La grazia |
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Un film di Paolo Sorrentino.
Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello.
continua»
Drammatico,
durata 131 min.
- Italia 2025.
- PiperFilm
uscita giovedì 15 gennaio 2026.
MYMONETRO
La grazia
valutazione media:
4,19
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Jep al Quirinale (ovvero: siamo alla frutta...)
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| venerdì 20 febbraio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il rischio di ripetersi c'è sempre facendo tante recensioni (ovviamente non solo su questa piattaforma) e specialmente se si parla dello stesso regista (nel caso cinematografico).
Lo ho detto e lo ripeto: per me Sorrentino ha perso la bussola.
Dopo un immenso capolavoro come "La Grande Bellezza" era certo impossibile nell'immediato (ma forse anche molto dopo) replicare le condizioni per ottenere un nuovo successo, ma una debàcle come quella del signor Paolo non me la aspettavo.
E come adoro i primi lavori di Sorrentino (Su tutti "L'Amico Di Famiglia", che avrebbe dovuto ottenere Oscar, David, Leoni e quant'altro...), così detesto i successivi.
Ma concentriamoci su questo (che degli altri già ho detto in passato)....
"Jep al Quirinale" ho intitolato la mia recensione... ebbeh... quello ho visto. Un Gambardella invecchiato e depresso che non riesce a sbucare fuori da quella crosta "cementata" di ordinaria quotidianità in salsa politica.
Sorrentino anche qua prova a esaltare Roma (si vede che la ama...) e certe atmosfere oniriche e a volte nonsense, ma... se questo genere di scene nella Grande Bellezza era la ciliegina sull torta qua invece rende tutto se possibile ancor più melenso e noioso.
Come nel pluripremiato film precedente Mariano/Jep ha le sue cene con l'amica del cuore, Coco/Dadina, come nel precedente vive all'ombra (e schiavo) di un amore perduto (Aurora/Elisa).
In entrambi però lo vediamo gigioneggiare sventolando al mondo una sua finta malcelata umiltà nel tentativo di ottenere consensi unanimi ovunque vada.
Mariano viene da tutti lodato, ma sono lodi non meritate. Il presidente vive roso dalla gelosia per il tradimento della moglie, vive perennemente nella pena della sua dipartita, affida ad altri scelte che dovrebbe prendere lui (come quella dell'alimentazione eb del divieto di fumare) e quando deve agire (vedi incidente del cavallo) non riesce a farlo, limitandosi a lasciare al caso, o alle altrui prese di coscienza (sempre il cavallo), la soluzione del caso.
Solo la "fuga" della figlia forse lo scuote un pochino.
Ma cosa fa lui in effetti? Firma una legge che non sapremo mai se poi sarà promulgata veramente, concede la grazia ad una persona che, a mio immodesto avviso, non l'avrebbe meritata e, contraddicendo la sua filosofia di vita, alla fine si sbottona con la direttrice di Vogue come per volersi lavare la coscienza.
E si, alla fine riesce pure ad ostacolare la carriera del suo "amico d'infanzia" bloccandone l'elezione al Quirinale (dimettendosi in tempo per ottenere il titolo di Senatore a Vita che gli permetterà di avere voce in capitolo nel voto), ma non prima di aver graziato proprio la nipote del De Santis, favorendolo quindi.
Un Mariano bifronte o un semplice Jep in stato confusionale???
Vorrei, ma non posso. Potrei, ma non voglio.
Quante storie.
E intanto il film naufraga fra un improbabilissimo (nemmeno nella pellicola più scrausa delle serie di Pierino!) Papa Nero, che nemmeno un "abracadabra" dei Pitura Freska oggigiorno potrebbe portare effettivamente al soglio pontificio, e un capo di stato estero lasciato impossibilmente in balia di un improvviso scroscio temporalesco. Perfino la scena della lacrima a gravità zero era inutile e patetica.
Servillo, lo sappiamo, è l'attore feticcio di Sorrentino, ma ultimamente più che recitare il ruolo assegnato continua imperterrito a ripetersi ancora e ancora e ancora...
Stesse faccie, stesse espressioni, stessa gestualità, anche stessa parlata...che noia!
Insomma: Youth mi aveva impressionato negativamente, E' stata la mano di Dio e Parthenope hanno peggiorato la mia idea del Paolo "dopo Oscar".
Questo La Grazia ha affossato completamente tutto.
Non ho idea se Sorrentino tornerà ai vecchi fasti e con idee anche se non nuove, ma rimaneggiate quel tanto che basti per farci "sognare" di nuovo sul grande schermo.
Forse solo un ritorno di Geremia De Geremeis magari potrebbe ridestare dal coma profondo un regista che "grande" lo era anche diventato, ma che forse per troppa sicumera dopo i premi ottenuti, o per semplice noia dopo tanti lavori editi, si è perso.
E pure in un bicchier d'acqua.
No, questo film non mi è per nulla piaciuto.
Ma forse questo lo si era capito...
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