Teza

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Un film di Hailè Gerima. Con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye Drammatico, durata 140 min. - Etiopia, Germania, Francia 2008. - Ripley's Film uscita venerdì 27 marzo 2009. MYMONETRO Teza * * * 1/2 - valutazione media: 3,53 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,53/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * * -
   
   
   
Dopo aver completato gli studi universitari in Germania, Anberber fa ritorno nella natìa Etiopia. Spera di poter fare qualcosa per il suo paese, ma le cose sono cambiate...
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L'educazione intellettuale di un uomo condotta fra l'Africa e l'Europa, fra il miraggio dell'occidente e il difficile ritorno al paese di origine
Marzia Gandolfi     * * * - -

Etiopia, 1990. Anberber è tornato al suo villaggio senza una gamba e con la testa affollata dai fantasmi. Lasciata l'Etiopia imperiale di Haile Selassie e rientrato in quella socialista di Haile Mariam Menghistu, Anberber ha studiato medicina nella Germania degli anni Settanta, interessata da una massiccia immigrazione africana e percorsa da tensioni e discriminazioni razziali. Il suo sogno più grande è quello di ritrovare l'abbraccio materno e di prendersi cura del suo popolo, afflitto dalle carestie e vessato da secoli di regimi dispotici. Rimpatriato e presa coscienza del disordine politico e sociale in cui versa il suo paese, scampa a un linciaggio e cerca conforto nel villaggio natio. Dentro il capanno e davanti al fuoco scoprirà la propria impotenza di fronte alla dissoluzione dei valori umani. Nel focolare domestico brucerà il suo passato e divamperà il desiderio di costruire il presente.
Dopo aver raccontato la resistenza etiopica degli anni Trenta all'esercito dell'Italia mussoliniana (Adwa), il regista etiope Haile Gerima ricostruisce e rilegge la storia del suo Paese all'indomani del golpe militare che destituì l'imperatore Haile Selassie e promosse il regime marxista di Haile Mariam Menghistu. Rifugiando il suo protagonista, un intellettuale formato in Germania, nel villaggio natio, Gerima sviluppa il racconto su tre piani temporali. Presente, passato e sogno si interrompono e intervengono l'uno sull'altro fino a ri-comporre la storia di un uomo dentro la Storia del suo Paese. Il racconto orale dell'emigrato di Aaron Arefe assume su di sé i conflitti e le convulsioni della storia ed è caratterizzato dal sentimento dominante della nostalgia: per l'infanzia africana, età idilliaca e disgiunta dal reale in cui il protagonista si rifugia alla ricerca della sua forza rigenerante; per la giovinezza europea, età dell'imitazione e dell'assimilazione in cui si ritaglia un posto approfittando dei vantaggi offerti dal vecchio continente; per la piena maturità del ritorno, età della riaffermazione della propria identità culturale in cui impegnarsi nella ricostruzione e nella rinascita del proprio paese.
Alle fughe dell'immaginario, nel realismo magico e in quello onirico, Gerima affida invece il compito di rappresentare la lacerazione interiore del protagonista, che non crede più alla possibilità di cambiare qualcosa. Anberber realizza il tradimento dei governi autoctoni e prende atto dell'unico risultato tangibile: il passaggio dei poteri dall'élite bianca all'élite nera e l'incremento consistente della violenza e della corruzione. Stessi privilegi dei potenti, stesso interesse esclusivo di una classe sociale, stesso disprezzo per il popolo. Teza, attraverso il racconto orale, i canti popolari e l'iconografia stilizzata, descrive l'educazione intellettuale di un uomo condotta e sospesa fra due continenti, fra l'Africa e l'Europa, fra il miraggio dell'occidente e il difficile ritorno al paese di origine.
Restando inchiodato al suo personaggio, Gerima traduce la storia collettiva in un volto, specchiandolo nel proprio passato alla ricerca della propria identità individuale e sociale. Teza è un altro frammento di memoria restituito dal regista etiope, intimamente coinvolto nella realtà politica e sociale del suo Paese, di cui riferisce sempre con un attenzione al di fuori di qualsiasi retorica nazionalistica. Ponendo in primo piano l'instabilità politica dell'Etiopia (prima, durante e dopo l'indipendenza), i problemi causati dalle amministrazioni autoctone e l'impatto distruttivo prodotto dalla cultura cristiana-occidentale e dal pensiero marxista su quella tradizionale, l'autore africano affronta la reale situazione e impegna il suo personaggio a costruire una nuova società, ponendo letteralmente mano (e gessetto) ai problemi che l'affiggono.

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Festival di Venezia
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Teza

domenica 29 marzo 2009 di pietro berti

TEZA (***) genere drammatico, anno 2008, prodotto e girato: Francia/Germania/Etiopia, Regia: H. Gerima, Sceneggiatura: H. Gerima, Durata: 1h e 40 min.; Distribuzione: Ripley’s Film; Interpreti: A. Arefe, A. Tedia. NOTE: il film ha vinto all’ultima Mostra di Venezia il premio per la sceneggiatura e della Giuria, ed è stato inserito tra quelli scelti per il Leone d’Oro, non vinto causa il successo avuto da The Wrestler di D. Aronofsky. Commento: l’opera si articola su passato, presente e dimensione continua »

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Il vero leone d'oro di venezia 2008

venerdì 10 aprile 2009 di marezia

Molto più scorrevole nella seconda parte che nella prima il film mantiene comunque un livello di omogeneità sorprendente per una durata così estesa: 140', durante i quali passato e presente si riincorrono in un'atmosfera a volte sospesa, quasi atemporale (ma siamo in piena contemporaneità), altre serrata e palpitante, e angosciosa. Angosciosa non tanto nelle scene di violenza che pure sono di forte impatto visivo quanto nella loro preparazione: un clima di pressione psicologica che non lascia scampo, continua »

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Ben venga il drago...

venerdì 17 aprile 2009 di mahleriano

...se questa sarà la salvezza indicata dal regista! Questo film per certi aspetti ha un'analogia con la "musica funebre massonica" di Mozart. Una composizione costantemente in tonalità minore, dunque tragica e terribile in tutto il suo sviluppo, ma che nell'ultimo accordo magicamente diventa maggiore, a sottolineare comunque una speranza. La stessa luce mostrata nell'ultima sequenza del film. Un film splendido, toccante, mai noioso nonostante la sua non breve durata. Ma un film amaro, intriso, nelle continua »

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INTERVISTE | Premio Speciale della Giuria a Venezia 2008, il film di Haile Gerima è il grande racconto di una "meglio gioventù" di intellettuali etiopi.

Cronaca di una generazione dai ricordi perduti

venerdì 20 marzo 2009 - Edoardo Becattini

Teza: Cronaca di una generazione dai ricordi perduti In aramaico, Teza è la rugiada del primo mattino che apre ad una madeleine di ricordi e sensazioni tattili e olfattive associate all'infanzia. Ma nel film del regista etiope Haile Gerima, Teza è anche il fuoco della coscienza di tutti i giovani che possono lavorare per il futuro dell'Etiopia e che avvampa tanto nella generazione di coloro che per primi si sono formati nel Vecchio o nel Nuovo Continente, quanto nella sete di conoscenza della nuova generazione scampata alla militarizzazione forzata degli anni di regime.

L'autoanalisi di un marxista

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Che le scene di tenerezza e amore, le metafore del sottosviluppo, i dialoghi toccanti, le immagini oniriche che attraversano il visibile per scoprire il visionario, siano la specialità dei filmaker d'Africa, si sa. Ma pochi al mondo sanno competere con John Carpenter anche nel congegnare suspense e violenza. Ecco la differenza. Una scena di violenza del cineasta e produttore etiope Haile Gerima traumatizza, lascia segni irreversibili... Una sequenza violenta tollerata dal sistema censorio medio euro-hollywoodiano (scazzottata, regolamento di conti armato, strangolamento, decapitazione, smembramento, stupro, sgozzamento, aggressione razzista. »

Da Gerima un'Africa senza illusioni

di Valerio Caprara Il Mattino

«Teza» («Rugiada») del venerabile Haile Gerima, produttore e regista etiope classe '46, è un poema intriso di simbolismi, etnologia e storia che allegorizza l'autobiografia di un intellettuale africano sospeso tra nostalgia della tradizione e pathos della modernità. Le cadenze sono rapsodiche, gli sbalzi temporali numerosi e i contrappunti visionari ambiziosi: sta di fatto che l'excursus nella storia patria comunica un'intensità autentica, affronta con coraggio intricati nodi politici e afferma concetti d'identità e liberazione distanti dai cliché terzomondisti. »

Una grande storia dell' Etiopia dal colonialismo ai giorni nostri

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Per due ore e venti percorre solennemente la storia dell' Etiopia dal colonialismo italiano alla dittatura filosovietica di Menghistu a oggi. Attraverso la voce e il corpo narranti di un medico, la cui esistenza è a sua volta attraversata da insostenibili contraddizioni: tra l' emigrazione in Germania e il remoto villaggio natale, tra l' idealismo progressista e l' arretratezza autoritaria comunque sia ideologicamente colorata, tra gli strumenti conoscitivi della modernità e quelli introspettivi della tradizione tribale. »

Etiopia, la storia mai raccontata

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Trent'anni di storia e memorie compressi in un film fluviale e impetuoso. Fosse nato in un paese ricco Hailé Gerima avrebbe diviso il racconto in 13 puntate come Edgar Reitz con Heimat. Ma è nato in Etiopia e le sue storie sono di quelle che pochi vogliono ascoltare, in patria e fuori. Ed ecco che il ritorno a casa di un ex-giovane, partito a studiare Medicina in Germania, condensa passato e futuro di un'intera nazione. Dall'eredità coloniale (perfino il monte Mussolini, «parco giochi della mia infanzia», evoca ricordi struggenti) all'infame era Menghistu, la vita di Anberber riassume sogni e sconfitte di una generazione di intellettuali. »

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