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roberta79
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venerdì 20 febbraio 2026
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camminare a fianco del nemico
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Ho visto i nemici che camminano fianco a fianco, imparando a conoscersi e tornando sui loro passi quando prendono veramente coscienza di chi è l'altro.
Ho visto due attrici bravissime dare vita a due personaggi complessi, sfaccettati, con le proprie certezze che si sgretolano e si ricostruiscono.
Ho percepito lo sfondo di una Italia allo sbando, che salta fuori nella conclusione di altri persoanggi a cui mi sono affezionata e che ho inevitabilmente perso.
Ho visto una sala cha applaudiva un cinema indipendente di qualità, sicuramente faticoso, altrettanto sicuramente di ottimo risultato. Bravi!
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antonio d''''olivo
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sabato 21 febbraio 2026
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un film ottimo che consiglio caldamente
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Un ottimo film che consiglio caldamente
Un film importante girato magnificamente con ottimi movimenti di macchina grazie all'ottima regia di Gianni Aureli. Siamo in Italia nel 1943 nel caos seguito all'armistizio,il Paese è allo sbando. La storia ci mostra gli orrori che compiono le truppe tedesche ma ci regala anche momenti di dolcezza ( la preparazione del risotto nella casa dei contadini) La terza volta è fondamentalmente l'incontro di due donne la partigiana Nichi ( Sara Baccarini) e la nobildonna in pelliccia (Elisabetta Pellini) quest'ultima in fuga per raggiungere la sua libertà. A scortarla in un lungo viaggio a piedi tra i boschi e le campagne la partigiana Nichi.
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Un ottimo film che consiglio caldamente
Un film importante girato magnificamente con ottimi movimenti di macchina grazie all'ottima regia di Gianni Aureli. Siamo in Italia nel 1943 nel caos seguito all'armistizio,il Paese è allo sbando. La storia ci mostra gli orrori che compiono le truppe tedesche ma ci regala anche momenti di dolcezza ( la preparazione del risotto nella casa dei contadini) La terza volta è fondamentalmente l'incontro di due donne la partigiana Nichi ( Sara Baccarini) e la nobildonna in pelliccia (Elisabetta Pellini) quest'ultima in fuga per raggiungere la sua libertà. A scortarla in un lungo viaggio a piedi tra i boschi e le campagne la partigiana Nichi. Le due attrici sono brave, ma il ruolo piu' difficile e quello interpretato dalla Pellini che per una parte del film non dice una parola ma esprime i suoi sentimenti, le emozioni, la paura, i disappunti solo con lo sguardo e ci riesce benissimo per per poi scioglierci piano piano e mostrare la sua forza, le debolezze, i rimpianti. Piano piano tra le due donne si crea una sincera amicizia. Veramente una magnifica interpretazione quella della Pellini. Solo piu' avanti scopriremo la sua identita'. Un film che consiglio caldamente.
Antonio D'Olivo Giornale Radio Rai
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antonio di natale
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sabato 21 febbraio 2026
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da non perdere
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Ho appena visto La terza volta e sento il bisogno di condividere quello che ho provato.
Non è solo un film storico. Non è solo un racconto ambientato in uno dei momenti più difficili della nostra storia. È un viaggio emotivo potente, silenzioso, profondo. Un film che ti entra dentro piano… e poi resta. E al centro di tutto c’è Elisabetta Pellini. La sua interpretazione di Edda è semplicemente straordinaria. Non ho visto un personaggio, ho visto una donna vera. Fragile ma dignitosa. Impaurita ma forte. Controversa, sì, ma incredibilmente umana. Elisabetta riesce a togliere ogni giudizio e a lasciare spazio all’emozione pura.
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Ho appena visto La terza volta e sento il bisogno di condividere quello che ho provato.
Non è solo un film storico. Non è solo un racconto ambientato in uno dei momenti più difficili della nostra storia. È un viaggio emotivo potente, silenzioso, profondo. Un film che ti entra dentro piano… e poi resta. E al centro di tutto c’è Elisabetta Pellini. La sua interpretazione di Edda è semplicemente straordinaria. Non ho visto un personaggio, ho visto una donna vera. Fragile ma dignitosa. Impaurita ma forte. Controversa, sì, ma incredibilmente umana. Elisabetta riesce a togliere ogni giudizio e a lasciare spazio all’emozione pura. Ci sono sguardi che parlano più delle parole. Silenzi che pesano come macigni. E in ogni scena ho sentito la sua presenza magnetica, elegante, intensa. La regia di Gianni Aureli accompagna tutto con delicatezza, senza forzature, lasciando respirare la storia e i suoi protagonisti. Ma è l’anima che Elisabetta mette nel ruolo a rendere questo film qualcosa di speciale. Mi ha colpito il modo in cui il film racconta l’incontro tra due mondi opposti, due donne lontanissime per storia e ideali, ma unite dalla paura, dalla sopravvivenza, dall’umanità. È una lezione potente su quanto, anche nei momenti più bui, possa nascere comprensione. Sono uscito dalla sala con una sensazione rara: quella di aver visto un cinema che emoziona davvero.
Brava Elisabetta.
Una prova intensa, matura, coraggiosa.
Un film che merita di essere visto e sentito fino in fondo.
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