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Ludovica Rampoldi non è una regista con tanti lavori propri alle spalle.
E si vede.
Nata come sceneggiatrice (ma fra i tanti titoli l'unico veramente decente che ho sempre apprezzato molto è il favoloso "La Doppia Ora"...) alla fine ha fatto "Il grande salto" sedendosi sulla classica sediia da titolare.
Cosa ne esce da tutto questo?
Un filmetto piatto, banale, a tratti sconclusionato, con il solito tentativo di attrarre l'incauto spettatore con aggrovigliato gomitolo di scambi che nemmeno il Montalbano del film omonimo ("La Giostra Degli Scambi") riuscirebbe a districare...
Insomma: qua siamo alla Annalisa più pura: "Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia lei...Mon Amour, ma tu...che ci hai capito tu?".
Cioè...il tutto si capisce bene e la fine è banalmente scontata.
Ma quel che intristisce (a parte il commento musicale completamente sbagliato...) è tutta l'ambientazione e la situazione psicologica e sociale dei vari "attori" dello "psicodrammone" melenso in salsa coattona.
Sicuramente la Fogliati non è la diva che tutti vorrebbero farci credere sia e la sua recitazione, sempre uguale a se stessa sia che stia salvando il mondo da un attacco alieno sia che stia cuocendo un uovo al tegamino in un fornelletto da campeggio in aperta campagna, spesso da sui nervi.
Come sui nervi da lo stesso personaggio che lei, impavidamente, interpreta.
Che poi di tutti credo sia il soggetto peggiore dell'intero lavoro: ma chi sei tu per venire a discutere dello status quo umano?
Corna e controcorna ci sono dall'alba dei tempi e se questo va bene ai marito e moglie allora "buona camicia a tutti".
Ti han fregato il fidanzato.. embeh? Che ti interessa. Annusa la tua parte e taci.
Certo nessuno dei componenti di questa "Banda Bassotti dei sentimenti" (perchè tutti cercano di rubacchiare qua e la sprazzi di emozioni e felicità in qualunque maniera) sembra eccellere nella vita.
Lui che si cimenta in un improbabile sport (chessboxing) che sembrerebbe creato appositamente ad arte per l'occasione (invece è purtroppo reale e qualche fesso che lo pratica certo esiste!). lei che se non ha niente di meglio da fare che trasgredire ferree regole professionali va a passarsi qualche momento "esplosivo" al poligono di tiro, l'altro...
Beh, ma veramente volete sapere tutto?
Suvvia... andatevi anche voi a vedere il film, così nello stesso modo alla fine direte come me "Cui prodest?".
Magari ripensando alle schiere di formiche lasciate libere di girare in tondo (???) nell'appartamento o alla facilità come accadono le cose senza nessuno che se ne chieda il motivo.
Quel che mi preoccupa di più però è il Giannini.
Della Golino ormai sono rassagnata a vederla in ruoli minori ed improbabili con nessuno che le riesce a confezionare il film della sua vita.
Ma Giannini, con cotanto genitore, poteva e doveva farlo qualche passo avanti.
E invece...
Invece anche lui recita "per contratto" e non per ispirazione. Per passione. E si vede...
Una totale mediocrità e indolenza che infastidiscono fin dalle prime... botte sul ring.
"Breve storia d'amore" si intitola questo film.
"Breve passaggio al cinema" direi invece: chi l'ha visto?
E lo hanno candidato pure per qualcosa a non co che premio...(si, lo so, era ironico!).
Complimenti alla regista.
Ma torni a sceneggiare: almeno non rischia di prendersi tutte le pernacchie in prima persona...
P.S. Ho detto che il commento musicale è completamente inadatto?
Si, neh?
Sarà la vecchiaia che avanza...
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