Drive My Car

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Un film di Ryûsuke Hamaguchi. Con Hidetoshi Nishijima, Toko Miura, Reika Kirishima, Masaki Okada.
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Titolo originale Doraibu mai kâ. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 179 min. - Giappone 2021. - Tucker Film uscita giovedì 23 settembre 2021. MYMONETRO Drive My Car * * * * - valutazione media: 4,08 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
felicity mercoledì 29 giugno 2022
dramma intimo e potente Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Drive my Car dà forma all’amore, a quel sentimento eterno in grado di sopravvivere alla morte.
Non si può scappare dalla passione, soprattutto quando questa è stata forte come quella tra Yusuke e Oto.
Drive my Car è un insieme di storie all’interno di una storia. La più intrigante è quella della studentessa raccontata da Oto e di cui il protagonista avrà piena consapevolezza solo più avanti.
Con Drive my Car siamo di fronte ad una complessità narrativa che ne giustifica la durata e la dilatazione.

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martedì 5 aprile 2022
due anime in pena che si confortano a vicenda Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Yûsuke Kafuku è un attore e regista teatrale, che ha da poco perso la moglie per un'emorragia cerebrale. Anche per superare la drammatica separazione, decide di accettare di dirigere a Hiroshima l'allestimento dello Zio Vanja di Cechov. Il quale prevede, oltre ai dialoghi in giapponese, anche in coreano, cinese, filippino e un personaggio sordomuto.
Dovrà però rinunciare a guidare la sua amata auto, dove tramite una musicassetta, dialoga con la moglie. La compagnia teatrale gli affida una giovane autista, altra anima tormentata. I due si conosceranno gradualmente, anche per il carattere algido di lei. Ma nei drammi che si portano dentro, troveranno anche un punto di unione.
Vincitore del Premio Oscar come Migliore film straniero, questa pellicola sembra però sforzarsi troppo di ergersi a poesia sofisticata. [+]

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giovanni_b_southern giovedì 31 marzo 2022
molto bello Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Teatro e vita che si fondono. Oscar meritato. Se si pensa che era in lizza con il mediocre <<è stata la mano di Dio>> l'Oscar era logico e dovuto. A parte ciò : ottimo film. Veramente

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chicalinda giovedì 31 marzo 2022
accettazione della sofferenza Valutazione 0 stelle su cinque
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No
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Recitazione elegante toni movenze tipiche del Sol Levante!!
Cinematografia innovativa conferma quanto già visto in "IL gioco del destino e della fantasia" letteratura e poesia che si materializzano nelle immagini.
La sceneggiatura meravigliosa declina i temi di Zio Vanja di Cechov, con un appello concedersi il diritto alla sofferenza.
Soffrire senza aver paura, la sofferenza componente della vita " Bisogna vivere " cosi ci dice Cechov.
La paura della sofferenza ci allontana dalla verità e dalla vita stessa, per imparare a vivere bisogna saper soffrire.
Dialoghi avvincenti e coinvolgenti a tratti di grande emozione grazie ad una recitazione magistrale. [+]

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stefano capasso mercoledì 30 marzo 2022
paura, ricerca della verità e amore Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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La morte dell’amata moglie è un evento che pesa ancora troppo nella vita di Yusuke Kafusu, noto regista teatrale giapponese, grande esperto di Cechov. Quando accetta di dirigere Zio Vanja in un festival ad Hiroshima incontrerà delle persone che in qualche modo sapranno rimettere in piedi la sua vita. In particolare le conversazioni con Misaki, la sua giovane autista, con la quale condivide ricordi complessi, consentiranno all’uomo, e alla donna di elaborare le dolorose memorie del passato.
Quella di Ryûsuke Hamaguchi è una sfida al cinema mainstream, con la sua storia fatta di scene lunghissime, di silenzi altrettanto lunghi, addirittura in alcuni momenti la traccia sonora scompare del tutto, e su tutto la durata di 3 ore. [+]

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peer gynt martedì 22 febbraio 2022
il testo ti interroga Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Il regista teatrale Yusuke ama riamato la moglie Oto. Ma fra loro si è creato un abisso dalla morte prematura della loro figlia. Una sera Yusuke, che sa che la moglie pur amandolo lo tradisce, torna a casa tardi e la trova morta di emorragia cerebrale. Questo prologo, di ben 40 minuti, precede i titoli e il resto della storia. Yusuke accetta di recarsi ad Hiroshima per un progetto teatrale impegnativo: rappresentare lo Zio Vanja di Cechov con attori che parlano lingue diverse. Durante la selezione del cast compie anche delle scelte coraggiose, anche se forse discutibili: sceglie ad interpretare Sonja (il personaggio che nel testo cechoviano ha il privilegio del lungo monologo finale) un’attrice sordomuta che recita usando il linguaggio dei segni, mentre per il maturo zio Vanja sceglie un giovane attore che aveva interpretato i lavori della moglie Oto e di cui sospetta sia stato anche l’amante. [+]

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emanuele 1968 venerdì 18 febbraio 2022
troppo lungo, concordo con utenti Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Film godibile, penso sia un buon lavoro, mi piace pensare che la vera protagonista sia l'autista della saab rossa , e che dopo la morte della madre aveva aveva ereditato la saab, poi nel suo immaginario abbia  costruito una storia col regista dove viene mostrato una verità abbastanza diffusa dove tutto mondo e paese , però per raccontare la storia bastavano 90 minuti......

Multisala, giovedi, ore 20:30 , spettatori tre , prezzo del biglietto euro 9.5 una follia ! nei forum leggo alcuni commenti con scritto " il cinema e morto " per forza con questi prezzi ! in alcune multisale accedere al cinema sta diventando una cosa per facoltosi.

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nicozippi lunedì 14 febbraio 2022
film delicato e complesso Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Un film complesso, per pochi e ben preparati a confrontarsi con la lunga durata e lo stile del regista, fatto di lunghi silenzi e scene intime che portano lo spettatore all'interno della storia. Personalmente ho apprezzato la scelta del regista di non ridurre la storia della moglie del protagonista ad un banale prologo sintetico di cinque minuti, ma di raccontarne le vicende per esteso, in modo tale da creare dei personaggi con tratti psicologici profondi che verranno poi svelati, senza fretta, nel corso della narrazione, e di renderlo un antefatto in tutto e per tutto (titoli di testa a conclusione di tale "capitolo")
Tempo e dialogo sono i temi fondamentali della storia: il protagonista, attore e regista teatrale, mette in scena una rivisitazione poli - linguistica di "Zio Vanja", opera di Cechov; nel corso della preparazione dello spettacolo una serie di incontri/confronti lo aiuterà ad affrontare la perdita della moglie e la complessità dei rapporti interpersonali che caratterizzavano la vita di coppia. [+]

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clavius lunedì 31 gennaio 2022
dire tutto affinché nulla sia chiaro... Valutazione 1 stelle su cinque
33%
No
67%

Film lungo. Lunghissimo. 
Film lento. Lentissimo.
Ma questi in sè non sono difetti. Il problema è la verbosità. E' un film tutto detto. Le emozioni sono dette, i deisideri sono detti così come le paure e le colpe. E' sorprendente come abbia ottenuto tanti consensi dalla critica, una pellicola che mortifica il cinema ed il suo potenziale immaginifico. La prolissità che lo anima arriva a soffocare tutte le tensioni drammatiche che pure (sulla carta) ci sarebbero. 
Davvero tre ore indegeste dove la lunghezza e la lentezza a cui mi riferivo all'inizio contribuiscono alla tortura data dal profluvio di parole nelle quali si finisce con l'annegare tristemente.

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sabato 29 gennaio 2022
cinema letterario ma il cinema è altro Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
50%

Lo definiscono cinema letterario, io l'ho trovato solo verboso e monocorde: tante parole e pochissima emozione. Eccessivamente lungo (3 ore) per una storia semplice semplice: l'accettazione e rielaborazione del lutto di un regista e della sua autista. Qualcuno parla di poesia ma le citazioni letterarie e teatrali non fanno cinema. Attori che sembrano algidi, solo la fotografia in alcuni passaggi trasmette emozione. Per me decisamente sopravvalutato.

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