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stefano franzoni
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mercoledì 17 gennaio 2007
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colazione con audrey
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New York; una giovane donna fasciata da un tubino nero, occhiali da sole e sacchettino di carta in mano, cammina con grazia e leggerezza all'ombra dei palazzi della Fifth Avenue. Questi, marmorei e biancastri, troneggiano impassibili ed immuni ai turbamenti (o paturnie) della vita d'ogni persona. In particolare Tiffany & co., gioielleria nella quale "pare che nulla di male possa mai accaderti" è la meta della nostra Holly, la quale, estratti croissant e bibita dal sacchetto, osserva la vetrina mentre consuma la sua colazione. Così si apre "Colazione da Tiffany", film nell’olimpo dei più cult di tutti i tempi. Quando nell’autunno del 1960 Audrey Hepburn decise non senza molti dubbi (aveva da poco partorito il suo primo tanto desiderato figlio) di partecipare alla trasposizione cinematografica del film tratto dall'omonimo romanzo di Truman Capote, compì quella scelta che l'avrebbe legata per sempre alla paradossale-cinica-sognatrice-adorabile Holly Golightly.
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New York; una giovane donna fasciata da un tubino nero, occhiali da sole e sacchettino di carta in mano, cammina con grazia e leggerezza all'ombra dei palazzi della Fifth Avenue. Questi, marmorei e biancastri, troneggiano impassibili ed immuni ai turbamenti (o paturnie) della vita d'ogni persona. In particolare Tiffany & co., gioielleria nella quale "pare che nulla di male possa mai accaderti" è la meta della nostra Holly, la quale, estratti croissant e bibita dal sacchetto, osserva la vetrina mentre consuma la sua colazione. Così si apre "Colazione da Tiffany", film nell’olimpo dei più cult di tutti i tempi. Quando nell’autunno del 1960 Audrey Hepburn decise non senza molti dubbi (aveva da poco partorito il suo primo tanto desiderato figlio) di partecipare alla trasposizione cinematografica del film tratto dall'omonimo romanzo di Truman Capote, compì quella scelta che l'avrebbe legata per sempre alla paradossale-cinica-sognatrice-adorabile Holly Golightly. Holly è una sofisticata donna di New York che tra party e visite a Sing Sing ha un solo mero obiettivo: farsi sposare da un qualche ricco sfondato. Abita in un pratico appartamento con un gatto senza nome, dorme con i tappi per le orecchie, chiama i taxi con un fischio e veste scintillanti capi alla moda; poco gli interessano gli altri e forse poco gli interessa anche la sua quotidiana routine, patinata solo all’apparenza. Un giorno Paul (George Peppard), scrittore alle prime armi ed in cerca di idee e tranquillità, si trasferisce nello stesso palazzo, ma dopo la conoscenza di Holly si accorgerà che con lei vicina il suo mestiere non gli era mai sembrato così difficile. In mezzo alle luci ed ai rumori di New York, tra strade trafficate e chiassosi interni si svolge l'amicizia dei due e la ricerca della propria compiutezza personale di Holly. "Colazione da Tiffany" è più di un film ed in esso Audrey Hepburn è più di un attrice. Insieme fanno moda e tendenza, così come di tendenza erano i magnifici abiti ideati appositamente per Audrey dal celebre stilista Hubert de Givenchy, che si aggiungeva alla schiera di nomi famosi legati alla produzione quali Blake Edwards, Truman Capote e Henry Mancini. Le locandine del '61 certo non peccarono di superbia quando inneggiarono ad un film che sarebbe stato "eternamente chic". Quante cose infatti ancora oggi appaiono inscindibilmente legate ad esso: il lunghissimo bocchino per sigaretta che usa Holly, il magnifico tubino nero disegnato da Givenchy, l'indimenticabile "Moon river", motivo principale della colonna sonora di Mancini, la stessa casa di gioielli di Tiffany & co.,che ottenne una pubblicità non superabile neppure dai moderni media. Ed ancora Audrey Hepburn, in una delle più famose e celebrate interpretazioni della storia del cinema.
Infine quella scena del bacio sotto la pioggia: magica, superba, cristallizzata nelle languide note di "Moon river" che paiono trasmettere allo spettatore una sensazione di eternità.
L'eternità dell'avvicendarsi delle paturnie e della felicità, del sole e degli acquazzoni, l'eternità di un film davvero unico.
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fiamma cavalcanti
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martedì 10 luglio 2001
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l'insostenibile leggerezza dell'essere
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Sullo sfondo di una New York "Eldorado", simboleggiata dai bagliori e dai brillanti del lussuoso negozio di Tiffany incastonato nel titolo, si dipana la storia d'amore tra uno scrittore esordiente e squattrinato, Paul, e una giovane "senza origini" (Holly-Lulamy), che mira alla ricchezza tanto quanto tiene alla propria libertà interiore. Giocato sul filo dell'ironia e della satira leggera per gli stereotipi della commedia sentimentale della società dorata (l'amore impossibile, ma coronato da lieto fine, tra il letterato mantenuto da una ricca attempata signora e la giovane a caccia di un marito facoltoso, tra party e serate alla moda), il film disegna una trama leggera come un origami, in cui i personaggi sanno vivere con grande intensità pur senza mai cedere alla dimensione drammatica dell'esistenza.
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Sullo sfondo di una New York "Eldorado", simboleggiata dai bagliori e dai brillanti del lussuoso negozio di Tiffany incastonato nel titolo, si dipana la storia d'amore tra uno scrittore esordiente e squattrinato, Paul, e una giovane "senza origini" (Holly-Lulamy), che mira alla ricchezza tanto quanto tiene alla propria libertà interiore. Giocato sul filo dell'ironia e della satira leggera per gli stereotipi della commedia sentimentale della società dorata (l'amore impossibile, ma coronato da lieto fine, tra il letterato mantenuto da una ricca attempata signora e la giovane a caccia di un marito facoltoso, tra party e serate alla moda), il film disegna una trama leggera come un origami, in cui i personaggi sanno vivere con grande intensità pur senza mai cedere alla dimensione drammatica dell'esistenza. Passioni, emozioni, scelte controcorrente e problematiche, matrimoni e separazioni, tragedie familiari, persino guai giudiziari che li vedono coinvolti vengono affrontati ogni volta con un senso della misura e del provvisorio, che tanto rassicura gli spettatori, guidati sapientemente alla serena consapevolezza che tutto si risolverà, purché gli si dia il giusto peso. Nessuna porta, anche sbattuta con violenza, si chiude per sempre: perché di irrevocabile, al mondo, c'è davvero soltanto la morte. Da questa consapevolezza, la breve ma intensissima lettura della vita che ogni film s'incarica di ritagliare nel caso specifico diventa una sorta di guida a riscoprire la fondamentale dimensione leggera dell'essere (insita nella sostanziale evanescenza e irripetibilità della singola esistenza). Come vorremmo tutti poter sempre ricordare, per noi e pe gli altri anche nel consumare le nostre, personali e quotidiane, molto spesso più modeste "Colazioni".
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erika
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domenica 25 novembre 2007
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il rifugio nelle proprie paturnie
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"Moon river, wider than a mile, I'm crossing you in style some day..." Indimenticabili le note di Moon River che accompagnano Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, con il suo incomparabile stile che rappresenta di certo la forza di ogni donna persa nelle proprie paure, che si costruisce un inespugnabile scudo attraverso la sua originalità per non affrontare mai situazioni che possano metterla in discussione. La sua eleganza, il suo entusiasmo e le sue strane manie e il caos in cui vive la aiutano a costruirsi quella gabbia di cui parla George Peppard, sicuramente protettiva e luccicante in superficie ma mortifera e costringente all'inettitudine in fondo. E così se Holly non avesse mai incontrato quello scrittore (anch'egli solo e incapace di imporsi nel mondo), con tutta probabilità sarebbe rimasta davanti alle vetrine di Tiffany a sognare per il resto della sua vita, senza poter entrare e comprare nulla di quei sogni, senza poter afferrare la propria, vera, libertà.
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"Moon river, wider than a mile, I'm crossing you in style some day..." Indimenticabili le note di Moon River che accompagnano Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, con il suo incomparabile stile che rappresenta di certo la forza di ogni donna persa nelle proprie paure, che si costruisce un inespugnabile scudo attraverso la sua originalità per non affrontare mai situazioni che possano metterla in discussione. La sua eleganza, il suo entusiasmo e le sue strane manie e il caos in cui vive la aiutano a costruirsi quella gabbia di cui parla George Peppard, sicuramente protettiva e luccicante in superficie ma mortifera e costringente all'inettitudine in fondo. E così se Holly non avesse mai incontrato quello scrittore (anch'egli solo e incapace di imporsi nel mondo), con tutta probabilità sarebbe rimasta davanti alle vetrine di Tiffany a sognare per il resto della sua vita, senza poter entrare e comprare nulla di quei sogni, senza poter afferrare la propria, vera, libertà. Non la tanto sbandierata da lei stessa indipendenza dai sentimenti e dalle opinioni della massa, nè la ricchezza ridicola e cieca che ricercava pur sapendo trattarsi di un vicolo cieco, quanto la libertà e il coraggio di amare e farsi amare semplicemente per com'era. E forse molti di noi riscontrano di assomigliare un pò a questa strana ragazza, soprattutto in quei momenti della vita in cui mostrare la nostra vera identità e il nostro reale carattere sembra farci vergogna e così preferiamo avere come scusa davanti agli altri le nostre paturnie, le nostre fisse, i nostri gusti così fuori dal comune, per non lasciare trasparire le nostre insicurezze e le nostre paure. Ma a volte invece sono proprio quelle cose che tendiamo a celare che ci danno fascino e spensieratezza. E così andrebbe in effetti vissuta la vita, proprio come canta Holly su quel davanzale, andrebbe navigata ad esplorata in lungo e in largo con il nostro proprio stile, e forse le cose belle che ci portiamo dentro potrebbero giungere a qualcuno che, come un apparente anonimo Paul Varjak, non solo le capisce e le apprezza, ma le esalta fino a farci uscire da quel taxi perso in mezzo al traffico del mondo per poi farci ritrovare ciò che veramente conta nella vita che si riassume in quel senza tempo bacio sotto la pioggia.
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mary 93
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martedì 2 settembre 2008
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un'icona di stile per un film cult
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Il capello enorme,gli occhiali da sole giganti , il bocchino lunghissimo ,gli occhi truccati con l'eye liner nero e quel mitico abitino nero Givenchy .... così si presenta la splendida Audrey Hepburn nei panni di Holly Golightly , una giovane donna che ha come compagno di vita un gatto senza nome ,e assieme ad esso condivide un caotico appartamento nella città di New York.Holly conduce una vita apparentemente patinata, all'insegna delle feste e degli eccessi ,non sogna l'amore perchè vuole essere libera, ma vuole sposare un uomo ricchissimo che possa regalarle i tanto amati diamanti della gioielleria Tiffany , ove ogni mattina si ferma per fare colazione contemplando in silenzio le vetrine della mitica gioielleria .
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Il capello enorme,gli occhiali da sole giganti , il bocchino lunghissimo ,gli occhi truccati con l'eye liner nero e quel mitico abitino nero Givenchy .... così si presenta la splendida Audrey Hepburn nei panni di Holly Golightly , una giovane donna che ha come compagno di vita un gatto senza nome ,e assieme ad esso condivide un caotico appartamento nella città di New York.Holly conduce una vita apparentemente patinata, all'insegna delle feste e degli eccessi ,non sogna l'amore perchè vuole essere libera, ma vuole sposare un uomo ricchissimo che possa regalarle i tanto amati diamanti della gioielleria Tiffany , ove ogni mattina si ferma per fare colazione contemplando in silenzio le vetrine della mitica gioielleria .Ma l'incontro con il suo nuovo vicino di casa Paul , un giovane scrittore in cerca d'ispirazione scombussolerà lo stile di vita della donna che finora non aveva mai voluto accettare la realtà .Holly appare come una donna superficiale ma in realtà la sua superficialità è soltanto una maschera per tentare inutilmente di nascondere e dimenticare un'infanzia infelice segnata dalla mancanza di affetto e soldi , in questo modo Holly che ha sempre dichiarato di voler essere libera dagli altri ,è prigioniera di se stessa intrappolata in quel mondo che si è costruita intorno a lei a cui però non appartiene e in quell'immagine di donna che non è , lei troverà se stessa e la sua tanto agognata libertà quando ormai vinta dall'amore ,si scambia un bacio memorabile sotto la pioggia con Paul entrato di diritto nella storia del cinema mondiale.Anche se in qualche scena il tempo si fa sentire il film mantiene ancora viva ls sua magia, troppe cose sono diventate leggenda ,partendo dal bacio sotto la pioggia, alla colonna sonora di Henry Mancini tra cui spicca Moon River canzone e tema portante del film ,fino ad arrivare proprio da Tiffany sinonimo di lusso per eccellenza. E poi Audrey .....donna di straordinaria eleganza e bellezza , divina , superba, semplicemente fantastica , ma prima di tutto un'attrice incredibilmente capace che indossa alla perfezione , proprio come quel tubino nero, la parte di Holly Golightly ,personaggio diventato celebre forse quasi quanto lei . Audrey è probabilmente la donna che meglio di tutte è riuscita a fondere l'eleganza con il talento ,riuscendo così a creare una galleria di personaggi che difficilmente potranno essere dimenticati , ha lanciato uno stile che è attuale e copiatissimo ancora oggi , tutte vorrebbero indossare quel tubino di givenchy come fa lei ma nessuno ci riesce .... Insomma che altro dire un'icona di stile come Audrey per un film cult chi se lo lascerebbe scappare ?
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cappellaio matto
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domenica 21 ottobre 2007
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capolavoro americano per eccellenza
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Commedia romantica che dal 1962 continua ad incantare e affascinare non solo i più grandi cinefili, ma anche tutte le persone alla ricerca del vero amore e di una identità! Holly ,giovane ragazza proveniente dalla campagna, fugge per rifugiarsi nella grande mela tra feste, champagne e amanti. La sua più grande gioia è quella di fare colazione con un caffè e un danese (costretta a mangiarlo nonostante LADY Hepburn lo odiasse) davanti alla mitica gioielleria Tiffany ,rappresentata come il posto più bello e magico del mondo. Un giorno ,un giovane George Peppard, scrittore freddo e cinico, s'innamora del suo carattere eccentrico e dolce e in ogni modo tenta di impedire il matrimonio tra lei e un ricco brasiliano ,che alla fine non sposerà più e riuscendo ad ottenere alla fine un romantico bacio sotto la pioggia con la sua amata.
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Commedia romantica che dal 1962 continua ad incantare e affascinare non solo i più grandi cinefili, ma anche tutte le persone alla ricerca del vero amore e di una identità! Holly ,giovane ragazza proveniente dalla campagna, fugge per rifugiarsi nella grande mela tra feste, champagne e amanti. La sua più grande gioia è quella di fare colazione con un caffè e un danese (costretta a mangiarlo nonostante LADY Hepburn lo odiasse) davanti alla mitica gioielleria Tiffany ,rappresentata come il posto più bello e magico del mondo. Un giorno ,un giovane George Peppard, scrittore freddo e cinico, s'innamora del suo carattere eccentrico e dolce e in ogni modo tenta di impedire il matrimonio tra lei e un ricco brasiliano ,che alla fine non sposerà più e riuscendo ad ottenere alla fine un romantico bacio sotto la pioggia con la sua amata.
Nonostante alcune differenze con il libro dello scrittore Truman Capote, questo capolavoro è entrato ormai nel mito insieme al mitico abito di Givenchy della Hepburn e 2 meritatissimi oscar per la colonna sonora e la canzone Moonriver. Capolavoro.
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[+] audrey e givenchy
(di erika)
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cinemalife
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lunedì 22 agosto 2011
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un classico della storia del cinema
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Colazione da Tiffany è un classico per chi voglia vantarsi di aver visto un pezzo di storia del cinema hollywoodiano e, nondimeno, mondiale. Con 4 premi Oscar e un David di Donatello alla straordinaria Audrey Hepburn, il film narra, in poche parole, la vita mondana di una donna negli anni che furono, con un ritmo e un’eleganza che lasciano sbalorditi.
Molte sono le considerazioni da fare nel giudicare questa pellicola, a cominciare dall’eccellente regia di Blake Edwards, lineare, scorrevole, ma allo stesso tempo completa e incredibilmente dettagliata; la scenografia, a completamento di quanto detto prima, è particolareggiata e sicuramente più riuscita al confronto con molti film più recenti; nondimeno la colonna sonora, elemento spesso fondamentale nel decretare il successo di una pellicola, ha una potenza e un’eleganza musicali capaci, cinquant’anni dopo, di continuare a far la storia.
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Colazione da Tiffany è un classico per chi voglia vantarsi di aver visto un pezzo di storia del cinema hollywoodiano e, nondimeno, mondiale. Con 4 premi Oscar e un David di Donatello alla straordinaria Audrey Hepburn, il film narra, in poche parole, la vita mondana di una donna negli anni che furono, con un ritmo e un’eleganza che lasciano sbalorditi.
Molte sono le considerazioni da fare nel giudicare questa pellicola, a cominciare dall’eccellente regia di Blake Edwards, lineare, scorrevole, ma allo stesso tempo completa e incredibilmente dettagliata; la scenografia, a completamento di quanto detto prima, è particolareggiata e sicuramente più riuscita al confronto con molti film più recenti; nondimeno la colonna sonora, elemento spesso fondamentale nel decretare il successo di una pellicola, ha una potenza e un’eleganza musicali capaci, cinquant’anni dopo, di continuare a far la storia. Non si voglia dimenticare, tuttavia, la classe degli attori, protagonisti su tutti un’infinita Hepburn e un affascinante Peppard, capaci di rendere un altrimenti comune prodotto hollywoodiano un film indimenticabile e senza tempo.
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lady libro
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sabato 13 novembre 2010
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il film di audrey
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Questo è considerato per eccellenza il film DI Audrey Hepburn. Sì, perchè appena ci si mette a parlare di questa bravissima attrice, la prima cosa che viene in mente è subito il film "Colazione da Tiffany", quello in cui tutti la incarnano. Film assai stupendo, un vero capolavoro e pietra miliare della storia cinematografica: una Audrey nuova e diversa da tutti i ruoli interpretati precedentemente, una canzone dolce come "Moon River" e tutto il resto del cast e della troupe hanno reso questa pellicola indimenticabile.
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capitan avena
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martedì 30 agosto 2011
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capolavoro cult del cinema romantico
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Trama:
Holiday Golightly (Audrey Hepburn) è un'affascinante ed estroversa ragazza texana dai costumi alquanto eccentrici che vive in un piccolo appartamento di New York e che si mantiene facendo la prostituta d'alto borgo o come la chiama lei “fare la toeletta”.
Un giorno viene ad abitare nel palazzo un giovane scrittore, Paul Valjak (George Peppard), un po introverso, all'apparenza freddo, che cerca l'ispirazione per il suo libro, e la cui personalità si scontrerà inevitabilmente con quella praticamente agli antipodi della ragazza.
Lui cercherà di allontanarla dal mondo etereo e fittizio (le sue frequentazioni nell'alta società e fantasie nel famoso negozio di gioielli di Tiffany) in cui lei si rifugia per sfuggire dalla dura realtà della sua vita, e lei lo purificherà del suo cinismo e gli darà l'ispirazione per il suo libro.
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Trama:
Holiday Golightly (Audrey Hepburn) è un'affascinante ed estroversa ragazza texana dai costumi alquanto eccentrici che vive in un piccolo appartamento di New York e che si mantiene facendo la prostituta d'alto borgo o come la chiama lei “fare la toeletta”.
Un giorno viene ad abitare nel palazzo un giovane scrittore, Paul Valjak (George Peppard), un po introverso, all'apparenza freddo, che cerca l'ispirazione per il suo libro, e la cui personalità si scontrerà inevitabilmente con quella praticamente agli antipodi della ragazza.
Lui cercherà di allontanarla dal mondo etereo e fittizio (le sue frequentazioni nell'alta società e fantasie nel famoso negozio di gioielli di Tiffany) in cui lei si rifugia per sfuggire dalla dura realtà della sua vita, e lei lo purificherà del suo cinismo e gli darà l'ispirazione per il suo libro.
La sceneggiatura di Axelrod si distacca nettamente dalla novella di Capote, che dopo la vendita dei diritti alla Paramount sostenne che la sua prima scelta per il ruolo della protagonista era stata Marilyn Monroe. Quando la produzione optò per la Hepburn (Scelta tra l'altro che risultò azzeccatissima, indimenticabile la scena in cui Holly canta sulle note di Moon River sul davanzale della finestra) Capote andò su tutte le furie accusando la Paramount di averlo scavalcato su tutti i fronti. Infatti il romanzo fu notevolmente modificato per agevolare le convenzioni cinematografiche dell'epoca, parole smorzate, personaggi tagliati o completamente reinventati, la bisessualità di Holly che nel libro è molto importante fu rimossa perché non adatta alla Hepburn ecc..
Tuttavia il cambiamento che più destò le ire dello scrittore fu quello riguardante il finale,
Quello presente nel film è assolutamente inesistente nella novella, che è invece l'esatto contrario.
Vincitore di 2 Oscar (collona sonora Henry mancini, e miglior canzone Moon River), 1 David di Donatello per la Hepburn che ricevette anche la nomination agli Oscar per miglior attrice, Grammy per la colonna sonora, Laurel Award per la canzone Moon River, ed infine writers guild of America award per la miglior sceneggiatura (Axelrod).
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diego campari
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lunedì 15 agosto 2011
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elegante sfilata per una diva
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Colazione da Tiffany è una confusa commedia brillante che si perde guardandosi troppo allo specchio, senza mai trovare la sua identità di film. Forse perchè un identità non ce l'ha e non ne ha nemmeno bisogno per entrare nell'immaginario collettivo. Si abbozza l'interessante tema dell'emancipazione e della dolce vita newyorkese senza mai andare fino in fondo, rimanendo volutamente vaghi. Intendiamoci, Edwards ha fatto sicuramente di meglio, ma non ha mai trovato un attrice in stato di grazia come la Hepburn del'61. Sì, perchè colazione da Tiffany è una pura e semplice sfilata per la sua eleganza, la sua grandezza e la sua classe cristallina, un brio mai più visto che eleva la pellicola a grandissimo film.
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Colazione da Tiffany è una confusa commedia brillante che si perde guardandosi troppo allo specchio, senza mai trovare la sua identità di film. Forse perchè un identità non ce l'ha e non ne ha nemmeno bisogno per entrare nell'immaginario collettivo. Si abbozza l'interessante tema dell'emancipazione e della dolce vita newyorkese senza mai andare fino in fondo, rimanendo volutamente vaghi. Intendiamoci, Edwards ha fatto sicuramente di meglio, ma non ha mai trovato un attrice in stato di grazia come la Hepburn del'61. Sì, perchè colazione da Tiffany è una pura e semplice sfilata per la sua eleganza, la sua grandezza e la sua classe cristallina, un brio mai più visto che eleva la pellicola a grandissimo film. Null'altro conta, occhi sulla fantastica Audrey, che poi ci mette tanto del suo anche in bravura e leggerezza, e avanti tutta. Commedia di altri tempi, sempre godibilissima, come non se ne fanno più da una vita.
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[+] ma allora....
(di francesco2)
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(di diego campari)
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francesco2
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lunedì 19 settembre 2011
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le cose (molto) belle sono sempre "attuali"
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Un pò(Tanto) di tempo fa, Irene Bignardi si soffermava su Edwards sottolineando come taluni, ancora oggi, non lo considerassero un nume tutelare del cinema ma semplicemente un creatore di divertenti commedie.
Se oggi questo sospetto può emergere dopo avere visto il pur brillante "A qualcuno piace caldo", diviene più traballante dopo "L'appartamento", che senza spocchia polemizza contro il conformismo borghese, o comunque di certo ambiente"Bene" di ieri e di oggi.
Anche per "Colazione da Tiffany", al di là delle cinque stelle attribuite da diversi navigatori di questo sito, cadere nella definizione di commedia romantica rischia di essere un rimedio peggiore del "Male". Il personaggio principale rifiuta di dare un nome al suo gatto -E non solo-, il che la rende molto di più di una donna che rifiuta di legarsi: vuole essere qualcuno di indefinito ed indefinibile, a cui il protagonista non avrebbe dovuto legarsi (Come coi gatti, guarda caso l'animale che tiene con sé).
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Un pò(Tanto) di tempo fa, Irene Bignardi si soffermava su Edwards sottolineando come taluni, ancora oggi, non lo considerassero un nume tutelare del cinema ma semplicemente un creatore di divertenti commedie.
Se oggi questo sospetto può emergere dopo avere visto il pur brillante "A qualcuno piace caldo", diviene più traballante dopo "L'appartamento", che senza spocchia polemizza contro il conformismo borghese, o comunque di certo ambiente"Bene" di ieri e di oggi.
Anche per "Colazione da Tiffany", al di là delle cinque stelle attribuite da diversi navigatori di questo sito, cadere nella definizione di commedia romantica rischia di essere un rimedio peggiore del "Male". Il personaggio principale rifiuta di dare un nome al suo gatto -E non solo-, il che la rende molto di più di una donna che rifiuta di legarsi: vuole essere qualcuno di indefinito ed indefinibile, a cui il protagonista non avrebbe dovuto legarsi (Come coi gatti, guarda caso l'animale che tiene con sé). Il mondo in cui frequenta altra gente è falso e pieno di convenevoli, ma qua, bisogna riconoscerlo, secondo chi scrive Edwards non possiede la stessa ironia di un Altman, anche se queste sequenze sono immuni da moralismi e regalano momenti sicuramente esilaranti, quali ad esempio l'"incendio" scongiurato per i capelli di una delle tante ospiti dei party a cui partecipa.
Proprio uno di questi ospiti sarà l'oggetto di un matrimonio d'interesse progettato dalla protagonista, che vuole lasciarsi alle spalle il suo paese, cultura e lingua per un cambiamento così radicale(Il Brasile): il tutto dopo avere illuso il protagonista maschile, ed avere attraversato con lui il "suo" mondo da fiaba, accompagnati da una bellissima colonna sonora in scene che ricordano "Il favoloso mondo di Amélie".
In fondo, e non voglio giustificare Holly, Paul poteva mettere a fuoco in quelle situazioni con quale pragmatismo la ragazza si muovesse in quella realtà"Da sogno", che oltretutto Edwards si guarda dall'idealizzare. Come se i due fosse entrati in un altro MONDO, se non in un altro film: ma l'umorismo del regista resta sempre elegantemente istrionico.Dunque la donna vuole "Concretamente sognare", e forse -Non lo sapremo mai con sicurezza-non ci riuscirà per via di un escamotage di dubbia plausibilità, che il regista sceglie alla fine. Ma Paul, nel notare come un personaggio così sfrontato )Apparentemente) non trovi il coraggio neanche di continuare ad occuparsi del proprio gatto, le dirà una frase che non sveliamo per chi non abbia visto il film. Una frase fatta, potrebbe obiettare qualcuno. Forse. Ma non nel contesto di una giovane apparentemente così sopra le righe.
Un'altra obiezione che qualcuno potrebbe rivolgere è che il finale smentisce un film così "apparentemente provocatorio?(?).Ma forse non vale fino in fondo: il senso del finale, probabilmente, non è che Holly sia schiava delle convenzioni, ma perché ha (ri)trovato sé stessa (Oltre che il felino). Grazie ad una frase che l'ha e ci ha liberata dal suo aspetto esteriore.
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