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In un istituto di cibernetica e futurologia che produce previsioni sull'avvenire attraverso il computer Simulacron-3 il direttore Volmer si suicida in circostanze misteriose. Il suo vice Steller che gli succede inizia un'indagine, suscitando l'incomprensione di tutti, esclusa la figlia del morto che l'aiuta. Scopre che il mondo in cui crede di vivere è la proiezione di un altro calcolatore. Dal romanzo Simulacron-3 (1964) di Daniel F. Galouye, fonte anche di Il tredicesimo piano (1999), è un film TV in 2 puntate, uno dei 4 che il prolifico R.W. Fassbinder diresse nel 1973, e l'unico di carattere fantascientifico. Ispirato a Il grande sonno (1946) per l'aggrovigliato intrigo, ad Alphaville (1965) per l'uso di scenografie in esterni contemporanei, è fassbinderiano per il sofisticato gioco dei ruoli e delle apparenze e per il riscatto finale in nome dell'amore e della speranza che lo distacca dal pessimismo del romanzo. Fotografia in 16 mm di Michael Ballhaus. Trasmesso in Italia da RAI2 nel settembre 1979.
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