Plur1bus |
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Un film di Vince Gilligan, Byron Howard.
Con Rhea Seehorn, Karolina Wydra, Jennifer Bravo, Miriam Shor.
continua»
Formato Serie TV,
Drammatico,
, numero episodi: 9.
- USA 2025.
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Chi ha paura di restare solo?
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| martedì 19 maggio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dimenticate, ma solo in parte, Breaking Bad (id.; 2008 - 2013) e Better Call Saul (id.; 2015 - 2022) e con loro i trafficanti di meth, i malati di tumore, i professori di chimica e gli avvocati molto sui generis e dotati di una morale a dir poco dubbia. Vince Gilligan decide di tornare a narrare di fantascienza, esattamente come faceva ai tempi di X-Files (The X-Files; 1993-2002. 2016-2018 ), perché per chi non lo sapesse, Gilligan aveva contribuito a creare anche le gesta di Mulder e Scully, in una delle serie sci – fi di culto della TV dei '90. Ritornando nuovamente sui suoi passi, o quasi, perché Pluribus - letteralmente “tra molti” – è un’opera che non si è del tutto discostata nemmeno dalle ultime opere firmate dall'autore originario di Richmond, in Virginia; siamo infatti ancora in New Mexico, ancora ad Albuquerque, con Rhea Seehorn, già vista nei panni dell’avvocato Kim Wexler al fianco di Bob Odenkirk, alias Saul Goodman, questa volta nel ruolo di una scrittrice di romanzi fantasy e dai numerosi risvolti rosa, scritti controvoglia e con il semplice intento di ricavarne un tenore di vita gratificante. Sotto l’aurea di persona affabile Carol cela infatti l’odio quasi viscerale nei confronti del mondo che la circonda, a iniziare dai numerosi fans che la venerano a ogni presentazione, nel corso dei reading e dei firma copie che la portano in giro per il paese. La sola persona con la quale riesce a interagire liberamente è sua moglie Helen, interpretata da Miriam Shor, con la quale riesce a essere completamente sé stessa.
Come in una sorta di contrappasso dantesco Carol sarà la protagonista di una ribellione non troppo silenziosa. Una fra le poche persone, in tutto tredici, che sopravvivranno a un virus alieno capace di trasformare tutti i superstiti in una immensa mente collettiva, interconnessa e perennemente felice, e per questo ancor più follemente odiosa. Carol dovrà quindi prima di tutto cercare di capire per quale ragione non abbia subito il contagio che ha sterminato parte del pianeta e successivamente capire come poter salvare quel che resta del mondo.
Serie che vanta un evidente debito nei confronti della letteratura fantascientifica, horror e apocalittica dei ‘50ies, ispirata da L’invasione degli Ultracorpi, prima romanzo di Jack Finney e in seguito trasformatosi in numerose trasposizioni cinematografiche. La prima stagione, conclusasi con un cliffhanger che apre a un naturale seguito, ma che non vedrà immediatamente la luce, è un prodotto che sa catturare l’attenzione del pubblico con continui colpi di scena, con un'attrice che avevamo già apprezzato per bravura e carisma in Better Call Saul. Capace ancora una volta di calarsi in modo incredibilmente efficace in un ruolo di misantropa perfetta per ribellarsi allo status quo; fra cambi d'umore, la disperazione della lotta solitaria e la solitudine di un mondo svuotato dai propri abitanti.
Serie che piacerà molto a chi era affezionato alle ambientazioni desertiche di Albuquerque. Si consiglia invece l'astensione a chi spera d'imbattersi in un cameo di Walter White o Gus Fring.
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