 marzo 2017
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the warriors
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nelle recenzioni generali, tra i tanti film che questo doomsday tenta di "accrocchiare" vi è pure il mitico the warriors, nella scena quando lo scuolabus tutto sgangherato tenta di inseguire i soldati. Nella scena originale i guerrieri scappano dall'autobus dei "Turnbull Ac's": This is Turnbull Ac's!!!!"
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themaster
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mercoledì 17 agosto 2016
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non capito
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Ciò che si nota a proposito di Neill Marshall è che molto spesso i suoi film non vengono compresi,nè dalla critica nè tantomeno dal pubblico e Doomsday ne è la prova,la pellicola infatti è una sorta di semi remake di 1997 Fuga da New York ibridato con Distretto 13 Le Brigate della Morte con un pizzico di Western e Mad Max,una sorta di calderone tanto anarchico quanto ben fatto. Ma vediamo perchè.
Rhona Mitra interpreta un personaggio molto risoluto,privo di un occhio (Snake Plissken coff coff) e che sa sempre cosa fare nel momento in cui va fatto,oltre a presentare uno spirito senza regole e anarchico che è perfettamente in linea con il pensiero di John Carpenter cui prende spunto Marshall,gli altri attori fanno il loro lavoro a parte alcuni comprimari veramente inguardabili e Bob Hoskins,insieme a David O'Hara fanno un grandissimo lavoro.
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Ciò che si nota a proposito di Neill Marshall è che molto spesso i suoi film non vengono compresi,nè dalla critica nè tantomeno dal pubblico e Doomsday ne è la prova,la pellicola infatti è una sorta di semi remake di 1997 Fuga da New York ibridato con Distretto 13 Le Brigate della Morte con un pizzico di Western e Mad Max,una sorta di calderone tanto anarchico quanto ben fatto. Ma vediamo perchè.
Rhona Mitra interpreta un personaggio molto risoluto,privo di un occhio (Snake Plissken coff coff) e che sa sempre cosa fare nel momento in cui va fatto,oltre a presentare uno spirito senza regole e anarchico che è perfettamente in linea con il pensiero di John Carpenter cui prende spunto Marshall,gli altri attori fanno il loro lavoro a parte alcuni comprimari veramente inguardabili e Bob Hoskins,insieme a David O'Hara fanno un grandissimo lavoro.
L'ambientazione post apocalittica è sfruttata come un pretesto da Marshall per raccontare un mondo in cui non esistono nè vincitori nè vinti,ma solamente le macchinazioni di una forza politica bugiarda,inetta e subdola che non lascia scampo a nessuno e già solamente questo dovrebbe bastare per fare di questo film,un buon film. La regia,il montaggio e il sonoro che Marshall utilizza sono semplicemente perfetti,ipercinetici ma comunque perfettamente comprensibili alla faccia di incompetenti come Michael Bay,Zack Snyder,Len Wiseman e altri cani,inoltre il modo in cui il regista gioca con la fotografia è semplicemente geniale,fotografia che cambia in base al contesto e all'ambientazione e va a citare da I Guerrieri Della Notte al già citato Mad Max,il design e il concept dei personaggi sono perfetti e la scenegguatura,al netto di qualche svista e ingenuità risulta sempre convincente e pervasa da un'ironia graffiante e fuori dagli schemi,a tratti macabra che non lascia scampo a nessuno.
La forte valenza politica è avvalorata dal finale,in cui tutto esplode sia fisicamente che concettualmente,una conclusione che fa presagire una vera e propria rivoluzione spietata.
Il motivo per cui probabilmente il film non è stato apprezzato è che evade da ogni schema e linea guida,rasentando il trash in certi tratti,ma il tutto rimane comunque voluto se pur con qualche caduta di stile qua e la.
In sintesi Doomsday è un film che non scende a compromessi e che si ama o si odia,dal mio canto posso dire che il modo in cui Marshall gioca con l'iconografia carpenteriana e di genere è semplicemente geniale ed è un vero peccato che quasi nessuno conosca questo talento,costretto a fare film ogni due anni perchè troppo attaccato all'arte invece che all intrattenimento facile. Voto 8,5/10
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giuseppetoro
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giovedì 2 luglio 2015
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discreto!
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Film confusionario e molto poco spettacolare..
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no_data
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sabato 27 settembre 2014
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mamma mia!
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gianlucarinaldi
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mercoledì 17 settembre 2014
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eccessivo, senza sosta...geniale!
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Definito come un “Mad Max diretto da Luhrmann”, il terzo lungometraggio dell’inglese Marshall ha la pazzesca ambizione di affrontare una moltitudine di generi diversi: poliziesco, horror da epidemia, zombie movie, survival horror, action, fantascienza post-apocalittica, steam-punk, fantasy medievale e car-chasing. Per fortuna, se la cava egregiamente in ognuno di essi (da applausi il combattimento gladiatorio Eden vs. carnefice di Kane e l’inseguimento finale sulla Bentley), confermando la bravura poliedrica e versatile del regista.
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Definito come un “Mad Max diretto da Luhrmann”, il terzo lungometraggio dell’inglese Marshall ha la pazzesca ambizione di affrontare una moltitudine di generi diversi: poliziesco, horror da epidemia, zombie movie, survival horror, action, fantascienza post-apocalittica, steam-punk, fantasy medievale e car-chasing. Per fortuna, se la cava egregiamente in ognuno di essi (da applausi il combattimento gladiatorio Eden vs. carnefice di Kane e l’inseguimento finale sulla Bentley), confermando la bravura poliedrica e versatile del regista.
La logica narrativa è sacrificata (c’era da aspettarselo) ma in questo caso il gioco vale la candela, sopratutto nell’ultima mezz’ora squisitamente adrenalinica.
Non si contano le citazioni e i riferimenti a “1997: Fuga Da New York” in termini di stile, riprese, trama e musica. Non è intenzione di Marshall il paragonarsi a Carpenter: egli tiene piuttosto a celebrare tanto lui quanto Miller e Romero.
Sensuale, ironica e muscolosa, l’ex-modella Rhona Mitra (il cognome è tutto un programma) interpreta una protagonista fantastica e memorabile. Più che soddisfacente anche il resto del cast, in cui spicca la leggenda ormai attempata di Malcom McDowell (ricordate l’Alex di “Arancia Meccanica”?).
Il solito gusto del regista per lo splatter non manca, come neanche gli spettacolari e mozzafiato paesaggi scozzesi o il montaggio frenetico di alcune scene.
Qua e la geniale (carina la trovata dell’occhio-videocamera) e sicuramente fuori dagli schemi, la pellicola non evita, però, gli stereotipi dei molti generi che affronta. Come è possibile? Ciò che si chiede allo spettatore è di considerare ogni cliché incontrato come l’elemento di un’addizione: la somma finale sarà certamente diversa dai singoli addendi. Ciò dimostra l’originalità di quello che è senza ombra di dubbio il più politico e diseguale film di Marshall, regista il cui talento visivo è inseparabile dagli eccessi.
Vietato ai minori di 18 anni.
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elep23
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domenica 29 settembre 2013
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ottimo trailer per un film horror comico
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Il trailer del film prometteva bene, essendo stato “Io sono leggenda” di Francis Lawrence un film di tutto rispetto.
Una trama esiste ma oltre ad essere surreale è realizzata in maniera ridicola. Sembra la parodia di un film Horror, pensavo di vedere un film terrificante e mi sono trovata a guardare un film divertente.
I cannibali punk al massimo sono solo disgustosi ma neanche lontanamente spaventosi. Mai inseguimento in auto fu così divertente. Sicuramente non è un film Horror ma vale la pena vederlo, almeno per farsi quattro risate.
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peter patti
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giovedì 13 giugno 2013
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un filmetto
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Nella giungla del Vietnam i giovanottoni americani morivano con un senso di incredulità in volto: avevano visto talmente tanti cartoni animati da credere che anche loro, come i personaggi Disney e Hanna & Barbera, potessero risollevarsi e rimettersi in moto come se nulla fosse, continuando a combattere i "musi gialli". Già allora il cinema proponeva improbabili scene di "resurrezione", o scene di individui che scampavano miracolosamente a disastri immensi (bombe, sparatorie, esplosioni ecc.). Con gli anni, Hollywood si è specializzata ad esagerare fino al parossismo l'"action", ed ecco che arrivano pellicole come 'Tomb Raider' o appunto questo 'Doomsday', dove gli eroi (ma ormai spesso si tratta quasi sempre di un'eroina.
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Nella giungla del Vietnam i giovanottoni americani morivano con un senso di incredulità in volto: avevano visto talmente tanti cartoni animati da credere che anche loro, come i personaggi Disney e Hanna & Barbera, potessero risollevarsi e rimettersi in moto come se nulla fosse, continuando a combattere i "musi gialli". Già allora il cinema proponeva improbabili scene di "resurrezione", o scene di individui che scampavano miracolosamente a disastri immensi (bombe, sparatorie, esplosioni ecc.). Con gli anni, Hollywood si è specializzata ad esagerare fino al parossismo l'"action", ed ecco che arrivano pellicole come 'Tomb Raider' o appunto questo 'Doomsday', dove gli eroi (ma ormai spesso si tratta quasi sempre di un'eroina...) non solo si salvano da innumerevoli pericoli, ma finiscono in qualche modo per salvare il mondo, finanche.
Bene, bravo, sette più. Peccato che il più delle volte non regga la storia e che anche le premesse siano a dir poco... ridanciane!
In 'Doomsday' abbiamo un virus che si propaga in Scozia. Ma perché proprio là? Non poteva accadere in un Paese asiatico, o africano, o anche nello stesso Nordamerica? Che è tutto questo accanimento contro gli scozzesi, tipicamente inglese?? Poi, con l'avanzare dei minuti, capiamo che forse la Scozia è un pretesto per mettere in scena eserciti di straccioni/semi-zombie (alla 'Mad Max', per intenderci) in look punkeggiante. Dicono infatti che Glasgow sia, o sia stata, una delle capitali mondiali del movimento punk. D'accordo, ma perché allora trasformare questi sopravvissuti del virus letale anche in spietati sadomasochisti? Insomma: la Scozia è una vasta regione piena di boschi e fiumi e, semmai, i folli e i malsani li trovi nella pur bella Londra, non a Glasgow o a Edimburgo!
Ma a parte ciò (che può interessare e far sorridere in primis i conoscitori della vita e dei sentimenti della Gran Bretagna), e a parte tutti i cliché intorno alla Scozia che si vanno sviluppando man mano che la "storia" procede, abbiamo le profonde incoerenze del copione, e che nessuno ha pensato di eliminare, in nome di un'esaltazione dell'"azione" (con poca suspence però) e della violenza davvero malata. Carne denudata e spaccata, teste e arti tranciati, sangue che schizza ovunque... Solo per questo, cioè per il tanto sangue che scorre, il film avrebbe dovuto essere vietato come minimo ai minori di 18 anni. Dispiace - e non poco - la presenza nel cast di Bob Hoskins, grande attore che da solo ovviamente non riesce a impreziosire la pellicola. Ma forse Hoskins avrà pensato: "Ho recitato già in un cartone animato, quello della coniglia sexy... Un altro 'cartoon' non può certo danneggiare la mia carriera..."
Film stupido che non sfrutta l'idea-base interessante, e che soprattutto non sfrutta il bel titolo: 'Doomsday' è il Giorno del Giudizio, e quello prima o poi l'umanità dovrà affrontarlo sul serio. Ma non come accade in questo filmetto.
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