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eugen
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giovedì 4 dicembre 2025
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atinson siempre igual a su mismo, pero...
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Claro: el capitulo numero tres de"Johnny ENglish"(2018)no es una grande peiicula, el humor very british de Atknson como "Johnny ENglish"no es nuevo(habia casi todo en la dos peliculas anteriores del agente secreto que "destrampa todo sin quererelo hacer", pero en complejo se rie, la cifra"britsh"-english"esta siempre presente, como primera minsitra hay Emma Thompson, la direcion de pelicula de David Kerr se puede aceptar, como sexy aente ennemiga hay Olga Kury lenko, en complejo todo es aceptable, como se dicia .... La diversion esta'presnete, se puede reir bastante, la manera bastante absurda de reacionar de English- Atkinson es todavia la manera de monstrar como hay(en the GB)el"anti-Bond"o mejor dicho , si se quiere, la sombra obscura de James Bond.
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Claro: el capitulo numero tres de"Johnny ENglish"(2018)no es una grande peiicula, el humor very british de Atknson como "Johnny ENglish"no es nuevo(habia casi todo en la dos peliculas anteriores del agente secreto que "destrampa todo sin quererelo hacer", pero en complejo se rie, la cifra"britsh"-english"esta siempre presente, como primera minsitra hay Emma Thompson, la direcion de pelicula de David Kerr se puede aceptar, como sexy aente ennemiga hay Olga Kury lenko, en complejo todo es aceptable, como se dicia .... La diversion esta'presnete, se puede reir bastante, la manera bastante absurda de reacionar de English- Atkinson es todavia la manera de monstrar como hay(en the GB)el"anti-Bond"o mejor dicho , si se quiere, la sombra obscura de James Bond.... Eugen
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eugen
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mercoledì 2 luglio 2025
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cuando una pelicula es un actor
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En alcun caso una pelicula es un actor, co,o cuando Lawrence Olivier, Greta Garbo, Toto', El Negro Palomino, un poquito otras personaldades eran(son una pelicula, Cuando la pleicula(escenario, escritura, elemtos tecnicos no dicen mucha cosa)es el actor que hace todo. Aqui'es Rowan Atkinson que "hace todo"en"Johnny ENglish Strikes Again"(David Kerr, 2018)en una pelicula que no tien mucho de grande y de importante, pero la mimica de Atikinson"hace todo"casi sin que direcotr de pelicula, escenaristas y otros interpretes dean hacer nada de particular---Solo en el paepl feminino(no se olvide que Johnny ENglish se burla de siempre de James Bond & peliculas parecidas, queiere decir de espionage)hay lOlga Kuriylenjko, como alternativaa a las famosas"Bond girls".
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En alcun caso una pelicula es un actor, co,o cuando Lawrence Olivier, Greta Garbo, Toto', El Negro Palomino, un poquito otras personaldades eran(son una pelicula, Cuando la pleicula(escenario, escritura, elemtos tecnicos no dicen mucha cosa)es el actor que hace todo. Aqui'es Rowan Atkinson que "hace todo"en"Johnny ENglish Strikes Again"(David Kerr, 2018)en una pelicula que no tien mucho de grande y de importante, pero la mimica de Atikinson"hace todo"casi sin que direcotr de pelicula, escenaristas y otros interpretes dean hacer nada de particular---Solo en el paepl feminino(no se olvide que Johnny ENglish se burla de siempre de James Bond & peliculas parecidas, queiere decir de espionage)hay lOlga Kuriylenjko, como alternativaa a las famosas"Bond girls".... En complejo nada de importante, como pelicula, pero las risas son el producto del trabajo actoral(quiere deic casi siempre solo mimico)de Arkinson. Eugen
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eugen
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martedì 12 marzo 2024
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non e''un gran fiklm, ma...
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Certo, questo"Johnny English Strikes again"(David Kerr, 2018, scritto da William Davies)ripete situazioni o meglio non ne propone di veramente nuove: Johnny e' il solito agente imbranato dell'MI/ , stavoltaa alle prese con unattacco hacker di origine non identificata, le gags son oabbastanza prevedebili, ma il protagonista Rownan Atkinson e'un mimo straordinario. come quando fa Mr.Bean, che cada, anzi "caschi", che gli vada tutto storto, rmane il suo sorriso tra il"finto idiota"e il beffardo che lo cratterizza e la mimica facciale e'uno spasso continuo. Vero animale da schermo e(credo)anche da palcoscenico, Atkinson potrebbe essere qualunque cosa, ossia interpretare qualunque parte, facendo ridere anche chi non sia disposto(a farlo a priori.
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Certo, questo"Johnny English Strikes again"(David Kerr, 2018, scritto da William Davies)ripete situazioni o meglio non ne propone di veramente nuove: Johnny e' il solito agente imbranato dell'MI/ , stavoltaa alle prese con unattacco hacker di origine non identificata, le gags son oabbastanza prevedebili, ma il protagonista Rownan Atkinson e'un mimo straordinario. come quando fa Mr.Bean, che cada, anzi "caschi", che gli vada tutto storto, rmane il suo sorriso tra il"finto idiota"e il beffardo che lo cratterizza e la mimica facciale e'uno spasso continuo. Vero animale da schermo e(credo)anche da palcoscenico, Atkinson potrebbe essere qualunque cosa, ossia interpretare qualunque parte, facendo ridere anche chi non sia disposto(a farlo a priori., Eugen
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kyotrix
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giovedì 14 febbraio 2019
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oramai ha stancato
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Qualche scena interessante, altre esageratamente stupide ( come la scena del VR, irrealistica ). Forse sono io che sto invecchiando? Boh, penso che Johnny English abbia oramai dato tutto.
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felicity
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mercoledì 13 febbraio 2019
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atkinson mattatore regge da solo tutto il film
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Non c’è nulla di nuovo in questo film, ma proprio niente di niente, eppure funziona.
"Johnny English Colpisce Ancora" non ha alcuna velleità, si arrende alla sua struttura da spiedino di sketch comici e con una trama davvero leggerissima unisce momenti umoristici diversi che tuttavia funzionano.
La sensazione che si prova nel vedere le gag è di averle già viste tutte da qualche altra parte, alcune anche più di una volta.
È tutto un riproporre i fondamentali della commedia e della parodia, però interpretati alla grande.
C’è poco da resistere, arriva il momento in cui una caduta, uno scivolone o una spavalderia fuori posto sfondano il muro della diffidenza e scatenano la risata.
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Non c’è nulla di nuovo in questo film, ma proprio niente di niente, eppure funziona.
"Johnny English Colpisce Ancora" non ha alcuna velleità, si arrende alla sua struttura da spiedino di sketch comici e con una trama davvero leggerissima unisce momenti umoristici diversi che tuttavia funzionano.
La sensazione che si prova nel vedere le gag è di averle già viste tutte da qualche altra parte, alcune anche più di una volta.
È tutto un riproporre i fondamentali della commedia e della parodia, però interpretati alla grande.
C’è poco da resistere, arriva il momento in cui una caduta, uno scivolone o una spavalderia fuori posto sfondano il muro della diffidenza e scatenano la risata.
Atkinson peraltro è perfetto alternando in un doppio registro, che passa dall’essere volontariamente comico all’assumere un tono maggiormente serioso che tuttavia genera ilarità per contrasto.
Un vero e proprio mattatore, in grado di reggere l’intero film sulle sue spalle.
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andrea
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sabato 3 novembre 2018
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se ci si vuole divertire, rowan è sempre perfetto!
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Il grandissimo Rowan Atkinson ritorna ancora una volta nei panni dell'agente british, "al servizio segreto di sua maesta".
Non mi soffermo sulla trama perchè è il classico film commedia demenziale, fatto solo per far ridere grandi e piccoli. Però scusatemi ma quando c'è quel grande attore io non riesco a stare serio un secondo: ha un atteggiamento ed un espressionismo unico nel suo genere.
Come detto non aspettatevi un capolavoro della comicità, ma prendetelo come un "prodotto da ridere": la storia piu o meno è sempre la classica trama da film comedy, niente di più e niente di meno.
Certo magari a qualcuno possono dare fastidio gli oramai dopati clichè della risata, ma se io fossi in un momento triste andrei diretto dentro questa sala!
Cosigliato nella sua demenzialità.
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Il grandissimo Rowan Atkinson ritorna ancora una volta nei panni dell'agente british, "al servizio segreto di sua maesta".
Non mi soffermo sulla trama perchè è il classico film commedia demenziale, fatto solo per far ridere grandi e piccoli. Però scusatemi ma quando c'è quel grande attore io non riesco a stare serio un secondo: ha un atteggiamento ed un espressionismo unico nel suo genere.
Come detto non aspettatevi un capolavoro della comicità, ma prendetelo come un "prodotto da ridere": la storia piu o meno è sempre la classica trama da film comedy, niente di più e niente di meno.
Certo magari a qualcuno possono dare fastidio gli oramai dopati clichè della risata, ma se io fossi in un momento triste andrei diretto dentro questa sala!
Cosigliato nella sua demenzialità. Se si vuole ridere, lui è sempre il top.
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winchester_94
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venerdì 26 ottobre 2018
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mr bean colpisce ancora
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Mr Bean è tornato, questa volta di nuovo al servizio di sua maestà.
Rowan Atkinson, maschera del British humor, ancora una volta dimostra di non aver perso il suo smalto, la comicità e la tecnica di English sono gli elementi più irriverenti della pellicola, ma nello sfondo, influenzato dalla demenzialità e dalla comicità anni 90’, lo specchio di una società sempre più tecnologica e dipendente.
In seguito ad un attacco informatico che ha reso pubbliche le identità degli agenti segreti sotto copertura, l’M I 7 si trova scoperta, e si affida a Johnny English, per smascherare chi si cela dietro questo attacco.
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Mr Bean è tornato, questa volta di nuovo al servizio di sua maestà.
Rowan Atkinson, maschera del British humor, ancora una volta dimostra di non aver perso il suo smalto, la comicità e la tecnica di English sono gli elementi più irriverenti della pellicola, ma nello sfondo, influenzato dalla demenzialità e dalla comicità anni 90’, lo specchio di una società sempre più tecnologica e dipendente.
In seguito ad un attacco informatico che ha reso pubbliche le identità degli agenti segreti sotto copertura, l’M I 7 si trova scoperta, e si affida a Johnny English, per smascherare chi si cela dietro questo attacco.
In ritorno dalla pensione, l’agente più imbranato di tutti i tempi, dovrà fare i conti, con le nuove tecnologie in continua evoluzione e scontrarsi con un mago dell’informatica, di nome Volta, deciso a soggiogare le più importanti nazioni sotto il suo controllo tecnologico.
La pellicola, terzo capitolo della saga iniziata nel 2003, si riconferma una commedia leggera e per nulla pretenziosa, come i precedenti capitoli della saga.
Johnny English, creato dallo stesso interprete, Rowan Atkinson, coinvolge e strappa il sorriso allo spettatore, grazie alla sua incompetenza e alle situazioni più improbabili, che sono profondamente influenzate da icone come Mr Bean e James Bond.
Il risultato è un personaggio elegante ma goffo.
La forza della pellicola è rappresentata dalla goffaggine del protagonista, incapace, ma che grazie alla sua inettitudine, e all’interazione con i personaggi, riesce a portare a termine la missione.
Nonostante lo spirito scanzonato, demenziale e comico, la pellicola mette a fuoco, il presente, una società sempre più connessa, legata all’informatica e a internet, che nel giro di pochi anni ha assunto un ruolo centrale nella vita di tutti, arrivando per fino a controllare lo sviluppo e la sicurezza delle varie nazioni.
Oltre ad offrirci uno spaccato moderno del mondo, la pellicola evidenzia lo scontro generazionale tra l’era analogica e quella digitale, realtà presente all’interno della nostra società, dove le tecnologie obsolete, nonostante il progresso, dimostrano quanto, nella loro purezza, possono essere utili e libere a differenza delle tecnologie di oggi, sempre più sviluppate che invadono e condizionano la vita delle persone.
Mr Bean alias Johnny English, colpisce ancora, offrendo una commedia divertente, ironica e che non si prende mai sul serio, ma che però fa intravedere una società sempre più controllata e vulnerabile.
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tmpsvita
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lunedì 15 ottobre 2018
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comicità obsoleta per un film che non convince
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Johnny English colpisce ancora ma con molta meno forza e verve.
Se da un lato Rowan Atkinson si muove sempre con molta naturalezza e spontaneità nel corpo dell'ormai celebre agente segreto impacciato, buffo, demenziale e dall'improbabile e, almeno nei primi due capitoli, esilarante fortuna di riuscire a risolvere i casi senza avere alcuna dote. Dall'altro si percepisce un invecchiamento sostanziale nella comicità e nel stile che lo rende un film obsoleto e quindi che non aggiunge niente di originale e/o valido all'interno di questa trilogia ma che anzi abbassa il livello di essa e nuoce al suo, ormai palesemente finito, futuro.
Un film inutile e scialbo nonché insapore che non riesce mai ad incalzare e raggiungere un climax che non arriva mai, sembra sempre sull'orlo di partire ma alla fine sembra che il film non sia nemmeno iniziato.
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Johnny English colpisce ancora ma con molta meno forza e verve.
Se da un lato Rowan Atkinson si muove sempre con molta naturalezza e spontaneità nel corpo dell'ormai celebre agente segreto impacciato, buffo, demenziale e dall'improbabile e, almeno nei primi due capitoli, esilarante fortuna di riuscire a risolvere i casi senza avere alcuna dote. Dall'altro si percepisce un invecchiamento sostanziale nella comicità e nel stile che lo rende un film obsoleto e quindi che non aggiunge niente di originale e/o valido all'interno di questa trilogia ma che anzi abbassa il livello di essa e nuoce al suo, ormai palesemente finito, futuro.
Un film inutile e scialbo nonché insapore che non riesce mai ad incalzare e raggiungere un climax che non arriva mai, sembra sempre sull'orlo di partire ma alla fine sembra che il film non sia nemmeno iniziato.
La trama è di una banalità e prevedibilità disarmante così come la maggior parte delle gag e battute che si fanno stancanti già dai primi minuti, i personaggi nuovi non convincono affatto mentre quelli già conosciuti appaiono ormai stanchi di esserci.
La componente parodistica non funziona perché già vista e che cerca di prendere in giro un cinema ormai passato e quindi impossibile da trasmettere come tale ad un pubblico giovane mentre per quello più maturo non riesce a dare niente che non si sia già visto in altre parodie inclusi i precedenti due episodi; anche la componente d'azione delude risultando piuttosto minimale, poco presente e del tutto priva di mordente.
Per il resto non c'è molto da dire non essendoci molto altro se non un po' di delusione, amarezza e tristezza per una saga che poteva dare qualcosa di nuovo e fresco ma che si impantana su cliché e nostalgici e continui richiami ad un cinema che non c'è più perché inadatto ad i ritmi, alla comicità e alle esigenze cinematografiche odierne.
Voto: 4,5/10
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lunedì 15 ottobre 2018
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inconsistente
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sabato 13 ottobre 2018
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un buon film.
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88 minuti senza una pausa.Molto gradevoe.Aktinson conferma la sua eccezionale professionalita'.
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