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Come l'acqua per il cioccolato
Un film di Alfonso Arau.
Con Marco Leonardi, Lumi Cavazos, Regina Torne, Yareli Arizmendi, Yareli Arizmendi
Titolo originale Como agua para chocolate.
Drammatico,
durata 113 min.
- Messico 1992.
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
DVD | Come l'acqua per il cioccolatoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 22 agosto 2007
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Come l’acqua per il cioccolato Eros e cucina, costumi crudeli e fantasie fiabesche, la rivoluzione di Pancho Villa contro Porfirio Diaz e il fantasma della telenovela, il sesso e il cibo, una passione incancellabile: la ricchezza e singolarità della letteratura latinoamericana si manifesta ogni tanto in questo film messicano tratto da Dolce come il cioccolato, il romanzo scritto da Laura Esquivel nel 1989 (editore Garzanti) è la storia d’un amore contrastato e invincibile, che comincia nel Messico rivoluzionario del 1910 e dura sino a metà degli Anni Trenta. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Il ventre e il cuore: sotto il sole ardente del Messico lo spirito è infuocato come la materia, la materia è nobile come lo spirito. Alfonso Arau (regista) e Laura Esquivel (soggettista e sceneggiatrice) raccontano la vita per quel che essa ha di eterno, di eternamente uguale. Come l’acqua per il cioccolato è un film inusuale, ingenuo e sorprendente. Non è perfetto, non lo vuole essere. Il suo ritmo somiglia a quello di una ballata o di un mito. Quel che in esso accade, a noi pare debba necessariamente accadere. » |
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Cent’anni d’amore in salsa messicana
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Fate un gesto cinematograficamente rivoluzionario: scegliete, invece del solito titolo americano di cui tutti parlano, questo film messicano, Come l’acqua per il cioccolato, di cui nessuno sa niente, a parte il gentile pubblico che ha letto nelle edizioni Garzanti il racconto di Laura Esquivel, che l’ha personalmente sceneggiato. Scoprirete, prima che qualcuno tenti il remake, un cinema inventivo e diverso, un film bello e vitale, fantasioso fino al parossismo, sulla falsariga della cultura sudamericana che ha nei Cent’anni di solitudine di Marquez il suo portabandiera. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Cenerentola in Messico: la povera Tita, vessata da una madre esigente e cattiva, passa le giornate curva sui lavori di casa. Deve badare a tutto, dalla cucina (la sua arte culinaria è superlativa) alla cura del grande rancho. E, proprio come nella celebre fiaba, ci sono anche due sorelle, Rosaura e Gertrude, da servire e riverire. Che la sorte di Tita fosse segnata lo si era visto fin dal momento del parto: la mamma stava tagliando le cipolle quando erano sopraggiunte le doglie, e la neonata, insofferente all’odore acre, era venuta alla luce in un mare di lacrime. » |
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