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marco
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lunedì 22 dicembre 2025
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pi? valeria che eleonora
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Duse “nevrotica” vs Duse reale
Nel film la Duse viene spesso restituita come:
isterica, instabile, quasi patologica
emotivamente sbilanciata, tormentata in modo esibito
Questa immagine non corrisponde alle fonti storiche.
La Duse era:
rigorosissima, asciutta, controllata
capace di un’intensità interiore, non isterica
lontanissima dal melodramma che invece combatteva
La sua rivoluzione stava proprio nel togliere, non nell’enfatizzare.
Proiezione contemporanea
L’operazione del film è tipica di molto cinema biografico recente:
si psicologizza il personaggio storico
lo si piega a categorie moderne (trauma, fragilità, disfunzione)
lo si rende “comprensibile oggi” sacrificando la verità storica
Il risultato è una Duse addomesticata, resa compatibile con un certo immaginario femminile contemporaneo, ma snaturata.
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Duse “nevrotica” vs Duse reale
Nel film la Duse viene spesso restituita come:
isterica, instabile, quasi patologica
emotivamente sbilanciata, tormentata in modo esibito
Questa immagine non corrisponde alle fonti storiche.
La Duse era:
rigorosissima, asciutta, controllata
capace di un’intensità interiore, non isterica
lontanissima dal melodramma che invece combatteva
La sua rivoluzione stava proprio nel togliere, non nell’enfatizzare.
Proiezione contemporanea
L’operazione del film è tipica di molto cinema biografico recente:
si psicologizza il personaggio storico
lo si piega a categorie moderne (trauma, fragilità, disfunzione)
lo si rende “comprensibile oggi” sacrificando la verità storica
Il risultato è una Duse addomesticata, resa compatibile con un certo immaginario femminile contemporaneo, ma snaturata.
Bruni Tedeschi: grande attrice, ma corpo sbagliato
Qui la critica è delicata ma necessaria:
Bruni Tedeschi porta sempre sé stessa, la sua cifra nevrotica, ironica, borghese
la Duse era l’opposto: opaca, ieratica, quasi spettrale
non seduceva con il carattere, ma con il vuoto, il silenzio, la sottrazione
È come se il film dicesse più Bruni Tedeschi su Duse che Duse stessa.
Il mito tradito
Eleonora Duse non è una “figura fragile da compatire”, ma:
un evento storico del teatro
una donna che ha pagato un prezzo enorme per non tradire la propria visione
una pioniera che ha anticipato Stanislavskij e il teatro moderno
Ridurre tutto a psicodramma è, di fatto, una semplificazione ideologica.
Conclusione netta
il film è una mistificazione, nel senso che:
non mente sui fatti principali
ma tradisce il senso profondo di chi fosse davvero Eleonora Duse
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anna rosa
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giovedì 4 dicembre 2025
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la prima ora ? andata bene, poi ...
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... ho cominciato a pensare che pi? che un film era come un susseguirsi di provini in cui i vari attori dovevano dare prova della propria capacit? attoriale, e pi? per il teatro che per il cinema, con la cinepresa puntata per lunghi minuti sulla faccia dell'uno e dell'altro attore, ovviamente tutti con la faccia stravolta da forte emozione, in modo che lo spettatore sia costretto a dire "Aho, guarda quant'? bravo questo a fare la faccia e la voce cos? piene di emozione !". Poi ho cominciato a chiedermi perch? ogni quarto d'ora si riproponessero immagini del viaggio del treno del Milite ignoto, e non ho trovato una risposta. Poi ho saputo che il film copre non dieci anni di vita della Duse come se ne ha l'impressione bens? solo gli ultimi tre e l? mi sono detta che forse c'erano un po' troppe ridondanze, soprattutto l'enfatizzazione eccessiva del ruolo dell'assistente e della figlia nella vita dell'attrice e della gelosia fra queste due donne.
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... ho cominciato a pensare che pi? che un film era come un susseguirsi di provini in cui i vari attori dovevano dare prova della propria capacit? attoriale, e pi? per il teatro che per il cinema, con la cinepresa puntata per lunghi minuti sulla faccia dell'uno e dell'altro attore, ovviamente tutti con la faccia stravolta da forte emozione, in modo che lo spettatore sia costretto a dire "Aho, guarda quant'? bravo questo a fare la faccia e la voce cos? piene di emozione !". Poi ho cominciato a chiedermi perch? ogni quarto d'ora si riproponessero immagini del viaggio del treno del Milite ignoto, e non ho trovato una risposta. Poi ho saputo che il film copre non dieci anni di vita della Duse come se ne ha l'impressione bens? solo gli ultimi tre e l? mi sono detta che forse c'erano un po' troppe ridondanze, soprattutto l'enfatizzazione eccessiva del ruolo dell'assistente e della figlia nella vita dell'attrice e della gelosia fra queste due donne. Se il regista avesse sfrondato il film di tante scene francamente inutili o inutilmente lunghe (come quando racconta una favola ai nipotini e pare un'ossessa), forse avrei apprezzato di pi? questo film, che parte in modo originale con le immagini dei soldatini di piombo che rappresentano la prima guerra mondiale. Una cosa che invece mi stupisce ? che non sia stato mostrato che la Duse ha infine molto onorevolmente rinunciato al vitalizio promessole da Mussolini e abbia lasciato tutti per andare a fare un'ultima tourn?e negli USA, dove infatti muore. Insomma dal film sembra che lei si sia venduta al fascismo nascente di cui gi? era nota anche a lui la tendenza autoritaria e violenta. E invece no. Mah! S?, certo, la fotografa ? di ottima qualit? ma ? la storia che non ? congegnata bene perch? si limita a fare vedere che pur essendo malata lei vuole recitare perch? ama il suo lavoro, ma circa i testi che sceglie di recitare e il suo modo di recitare c'? solo quello che le dice Sarah Bernard, in cui lei crede e infatti maltratta quello stesso drammaturgo, "Giacomino" che aveva lodato fino a subito prima
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ralphscott
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domenica 16 novembre 2025
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atto di fede
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Con un meritato atto di fede si segue Bruni Tedeschi, istrionica ed ispirata - ormai una garanzia per ogni ruolo femminile impegnativo - vedendo scorci di come potrebbe esser stata la Duse. L'interprete torinese recita - bene - a briglie sciolte, in una vicenda coinvolgente che tocca la storia del nostro Paese e regala chicche per i cin?philes, come le mattane del Benassi di Vincenzo Nemolato, dissimile nei lineamenti ma bizzoso quanto le cronache del tempo riportano. Il montaggio alterna scene d'interni alla corsa del treno, il capolinea consegner? alla storia il Milite Ignoto. Compare anche D'annunzio, diviso tra la musa italiana e Sarah Bernhardt che, curiosamente, passa sugli schermi giusto in questi giorni.
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Con un meritato atto di fede si segue Bruni Tedeschi, istrionica ed ispirata - ormai una garanzia per ogni ruolo femminile impegnativo - vedendo scorci di come potrebbe esser stata la Duse. L'interprete torinese recita - bene - a briglie sciolte, in una vicenda coinvolgente che tocca la storia del nostro Paese e regala chicche per i cin?philes, come le mattane del Benassi di Vincenzo Nemolato, dissimile nei lineamenti ma bizzoso quanto le cronache del tempo riportano. Il montaggio alterna scene d'interni alla corsa del treno, il capolinea consegner? alla storia il Milite Ignoto. Compare anche D'annunzio, diviso tra la musa italiana e Sarah Bernhardt che, curiosamente, passa sugli schermi giusto in questi giorni. Costumi belli e opulenti.
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gabriella
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mercoledì 29 ottobre 2025
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il teatro ? pieno di" spifferi"
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Ci sono due scene significative nel film di Pietro Marcello che esprimono il mio punto di vista su questo lavoro e sulla figura storica ed artistica di Eleonora Duse. Il primo è quando la Duse, durante le prove di " La donna del mare" di Ibsen, esorta una giovane attrice a dare voce al personaggio che interpreta, oppure di abbandonare il teatro. La seconda è quando dopo una rappresentazione teatrale sulla tragedia di Ecuba, allestita da un giovane al suo primo lavoro che si rivelerà un fiasco clamoroso, La Duse nel dirgli che lo spettacolo è annullato, gli rimprovera di non avere avuto coraggio, che gli è mancato il talento e che non ci sarà nessuna Duse in grado di salvarlo dalla mediocrità.
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Ci sono due scene significative nel film di Pietro Marcello che esprimono il mio punto di vista su questo lavoro e sulla figura storica ed artistica di Eleonora Duse. Il primo è quando la Duse, durante le prove di " La donna del mare" di Ibsen, esorta una giovane attrice a dare voce al personaggio che interpreta, oppure di abbandonare il teatro. La seconda è quando dopo una rappresentazione teatrale sulla tragedia di Ecuba, allestita da un giovane al suo primo lavoro che si rivelerà un fiasco clamoroso, La Duse nel dirgli che lo spettacolo è annullato, gli rimprovera di non avere avuto coraggio, che gli è mancato il talento e che non ci sarà nessuna Duse in grado di salvarlo dalla mediocrità. Ecco, riguardo la prima scena, devo dire che a me quella voce non è arrivata, e riguardo la seconda , nonostante la recitazione superlativa di Valeria Bruni Tedeschi, trovo che il film non possegga quello slancio necessario che lo spinga fuori dai canoni classici del biopic. Avevo letto che Eleonora Duse recitava in maniera talmente vera che sembrava non recitasse affatto, mentre qui la sua presenza è eccessiva, così la sua voce troppo fragorosa, anzichè sussurrata, eclissando la sua figura e il suo genio artistico. Nota a parte per Noemi Merlant, che interpreta la figlia Enrichetta, mai eccessiva, composta , equilibrata. Peccato perchè ci sono certe immagini molto suggestive di una Venezia tra Visconti di " Senso" e le trasparenze pittoriche di Turner, ma tutto il resto è talmente sopra le righe che appesantisce, la durata sfianca e si attende che cali il sipario.
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carlov67
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martedì 28 ottobre 2025
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pomeriggio sprecato
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Allora, la faccio breve. Il film dovrebbe parlare di una delle più grandi attrici drammatiche di tutti i tempi e si è pensato bene di affidare la parte della protagonista a una che durante tutto il film, peraltro mal scritto e tanto brutto da far venire la tentazione di sgattaiolare via dalla sala anzitempo, mostra una faccia e mezzo. Un ghigno sinistro da mezzo esaltata e mezzo alienata mentale. Per tutto il film, ho detto. Qualche raro reperto sonoro della sua carriera c'è. Di foto ce ne sono tante. Fece perfino un film, uno solo ma da protagonista. Un piccolo sforzo di imitazione, dato che ci sono delle fonti? No. Voce rauca e velata. Di solito urla, altre volte sussurra.
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Allora, la faccio breve. Il film dovrebbe parlare di una delle più grandi attrici drammatiche di tutti i tempi e si è pensato bene di affidare la parte della protagonista a una che durante tutto il film, peraltro mal scritto e tanto brutto da far venire la tentazione di sgattaiolare via dalla sala anzitempo, mostra una faccia e mezzo. Un ghigno sinistro da mezzo esaltata e mezzo alienata mentale. Per tutto il film, ho detto. Qualche raro reperto sonoro della sua carriera c'è. Di foto ce ne sono tante. Fece perfino un film, uno solo ma da protagonista. Un piccolo sforzo di imitazione, dato che ci sono delle fonti? No. Voce rauca e velata. Di solito urla, altre volte sussurra. In entrambi i casi non si capisce un'acca di quello che dice. E questo ghigno da alienata. La colpa è anche del cinema italiano di oggi che quando si cimenta nelle biografie stecca quasi immancabilmente. L'ABC dovrebbe essere far parlare e muovere l'attore come parlava e si muoveva il personaggio da interpretare. Imitazione, con un po di invenzione che magari ci sta pure. Ci vuole poco. E invece no.
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anna maria mazziotti
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venerdì 10 ottobre 2025
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film inutile e deludente
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Perchè il film è intitolato alla Duse? Il personaggio e le vicende sono del tutto estranei sia alla storia che alla leggenda della Divina. Quello che sappiamo sulla Duse contiene molta più realtà, molto più dramma e molti più motivi di interesse delle invenzioni che caratterizzano una sceneggiatura slabbrata e priva di coerenza. Che Sarah Bernardt rimproveri alla Duse una visione arcaica del teatro è cosa risibile; il personaggio di d'Annunzio forse vuol essere grottesco, e certamente ci riesce, ma è così necessario? Gli spezzoni di film d'epoca sono chiaramente un riempitivo a poco prezzo, e tutto il tema della guerra è inserito come un richiamo all'attualità assolutamente inutile, così come.
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Perchè il film è intitolato alla Duse? Il personaggio e le vicende sono del tutto estranei sia alla storia che alla leggenda della Divina. Quello che sappiamo sulla Duse contiene molta più realtà, molto più dramma e molti più motivi di interesse delle invenzioni che caratterizzano una sceneggiatura slabbrata e priva di coerenza. Che Sarah Bernardt rimproveri alla Duse una visione arcaica del teatro è cosa risibile; il personaggio di d'Annunzio forse vuol essere grottesco, e certamente ci riesce, ma è così necessario? Gli spezzoni di film d'epoca sono chiaramente un riempitivo a poco prezzo, e tutto il tema della guerra è inserito come un richiamo all'attualità assolutamente inutile, così come. Il contrasto con la figlia, è il prevedibile problemino psicologico che non deve mai mancare. Certamente un film non biografico può e deve permettersi delle libertà, ma all'interno di una visione generale che dalle testimonianze sul personaggio storico prende le mosse e ne evita la banalizzazione.
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alex2044
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lunedì 29 settembre 2025
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valeria bruni tedeschi : la duse ? lei !
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Un film molto bello . Tutto è in ordine , la ricostruzione storica perfetta , i costumi, gli arredamenti , le locations ti portano piacevolmente all'epoca in cui si sono svolti i fatti .La tecnica usata per rendere attuali i vecchi filmatii su grande schermo mirabile. Poi c'è Lei la Divina Valeria Bruni Tedeschi che offre un'interpretazione memorabile e indimenticabile . La Duse è Lei ! Gli altri attori sono tutti perfetti nella parte , piacevole e corretto il cameo di Giordano Bruno Guerri nella parte di attendente di D'Annunzio . Una citazione per la scena in cui Sarah Bernhardt interviene a salutare la collega pardon l'avversaria e non solo nel teatro che omaggia e poi critica con tono mdellifluo di fare un teatro vecchio .
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Un film molto bello . Tutto è in ordine , la ricostruzione storica perfetta , i costumi, gli arredamenti , le locations ti portano piacevolmente all'epoca in cui si sono svolti i fatti .La tecnica usata per rendere attuali i vecchi filmatii su grande schermo mirabile. Poi c'è Lei la Divina Valeria Bruni Tedeschi che offre un'interpretazione memorabile e indimenticabile . La Duse è Lei ! Gli altri attori sono tutti perfetti nella parte , piacevole e corretto il cameo di Giordano Bruno Guerri nella parte di attendente di D'Annunzio . Una citazione per la scena in cui Sarah Bernhardt interviene a salutare la collega pardon l'avversaria e non solo nel teatro che omaggia e poi critica con tono mdellifluo di fare un teatro vecchio . La regia è ispirata , precisa con lampi di genio . Bravo Pietro Marcello , ha fatto un film complicato ma l,ha reso ispirato e comprensibile .
Un film fuori dal coro originale e piacevole dall'inizio alla fine .
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[+] la duse è lei
(di alex2044)
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canziani mario
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martedì 23 settembre 2025
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deludente, senza pathos ...
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Deludente e con momenti di stanca e noia. C'è un evidente impegno di ricerca della giusta atmosfera dell'epoca, ma un po' troppo ripetitivo in alcune sequenze, come il costante file-rouge del treno con la bara ed anche le immagini di repertorio - marcatametne colorizzate - sono didascaliche e sembrano un riempitivo della mancanza di sceneggiatura. L'inizio è alquanto imbarazzante con i soldatini di stagno sul campo da battaglia (si poteva anche evitare!!). Molto TV movie, per niente cinematografico, un eccesso di primi piani che disturba. Insomma uno dei pochi film che non vedi l'ora che finisca e che non rivedrai mai più. Peccato perchè la BRUNI TEDESCHI è superlativa, quanto irritante, con una recitazione molto calata nel personaggio (tra genio e follia), La DUSE era indubbiamente una innovativa e voleva sorprendere il pubblico, ma che quello vediamo sono gli uitimi anni da DIVINA con un fama che la precedeva inevitabilmente, ma era in fase calante, dovuta anche alla salute cagionevole.
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Deludente e con momenti di stanca e noia. C'è un evidente impegno di ricerca della giusta atmosfera dell'epoca, ma un po' troppo ripetitivo in alcune sequenze, come il costante file-rouge del treno con la bara ed anche le immagini di repertorio - marcatametne colorizzate - sono didascaliche e sembrano un riempitivo della mancanza di sceneggiatura. L'inizio è alquanto imbarazzante con i soldatini di stagno sul campo da battaglia (si poteva anche evitare!!). Molto TV movie, per niente cinematografico, un eccesso di primi piani che disturba. Insomma uno dei pochi film che non vedi l'ora che finisca e che non rivedrai mai più. Peccato perchè la BRUNI TEDESCHI è superlativa, quanto irritante, con una recitazione molto calata nel personaggio (tra genio e follia), La DUSE era indubbiamente una innovativa e voleva sorprendere il pubblico, ma che quello vediamo sono gli uitimi anni da DIVINA con un fama che la precedeva inevitabilmente, ma era in fase calante, dovuta anche alla salute cagionevole. I personaggi di contorno, da Benito Mussolini a Gabriele D'Annunzio, da Sarah Bernardt a Matilde Serano, sono personaggi che fanno parte della Storia ed è interessante che vengano proposti come personaggi che hanno caratteristato quel periodo. Certi aspetti biografici andrebbero verificati o se sono una licenza creativa del Regista. E' un film che rappresenta un nuovo modo di fare cinema oggi in Italia? Oltre il neorealismo? Come si potrebbe definire? Minimal-drama? Ai posteri l'ardua sentenza !!!
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cannonau
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venerdì 19 settembre 2025
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brutto
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brutto, vecchio, piatto, con mezzo cast del "il cattivo poeta", ma ch'????
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goldy
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venerdì 19 settembre 2025
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non certo divulgativo
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Una scelta filmica estetizzante che alle volte annoia ma l'interpretazione della Bruni Tedeschi è strepitosa:
Sarà per questo che non l'hanno premiata. Le giurie di Venezia sono famose per scelte premiali incomprensibili che hanno confermato anche quest'anno non premiando la Bruni e premiando Jarmush con un Leone D'oro che grida verndetta.
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