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Transamerica
Un film di Duncan Tucker.
Con Felicity Huffman, Kevin Zegers, Fionnula Flanagan, Graham Greene, Burt Young.
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Commedia,
durata 103 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 10 febbraio 2006.
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![]() Il racconto di un ritorno e di un riconoscimento in un intenso road movie americano
Marzia Gandolfi
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Golden Globes 1 1 |
Non basta l'amore...
martedì 7 marzo 2006
di RossaFuoco
Siamo abituati a vedere i transessuali (anzi: i travestiti) di Almodovar, o tuttalpiù alla "Priscilla, o la regina del deserto": kitch, melodrammatici, quasi trasfigurati dalla loro condizione; il personaggio della 'donna transessuale' Bree è una gradevole variante innanzitutto per come è presentata. NON è un personaggio trasgressivo,anzi è la tipica zitella vergine di mezza età, un po' puritana, un po' bacchettona, un po' ingenua e quindi irresistibilmente comica. Ma questo è soltanto l'aspetto continua » |
Tran..sensuale
domenica 4 febbraio 2007
di Martina Bady
Il transessualismo è una sindrome che affligge i soggetti la cui identità biologica è dolorosamente scissa dalla propria identità sessuale,invocata,a dispetto di evidenze biologiche indesiderate,anche a prezzo di estenuanti sacrifici. Ecco come intendo accostarmi alla problematica del film:una pellicola coraggiosa,struggente,che si è immolata con impegno al ludibrio e all'accanimento della critica,del pubblico meno incline alle biodiversità che arricchiscono il mondo,non senza un tocco registico continua » |
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Fantastica bree
sabato 7 luglio 2007
di Mister G
Delizioso film, lieve, delicato, divertente, mai volgare, pervaso di una soave amenità, in equilibrio perfetto tra leggerezza e impegno, dolce senza essere melenso, a tratti malinconico, ma senza essere drammatico, e sostenuto, ma senza essere pretenzioso, eppure intriso di un senso profondo, capace di far arrivare un messaggio importante ma senza farne soffrire il peso. Ha il coraggio di aprirsi sul tema, purtroppo molto poco discusso, della transessualità e disforia di genere, e lo fa in modo continua » |
Felicity scelta felice
venerdì 24 marzo 2006
di rob
A conti fatti, è quasi tutto sulle spalle della Huffman, brava, tenera, meravigliosa. Una scelta felice Felicity, per la riuscita del film, tanto che rimane il sospetto: e se Bree fosse stata impersonata da un vero transessuale? Huffman, imbruttita, legnosa e afona, conserva una femminilità così al cento per cento, anche e soprattutto nelle fattezze, che per lo spettatore in clima di commedia leggera è tanto più facile lasciarsi coinvolgere dal personaggio, amare la sua sofferenza, fare il tifo continua » |
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| Bree prega prima di mangiare | |
| Padre Nostro, benedici questo cibo e benedici questo ristorante... e tutti i presenti... e tutti gli altri... proprio tutti ! | |
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| Bree a Toby | |
| Mangia la verdura. Potresti usare la forchetta... è solo un'idea... | |
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| Burt Young (Burt Young) | |
| Quando ero ragazzo leggevo i giornalini porno nel bagno… ora il sesso è diventato… di me**a. | |
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SOUNDTRACK | Transamerica
La colonna sonora del film
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di Roberto Nepoti La Repubblica
I modelli di narrazione su cui si articola Transamerica sono tra i più classici: il road-movie, il film di strana coppia, la commedia degli equivoci. Lo sono molto meno i suoi protagonisti: un transessuale "pre-op", Bree, che per ottenere l'autorizzazione all'intervento chirurgico da cui uscirà definitivamente donna è costretto a incontrare il figlio teenager concepito ai tempi del college, quando si chiamava ancora Stanley; e lo stesso Toby, ragazzo drogato che si prostituisce per campare, sognando un avvenire come attore porno. » |
di Aldo Fittante Film TV
«Sono un transessuale, non un travestito». Bree, che una volta si chiamava (era) Stanley, ci tiene a rivendicare il suo nuovo stato di corpo in progress, perché sta aspettando di operarsi, di farsi togliere quell’ingombro in mezzo alle gambe che le impedisce di sentirsi donna al cento per cento. «Non trova strano che la chirurgia plastica possa curare un disturbo psichiatrico?»: Bree è anche (soprattutto) ironica («Ho avuto un’avventura tragicamente lesbica»), fin dal passo incerto ma orgoglioso, dal vago e timido sorriso, da uno stupore trattenuto che le consente di incassare e sopportare una madre leonessa manqiatrice di figlie, un padre assurdo e silente (un’unica battuta, ma fulminante: «Leggevo riviste pomo in bagno: non faccio più sesso decente da allora»), un’ex fidanzatina che le regala anni dopo un figlio diciassettene da marciapiede che si prostuituisce per sbarcare il lunario sognando Hollywood e il cinema, non importa se hard o blockbusterizzato. » |
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di Alberto Castellano Il Mattino
Scortato da vari prestigiosi premi, Transamerica, opera prima di Duncan Tucker, è un gioiello di intelligenza cinematografica, di misura narrativa, di umorismo sofisticato, di tensione umanitaria. È un ennesimo viaggio attraverso l'America, un ennesimo road movie nella provincia americana, un’ennesima avventura esistenziale in coppia. Ma Transamerica porta i segni - positivi e rigeneratori - di quel cinema indipendente che si affranca dagli stereotipi hollywoodiani, dall'enfasi sentimentale, dai ricatti moralistici, che è capace di raccontare il più affascinante e contraddittorio paese del mondo con uno sguardo trasparente, profondo e ampio e soprattutto con il coraggio di parlare di transessualità da un'angolazione insolita e con un approccio più provocatorio della trasgressione pornografica proprio perché giocato sul pudore. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Dove e come trova il suo equilibrio un uomo che si sente donna al punto di essere pronto a qualsiasi sacrificio pur di trasformarsi in una «lei»? E' il problema di Bree, ex Stanley, che da diciassette anni, fra assunzione di ormoni, sedute di psicoanalisi ed esercizi vocali per alleggerire i toni gravi della voce, lavora a diventare femmina. Ma Transamerica non è, o almeno non è soltanto, la storia di un transessuale. Travalicando l'aspetto meramente fisiologico, il film dell'esordiente Duncan Tucker, sceneggiatore e regista, ne fa una questione più universale che attiene al tema della ricerca e affermazione della propria identità. » |
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