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lorenzodv
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giovedì 26 dicembre 2019
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la cittadinanza si compra la libertà no.
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Lorna ha un lavoro, un appartamento modesto ed un marito. Ma il matrimonio è finto, fatto allo scopo di far ottenere la cittadinanza a Lorna perché lei è cittadina albanese immigrata in Belgio.
Si viene poi ad apprendere un piano più complesso: Lorna ha acquistato la cittadinanza da Claudy per poi rivenderla ad un russo dopo un rapido divorzio. Questa almeno è la versione che conosce Claudy ma il piano è diverso: il divorzio prenderebbe troppo tempo quindi se ne farà uno abbreviato. Del resto Claudy è tossicodipendente e si sa che queste persone non durano molto.
Claudy sta tendando di smettere di drogarsi, crede di avere in questo l'apprezzamento di Lorna ma a lei inizialmente non importa; soltanto quando dopo ripetute richieste decide di aiutarlo s'accorge di essersi affezionata a lui.
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Lorna ha un lavoro, un appartamento modesto ed un marito. Ma il matrimonio è finto, fatto allo scopo di far ottenere la cittadinanza a Lorna perché lei è cittadina albanese immigrata in Belgio.
Si viene poi ad apprendere un piano più complesso: Lorna ha acquistato la cittadinanza da Claudy per poi rivenderla ad un russo dopo un rapido divorzio. Questa almeno è la versione che conosce Claudy ma il piano è diverso: il divorzio prenderebbe troppo tempo quindi se ne farà uno abbreviato. Del resto Claudy è tossicodipendente e si sa che queste persone non durano molto.
Claudy sta tendando di smettere di drogarsi, crede di avere in questo l'apprezzamento di Lorna ma a lei inizialmente non importa; soltanto quando dopo ripetute richieste decide di aiutarlo s'accorge di essersi affezionata a lui. Il piano tuttavia non si può modificare e chi tentasse di ostacolarlo sarebbe in pericolo.
Durante lo svolgimento si stravolgono le parti; inizialmente Claudy è mezzo e Lorna una cliente ma dopo s'accorge di essere anch'ella un mezzo e di non avere potere sulle proprie scelte.
Il racconto è frammentario, il film è scorrevole, privo di musiche che riesca a ricordare, tecnicamente a posto, narra una storia di estremo interesse con qualche orpello iconico a cui avrei rinunziato.
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dariolodi
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martedì 21 agosto 2018
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notevole
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Potenzialmente è un ottimo film, i Dardenne ci sanno fare, ma al film nuoce un po' la piega negativa, chiara sin dalle prime immagini. Il finale ottimista risponde a una certa correttezza che non stona grazie alla bravura degli attori. Tanto viruosismo concettuale, soffocato da un desiderio di essenzialità e di significazione superiore. Ritmo lento, riscattato da una tensione sapiente e fondalmentalmente sincera.
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dariolodi
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martedì 13 marzo 2018
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essenziale
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Una certa morale è salva. E' la meta dei registi che la perseguono senza sottolineature. Il film è valido soprattutto per la regia, una regia asciutta, essenziale, con sottotoni fatti di grande sensibilità. Vince la spina dorsale, orgogliosamente sulla pochezza del materialismo.
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stekkaman
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martedì 17 maggio 2016
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fragile lorna
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Film commovente e molto attuale, ben interpretato e intelligente
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guidobaldo maria riccardelli
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domenica 1 maggio 2016
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la forza di rinascere
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Inserita in un contesto spietato e venale, la giovane Lorna affronterà un percorso di maturazione e consapevolezza, all'insegna di una (ri)presa della propria dignità.
Vivido ed in più parti sferzante e spiazzante, questo "Le silence de Lorna" dirige l'obiettivo verso una realtà eticamente povera e disagiata, costretta a rendere tutto passabile di mercimonio, a mettere in gioco la stessa esistenza per generarne una possibilmente migliore, ponendosi al soldo di personaggi senza pietà alcuna. Pare comunque scorgersi una luce di speranza, per coloro i quali sappiano spezzare le catene con le quali sono imprigionati, a frantumare quel muro di omertà alto e stabile, ma potenzialmente scavalcabile.
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Inserita in un contesto spietato e venale, la giovane Lorna affronterà un percorso di maturazione e consapevolezza, all'insegna di una (ri)presa della propria dignità.
Vivido ed in più parti sferzante e spiazzante, questo "Le silence de Lorna" dirige l'obiettivo verso una realtà eticamente povera e disagiata, costretta a rendere tutto passabile di mercimonio, a mettere in gioco la stessa esistenza per generarne una possibilmente migliore, ponendosi al soldo di personaggi senza pietà alcuna. Pare comunque scorgersi una luce di speranza, per coloro i quali sappiano spezzare le catene con le quali sono imprigionati, a frantumare quel muro di omertà alto e stabile, ma potenzialmente scavalcabile. La nostra Lorna rappresenta uno di questi esempi: in principio integrata, fatalmente fredda, concentrata anima e corpo nella missione assegnatale, con il tempo non può fare a meno di respingere la caritatevole anima femminile che in lei alberga, pur non avendo le possibilità di cambiare un piano già studiato ed attuato; nonostante ciò, si dimostra in grado di non dimenticare, di saper attribuire il reale valore ad una vita, di uscire, pur con conseguenze ovvie, da questo squallido circolo vizioso.
La narrazione è convinta e scorrevole, e, come detto, sa ingannare lo spettatore (paradigmatica la scena dell'acquisto degli abiti) immergendolo in uno scenario drammatico, fortemente empatizzante, grigio e sgualcito, dal rumore confuso e meccanico.
Il percorso emozionale, la "digestione" degli avvenimenti, è, come logico che sia, graduale, ma crescente, puntellato dai rarissimi sorrisi della brava Arta Dobroshi, prima lontana e distaccata, cieca di fronte alla sofferenza altrui, ma via via irrimediamilbente scalfita, capace addirittura di esplosioni di tenerezza commoventi (splendida la corsa verso al marito in sella alla bicicletta), placate sì dagli eventi, ma non smorzate, bisognose però di un "qualcosa" verso cui liberarsi, una nuova (vecchia?) vita che si (ri)genera, un sentimeno per l'altro che si disvela, un ricordo volutamente tenuto in vita, un doppio di chi non avrebbe a quel punto voluto veder scomparire.
Nell'egoismo diffuso del crogiolo di individui dai quali è circondata, scorge in quell'idea l'unico referente affidabile, l'unico degno di poter trasformare il delicato monologo finale in un consolatorio dialogo pieno di vita.
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filippo catani
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lunedì 17 novembre 2014
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matrimoni di comodo
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Liegi. Un autista di taxi ha anche la gestione di un traffico di immigrati clandestini. L'uomo li fa sposare con un cittadino belga e così gli immigrati ottengono la cittadinanza. Una giovane ragazza di nome Lorna ha sposato un tossico e ora deve cercare di ottenere il divorzio per poter sposare un russo e fargli così avere la cittadinanza.
Dopo la Promesse, i fratelli Dardenne tornano ad occuparsi di immigrazione clandestina. Ancora una volta l'involontaria protagonista della vicenda è una giovane straniera. Se nella Promesse era una moglie in cerca del marito scomparso (in realtà morto) in questo caso troviamo una donna che non ama affatto il giovane tossico con cui vive tanto da intrattenere una stabile relazione con un altro.
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Liegi. Un autista di taxi ha anche la gestione di un traffico di immigrati clandestini. L'uomo li fa sposare con un cittadino belga e così gli immigrati ottengono la cittadinanza. Una giovane ragazza di nome Lorna ha sposato un tossico e ora deve cercare di ottenere il divorzio per poter sposare un russo e fargli così avere la cittadinanza.
Dopo la Promesse, i fratelli Dardenne tornano ad occuparsi di immigrazione clandestina. Ancora una volta l'involontaria protagonista della vicenda è una giovane straniera. Se nella Promesse era una moglie in cerca del marito scomparso (in realtà morto) in questo caso troviamo una donna che non ama affatto il giovane tossico con cui vive tanto da intrattenere una stabile relazione con un altro. La ragazza però finisce con il provare amore e compassione per il ragazzo che non solo ha accettato i soldi per il matrimonio e il divorzio ma sta cercando di uscire dalla morsa della droga e si rende disponibile ad aiutare Lorna fingendo di maltrattarla per farle ottenere più rapidamente il divorzio mentre il piano dell'autista di taxi sarebbe quello di inscenare una overdose. I Dardenne puntano i fari anche su questi personaggi senza scrupoli che si insinuano tra le maglie della legge e non si fanno il minimo scrupolo a gestire gli immigrati come carne da macello da cui trarre profitto (il parallelismo tra il padre de la Promesse e l'autista del taxi è evidente). Un film intenso che ha in Arta Dobroshi la contrastata protagonista.
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angelo umana
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domenica 16 novembre 2014
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affetti irrealizzati
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Due cuori e una capanna nei boschi del Belgio: così si conclude il film Le silence de Lorna intitolato in italiano Il matrimonio di Lorna, dei fratelli Dardenne. Un cuore è quello di Lorna (Arta Dobroshi, kossovara di Pristina), nel ruolo di una giovane donna albanese, l’altro è il cuoricino del bambino che lei pensa di avere o che desidera nel suo ventre, a lui Lorna parla fuggendo nel bosco, va verso una vita più pulita, differente da quanto ha vissuto finora. Per avere la nazionalità belga si è affidata a un certo Fabio (Fabrizio Rongioni), commerciante in “matrimoni”: Lorna sposa Claudy, derelitto umano belga, drogato, debole, pronto a legarsi a chiunque gli dia una possibilità o un gesto umano.
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Due cuori e una capanna nei boschi del Belgio: così si conclude il film Le silence de Lorna intitolato in italiano Il matrimonio di Lorna, dei fratelli Dardenne. Un cuore è quello di Lorna (Arta Dobroshi, kossovara di Pristina), nel ruolo di una giovane donna albanese, l’altro è il cuoricino del bambino che lei pensa di avere o che desidera nel suo ventre, a lui Lorna parla fuggendo nel bosco, va verso una vita più pulita, differente da quanto ha vissuto finora. Per avere la nazionalità belga si è affidata a un certo Fabio (Fabrizio Rongioni), commerciante in “matrimoni”: Lorna sposa Claudy, derelitto umano belga, drogato, debole, pronto a legarsi a chiunque gli dia una possibilità o un gesto umano. Il denaro pattuito per Claudy per fare acquisire la nazionalità belga a Lorna è 2500€, il doppio è previsto al divorzio. A sua volta poi sarebbe Lorna a dover sposare un russo che vuole naturalizzarsi belga, è il “commercio” di Fabio.
Jérémie Renier nella parte di Claudy e Olivier Gourmet nella parte del poliziotto che indaga sulla morte per overdose del primo, sono attori “feticcio” dei fratelli Dardenne. Il ruolo di Claudy assomiglia molto a quello che l’attore ebbe nei film L’enfant eIl ragazzo con la bicicletta, sempre dei Dardenne, sregolato, perso, immaturo, di persona ai margini della società. Di lui inaspettatamente Lorna – fino a lì solo utilitaristica e cinica - vorrà prendersi cura, gli si concede pure, per salvarlo. Perciò si affida a un sogno col bambino pensato: Io non abortisco. Non ti lascerò morire, mai. Ho lasciato morire tuo padre, tu vivrai. Un altro film in cui i Dardenne mostrano “gli ultimi”, film di affetti desiderati e irrealizzati o sostituiti.
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howlingfantod
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domenica 9 novembre 2014
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schietto ed avvolgente
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Non essendo esperto di formati cinematografici e ulteriori tecnicismi di macchina (35mm o 16 mm), noto comunque ad occhio nudo avendo già visto Rosetta dei fratelli Dardenne, uno sviluppo verso una maggiore stabilità delle immagini, non più la camera a mano quindi ma messe a fuoco da carrelli e camere fisse, al che è possibile associare una maggiore stabilità semantica del film stesso. Si parla sempre degli ultimi, dei diseredati di tutte le nostre periferie, anche qui le immagini, i dialoghi sono scarnificati a rappresentare un modo di degrado sociale, emotivo e umano, un epopea degli sconfitti senza luce e possibilità di riscatto, qui declinata alla storia di sottofondo che è quella dell’immigrazione raccontata da un punto di vista particolare e di iperealistica attualità.
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Non essendo esperto di formati cinematografici e ulteriori tecnicismi di macchina (35mm o 16 mm), noto comunque ad occhio nudo avendo già visto Rosetta dei fratelli Dardenne, uno sviluppo verso una maggiore stabilità delle immagini, non più la camera a mano quindi ma messe a fuoco da carrelli e camere fisse, al che è possibile associare una maggiore stabilità semantica del film stesso. Si parla sempre degli ultimi, dei diseredati di tutte le nostre periferie, anche qui le immagini, i dialoghi sono scarnificati a rappresentare un modo di degrado sociale, emotivo e umano, un epopea degli sconfitti senza luce e possibilità di riscatto, qui declinata alla storia di sottofondo che è quella dell’immigrazione raccontata da un punto di vista particolare e di iperealistica attualità. Eppure la protagonista, l’eroina del racconto, una donna a testimonianza ancora dell’attenzione dei Dardenne alle fasce più deboli e destinate a soccombere come anche appunto le donne, sembra lasciare, uno spiraglio, una linearità di sviluppo emotivo disegnata da una maggiore apertura ai sentimenti fino quasi a fuggire nel melodrammatico nel tentato aiuto, forse amore per il tossicodipendente Claudy, sua esca e lasciapassare ai progetti scellerati della macchina della quale Lorna si è trovata a far parte, trovandosi, prima complice di Fabio (un impassibile Fabrizio Rongione), poi ribellandosi e svolgendo così la sua parte di rottura fino in fondo. Un film potente e da assaporare nella sua schiettezza. Un alternativa all’ interpretazione della sceneggiatura data anche nella recensione al film dove si suppone che chi l’ha scritta abbia un rapporto diretto con i registi confessando a lui il loro intento: si può anche altrimenti supporre come possibilità che la sceneggiatura stessa lascia aperta, che Fabio abbia corrotto l’infermiera per far dire a Lorna che non aspettava un bambino come in realtà sarebbe e/o potrebbe essere, in modo che la scena finale di Lorna in fuga e in dialogo con il suo bambino in grembo fosse la realtà e possibile realizzazione di questo bagliore di speranza e non un allucinazione cieca data dalla disperazione. In ogni caso bellissimo epilogo.
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luca scial�
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lunedì 6 gennaio 2014
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primo film dei dardenne fuori dal dogma
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Lorna è una giovane immigrata albanese che vive a Liegi. Per ottenere la cittadinanza belga ha sposato un giovane del posto, Claudy, un eroinomane, dunque facilmente ricattabile per ottenere il suo scopo. Chi giostra tali marchingegni nei sottoboschi della legalità è Fabio, tassista di professione. Ha in programma per lei il divorzio da Claudy per farla sposare con un russo e fargli così ottenere la cittadinanza. Nel frattempo Lorna sogna una vita normale, insieme al suo fidanzato Sokol. Ma per accelelare le pratiche del divorzio, Fabio fa morire di overdose Claudy così da renderla vedova. Ma qualcosa in Lorna è inaspettatamente cambiato...
E fu così che anche i fratelli Dardenne abbandonarono il Dogma e i suoi rigidi schemi per darsi alla regia comune.
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Lorna è una giovane immigrata albanese che vive a Liegi. Per ottenere la cittadinanza belga ha sposato un giovane del posto, Claudy, un eroinomane, dunque facilmente ricattabile per ottenere il suo scopo. Chi giostra tali marchingegni nei sottoboschi della legalità è Fabio, tassista di professione. Ha in programma per lei il divorzio da Claudy per farla sposare con un russo e fargli così ottenere la cittadinanza. Nel frattempo Lorna sogna una vita normale, insieme al suo fidanzato Sokol. Ma per accelelare le pratiche del divorzio, Fabio fa morire di overdose Claudy così da renderla vedova. Ma qualcosa in Lorna è inaspettatamente cambiato...
E fu così che anche i fratelli Dardenne abbandonarono il Dogma e i suoi rigidi schemi per darsi alla regia comune. Non cambia comunque il taglio che danno alla storia: la falsariga è quella della disperazione, la vita dei protagonisti è ai margini sognandone al contempo una normale, il finale è un punto interrogativo che lascia un barlume di speranza. Insomma, cambiano i mezzi, ma non il fine.
Quanto al Dogma, è stato un manifesto cinematografico interessante durato dieci anni, che ci ha regalato film emozionanti (35) perché essenziali e reali. I fratelli Dardenne ne sono stati tra i massimi esponenti.
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theophilus
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venerdì 1 novembre 2013
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favola dolente
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LE SILENCE DE LORNA
Lorna ha accettato di sposare un ragazzo drogato per poter avere la cittadinanza belga. Questo è solo il primo anello di una catena che la ragazza albanese e l’organizzazione a cui lei fa capo intendono ampliare, celebrando altri finti matrimoni per trarne vantaggi economici. Quando, però, capisce che l’uomo di cui è innamorata è solo parte di quel meccanismo, Lorna tenta di uscirne.
Dallo smarrimento della protagonista consegue una rivolta morale, per cui Lorna cerca, invano, di proteggere l’uomo che ha sposato dalla decisione che, lei consenziente, era stata presa di ucciderlo con una overdose se non lo avesse fatto da sé.
I fratelli Dardenne continuano a percorrere una strada in cui ci s’imbatte in personaggi che aspirano a riscattare la loro miseria sociale con un atto di ribellione umana.
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LE SILENCE DE LORNA
Lorna ha accettato di sposare un ragazzo drogato per poter avere la cittadinanza belga. Questo è solo il primo anello di una catena che la ragazza albanese e l’organizzazione a cui lei fa capo intendono ampliare, celebrando altri finti matrimoni per trarne vantaggi economici. Quando, però, capisce che l’uomo di cui è innamorata è solo parte di quel meccanismo, Lorna tenta di uscirne.
Dallo smarrimento della protagonista consegue una rivolta morale, per cui Lorna cerca, invano, di proteggere l’uomo che ha sposato dalla decisione che, lei consenziente, era stata presa di ucciderlo con una overdose se non lo avesse fatto da sé.
I fratelli Dardenne continuano a percorrere una strada in cui ci s’imbatte in personaggi che aspirano a riscattare la loro miseria sociale con un atto di ribellione umana. Il matrimonio di Lorna vede la protagonista, all’atto della sua conversione, trovare rifugio in uno stato in cui regredisce alla dinamica infantile della fiaba. Sfuggita ad una realtà che la vuole morta, novella Biancaneve Lorna si affida alla metafora di una capanna nel bosco che le possa restituire la vita.
Dopo la precedente prova, a nostro avviso molto deludente, di L’enfant, i fratelli Dardenne rientrano in carreggiata con una storia in cui il sociale è corroborato felicemente da una sensibile linfa poetica.
Incisive le prove di Arta Dobroshi e di Jérémie Renier.
Enzo Vignoli
22 dicembre 2008.
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