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ermione202
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domenica 15 gennaio 2012
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non lo rivedevo da un bel po'...
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tra le tante cose che ricordavo del film
c era il gran romanticismo...ma
rivedendolo mi sono chiesta ma quale romanticismo, quando mai??'
lui e un mantenuto da una donna in eta' ,lei si presta come piccione
viaggiatore della mafia.
ed e proprio questo a farlo un film cult ed e' questo a piacermi tanto
ben prima del bacio sotto la pioggia.
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ralphscott
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sabato 14 gennaio 2012
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moderno e datato
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Bello soprattutto per il moode coivolgente,il film in se risente di qualche cliché di troppo. E'un po' invecchiato,nella lunga scena della festa,ad esempio. Interpreti glamour,anche la grande Ritter (gustatevela con G.Cooper 11 anni prima). Le musiche sono tra le più belle che si possan contar su una mano,ma Mancini ne compose altre che non abbiam scordato,anche per lo stesso regista (v. La pantera rosa)
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hollyver07
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giovedì 10 novembre 2011
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celeberrimo... perchè influenzò mode e tendenze.
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Ciao. Ometto la "votazione" perchè si tratta di una pellicola ormai senza tempo ed ancor oggi in grado di suscitare forti emozioni in tantissime persone, da ciò il mio "giudicare" sarebbe a dir poco superfluo ed inopportuno. Personalmente... son dell'idea che il film non fosse di per se stesso memorabile, inteso alla trama ed ad alcune parti della sceneggiatura. Si trattava di una sofisticata commedia romantica... simile a tante altre eppure... divenne praticamente unica ed inimitabile. Resta il fatto che il suo successo sia legato a: - una a dir poco splendida ed indimenticabile Audrey Hepburn, alle sue qualità attoriali, all'eleganza ed un notevole fascino personale - Blake Edwards, come un abile caramellaio confezionò un film che pareva un dolce al vertice del quale mise Audrey (molto più.
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Ciao. Ometto la "votazione" perchè si tratta di una pellicola ormai senza tempo ed ancor oggi in grado di suscitare forti emozioni in tantissime persone, da ciò il mio "giudicare" sarebbe a dir poco superfluo ed inopportuno. Personalmente... son dell'idea che il film non fosse di per se stesso memorabile, inteso alla trama ed ad alcune parti della sceneggiatura. Si trattava di una sofisticata commedia romantica... simile a tante altre eppure... divenne praticamente unica ed inimitabile. Resta il fatto che il suo successo sia legato a: - una a dir poco splendida ed indimenticabile Audrey Hepburn, alle sue qualità attoriali, all'eleganza ed un notevole fascino personale - Blake Edwards, come un abile caramellaio confezionò un film che pareva un dolce al vertice del quale mise Audrey (molto più... della classica ciliegina sulla torta) - ambientazione con eccellenti scenografie - una canzone inconfondibile, splendidamente cantata ed ancora in grado di stimolare emotivamente innumerevoli persone - alcune scene davvero memorabili che per molti anni furono un riferimento fisso nel cinema, nello stile ed anche nei modi d'essere. Considerazioni personali a parte... questo è uno di quei film che hanno stimolato gli spettatori ad esprimere elogi ed iperboli per definirlo; oggi siamo giunti anche al conio di curiosi neologismi superlativi, ad es. "bellerrimo" - tra l'altro già osservato in rete e sentito da qualche parte ma cos'è... farina del sacco di Lapo Elkann, Dj Fracesco, uno dei Savoia, qualche comico di Colorado... chi...!? - . Comunque sia... evitando accuratamente i neo-superlativi assoluti... "Colazione da Tiffany" è senza dubbio una delle pellicole più note ed importanti nella storia del cinema e tuttora è davvero difficile non trovare dei motivi per apprezzare quel film. Saluti a tutti
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ritratto d indiani
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giovedì 10 novembre 2011
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veramente una chicca
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audrey hepburn è bellissima e poi fa la parte di una donna che passa dalla depressione al massimo dell euforia, fragile e da proteggere, mentre lui, georgia peppard è bellissimo e si fa mantenere dfa una ricca donna, ma alla fine l'amore trionfa.
la colonna sonora è azzeccatissima, malinconica, dolce.
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lalli
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giovedì 10 novembre 2011
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bello, non un capolavoro
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un bel film sicuramente, piacevole, con una Audrey Hepburn eccezionale... ma nn l'ho trovato un capolavoro...4 stelle meno
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gege90
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martedì 11 ottobre 2011
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bellerrimo
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ultimoboyscout
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venerdì 7 ottobre 2011
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buon compleanno, miss golightly!
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Sicuramente gradevole ma sopravvalutato. Parte molto bene, una più che discreta commedia sofisticata in cui Edwards eccelle col suo modo di dirigere, così sottile e raffinato. Pian piano però i buoni propositi si perdono e il film cambia, a mio avviso peggiora, passando alla commedia modaiola per poi finire nel più classico e ovvio sentimentale bello e buono. Molte le note di satira presenti ma è proprio questo sentimentalismo ostentato, cercato a tutti i costi e sbattuto in faccia allo spettatore a tarpare le ali al film, man mano che si procede verso quello che appare come il più scontato dei lieto fine. Tratto da un romanzo di Truman Capote, è stato fortemente ammorbidito nella sceneggiatura rispetto all'opera scritta ma un paio di passaggi restano indimenticabili: quando la Hepburn canta "Moon river" o quando gira per New York con i suoi deliziosi Givenchy.
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Sicuramente gradevole ma sopravvalutato. Parte molto bene, una più che discreta commedia sofisticata in cui Edwards eccelle col suo modo di dirigere, così sottile e raffinato. Pian piano però i buoni propositi si perdono e il film cambia, a mio avviso peggiora, passando alla commedia modaiola per poi finire nel più classico e ovvio sentimentale bello e buono. Molte le note di satira presenti ma è proprio questo sentimentalismo ostentato, cercato a tutti i costi e sbattuto in faccia allo spettatore a tarpare le ali al film, man mano che si procede verso quello che appare come il più scontato dei lieto fine. Tratto da un romanzo di Truman Capote, è stato fortemente ammorbidito nella sceneggiatura rispetto all'opera scritta ma un paio di passaggi restano indimenticabili: quando la Hepburn canta "Moon river" o quando gira per New York con i suoi deliziosi Givenchy. La parte della protagonista era stata tagliata esattamente per Marilyn ma va detto che se Marilyn sarebbe stata perfetta, la Hepburn perfetta lo è stata sul serio, così insicura, indecisa quasi nevrotica, una testimonial magnifica quanto inaspettata per il colosso dei gioielli. Film che rimane un evergreen ma Audrey ne è l'emblema, una che nel secolo appena concluso ha lanciato mode e segnato un'epoca come poche o nessuna ha saputo fare. Un insospettabile talento comico dall'eleganza naturale che strabuzzava gli occhi davanti alla gioiellereia del titolo ed era degna rappresentante della generazione cocktail che sciorinava battute mitiche, tipo "i gioielli prima dei 40 fanno volgare" oppure "devi promettermi di non riportarmi a casa finchè non sarò ubriaca". Come detto un evergreen: ma qual'è l'ingrediente segreto che lo fa ricordare nonostante su carta non sembra aver motivi per appassionare così tanto? A ben vedere la storia di una prostituta di alto bordo (senza offesa Miss Golightly, ma più o meno questo sei, anche se le chiami "toelette"...) e di uno squattrinato scrittore di provincia non è nemmeno troppo originale. In ogni caso 50 anni e non sentirli.
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francesco2
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lunedì 19 settembre 2011
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le cose (molto) belle sono sempre "attuali"
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Un pò(Tanto) di tempo fa, Irene Bignardi si soffermava su Edwards sottolineando come taluni, ancora oggi, non lo considerassero un nume tutelare del cinema ma semplicemente un creatore di divertenti commedie.
Se oggi questo sospetto può emergere dopo avere visto il pur brillante "A qualcuno piace caldo", diviene più traballante dopo "L'appartamento", che senza spocchia polemizza contro il conformismo borghese, o comunque di certo ambiente"Bene" di ieri e di oggi.
Anche per "Colazione da Tiffany", al di là delle cinque stelle attribuite da diversi navigatori di questo sito, cadere nella definizione di commedia romantica rischia di essere un rimedio peggiore del "Male". Il personaggio principale rifiuta di dare un nome al suo gatto -E non solo-, il che la rende molto di più di una donna che rifiuta di legarsi: vuole essere qualcuno di indefinito ed indefinibile, a cui il protagonista non avrebbe dovuto legarsi (Come coi gatti, guarda caso l'animale che tiene con sé).
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Un pò(Tanto) di tempo fa, Irene Bignardi si soffermava su Edwards sottolineando come taluni, ancora oggi, non lo considerassero un nume tutelare del cinema ma semplicemente un creatore di divertenti commedie.
Se oggi questo sospetto può emergere dopo avere visto il pur brillante "A qualcuno piace caldo", diviene più traballante dopo "L'appartamento", che senza spocchia polemizza contro il conformismo borghese, o comunque di certo ambiente"Bene" di ieri e di oggi.
Anche per "Colazione da Tiffany", al di là delle cinque stelle attribuite da diversi navigatori di questo sito, cadere nella definizione di commedia romantica rischia di essere un rimedio peggiore del "Male". Il personaggio principale rifiuta di dare un nome al suo gatto -E non solo-, il che la rende molto di più di una donna che rifiuta di legarsi: vuole essere qualcuno di indefinito ed indefinibile, a cui il protagonista non avrebbe dovuto legarsi (Come coi gatti, guarda caso l'animale che tiene con sé). Il mondo in cui frequenta altra gente è falso e pieno di convenevoli, ma qua, bisogna riconoscerlo, secondo chi scrive Edwards non possiede la stessa ironia di un Altman, anche se queste sequenze sono immuni da moralismi e regalano momenti sicuramente esilaranti, quali ad esempio l'"incendio" scongiurato per i capelli di una delle tante ospiti dei party a cui partecipa.
Proprio uno di questi ospiti sarà l'oggetto di un matrimonio d'interesse progettato dalla protagonista, che vuole lasciarsi alle spalle il suo paese, cultura e lingua per un cambiamento così radicale(Il Brasile): il tutto dopo avere illuso il protagonista maschile, ed avere attraversato con lui il "suo" mondo da fiaba, accompagnati da una bellissima colonna sonora in scene che ricordano "Il favoloso mondo di Amélie".
In fondo, e non voglio giustificare Holly, Paul poteva mettere a fuoco in quelle situazioni con quale pragmatismo la ragazza si muovesse in quella realtà"Da sogno", che oltretutto Edwards si guarda dall'idealizzare. Come se i due fosse entrati in un altro MONDO, se non in un altro film: ma l'umorismo del regista resta sempre elegantemente istrionico.Dunque la donna vuole "Concretamente sognare", e forse -Non lo sapremo mai con sicurezza-non ci riuscirà per via di un escamotage di dubbia plausibilità, che il regista sceglie alla fine. Ma Paul, nel notare come un personaggio così sfrontato )Apparentemente) non trovi il coraggio neanche di continuare ad occuparsi del proprio gatto, le dirà una frase che non sveliamo per chi non abbia visto il film. Una frase fatta, potrebbe obiettare qualcuno. Forse. Ma non nel contesto di una giovane apparentemente così sopra le righe.
Un'altra obiezione che qualcuno potrebbe rivolgere è che il finale smentisce un film così "apparentemente provocatorio?(?).Ma forse non vale fino in fondo: il senso del finale, probabilmente, non è che Holly sia schiava delle convenzioni, ma perché ha (ri)trovato sé stessa (Oltre che il felino). Grazie ad una frase che l'ha e ci ha liberata dal suo aspetto esteriore.
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tiamaster
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sabato 17 settembre 2011
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i veri valori
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in questa gigantesca,magistrale,immensa commedia tiffany,una donna in cerca di ricchezza e gloria inciamperà fino a ritrovare i veri valori rappresentati dal gatto ritrovato sotto la pioggia trama semplice,ma molto ben usata con belle battute e scene memorabili,forse la miglior commedia americana dopo "a qualcuno piace caldo" e "forrest gump",da vedere veramente superiore.
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capitan avena
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martedì 30 agosto 2011
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capolavoro cult del cinema romantico
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Trama:
Holiday Golightly (Audrey Hepburn) è un'affascinante ed estroversa ragazza texana dai costumi alquanto eccentrici che vive in un piccolo appartamento di New York e che si mantiene facendo la prostituta d'alto borgo o come la chiama lei “fare la toeletta”.
Un giorno viene ad abitare nel palazzo un giovane scrittore, Paul Valjak (George Peppard), un po introverso, all'apparenza freddo, che cerca l'ispirazione per il suo libro, e la cui personalità si scontrerà inevitabilmente con quella praticamente agli antipodi della ragazza.
Lui cercherà di allontanarla dal mondo etereo e fittizio (le sue frequentazioni nell'alta società e fantasie nel famoso negozio di gioielli di Tiffany) in cui lei si rifugia per sfuggire dalla dura realtà della sua vita, e lei lo purificherà del suo cinismo e gli darà l'ispirazione per il suo libro.
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Trama:
Holiday Golightly (Audrey Hepburn) è un'affascinante ed estroversa ragazza texana dai costumi alquanto eccentrici che vive in un piccolo appartamento di New York e che si mantiene facendo la prostituta d'alto borgo o come la chiama lei “fare la toeletta”.
Un giorno viene ad abitare nel palazzo un giovane scrittore, Paul Valjak (George Peppard), un po introverso, all'apparenza freddo, che cerca l'ispirazione per il suo libro, e la cui personalità si scontrerà inevitabilmente con quella praticamente agli antipodi della ragazza.
Lui cercherà di allontanarla dal mondo etereo e fittizio (le sue frequentazioni nell'alta società e fantasie nel famoso negozio di gioielli di Tiffany) in cui lei si rifugia per sfuggire dalla dura realtà della sua vita, e lei lo purificherà del suo cinismo e gli darà l'ispirazione per il suo libro.
La sceneggiatura di Axelrod si distacca nettamente dalla novella di Capote, che dopo la vendita dei diritti alla Paramount sostenne che la sua prima scelta per il ruolo della protagonista era stata Marilyn Monroe. Quando la produzione optò per la Hepburn (Scelta tra l'altro che risultò azzeccatissima, indimenticabile la scena in cui Holly canta sulle note di Moon River sul davanzale della finestra) Capote andò su tutte le furie accusando la Paramount di averlo scavalcato su tutti i fronti. Infatti il romanzo fu notevolmente modificato per agevolare le convenzioni cinematografiche dell'epoca, parole smorzate, personaggi tagliati o completamente reinventati, la bisessualità di Holly che nel libro è molto importante fu rimossa perché non adatta alla Hepburn ecc..
Tuttavia il cambiamento che più destò le ire dello scrittore fu quello riguardante il finale,
Quello presente nel film è assolutamente inesistente nella novella, che è invece l'esatto contrario.
Vincitore di 2 Oscar (collona sonora Henry mancini, e miglior canzone Moon River), 1 David di Donatello per la Hepburn che ricevette anche la nomination agli Oscar per miglior attrice, Grammy per la colonna sonora, Laurel Award per la canzone Moon River, ed infine writers guild of America award per la miglior sceneggiatura (Axelrod).
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