| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 137 minuti |
| Regia di | Bernard MacMahon |
| Attori | Robert Plant, Jimmy Page, John Bonham, John Paul Johnes . |
| Uscita | giovedì 27 febbraio 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| MYmonetro | 3,45 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 24 febbraio 2025
Un documentario che ripercorre la storia di una delle band più importanti del rock. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Writers Guild Awards, In Italia al Box Office Becoming Led Zeppelin ha incassato 469 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Mentre i ricordi della Seconda guerra non sono ancora archiviati, il Regno Unito inizia a far filtrare e ad accogliere una nuova musica. Suoni inauditi in arrivo dagli Stati Uniti, come quello di una chitarra - quella del rockabilly Johnny Burnette - che sembra venuta da Marte e invece è di Memphis, rimasticata dall'autoctono Lonnie Donegan. O del pianoforte dominato dall'acrobatico Little Richard, dell'armonica rhythm & blues nella bocca sdentata di Sonny Boy Williamson da Chicago, delle urla di un ipercinetico James Brown. Tutto questo colpisce e nutre moltissimi ragazzi. Quattro, in particolare, che tra incoraggiamenti o diffide familiari, molta ostinazione e a volte anche l'apprendistato da turnisti ingaggiati per ogni tipo di incisione discografica, avranno un esordio esplosivo che porta il loro nome: Led Zeppelin.
Presentato, alla presenza del loro chitarrista Jimmy Page, in un primo montaggio Fuori Concorso nel 2021 alla 78ma Mostra di Venezia, Becoming Led Zeppelin è un ibrido di documentario e film concerto che rispetta la promessa del titolo: indaga cioè il periodo precedente alla formazione del super group, l'atmosfera e l'ambiente in cui Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham si sono formati e influenzati reciprocamente.
Due coppie nate per incontrarsi (voce/chitarra e basso/batteria) che con un mix di creatività, potenza e dedizione hanno scritto un capitolo decisivo della storia del rock. Grazie all'ostinazione delle ricerche, oltre alle voci misurate e spesso ironiche di Jones, Page e Plant, intervistati separatamente, riascoltiamo anche quella di Bonham, proveniente da un'intervista ritrovata: un omaggio postumo, doveroso, a cui non segue un approfondimento sulle cause della sua morte, decisiva per il destino della band.
Il primo film ufficiale sui Led Zeppelin è infatti concentrato sul loro daimon musicale e, come quasi tutti i documentari musicali almeno degli ultimi due decenni, è drasticamente condizionato dall'autorizzazione dei musicisti coinvolti (o dei loro eredi). Convenzionale nella forma, alterna archivi di cronaca a una maggioranza di live performance, anche inedite. È controllato al massimo dal gruppo e concepito per essere presentato a un pubblico di fan nella migliore definizione audio possibile, visto su schermi più grandi possibili e con sound system da sale IMAX. Non intervengono né critici, né esperti musicali, né colleghi: domina la musica, quella che piaceva a loro, che hanno inciso e suonato, in un momento di grande sperimentazione tecnica. Seguendo l'intuizione dell'autodidatta Page di autoprodursi consegnando un disco già finito invece di aderire ai dettami della casa discografica sui propri demo o appiattirsi sulla logica già imperante del singolo.
L'arco temporale ricostruito millimetricamente è un momento frenetico nelle loro vite, in cui un tour infinito si confondeva con le sessioni in studio, in un continuum irripetibile ed eccitante.
Il film celebra la connessione fisica e ossessiva con gli strumenti, come mostra, tra i tanti ritrovamenti, il raro footage della percussione imperiosa di Bonham sul pedale della cassa, e la chimica che li ha visti andare in studio per il primo album dopo solo un mese che suonavano insieme. Rivela anche qualche aneddoto cinefilo, come la partecipazione contemporanea di Jones e Page alla sessione orchestrale di Goldfinger (da Agente 007 - Missione Goldfinger di Guy Hamilton) e quella del solo Jones a To Sir With Love di Lulu, parte della colonna sonora di La scuola della violenza di James Clavell.
Autore della serie documentaria sulla musica popolare statunitense American Epic, il regista Bernard MacMahon ha dichiarato di aver voluto raccontare la loro storia come in un musical, e infatti Becoming Led Zeppelin è un rutilante progredire di numeri, un "percorso di apprendistato" coronato da chiosa finale ispirazionale di Page, una ricerca ossessiva e tecnica di sovrapposizione di musica alle immagini, di flyer, biglietti, insegne di locali o festival, inseriti tra le tante performance live davanti a pubblico ipnotizzato o sbigottito dal loro sound.
Una produzione impressionante di raccolta e riversamento di archivi in pellicola, molti outtakes mai visti e potenziati da un suono purissimo, per ritrarre solo l'inizio straordinario, carico di energia, novità, creatività, i good times e non i bad. Spettacolo travolgente, scelta che esclude ogni distrazione, graffio e deviazione dall'eclatante caso di successo. Interrotto sul più bello, potenzialmente pronto per un seguito.
Come i Led Zeppelin divennero tali. Come quattro eccellenze, ciascuno nel suo ambito musicale, dopo vario peregrinare in altre band, riuscirono a ritrovarsi e a dare forma a quel fenomeno rock che dal 1968 a tutt’oggi continua a mandare in visibilio intere generazioni di appassionati del genere. In una Sala Grande gremita ove gli astanti sono stati costretti a vedersi sigillati i propri telefonini [...] Vai alla recensione »
Becoming Led Zeppelin è tanta roba e poca insieme. Racconta con abbondanza di materiali d'archivio, francamente straordinari, la "presa del potere" dei Led come migliore rock'n'roll band del mondo (o la seconda dopo gli Stones, dipende dalla prospettiva) senza arrivarci davvero però, perché la narrazione si ferma all'uscita di Led Zeppelin II (1969).