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Storia di un''integrazione
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| domenica 15 marzo 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Un quartiere di Bologna, anzi un rione, di una fra le città più industrializzate dello ‘stivale’. Una città importante non solo in termini di possibilità lavorative, ma perché ha rappresentato, nel corso del boom economico, un laboratorio umano nel quale le persone, gli abitanti, erano ‘le cavie’ alle quali offrire la possibilità e l’obbligo di integrarsi gli uni con gli altri.
Sorto alla metà dei ‘60, il rione Pilastro ha rappresentato il tentativo della città di integrare, nelle sue ultime propaggini, un insieme eterogeneo di nuovi abitanti, arrivati al nord da altri luoghi, per alimentarne l'indotto industriale. Il regista Roberto Beani ci fa ascoltare le parole di abitanti storici, alcuni autoctoni, altri provenienti da altri punti della penisola, giunti come molti in questo angolo di città, facendoci ripercorrere la storia del Pilastro, di Bologna e anche della nostra nazione attraverso immagini di repertorio, fatte di inaugurazioni dei nuovi palazzi, di feste di strada, di reti televisive condominiali e di socialità. Un rione che rispetto ai progetti iniziali, nei quali la concentrazione abitativa era pensata come molto più consistente, ha lasciato il posto a molto verde e palazzi pensati su struttura verticale, grazie a modifiche continue, ininterrotte, proposte condivise, al quale gli stessi abitanti hanno saputo dare un apporto essenziale; trasformando quello che era un paese unito alla città, ma che da questa era rimasto isolato, in un suo prolungamento naturale grazie a servizi di trasporto pubblico, scuole primarie e secondarie, circoli culturali, di svago e sportivi. Accogliendo anche nuove forme di migrazione dall’estero, ma forse senza mai riuscire completamente a modificare l’immaginario collettivo di chi vede in questa parte di città una concentrazione elevata di criminalità locale.
Roberto Beani con questo suo esordio ha saputo firmare un documentario che rappresenta uno spaccato molto onesto di urbanizzazione e socialità narrata da chi vive in questo angolo di città. Premiato al BiograFilm festival di Bologna come miglior documentario dell’edizione 2025. Pellicola che piacerà e molto a chi ama l’architettura pop e non solo.
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