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brucemyhero
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giovedì 9 dicembre 2010
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two lovers
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Bellissimo, non ci sono altre parole. Un Jhoaquin Phoenix gigantesco, insuperabile nei ruoli drammatici (come ho sempre sostenuto..). Una Paltrow, che dire, se non bellissima ed azzeccatissima per la parte..?. Una brava 'ex prostituta vista in 'Eyes Wide Shot', Vinessa Shaw, ottime regia e sceneggiatura, ci consegnano una una storia che si dipana nella quotidianetà di Leonard. Giovane instabile, pressato oltremodo dalla propria famiglia, tradizionalista ebrea. Per lui i suoi hanno già 'scritto' tutto: una buona moglie, il proseguo dell'attività di famiglia con 'associazione a pretendere', etc. Ma a dare uno scossone 'ai piani' ci pensa Michelle (la Paltrow), una coinquilina di passaggio.
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Bellissimo, non ci sono altre parole. Un Jhoaquin Phoenix gigantesco, insuperabile nei ruoli drammatici (come ho sempre sostenuto..). Una Paltrow, che dire, se non bellissima ed azzeccatissima per la parte..?. Una brava 'ex prostituta vista in 'Eyes Wide Shot', Vinessa Shaw, ottime regia e sceneggiatura, ci consegnano una una storia che si dipana nella quotidianetà di Leonard. Giovane instabile, pressato oltremodo dalla propria famiglia, tradizionalista ebrea. Per lui i suoi hanno già 'scritto' tutto: una buona moglie, il proseguo dell'attività di famiglia con 'associazione a pretendere', etc. Ma a dare uno scossone 'ai piani' ci pensa Michelle (la Paltrow), una coinquilina di passaggio. Bellissima, biondissima ed affascinante, che pur concedendosi in un momento di debolezza interiore a Leonard, continua a considerarlo solo un amico. In lui trova infatti sostegno, seppure egoisticemente, sofferente per un uomo che non sà decidere tra famiglia e lei. Questo film mostra, a mio modesto avviso, la differenza tra 'la cotta' che tutti abbiamo provato, e l'amore. O meglio la scelta d'amore (che non nè la stessa cosa). Perchè è mio parere che nella realtà di ogni giorno, solo pochissimi fortunati (..ma non ne conosco), riescono a realizzare 'il sogno'. L'unione che diviene poi solido amore, ho constatato, richiede sovente almeno da una delle due parti, una riflessione che travalica l'istinto. Inutile rincorrere i fantasmi o ciò che non possiamo avere, seppure è giusto sognare. Questa, che è una crescita, non una sconfitta, richiede però dolorosissime scelte, che sovente In un primo momento, sembrano non soltanto infattibili, poichè contro il proprio sentire, ma illogiche ed ingiuste. Solo il tempo infine, perchè così è, rivela tutto. E la mente si apre verso nuovi e più giusti orizzonti.
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ultimoboyscout
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martedì 17 agosto 2010
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anvedi come balla joaquin!
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Film piuttosto ordinario, con una storia ordinaria e interpretazioni ordinarie. Non è assolutamente brutto ma mi sembra di averne già visti a centinaia di film così. Abbastanza piatto e senza scosse, l'unico sussulto lo regala la Paltrow quando dalla finestra scopre un seno mostrandolo (e ce l'ha pure piccolo!!!). Il finale è di comodo, è quello più giusto ma io credevo sarebbe finito diversamente. Carino il discorso del "firmamento"!
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des_demona
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mercoledì 23 giugno 2010
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le due facce della medaglia
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Il fallimento di un suicidio e il successivo diluirsi delle sue ragioni nelle acque silenziose dell’incomprensione. Da qui parte – forse per ritornare – il bel Leonard (Joaquin Phoenix), finendo col trovarsi proiettato all’indietro, imboccato e controllato da genitori inutilmente ansiosi, costretto ad esistere perché, in fondo, non ha di meglio da fare. E poi, come un boomerang, rispunta l’amore dall’aria: amore doppio, come nelle peggiori caricature animate. Solo che qui c’è odore di Dostoevskij, nebbia di pagine antiche che fanno a fette la cupa umidità di Brooklyn. Nelle “notti bianche” di Leonard l’angelo-Sandra (Vinessa Shaw) e il diavolo-Michelle (Gwyneth Paltrow) si alternano sfiorando il parossismo.
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Il fallimento di un suicidio e il successivo diluirsi delle sue ragioni nelle acque silenziose dell’incomprensione. Da qui parte – forse per ritornare – il bel Leonard (Joaquin Phoenix), finendo col trovarsi proiettato all’indietro, imboccato e controllato da genitori inutilmente ansiosi, costretto ad esistere perché, in fondo, non ha di meglio da fare. E poi, come un boomerang, rispunta l’amore dall’aria: amore doppio, come nelle peggiori caricature animate. Solo che qui c’è odore di Dostoevskij, nebbia di pagine antiche che fanno a fette la cupa umidità di Brooklyn. Nelle “notti bianche” di Leonard l’angelo-Sandra (Vinessa Shaw) e il diavolo-Michelle (Gwyneth Paltrow) si alternano sfiorando il parossismo. Materia romanzesca e tagli di attualità bussano l’una alla porta degli altri, rivelando l’unico, terribile sentimento alla base di tutto: la crudele verità. Al di là della mera love story (definizione vuota, specialmente in questo caso) Two Lovers presenta con disarmante sincerità, una per una, le conseguenze dell’illusione, della vanità di una ricerca ostinata; nella vita più che nelle relazioni. Lentamente (forse troppo?) il regista James Gray segue Leonard in qualsiasi tempo e luogo, rubandogli lo sguardo in più di un’occasione – ad esempio durante le conversazioni alla finestra, che tanto ricordano il maestro Hitchcock e il suo Rear Window.
Dorme, trema, insegue, scappa, suda perfino con lui: e succede che fa sudare un po’ anche chi è in sala, giunto al punto di non sapere più cos’aspettarsi.
A tratti tedioso, ripetitivo, morbosamente legato ai dettagli, il film di Gray si scopre del tutto scrivendo la sua conclusione: «un finale amaro anche senza spargimenti di sangue »(Roberto Nepoti). Un capolinea realistico ma paradossale, immaginabile ma inconcepibile: riesce a far sorgere l'atroce dubbio che Leonard non sia mai uscito dall’acqua, che non si sia salvato davvero, diventando nient'altro che uno spettro destinato a ripetere eternamente gesti, errori, falsità, pur di fingere che tutto vada bene. Il suo sorriso storto è come una stonatura improvvisa, una risata notturna: lascia molte conferme, poche speranze e qualche brivido lungo la schiena.
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des_demona
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mercoledì 23 giugno 2010
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le due facce della medaglia
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Il fallimento di un suicidio e il successivo diluirsi delle sue ragioni nelle acque silenziose dell’incomprensione. Da qui parte – forse per ritornare – il bel Leonard (Joaquin Phoenix), finendo col trovarsi proiettato all’indietro, imboccato e controllato da genitori inutilmente ansiosi, costretto ad esistere perché, in fondo, non ha di meglio da fare. E poi, come un boomerang, rispunta l’amore dall’aria: amore doppio, come nelle peggiori caricature animate. Solo che qui c’è odore di Dostoevskij, nebbia di pagine antiche che fanno a fette la cupa umidità di Brooklyn. Nelle “notti bianche” di Leonard l’angelo-Sandra (Vinessa Shaw) e il diavolo-Michelle (Gwyneth Paltrow) si alternano sfiorando il parossismo.
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Il fallimento di un suicidio e il successivo diluirsi delle sue ragioni nelle acque silenziose dell’incomprensione. Da qui parte – forse per ritornare – il bel Leonard (Joaquin Phoenix), finendo col trovarsi proiettato all’indietro, imboccato e controllato da genitori inutilmente ansiosi, costretto ad esistere perché, in fondo, non ha di meglio da fare. E poi, come un boomerang, rispunta l’amore dall’aria: amore doppio, come nelle peggiori caricature animate. Solo che qui c’è odore di Dostoevskij, nebbia di pagine antiche che fanno a fette la cupa umidità di Brooklyn. Nelle “notti bianche” di Leonard l’angelo-Sandra (Vinessa Shaw) e il diavolo-Michelle (Gwyneth Paltrow) si alternano sfiorando il parossismo. Materia romanzesca e tagli di attualità bussano l’una alla porta degli altri, rivelando l’unico, terribile sentimento alla base di tutto: la crudele verità. Al di là della mera love story (definizione vuota, specialmente in questo caso) Two Lovers presenta con disarmante sincerità, una per una, le conseguenze dell’illusione, della vanità di una ricerca ostinata; nella vita più che nelle relazioni. Lentamente (forse troppo?) il regista James Gray segue Leonard in qualsiasi tempo e luogo, rubandogli lo sguardo in più di un’occasione – ad esempio durante le conversazioni alla finestra, che tanto ricordano il maestro Hitchcock e il suo Rear Window.
Dorme, trema, insegue, scappa, suda perfino con lui: e succede che fa sudare un po’ anche chi è in sala, giunto al punto di non sapere più cos’aspettarsi.
A tratti tedioso, ripetitivo, morbosamente legato ai dettagli, il film di Gray si scopre del tutto scrivendo la sua conclusione: «un finale amaro anche senza spargimenti di sangue »(Roberto Nepoti). Un capolinea realistico ma paradossale, immaginabile ma inconcepibile: […] che Leonard non sia mai uscito dall’acqua, che non sia stato salvato; che altro non è se non uno spettro destinato a ripetere eternamente gesti, errori, falsità, pur di fingere che tutto vada bene. Il suo sorriso storto è come una stonatura improvvisa, una risata notturna: lascia molte conferme, poche speranze e qualche brivido lungo la schiena.
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bandit650black
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venerdì 28 maggio 2010
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amare o essere amati?
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molto bello con uno straordinario phoenix. il finale certo è il momento più bello dopo due ore di grande tensione emotiva gestiti con grande sensibilità da gray: leonard, sulla riva, sembra stia per tentare nuovamente il suicidio, dopo che michelle lo ha lasciato da solo. ma leonard non si suicida, riflette, capisce che la cosa più bella e importante è non solo amare, ma essere amati davvero, e decide di tornare dalla seconda delle due donne che gli hanno movimentato la vita, sandra, che lo ama e che capisce le sue fragilità. così leonard fa a sandra il regalo più bello, la sua vita. scelta che in apparenza può sembrare un rifugiarsi nel tranquillo e protettivo clima familiare che lo ha accompagnato da sempre
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doctorw58
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mercoledì 14 aprile 2010
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astenersi amanti sdolcinate commedie americane
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Un bel film, raffinato e ben girato. a dispetto del titolo che farebbe pensare ad una delle solite edulcorate e insopportabili commedie americane. Il tema portante, il rapporto amoroso e in particolare quello del protagonista con le sue "Two lovers" potrebbe sembrare banale, ma è trattato con sensibilità e con dialoghi mai scontati o banali. Alla buona riuscita del film contribuisce in modo determinante il cast degli attori, su tutti il bravissimo Joaquin Phoenix, sempre a suo agio alle prese con personaggi tormentati e dai marcati toni drammatici. La trama ha secondo me due piccole inverosimiglianze: improbabile che un aspirante suicida recidivo come il protagonista, abbia capacità mentali ed energie psicologiche per intessere un rapporto addirittura con due partner (forse sarebbe stato opportuno non estremizzare con il suicidio il disagio personale del protagonista).
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Un bel film, raffinato e ben girato. a dispetto del titolo che farebbe pensare ad una delle solite edulcorate e insopportabili commedie americane. Il tema portante, il rapporto amoroso e in particolare quello del protagonista con le sue "Two lovers" potrebbe sembrare banale, ma è trattato con sensibilità e con dialoghi mai scontati o banali. Alla buona riuscita del film contribuisce in modo determinante il cast degli attori, su tutti il bravissimo Joaquin Phoenix, sempre a suo agio alle prese con personaggi tormentati e dai marcati toni drammatici. La trama ha secondo me due piccole inverosimiglianze: improbabile che un aspirante suicida recidivo come il protagonista, abbia capacità mentali ed energie psicologiche per intessere un rapporto addirittura con due partner (forse sarebbe stato opportuno non estremizzare con il suicidio il disagio personale del protagonista). La seconda, il passaggio un po' troppo frettoloso da parte del protagonista dalla rottura del rapporto con la complicata Paltrow alle braccia della più rassicurante Shaw (nel lasso temporale di una festa di capodanno). Due peccati veniali che non inficiano il giudizio sul film. Ottimo.
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doctorw58
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mercoledì 14 aprile 2010
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astenersi amanti sdolcinate commedie americane
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Un bel film, raffinato e ben girato. a dispetto del titolo che farebbe pensare ad una delle solite edulcorate e insopportabili commedie americane. Il tema portante, il rapporto amoroso e in particolare quello del protagonista con le sue "Two lovers" potrebbe sembrare banale, ma è trattato con sensibilità e con dialoghi mai scontati o banali. Alla buona riuscita del film contribuisce in modo determinante il cast degli attori, su tutti il bravissimo Joaquin Phoenix, sempre a suo agio alle prese con personaggi tormentati e dai marcati toni drammatici. La trama ha secondo me due piccole inverosimiglianze: improbabile che un aspirante suicida recidivo come il protagonista, abbia capacità mentali ed energie psicologiche per intessere un rapporto addirittura con due partner (forse sarebbe stato opportuno non estremizzare con il suicidio il disagio personale del protagonista).
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Un bel film, raffinato e ben girato. a dispetto del titolo che farebbe pensare ad una delle solite edulcorate e insopportabili commedie americane. Il tema portante, il rapporto amoroso e in particolare quello del protagonista con le sue "Two lovers" potrebbe sembrare banale, ma è trattato con sensibilità e con dialoghi mai scontati o banali. Alla buona riuscita del film contribuisce in modo determinante il cast degli attori, su tutti il bravissimo Joaquin Phoenix, sempre a suo agio alle prese con personaggi tormentati e dai marcati toni drammatici. La trama ha secondo me due piccole inverosimiglianze: improbabile che un aspirante suicida recidivo come il protagonista, abbia capacità mentali ed energie psicologiche per intessere un rapporto addirittura con due partner (forse sarebbe stato opportuno non estremizzare con il suicidio il disagio personale del protagonista). La seconda, il passaggio un po' troppo frettoloso da parte del protagonista dalla rottura del rapporto con la complicata Paltrow alle braccia della più rassicurante Shaw (nel lasso temporale di una festa di capodanno). Due peccati veniali che non inficiano il giudizio sul film. Ottimo.
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francesco2
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domenica 11 aprile 2010
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padroni della notte.......ma di loro stessi?
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Un film precedente di Gray(uno dei pochi che abbia fatto) si intitola proprio "I padroni della notte":una (breve)vita da medi(an)o,quattro in almeno sedici anni("Little Odessa" risale al '94 o qualcosa del genere).Anche "I padroni della notte" era, sia detto senza ironia, un noir autoriale,un film dalle luci soffuse privo di scene madri(Anche più di questo) ma tutt'altro che privo di schematismi,"impegnato" com'era nel narrarci storie di fratelli che prendevano strade diverse.Il risultato però, come in questo caso, non si faceva disprezzare perché Gray parte dagli schem(atism)i ma in qualche modo li rielabora secondo una chiave personale;in più, come ho detto poch'anzi,in questi film non si cercano praticamente mai colpi bassi per accattivarsi l'attenzione dello spettatore.
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Un film precedente di Gray(uno dei pochi che abbia fatto) si intitola proprio "I padroni della notte":una (breve)vita da medi(an)o,quattro in almeno sedici anni("Little Odessa" risale al '94 o qualcosa del genere).Anche "I padroni della notte" era, sia detto senza ironia, un noir autoriale,un film dalle luci soffuse privo di scene madri(Anche più di questo) ma tutt'altro che privo di schematismi,"impegnato" com'era nel narrarci storie di fratelli che prendevano strade diverse.Il risultato però, come in questo caso, non si faceva disprezzare perché Gray parte dagli schem(atism)i ma in qualche modo li rielabora secondo una chiave personale;in più, come ho detto poch'anzi,in questi film non si cercano praticamente mai colpi bassi per accattivarsi l'attenzione dello spettatore.
Anche in questo caso i protagonisti vivono la notte, di giorno sembrano incombere in ogni momento i telefonini che ricordano gli appuntamenti di Charles("Quattro matrimoni ed un funerale"), altro protagonista svampito e perennemente indeciso.Quando poc'anzi accennavo ai colori, andrebbero valutati NERO e BIANCO nel filmetto di cui stiamo per parlare.Se gli opposti cromatismi sono presenti in due ritratti femminili troppo scontati(Fragile e BIANCA la Paltrow,FORTE e nera l'altra),il nero oltre che la notte distingue alla galleria che attraversano la Paltrow e il protagonista in metropolitana;potrebbe essere un momento in cui prendono coscienza dei loro sentimenti.Il BIANCO è quello della foto con cui cercano di illuminare la notte ma anche di fare chiareza dentro loro stessi;se sono due "Amici", perché cercarsi e scrutarsi dalla finestra?Curiosamente, proprio bianca è anche la piccola luce che scaturisce da un fiammifero acceso, sempre di notte, dal protagonista......
Dunque, dopo il "Giorno" c'è più intima ma non priva di inquietudini:quando al personaggio maschile viene chiesto di prendersi cura della Paltrow, oltre al ruolo di amante(Lover, appunto) e di amico(sic!),gli viene domandato di aggiungere quasi un terzo ruolo, di fratello maggiore.L'uomo nella prima scena voleva porre fine alla propria vita sulla TERRA scegliendo l'elemento ACQUA)La stessa coesistenza di "Giulia non esce la sera", ma dentro di lui continua il dilemma piuttosto scontato tra la due elementi, la famiglia che gli promette una carriera e la realizazione di ciò che desidera.Alla fine prende una decisione, ma il caso gli riserva la stessa sorpresa che alla Szapolowska in "Non desiderare la donna 'altri":la Paltrow, diversamente da quanto avveniva lì, non si è stancata di lui, ma è costretta anche lei a reinventarsi il rapporto con l'uomo che ama(va):da Amante((Come participio di "Amare", non in opposiione a "Moglie") A"Lasciata" a "Donna grata" a chi aveva lasciato la sua famiglia per lei.
Pensando ci bene(?), lo stesso protagonista deve reinventarsi alla fine, da FUGGITIVO(Scoperto dalla madre) a MARITO FEDELE(Sic!): ecco, uno dei pochi lati interessanti del film, peraltro interpretato credo maluccio, è la necesità che abbiamo di reinventare noi stessi quotidianamente, in balia delle circostane o a nche delle nostre debolezze.Quanto basta però a non annoiarsi troppo, senza ricorrere ai Mastradrea o alle Mezzogiorno di turno racchiuse in sceneggiature soporifere.
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don64
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sabato 10 aprile 2010
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film...piatto
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Un film drammatico a mio parere piatto, scialbo,lento, monotono,scontato,insomma un film che non lascia nulla alla spettatore quindi da dimenticare.Voto 6
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titomauro
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mercoledì 30 dicembre 2009
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un film delicato e struggente
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un film delicato e struggente. É la storia di un ragazzo di famiglia ebrea che possiede una rinomata lavanderia. Aspirante fotografo, che lasciatosi con la ragazza, tenta il suicidio gettandosi dal ponte di un molo. Questa é la scena iniziale, bella ed intensa: s'immerge lentamente nelle profonde acque e poi altrettanto lentamente quasi in un un liberatorio rallenty riemerge tornando a galla quasi che la vita stessa e la stessa leggiadría della sua delicatissima anima lo tirino su. Ovviamente alla istintiva richiesta d'aiuto viene salvato. Frettolosamente ringrazia e torna da i suoi amorevoli genitori che sanno della sua sofferenza e della sua bipolaritá. Bellissimo e tenero come viene descritto il rapporto tra lui e genitori, la madre (Isabella Rossellini) compassata, apparentemente passiva quasi rassegnata ed assente, ma che invece sa, capisce il figlio giá vedendolo negli occhi, che lo sente e comprende nell'intimo (poi lo si vedrá nella struggente scena finale).
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un film delicato e struggente. É la storia di un ragazzo di famiglia ebrea che possiede una rinomata lavanderia. Aspirante fotografo, che lasciatosi con la ragazza, tenta il suicidio gettandosi dal ponte di un molo. Questa é la scena iniziale, bella ed intensa: s'immerge lentamente nelle profonde acque e poi altrettanto lentamente quasi in un un liberatorio rallenty riemerge tornando a galla quasi che la vita stessa e la stessa leggiadría della sua delicatissima anima lo tirino su. Ovviamente alla istintiva richiesta d'aiuto viene salvato. Frettolosamente ringrazia e torna da i suoi amorevoli genitori che sanno della sua sofferenza e della sua bipolaritá. Bellissimo e tenero come viene descritto il rapporto tra lui e genitori, la madre (Isabella Rossellini) compassata, apparentemente passiva quasi rassegnata ed assente, ma che invece sa, capisce il figlio giá vedendolo negli occhi, che lo sente e comprende nell'intimo (poi lo si vedrá nella struggente scena finale). Il padre (una sorta di Rubinstein con i riccioletti bianchi) che si rivolge a lui sempre con tenerezza e tanta premura quasi temendo di turbarlo e spezzare il suo cuore di cristallo giá andato in frantumi, o quello che ne resta per lo meno. Anzi resta parecchio o positivamente, si rigenera perché é sempre aperto e disponibile a conoscere altre ragazze e di innamorarsene. Infatti i genitori invitando dei loro amici (a bella posta) gli presentano una ragazza, la figlia(Sandra) che si innamorerá di lui. Ma lui corteggerá a sua volta Michelle. Il cromatismo tenue e leggiadro osso seppia avvolge la storia di un appena palpabile sapore agrodolce, in cui dolore e amarezza ma anche tanta tenerezza tratteggiano in maniera indiretta con sapiente mano della regía il delicatissimo e dolcissimo protagonista (un sensazionale Joaquin Phoenix che ci ha abituati a personaggi di cattivo e duro, ma che qui invece ci offre un personaggio fragile e romanticamente forte, sensibilissimo e pieno di slancio, stravagante, apparentemente goffo ma tenero e sofferente) fanno presagire e preannunciano l'esito della storia che piuttosto che "sbracarsi" in uno scontato melodramma si pone e si "inscena" in un dolore e dramma intimo quasi celato in un composto e misuratissimo pudore che in un contesto scenico ambientale,sociale sereno e festoso,insomma durante la festa di Capodanno per intenderci, si palesa quasi in filigrana un mondo interiore appunto e uno scenario, di drammaticitá profonda intima e struggente,qui i dialoghi sono quasi marginali, le scene buffe aricchiscono e paradossalmente accentuano la caratterizzazione del personaggio anche nella sua drammaticitá ma che sono poi di contorno, sotto la raffinatissima guida di Gray con i suoi colori, gli sguardi, gli accenni di questi e i movimenti degli attori, i volti, il soffermarsi o l'incedere di alcune inquadrature, la colonna sonora, che gíá al primo accennar del suo tema con un tempo-tre quarti d'arpa nelle e con le scene iniziali illustrano giá tutto, e che poi prende corpo proprio nel finale in una toccante aria di opera lirica che rispetta incarna e rispecchia proprio lo spirito del film,ci propone insomma del vero cinema, comovente e struggente, le lacrime qui sono d'obbligo. Un consiglio: i piú suscettibili si procurino un pacchetto di fazzolettini.
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