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jonnylogan
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domenica 10 maggio 2026
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pacino su tutto
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Ancora una volta nel ruolo d'infiltrato. Esattamente come avvenne nel 1973 in occasione dell'uscita di Serpico (id.;1973). Al Pacino si mostra come autore di una nuova prova efficace, misurata, calata in un contesto tetro, lugubre e clandestino; numerose le scene girate nel buio dei locali, di parchi e angoli di strada. Un Pacino al servizio di una pellicola nata non certo sotto i migliori auspici, perché vista come una critica aspra e macchiettistica della comunità gay, e che radunò in tal senso sia l’approvazione di alcuni esponenti, che si videro per una volta messi al centro di una descrizione non vissuta come necessariamente negativa.
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Ancora una volta nel ruolo d'infiltrato. Esattamente come avvenne nel 1973 in occasione dell'uscita di Serpico (id.;1973). Al Pacino si mostra come autore di una nuova prova efficace, misurata, calata in un contesto tetro, lugubre e clandestino; numerose le scene girate nel buio dei locali, di parchi e angoli di strada. Un Pacino al servizio di una pellicola nata non certo sotto i migliori auspici, perché vista come una critica aspra e macchiettistica della comunità gay, e che radunò in tal senso sia l’approvazione di alcuni esponenti, che si videro per una volta messi al centro di una descrizione non vissuta come necessariamente negativa. Ma anche critiche feroci da parte di altri, per come la comunità era stata dipinta come vittima di pulsioni perverse. Ma anche una pellicola che impiega la comunità omosessuale, e in particolare quella dei club sadomaso, come espediente narrativo per narrare di altro. Di una scia di omicidi difficili da risolvere e come modo per raccontare la ricerca d’identità di un eterosessuale, che per tutto il corso del film s'interrogherà su di sè.
Una comunità, quella dei locali del Greenwich, dedita ad abbigliamenti in lattice e a incontri clandestini - il titolo indica la pratica degli incontri omosessuali consumati in luoghi appartati e di fortuna – e una prova, quella di Pacino, solida, ma al tempo stesso differente rispetto a quella che lo coinvolse sette anni prima. Steve Burns infatti non ha la medesima cattiveria di Frank Serpico. È un uomo che svolge il proprio lavoro in maniera concentrata, puntuale, precisa, ma senza il medesimo senso di giustizia. Un agente convinto suo malgrado a infiltrarsi in un ambiente che non conosce e solamente per via della similitudine fisica che l'accomuna alle vittime di un presunto serial killer che colpisce i frequentatori del sottobosco sadomaso, ambiente che lo sconvolgerà personalmente fino a fargli mettere in dubbio la sua stessa natura. Paul Sorvino nei panni del capitano Edelson, divide con Pacino il ruolo di co - protagonista, impersonando un agente vecchio stampo che evita giudizi morali riguardo alle vittime e all’ambiente, ma che vuole solamente arrivare alla soluzione di un caso molto intricato.
Pellicola da riscoprire per vedere alcuni colpi di scena, applicati al genere thriller, che hanno reso celebre il cinema di William Friedkin e versione della pellicola che subì nel tempo differenti tagli e rimaneggiamenti, per evitare offese gratuite alla comunità gay, fino alla versione definitiva uscita in DVD del 2007.
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figliounico
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mercoledì 18 gennaio 2023
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un esperimento divino
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Metaforico ed al contempo realistico thriller anni ‘80 che mischia il sacro col profano veicolando un messaggio a sfondo religioso fin troppo esplicito. Sul motivo principale del La Musica notturna delle strade di Madrid di Boccherini Friedkin descrive la discesa agli inferi di Al Pacino, poliziotto innamorato della sua dolce Nancy, figura angelica che non redime, inviato speciale dell’ispettore capo Paul Sorvino, un padreterno ambiguo, claudicante come il diavolo, nel mondo sadomaso newyorkese a caccia del demoniaco serial killer che fa strage di gay. Non sarà un incarico come un altro, forse è una messa alla prova o un esperimento divino per verificare se l’uomo comune resiste alle tentazioni del maligno.
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Metaforico ed al contempo realistico thriller anni ‘80 che mischia il sacro col profano veicolando un messaggio a sfondo religioso fin troppo esplicito. Sul motivo principale del La Musica notturna delle strade di Madrid di Boccherini Friedkin descrive la discesa agli inferi di Al Pacino, poliziotto innamorato della sua dolce Nancy, figura angelica che non redime, inviato speciale dell’ispettore capo Paul Sorvino, un padreterno ambiguo, claudicante come il diavolo, nel mondo sadomaso newyorkese a caccia del demoniaco serial killer che fa strage di gay. Non sarà un incarico come un altro, forse è una messa alla prova o un esperimento divino per verificare se l’uomo comune resiste alle tentazioni del maligno. La risalita verso il paradiso della normalità sarà una pura illusione. Il finale aperto suggerisce che la trasformazione è avvenuta, l’anima candida si è corrotta e Paul Sorvino si accascia sulla sedia deluso dal fallimento della sua creatura.
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rita
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venerdì 8 marzo 2019
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al pacino non delude mai
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Per tomsoyer75 a travalicare i confini del thriller fino alla più estrema astrazione metafisica contribuiscono diversi fattori. In primis, oltre alle psichedeliche sequenze già citate, la geniale idea di mostrare gli artefici dei diversi omicidi come persone differenti e somiglianti al tempo stesso, confondendo i ruoli tra vittima e carnefice (ad esempio la vittima del primo omicidio e il carnefice del terzo sono interpretati dallo stesso attore) frantumando alla base ogni possibilità di lettura logica degli eventi per lo spettatore. Copia incolla da LaScimmiaParla.com
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paride86
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domenica 18 settembre 2011
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riuscito a metà
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Un assassino colpisce nell'ambiente sadomasochista omosessuale e un poliziotto è incaricato di infiltrarsi nel giro per scoprirlo.
"Cruising" è un film dalle belle atmosfere, ma tradisce le promesse che fa: il ritratto psicologico del protagonista, le sue paure, i suoi dubbi, sono solo appena accennati. E' un peccato, perché questa è proprio la parte più interessante di un noir che, altrimenti, di originale ha solo la "scabrosa" ambientazione.
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tomsoyer75
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mercoledì 2 febbraio 2011
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domanda?
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ciao a tutti, ho appena visto la versione in americano, e non ho capito bene una cosa, ma il killer è il ragazzo pugnalato nel parco dal protagonista? no perche dopo si vede un altro ragazzo biondo morto!(che poi mi sembra il vicino del protagonista durante la missione)
per il resto che dire...in lingua originale al pacino secondo me da proprio il bianco! per le sfumature del film dovrei capire bene tutti i dialoghi!!
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dany101
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venerdì 23 aprile 2010
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bellissimo
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Il film di friedkin dimostra di potersi caricare del fardello di" film più problamatico del secolo",in virtù della sua attendibilità,e voluta apnea ipnotica vorticale e ambigua.Assistiamo ad una pellicola drogata di inchiostro e pece,a cui è difficile sfuggire.La brutalità è comunque suggerita,senza-per questo-essere meno spaventosa,ma la cosa più importante è l'impianto che friedkin ha voluto intelaiare:completamente fuorviante,ambiguo,contradditorio.Sono queste le facce digrignanti di questo cane a tre teste,sbucato dritto dall'inferno.é obbligatorio sapere a cosa si va incontro,guardando questo film,anche perchè la versione integrale,dicono sia veramente oltraggiosa.Da fan di friedkin quale io sono,consiglio la visione,e dò 5 stelle,meritate.
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linda polverari
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domenica 13 settembre 2009
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film maledetto!
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E’ un film maledetto. E’ un tuffo negli abissi dell’animo umano. E’ di una cupezza incredibile.
In questo film di Friedkin Al Pacino interpreta Steve Burns, un poliziotto che si infiltra nell’ambiente gay per smascherare un maniaco assassino che uccide a pugnalate gli omosessuali scegliendo le sue vittime tra i giovani trentenni di altezza media e con i capelli neri. Steve, stando a contatto con i bassifondi di New York, vedrà a poco a poco il suo spirito vacillare.
Friedkin, non contento della scelta del casting apportò molti tagli al film, nonostante ciò anche in questa pellicola Al Pacino affascina come sempre nella parte “dell’animale”, a un passo dalla schizofrenia in cui si insinua il dubbio di non essere quello di cui è convinto essere, facendo ancora una volta mostra del suo immenso talento, della sua capacità di insinuarsi nell’anima di un ruolo come pochi altri riescono.
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E’ un film maledetto. E’ un tuffo negli abissi dell’animo umano. E’ di una cupezza incredibile.
In questo film di Friedkin Al Pacino interpreta Steve Burns, un poliziotto che si infiltra nell’ambiente gay per smascherare un maniaco assassino che uccide a pugnalate gli omosessuali scegliendo le sue vittime tra i giovani trentenni di altezza media e con i capelli neri. Steve, stando a contatto con i bassifondi di New York, vedrà a poco a poco il suo spirito vacillare.
Friedkin, non contento della scelta del casting apportò molti tagli al film, nonostante ciò anche in questa pellicola Al Pacino affascina come sempre nella parte “dell’animale”, a un passo dalla schizofrenia in cui si insinua il dubbio di non essere quello di cui è convinto essere, facendo ancora una volta mostra del suo immenso talento, della sua capacità di insinuarsi nell’anima di un ruolo come pochi altri riescono.
Le critiche furono negative soprattutto da parte degli attivisti omosessuali che protestarono contro il film pubblicamente tentando di boicottarlo. Riabilitato dalla critica, e dal movimento gay negli anni ’90, oggi il film rientra tra le pellicole cult per gli appassionati del genere horror.
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joe dicaprio
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sabato 11 luglio 2009
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ce l'hai grosso?
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Mi è riuscito di reperire e quindi visionare solo una versiona ultra-censurata della durata di 85 minuti. So che la versione integrale ne dura 120, mi chiedevo se qualcuno sapesse indicarmi dove/come trovare almeno la versione da 106 minuti.
In quella da 85 che ho visto, in effetti, alcuni passaggi risultano eccessivamente lasciati all'immaginazione (per via dei tagli?), e il film, che è palesemente nato per essere crudo (cosa ben evidente sin dalle prime battute), ne perde parecchio.
Pellicola 'acre' e buia, nera. Basti citare il dialogo tra Al e il commissario quando Al, sfinito, vuole lasciar perdere tutto e cerca di fargli capire che, tra l'altro, l'incarico lo sta portando sull'altra sponda (il rapporto con la sua ragazza in seria crisi), e si sente rispondere un cattivissimo: "tu mi servi, non mi pianti così".
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Mi è riuscito di reperire e quindi visionare solo una versiona ultra-censurata della durata di 85 minuti. So che la versione integrale ne dura 120, mi chiedevo se qualcuno sapesse indicarmi dove/come trovare almeno la versione da 106 minuti.
In quella da 85 che ho visto, in effetti, alcuni passaggi risultano eccessivamente lasciati all'immaginazione (per via dei tagli?), e il film, che è palesemente nato per essere crudo (cosa ben evidente sin dalle prime battute), ne perde parecchio.
Pellicola 'acre' e buia, nera. Basti citare il dialogo tra Al e il commissario quando Al, sfinito, vuole lasciar perdere tutto e cerca di fargli capire che, tra l'altro, l'incarico lo sta portando sull'altra sponda (il rapporto con la sua ragazza in seria crisi), e si sente rispondere un cattivissimo: "tu mi servi, non mi pianti così".
Da segnalare che Al Pacino ci delizia con la sua andatura unica e ambigua (mi riferisco proprio alla sua camminata) che torna a più riprese nel corso del film.
Parata di figure di estremo realismo, da ricordare, tra le altre, i due poliziotti "maschilisti" che abusano del potere della divisa per estorcere prestazioni agli omosessuali più effeminati, orsi gay e duri vestiti di pelle e latex nei club, il mandingo nero vestito di un paio di slip e un cappello da cowboy che entra in scena solo per schiaffeggiare Al, il vicino scrittore mezzasega.
Colonna sonora che seleziona pezzi di band punk gay (i Germs di Derby Crash su tutti).
Un'ultima citazione: la cattura del serial-killer avviene letteralmente "con le braghe calate" ed è preceduta da uno scambio di battute esemplare: "Ce l'hai grosso?", "Quanto basta."
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demien
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giovedì 30 ottobre 2008
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pacino immerso nel mondo sadomaso.
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Credo di aver visto anche io la versione censurata, quella da novanta minuti.
Comunque il film risulta essere disturbante con Pacino che forse non entra mai del tutto nella parte. Il film merita di essere visto.
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gig
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venerdì 10 ottobre 2008
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bello ma...
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è palesemente rovinato dai tagli della censura. Molti passaggi rimangono oscuri, il finale stesso nella versione di 120min, presenta innumerevoli punti interrogativi.
Per stessa ammissione del regista il film,che risulta amputato di ben 40minuti,non verrà mai mostrato in versione integrale...
non ci rimane che giudicare un bel quadro coperto da un velo scuro ...
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