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Una vedova con la grinta e l’intraprendenza della britannica Naomi Watts che inanella una ottima prova drammatica e in assoluta solitudine, perché al massimo si trova nel centro di un'area boschiva a dialogare per lunghi tratti con voci provenienti dal proprio cellulare: talvolta voci amiche, altre di lavoro, ma molto spesso da parte delle forze dell'ordine intente a porle domande spiazzanti, riguardo la situazione personale della sua famiglia e dei suoi figli.
In quasi un'ora e mezza di pellicola Amy Carr, fiscalista per necessità e madre single non per ragioni legate a un divorzio, ma causate dalla morte improvvisa dell'ex marito, si trova proiettata in uno degli incubi peggiori nei quali qualunque genitore rischia di trovarsi: Non sapere cosa stia accadendo ai propri figli e se questi siano in pericolo.
Il regista Australiano Phillip Noyce, perennemente in bilico fra il mondo della serialità televisiva e quello del cinema, viene assistito dalla sceneggiatura firmata da Chris Sparling, riuscendo a portarci al centro di una giornata da incubo che si dipana davanti agli occhi della protagonista e al tempo stesso anche di fronte ai nostri sguardi, che come lei scopriamo solamente con lo svolgersi della trama cosa stia accadendo. Rappresentando non solamente un thriller ben costruito con l’ausilio di pochi accorgimenti, ma anche una chiara denuncia rispetto alla deriva dell’uso delle armi nel mondo d’oltreoceano.
Come detto la Watts si carica sulle spalle tutto il peso del film, svolgendo in maniera eccellente la parte di madre disperata e anche di detective improvvisata. Aggiungendo una nuova interpretazione drammatica alla sua vasta carriera.
Sinossi che trae spunto da miriadi di vicende simili verificatesi nel mondo a stelle e strisce, ma che ha il limite, e al tempo stesso la propria forza, proprio nel giocare tutta la narrazione solamente sull'interpretazione di una sola attrice. E pellicola che al tempo stesso, a causa del tema trattato in maniera così 'frontale' e senza troppi fronzoli, è stata vietata ai minori di tredici anni non accompagnati.
Da vedere se desiderate capire cosa possa accadere in soli novanta minuti di pura adrenalina e per poter rivalutare Naomi Watts come una delle migliori attrici contemporanee, e troppo spesso sottovalutate.
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