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Ho rivisto stanotte, per l'ennesima volta, questo film di D'Amelio.
Niente da dire: il film è fatto bene, gli attori completamente realistici e le atmosfere abbastanza azzeccate...
Ma è un altro film sulla miseria umana.
Io non sono infatti d'accordo su chi difende questi "emigranti" dando loro più dignità di quella che poi effettivamente hanno,
Si, certo, costoro sono stati da un dato punto di vista un motore del nostro paese nel dopoguerra, hanno aiutato a costruire l'Italia di oggi, ma...
Ma siamo sicuri che senza di loro le cose non sarebbero anche state migliori?
Ne ho conosciute a bizzeffe di persone e famiglie come queste.
Famiglia come quella arrivata a Torino nei primi minuti del treno, persone come Giovanni e Pietro.
Esseri umani che non riescono ad uscire dal loro guscio e rendersi conto che sono loro che devono adeguarsi ai nuovi posti, alle nuove situazioni, e non il contrario.
Perchè non c'è umiltà in queste persone, non c'è un minimo barlume di intelligenza.
Ma perchè essere poveri e provenire da un mondo arretrato non significa per conto di cose essere maleducati, scontrosi, inetti e presupponenti.
Giovanni in primis: arriva in un mondo migliore da quello dal quale scappa, ma si arroga il diritto di fare quello che gli passa per la testa, difende a spada tratta perfino l'indifendibile, compie scelte sicuramente sbagliate e se ne approfitta di gente del suo livello che, invece di essere aiutata, viene meschinamente sfruttata per ottenere da loro i pochi soldi possedut,i arrivando financo a compiere quello sconsiderato gesto che condannerà il fratello ipoteticamente tanto amato (che se lo avesse amato e rispettato veramente non ne avrebbe mai permesso quel sacrificio...) per ottenere cosa alla fine? Una parvenza di rispettabilità e normalità in una famiglia che mal lo tollera?
No, Giovanni non ama il fratello: lo usa per sentirsi migliore lui. Lo sfrutta per ottenerne una luce riflessa. Luce che poi non esiste: Pietro è un furfante derelitto come ce ne sono a milioni. Un guitto senz'arte nè parte al quale non resta l'estremo sacrificio per evitare quella "vita" che con giusta motivazione ha evitato lui.
Si, senza dubbio un ottimo film, ma di severa critica agli emigrati, non un romanzare le loro peripezie.
Chiediamoci poi perchè la gente di queli luoghi e di quel tempo vedesse di mal occhio questi emigranti...
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