Fuori vena

Un film di Tekla Taidelli. Con Tekla Taidelli, Giampaolo Muciaccia, Stefano Fornataro, Alessandro Beltramini, Marco Brambati, Felicetta Schena Drammatico, durata 100 min. - Italia 2005. uscita giovedì 1 giugno 2006. MYMONETRO Fuori vena * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
Il film: Fuori vena
Uscita: giovedì 1 giugno 2006
Anno produzione: 2005
Un film sulla tossicodipendenza e sull'uso-abuso di droghe, ambientato nella realtà giovanile di Milano e Bologna, liberamente inspirato da una storia vera, con attori tutti presi dalla strada.
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primo piano
Un viaggio ai margini della società a bordo di corpi marginali che conducono esistenze al limite
Alessandro Regoli     * * * - -

Quando l'ago non penetra la vena si verifica il pericoloso fenomeno del fuori vena. Se la sostanza da iniettare è tossica arriva nei tessuti vicini alla vena che si ammalano. La pelle si necrotizza e si formano ferite aperte, infezioni e ulcere.
L'esordio nel lungometraggio di Tekla Taidelli è un viaggio nel mondo dei giovani che vivono "fuori": fuori dagli schemi imposti dalla società, fuori dalla normalità imperante, fuori dai binari prestabiliti. Un viaggio ai margini della società a bordo di corpi marginali che conducono esistenze al limite, fuori dal tempo scandito da lancette a forma di siringhe e dentro il tunnel della droga in fondo al quale si intravede soltanto un barlume di speranze spezzate.
Questo e molto altro è Fuori vena: il racconto di giovani tossicodipendenti milanesi, la vita ai margini dei traveller di Bologna (un gruppo di persone che passa da un rave party all'altro e vive nei camion) ma soprattutto una storia d'amore tenera e senza speranza come poche altre volte si è visto sullo schermo. Quattro giorni di vita intensa tra la punk Tekla (figlia di genitori borghesi ha scelto di vivere in mezzo alla strada, vive una vita al limite ma senza mai oltrepassarlo) e Zanna il tossico che invece il limite l'ha superato da un pezzo imboccando una strada apparentemente senza ritorno, complici amicizie sbagliate e falsi "eroi" del quartiere. Un incontro che si fa scontro ed è subito amore disperato i cui protagonisti non sono né angeli caduti dal cielo né ragazzi gentili, ma persone "normali" che vivono appieno i problemi dei giovani che rappresentano.
Nonostante gli scarsi mezzi a disposizione emerge l'idea di cinema di Tekla, oscillante tra fiction e documentario, tra finzione e realtà, tra astrattezza e quotidiano con attori presi dalla strada e divertenti siparietti architettati con ironia e gusto per il nonsense.

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Carino,ma c'è di meglio....

giovedì 18 novembre 2010 di Dandy

L'esordiente regista milanese(anche sceneggiatrice)racconta dall'interno un mondo ai margini fiero di esserlo,con valori simil-tribali in opposizione a quelli borghesi.Ha il pregio di evitare redenzioni finali,e sa infondere una vitalità insolita per il genere,tra ironia,crudezza(poca ad essere sinceri)e tenerezza,ma lo stile è fin troppo omologato e videoclipparo(intermezzi surreali,montaggio isterico,musica a manetta,ecc...).E i giovani attori,oltre a non essere proprio maestri di recitazione,non continua »

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Realismo sociale ad alto ritmo cinematografico

venerdì 8 dicembre 2017 di Ennio

Rivisto dopo qualche anno: un gran bel film, per merito della protagonista e soprattutto della sua regia. Non ci sono tempi morti nella storia, per chi come me appartiene alla stragrande maggioranza degli spettatori che poco conoscono il mondo dei tossici. Quindi ogni trovata gergale, ogni furtarello , ogni manìa quotidiana dei protagonisti diventano una scoperta di un mondo (semi)nuovo, che mai nel film nega la sua natura marginale e autodistruttiva. Apprezzabile il senso continua »

Tekla
Ci sono tanti modi per sentire i brividi
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tekla
Una ceres io una ceres tuuuu!
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Tekla Taidelli
"Forse perchè anch'io sono senza pelle. Me l'ha levata mia padre quando se n'è andato…"
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«Fuori vena»: titolo duro per un film italiano da vedere

di Dario Zonta L'Unità

Era dai tempi di Amore tossico di Claudio Caligari (parliamo dei primi anni Ottanta) che non si vedeva un film spiazzante sul mondo delle droghe, raccontato dal di dentro. A rompere il tabù è una giovane esordiente milanese, Tekla Taidelli, che con Fuori Vena racconta, in un pamphlet «autobiografico», la storia di una punk in vena di melodrammi tossici e romantici. Si, perché Fuori Vena è anche e soprattutto un film su una storia d'amore tra una punk e un tossico, dedito all'eroina. Due dropout che vivono «senza pelle» e senza difese l'avventura dell'amore con le sue sfide e provocazioni. »

di Cristina Piccino Il Manifesto

Fondo rosso, figura maschile a tratto nero, Ovidio poeta della città è l'operaio resistente nel manifesto sessantottino (quasi omaggio a potop) creato per Sulmonacinema 2005 (la bella intuizione è di Pierluigi Marzi e Francesco D'Annunzio). Lo incontriamo ovunque in città a prova di un intreccio profondo con la realtà locale come dimostrano anche le sale sempre piene fino a tarda notte, pubblico attento che non si perde un film italiano del concorso lasciandosi sedurre dalle altre immagini, l'azionismo viennese e la narrazione antagonista a sé stessa di Jackie Raynal, meraviglioso sguardo del gruppo Zanzibar, i Dandy del Maggio come li chiamavano a Parigi, con Garrel tra gli altri e Bernadette Lafont. »

Un'inedita punk love story

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Tekla Taidelli aveva fatto irruzione al festival di Locarno con Fuori vena, film indipendente, che ora dopo essere stato sottoposto alle abituali strettoie distributive, finalmente approda sugli schermi italiani. Come suggerisce il titolo siamo in ambiente tossico. Ambiente già ampiamente rappresentato al cinema. E l'inizio del film sembrerebbe ricalcare il tradizionale vaffanculismo nei confronti dei pettinati che vanno al lavoro. Poi Tekla comincia a spiazzare, fa scandire il tempo da lancette-siringhe, mostra un astuccio che somiglia a quello che usano i bimbi a scuola, contenente invece l'attrezzatura per il buco, e fin qui siamo ancora in linea con la tradizione maledetta della rappresentazione della deriva, poi però comincia a insinuare altro e si entra nell'inedito. »

di Aldo Fittante Film TV

Che forza questa Tekla Taidelli classe 1917, punk e libera come il vento, che scrive musica dirige e interpreta un film che ha il ritmo di chi non s’accontenta mai, l’urgenza del gridare al mondo quanto sia immondo, la voglia d’amare, sempre e nonostante tutto. Fuori vena è un inno alla resistenza nei confronti dell’omologazione, un trip frenetico nell’universo del “buco”, del rifiuto attraverso la ribellione in una “Milano da Bere” che finge di star bene. Fuori vena non a caso, perché le emozioni, se possibile, per sentirle dentro bisogna spararle verso l’altro e verso gli altri. »

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Rassegna stampa
Aldo Fittante
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giovedì 1 giugno 2006
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