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decatur555
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domenica 27 settembre 2026
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quando il romanticismo divora il mostro
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Raccontare ancora una volta una storia che il cinema ha già visitato così tante volte richiede uno sguardo personale. Luc Besson possiede certamente abbastanza personalità visiva per provarci, ed è proprio per questo che mi aspettavo molto dalla sua versione. Il problema è che alcuni lampi isolati mi hanno interessato più del film nel suo complesso. Ci sono immagini potenti, stravaganza e momenti in cui si riconosce perfettamente il regista de Il quinto elemento e Dogman, ma anche troppo romanticismo e troppo poco di ciò che, per me, rende Dracula davvero inquietante.
Il confronto con il film di Francis Ford Coppola è inevitabile. Non perché ogni adattamento debba misurarsi con esso, ma perché Besson si avvicina spesso al suo immaginario visivo, alla concezione tragica del personaggio e alla miscela di passione e orrore.
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Raccontare ancora una volta una storia che il cinema ha già visitato così tante volte richiede uno sguardo personale. Luc Besson possiede certamente abbastanza personalità visiva per provarci, ed è proprio per questo che mi aspettavo molto dalla sua versione. Il problema è che alcuni lampi isolati mi hanno interessato più del film nel suo complesso. Ci sono immagini potenti, stravaganza e momenti in cui si riconosce perfettamente il regista de Il quinto elemento e Dogman, ma anche troppo romanticismo e troppo poco di ciò che, per me, rende Dracula davvero inquietante.
Il confronto con il film di Francis Ford Coppola è inevitabile. Non perché ogni adattamento debba misurarsi con esso, ma perché Besson si avvicina spesso al suo immaginario visivo, alla concezione tragica del personaggio e alla miscela di passione e orrore. Il film del 1992 riusciva però a mantenere insieme sensualità, mistero, mostruosità e una vera sensazione di minaccia. Qui il romanticismo occupa così tanto spazio che il vampiro perde una parte della propria oscurità.
Anche Caleb Landry Jones non mi ha convinto del tutto. È un attore particolare e quella stranezza spesso gioca a suo favore, ma qui ho trovato la sua interpretazione troppo manierata. Invece di una presenza magnetica o spaventosa, a volte vedevo un personaggio fin troppo consapevole della propria intensità. Avevo bisogno di più pericolo e meno posa. Christoph Waltz, al contrario, mi è sembrato molto più efficace, grazie a una presenza capace di introdurre ironia, autorità e leggerezza senza risultare fuori posto.
Anche il tono mi ha lasciato perplesso. Besson passa liberamente dalla solennità romantica all''orrore, dall''umorismo alla stravaganza, ma questi registri non sembrano sempre appartenere allo stesso film. Alcune creature e scelte visive sfiorano deliberatamente il grottesco, mentre altri elementi mi sono sembrati semplicemente ridicoli. Persino la musica di Danny Elfman, che sulla carta sembra perfetta per questo universo, a volte diventa così enfatica da spezzare l''atmosfera anziché rafforzarla.
E questo è probabilmente il mio problema principale: non ho avuto paura. Ci sono castelli, oscurità, scenografie gotiche e tutti gli ingredienti necessari, ma raramente ho percepito una vera minaccia. Besson sembra molto più interessato alla dimensione sentimentale del personaggio che a trasformarlo nella creatura perturbante che mi aspettavo. Dopo aver apprezzato così tanto il Nosferatu di Robert Eggers, molto più oscuro e realmente inquietante, ho sentito particolarmente la mancanza di quella sensazione di pericolo.
Non significa che tutto sia fallito. Ci sono sequenze in cui Besson si permette di essere provocatorio, eccessivo e quasi irriverente, e quando abbandona per un attimo la solennità il film acquista molta più vita. È inoltre una produzione visivamente ambiziosa, con costumi, scenografie e una concezione estetica tutt''altro che ordinaria.
Ma un adattamento di Dracula deve offrirmi più della bellezza e della passione. Ho bisogno di essere affascinato dal personaggio e allo stesso tempo di temerlo un po''. Qui ho trovato molto amante tormentato e decisamente meno mostro. Il risultato è vistoso, stravagante e a tratti divertente, ma troppo esplicativo e poco misterioso per conquistarmi davvero. Mi aspettavo molto di più da Besson.
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decatur555
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domenica 27 settembre 2026
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quando il romanticismo divora il mostro
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Raccontare ancora una volta una storia che il cinema ha già visitato così tante volte richiede uno sguardo personale. Luc Besson possiede certamente abbastanza personalità visiva per provarci, ed è proprio per questo che mi aspettavo molto dalla sua versione. Il problema è che alcuni lampi isolati mi hanno interessato più del film nel suo complesso.
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quando il romanticismo divora il mostro
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Raccontare ancora una volta una storia che il cinema ha gi? visitato cos? tante volte richiede uno sguardo personale. Luc Besson possiede certamente abbastanza personalit? visiva per provarci, ed ? proprio per questo che mi aspettavo molto dalla sua versione. Il problema ? che alcuni lampi isolati mi hanno interessato pi? del film nel suo complesso. Ci sono immagini potenti, stravaganza e momenti in cui si riconosce perfettamente il regista de Il quinto elemento e Dogman, ma anche troppo romanticismo e troppo poco di ci? che, per me, rende Dracula davvero inquietante.
Il confronto con il film di Francis Ford Coppola ? inevitabile. Non perch? ogni adattamento debba misurarsi con esso, ma perch? Besson si avvicina spesso al suo immaginario visivo, alla concezione tragica del personaggio e alla miscela di passione e orrore.
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Raccontare ancora una volta una storia che il cinema ha gi? visitato cos? tante volte richiede uno sguardo personale. Luc Besson possiede certamente abbastanza personalit? visiva per provarci, ed ? proprio per questo che mi aspettavo molto dalla sua versione. Il problema ? che alcuni lampi isolati mi hanno interessato pi? del film nel suo complesso. Ci sono immagini potenti, stravaganza e momenti in cui si riconosce perfettamente il regista de Il quinto elemento e Dogman, ma anche troppo romanticismo e troppo poco di ci? che, per me, rende Dracula davvero inquietante.
Il confronto con il film di Francis Ford Coppola ? inevitabile. Non perch? ogni adattamento debba misurarsi con esso, ma perch? Besson si avvicina spesso al suo immaginario visivo, alla concezione tragica del personaggio e alla miscela di passione e orrore. Il film del 1992 riusciva per? a mantenere insieme sensualit?, mistero, mostruosit? e una vera sensazione di minaccia. Qui il romanticismo occupa cos? tanto spazio che il vampiro perde una parte della propria oscurit?.
Anche Caleb Landry Jones non mi ha convinto del tutto. ? un attore particolare e quella stranezza spesso gioca a suo favore, ma qui ho trovato la sua interpretazione troppo manierata. Invece di una presenza magnetica o spaventosa, a volte vedevo un personaggio fin troppo consapevole della propria intensit?. Avevo bisogno di pi? pericolo e meno posa. Christoph Waltz, al contrario, mi ? sembrato molto pi? efficace, grazie a una presenza capace di introdurre ironia, autorit? e leggerezza senza risultare fuori posto.
Anche il tono mi ha lasciato perplesso. Besson passa liberamente dalla solennit? romantica all''orrore, dall''umorismo alla stravaganza, ma questi registri non sembrano sempre appartenere allo stesso film. Alcune creature e scelte visive sfiorano deliberatamente il grottesco, mentre altri elementi mi sono sembrati semplicemente ridicoli. Persino la musica di Danny Elfman, che sulla carta sembra perfetta per questo universo, a volte diventa cos? enfatica da spezzare l''atmosfera anzich? rafforzarla.
E questo ? probabilmente il mio problema principale: non ho avuto paura. Ci sono castelli, oscurit?, scenografie gotiche e tutti gli ingredienti necessari, ma raramente ho percepito una vera minaccia. Besson sembra molto pi? interessato alla dimensione sentimentale del personaggio che a trasformarlo nella creatura perturbante che mi aspettavo. Dopo aver apprezzato cos? tanto il Nosferatu di Robert Eggers, molto pi? oscuro e realmente inquietante, ho sentito particolarmente la mancanza di quella sensazione di pericolo.
Non significa che tutto sia fallito. Ci sono sequenze in cui Besson si permette di essere provocatorio, eccessivo e quasi irriverente, e quando abbandona per un attimo la solennit? il film acquista molta pi? vita. ? inoltre una produzione visivamente ambiziosa, con costumi, scenografie e una concezione estetica tutt''altro che ordinaria.
Ma un adattamento di Dracula deve offrirmi pi? della bellezza e della passione. Ho bisogno di essere affascinato dal personaggio e allo stesso tempo di temerlo un po''. Qui ho trovato molto amante tormentato e decisamente meno mostro. Il risultato ? vistoso, stravagante e a tratti divertente, ma troppo esplicativo e poco misterioso per conquistarmi davvero. Mi aspettavo molto di pi? da Besson.
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nino pellino
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lunedì 24 novembre 2025
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una versione di dracula estremamente romantica
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Questa versione di Dracula del regista Luc Besson si ispira chiaramente alla famosa pellicola del 1992 diretta da Bram Stoker ed entrambe ci evidenziano quegli aspetti storici più attendibili concernenti le origini del famoso vampiro. Sforzandomi di non fare alcun paragone con il film sopra citato risalente ad oltre 30 anni fa, quest'ultima opera di Besson rappresenta l'ennesima versione e variante della saga cinematografica dedicata a Dracula (e/o Noseferatu) che vanta nella sua storia innumerevoli film a partire sin dai lontani anni '20 di ben circa un secolo fa. Ebbene, dopo averlo guardato attentamente, mi sento di dire che "Dracula, l'amore perduto" non lo reputo nè migliore nè peggiore di tutte le versioni uscite al Cinema che l'hanno preceduto, ma comunque non tra i migliori.
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Questa versione di Dracula del regista Luc Besson si ispira chiaramente alla famosa pellicola del 1992 diretta da Bram Stoker ed entrambe ci evidenziano quegli aspetti storici più attendibili concernenti le origini del famoso vampiro. Sforzandomi di non fare alcun paragone con il film sopra citato risalente ad oltre 30 anni fa, quest'ultima opera di Besson rappresenta l'ennesima versione e variante della saga cinematografica dedicata a Dracula (e/o Noseferatu) che vanta nella sua storia innumerevoli film a partire sin dai lontani anni '20 di ben circa un secolo fa. Ebbene, dopo averlo guardato attentamente, mi sento di dire che "Dracula, l'amore perduto" non lo reputo nè migliore nè peggiore di tutte le versioni uscite al Cinema che l'hanno preceduto, ma comunque non tra i migliori. Non sono dell'opinione che sia l'ennesimo remake inutile in quanto delle differenze narrative ci sono. Besson difatti enfatizza ai massimi livelli l'aspetto squisitamente romantico del protagonista chiamato Vladimir, mostrandocelo come un uomo completamente perduto dell'amore che prova per la sua amata Elisabeta, conosciuta ben quattro secoli prima rispetto alle vicende contemporanee che caratterizzano gran parte della trama del film. Inoltre il regista ci trasmette un certo aspetto epico e cavalleresco del personaggio di Dracula dal momento in cui quando egli era in vita lo possiamo ammirare in tutta la sua forza e la sua bravura di valoroso soldato, pronto sempre a difendere gli ideali cristiani in cui egli inizialmente credeva prima di rinnegare Dio a seguito della triste sorte toccata alla sua amata nel corso di una feroce battaglia e dunque essere maledetto nei secoli a vagare come anima dannata e quindi a divenire un vampiro nella perenne ricerca di sangue umano per mantenersi giovane in un tempo infinito. In questo film non mancano effetti speciali di tipo manieristico che lo rendono una sorta di horror fantasy a sfondo, come detto prima, particolarmente romantico. Vladimir rincontrerà dopo secoli la sua amata che adesso ha assunto le sembianze di Mina, fidanzata delllo scrittore Jonathan Arker, quest'ultimo tra l'altro che si insedia nelle mura del castello del vampiro in qualità di ricercatore e di ospite. Tra gli attori che mi hanno colpito oltre ovviamente al protagonista principale, la nostra brava attrice italiana Matilda De Angelis nel ruolo di una giovane vampira di nome Maria, la quale è stata fatta prigioniera da un gruppo di persone che hanno deciso di combattere e annientare Dracula. Molto brava nelle sue movenze e nella sua recitazione che ci appare particolarmente sanguigna (parafrasando il suo ruolo) e vitale, direi molto vitale nelle sue mimiche facciali. E poi come non citare tutta l'esperienza nella recitazione e la classe di un grande attore del calibro di Christoph Waltz che qui intepreta il ruolo di un prete dedito alla pace e ardito della speranza di poter far pentire Valdimir dals uo peccato che l'ha reso un'anima dannata. Film nell'insieme gradevole e accettabile.
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vincenzo sorrentino
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giovedì 20 novembre 2025
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dracula: un vero pastiche
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Ho visto Dracula l?amore perduto e, tutto sommato, ? stata una visione piacevole, gli do la sufficienza. L?interpretazione di Caleb Landry Jones nei panni del protagonista ? davvero molto brava e commovente merita applausi. Detto ci?, il film mi ? parso una cozzaglia di roba horror (se cos? possiamo chiamarlo), romantico, comico? come direbbero in francese: un pastiche di generi. ? sicuramente da vedere se vuoi passare il tempo, ma per me non ? nulla di particolarmente memorabile. Alcune note ?critiche? che mi sono rimaste: Il gargoyle digitale che appare mi ? sembrato fatto con poca cura, un effetto che tradisce budget o attenzione. Certe scene finali, che assomigliano a un ?finale alla La Bella e la Bestia? dove l?incantesimo si spezza.
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Ho visto Dracula l?amore perduto e, tutto sommato, ? stata una visione piacevole, gli do la sufficienza. L?interpretazione di Caleb Landry Jones nei panni del protagonista ? davvero molto brava e commovente merita applausi. Detto ci?, il film mi ? parso una cozzaglia di roba horror (se cos? possiamo chiamarlo), romantico, comico? come direbbero in francese: un pastiche di generi. ? sicuramente da vedere se vuoi passare il tempo, ma per me non ? nulla di particolarmente memorabile. Alcune note ?critiche? che mi sono rimaste: Il gargoyle digitale che appare mi ? sembrato fatto con poca cura, un effetto che tradisce budget o attenzione. Certe scene finali, che assomigliano a un ?finale alla La Bella e la Bestia? dove l?incantesimo si spezza. Detto questo, un momento che mi ha davvero divertito ? stato l?attacco al castello condotto dall?esercito rumeno: gaglioffa, spettacolare, con un gusto un po? sopra le righe. In sintesi: Se cerchi un buon film horror/romantico da schiacciare mentre mangi popcorn s?, va bene. Se cerchi qualcosa che ti lasci un?impressione forte o che faccia epoca questa volta passo.
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hellephant16
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mercoledì 19 novembre 2025
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un conte aromatico
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Il mito di Dracula viene raccontato qui in una versione pi? leggera, elegante e a tratti un po? stravagante rispetto al classico racconto del vampiro. Non ? un film pensato per essere paragonato a quello di Coppola del 1992, con la straordinaria interpretazione di Gary Oldman: ? qualcosa di diverso, e lo si capisce fin da subito. La storia si sviluppa in modo fantasioso, con scene molto colorate, ironiche e a volte volutamente esagerate, tanto da sfiorare persino il kitsch. Mi sono sentito un po? diviso: l?idea di usare un profumo come elemento centrale mi lascia perplesso, ma allo stesso tempo ? abbastanza interessante, anche se decisamente insolito. ? chiaro che il regista voleva allontanarsi dalle classiche trasformazioni del Conte ? pipistrello, nebbia, mostro ? per cercare qualcosa di nuovo.
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Il mito di Dracula viene raccontato qui in una versione pi? leggera, elegante e a tratti un po? stravagante rispetto al classico racconto del vampiro. Non ? un film pensato per essere paragonato a quello di Coppola del 1992, con la straordinaria interpretazione di Gary Oldman: ? qualcosa di diverso, e lo si capisce fin da subito. La storia si sviluppa in modo fantasioso, con scene molto colorate, ironiche e a volte volutamente esagerate, tanto da sfiorare persino il kitsch. Mi sono sentito un po? diviso: l?idea di usare un profumo come elemento centrale mi lascia perplesso, ma allo stesso tempo ? abbastanza interessante, anche se decisamente insolito. ? chiaro che il regista voleva allontanarsi dalle classiche trasformazioni del Conte ? pipistrello, nebbia, mostro ? per cercare qualcosa di nuovo. Peccato che la CGI sia davvero fastidiosa: l?inserimento dei gargoyle come servi del vampiro non la comprendo, sembrano fatti di gelatina pi? che di pietra. Buone le interpretazioni di Christoph Waltz e Matilda De Angelis, mentre la Mina/Elizabeta di questo film a volte sembra un po? priva di emozione, e l?idea che, dopo 400 anni, le basti sentire qualche parola per ricordarsi del Conte e tradire il marito? beh, non ? proprio il dettaglio pi? riuscito. Caleb Landry Jones, d'altr canto, in certe scene ? stato convincente: elegante, ma anche capace di momenti di dolore cos? intensi da sembrare quasi un urlo da Banshee degli X-Men. In conclusione, un film discreto, piacevole, ma lontano dall?essere memorabile. La domanda finale ?: serviva davvero un Dracula cos? romantico e allo stesso tempo assassino di donne attirate da estratetraenolo e copulina? Forse s?, forse no...
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gabriella
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mercoledì 19 novembre 2025
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a love tale
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Ennesima trasposizione cinematografica del più celebre vampito della letteratura, stavolta nella rivisitazione di Luc Besson che affidando il ruolo del protagonista a Caleb Landry Jones, lo trasforma in un poeta romantico e tormentato, condannato a vagare nel buio e nelle tenebre nella disperata ricerca della sua amata- Il film si apre con una morbida scena d'amore, il principe Vladimir e la moglie Elizabeth si rincorrono nella camera da letto, sono giovani , innamorati, totalmente presi uno dall’altra, assetati d’amore, un amore assoluto, fagocitante, ma quando il principe perde la sua amata in un’imboscata, spezzato dal dolore, sfida il divino rinnegando Dio e viene condannato all’immortalità, costretto a nutrirsi di sangue nella speranza di ricongiungersi alla reincarnazione di Elizabeth.
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Ennesima trasposizione cinematografica del più celebre vampito della letteratura, stavolta nella rivisitazione di Luc Besson che affidando il ruolo del protagonista a Caleb Landry Jones, lo trasforma in un poeta romantico e tormentato, condannato a vagare nel buio e nelle tenebre nella disperata ricerca della sua amata- Il film si apre con una morbida scena d'amore, il principe Vladimir e la moglie Elizabeth si rincorrono nella camera da letto, sono giovani , innamorati, totalmente presi uno dall’altra, assetati d’amore, un amore assoluto, fagocitante, ma quando il principe perde la sua amata in un’imboscata, spezzato dal dolore, sfida il divino rinnegando Dio e viene condannato all’immortalità, costretto a nutrirsi di sangue nella speranza di ricongiungersi alla reincarnazione di Elizabeth. A interpretare il principe delle tenebre stavolta è Caleb Laundry Jones, attore texano dal volto nordico, diafano, molto diverso da quello di Gary Oldman e dalla sua versatilità, funzionale però a una messa in scena rutilante, esagerata , sfrenata, che assimila stili e generi diversi. Tuttavia Besson sembra più interessato all’estetica che al contenuto, a immagini sontuose, barocche, danneggiando la parte narrativa, emotiva, quella febbrile ricerca d’amore che dovrebbe essere il tema centrale, che viene sacrificata, soffocata da troppa teatralità. Brava la nostra Matilde De Angelis, forse quella più riuscita, nel ruolo di Maria, una seguace del conte Dracula, con i suoi guizzi repentini di umore, sensuale, innocente, aggressiva , riesce a dare quel tocco terreno, leggero, anche Christoph Waltz convince, molto meno Zoe Blue che sembra non appartenere al film, ( paradossalmente il suo personaggio dice” Mi sembra di non appartenere a questo tempo”) In conclusione, un film d’intrattenimento, ma il desiderio e la passione rimangono sotto la cenere .
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gianni
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giovedì 13 novembre 2025
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assolutamente da non perdere.
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Film bellissimo che prende lo spettatore e si guarda tutto di un fiato. Bellissima la trama e la storia d'amore. Il finale non ? un lieto fine, ma comunque una grande prova d'amore. Consigliatissimo.
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giovedì 13 novembre 2025
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dracula
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Amore devozione e una lezione di religione alla fine che ti sorprende positivamente. Mai noioso da vedere assolutamente.
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vito
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domenica 9 novembre 2025
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esteticamente bello
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Il mito di Dracula è trito e ritrito ma in questo film il personaggio principale acquista eleganza e leggiadria. Colori, scenografia e costumi sono superlativi. La presenza dei Gargoiles lo rende più vicino a un film della Disney. Degna di nota l'interpretazione di Matilda De Angelis che spicca tra tutti. Sicuramente consigliato ma lontano dal precedente film di Coppola su questo personaggio.
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