Le commedie di Edoardo anche nella trasposizione cinematografica non perdono nulla del loro fascino. La storia, scritta da Vincenzo Scarpetta, rientra nel gioco degli equivoci che si sovrappone a quel grande e rocambolesco equivoco che è la vita. Michele esce dal manicomio e la sorella Teresa è ben decisa a tener nascosto lo stato del fratello, cercando, intanto, un buon matrimonio con la figlia di un amico. E l’intera storia si gioca sulla ferrea volontà del povero Michele di interpretare letteralmente quanto sente dire, non tenendo conto di bugie, sottintesi e giochi di parole.
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Le commedie di Edoardo anche nella trasposizione cinematografica non perdono nulla del loro fascino. La storia, scritta da Vincenzo Scarpetta, rientra nel gioco degli equivoci che si sovrappone a quel grande e rocambolesco equivoco che è la vita. Michele esce dal manicomio e la sorella Teresa è ben decisa a tener nascosto lo stato del fratello, cercando, intanto, un buon matrimonio con la figlia di un amico. E l’intera storia si gioca sulla ferrea volontà del povero Michele di interpretare letteralmente quanto sente dire, non tenendo conto di bugie, sottintesi e giochi di parole. Il risultato è una commedia esilarante che offre grandi spunti di riflessione sul sottile significato della follia.
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