Maria Maddalena

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Un film di Garth Davis. Con Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Chiwetel Ejiofor, Tahar Rahim, Shira Haas.
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Titolo originale Mary Magdalene. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 120 min. - Gran Bretagna 2018. - Universal Pictures uscita giovedì 15 marzo 2018. MYMONETRO Maria Maddalena * * 1/2 - - valutazione media: 2,92 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

il secondo peccato originale Valutazione 3 stelle su cinque

di ninoraffa


Feedback: 3432 | altri commenti e recensioni di ninoraffa
martedì 27 marzo 2018

 Donna chiacchierata, Maria Maddalena. Una quindicina di passi evangelici riferiscono che Gesù la liberò da sette spiriti, e lei Lo seguì. Il Venerdì Santo fu tra i pochi coraggiosi – quasi tutte donne – a stare sotto la Croce; assistette alla deposizione nel sepolcro; la Domenica successiva uscì prestissimo per andare alla tomba, trovandola vuota. Poco dopo fu la prima a incontrare e parlare al Risorto chiamandolo Rabbunì, Maestro mio.
 
Su questi elementi sorse la figura della Maddalena, di sicuro ex prostituta, forse la stessa che lavò i piedi a Gesù con le lacrime e quindi li cosparse di olio prezioso, forse sorella di Lazzaro e Marta di Betania; persino moglie di Gesù secondo gli gnostici, madre di una divina discendenza che si allunga nei secoli, per la delizia di tanta cine-letteratura contemporanea, entusiasta di Cavalieri Templari e Sacro Graal.
Contro questa poderosa tradizione Garth Davis, in “Maria Maddalena”, ci mostra una giovane donna che vive con la famiglia sul lago di Tiberiade. Tira le reti insieme a sorelle e cugine senza gli uomini, rifiuta diversi matrimoni, va a pregare nella sinagoga sola e ad orari sconvenienti. Solo per questi motivi viene considerata un’indemoniata da esorcizzare nell’acqua senza troppi complimenti.
Negli ultimi mesi di predicazione Gesù capiterà da quelle parti, e lei non esiterà a seguirlo.
 
La bravissima Rooney Mara incarna una Maria Maddalena priva di malefatte da farsi perdonare; a parte quella di essere donna, naturalmente. Una discepola che sceglie Cristo liberamente, senza i debiti, gli scopi, le frustrazioni o i traumi di tutti gli altri. Una donna che in qualche modo Ne ha avvertito l’arrivo, con l’inquietudine interiore, col sentirsi fuori posto in famiglia, nel villaggio, nell’ordine sociale e nella religione del suo tempo.
 
Nel film Maddalena fa parte degli Apostoli e siede alla destra di Gesù, rappresentando l’anima spirituale della Chiesa nascente, contrapposta a un Pietro politico, insolito rispetto all’uomo semplice della tradizione. Il conflitto rimarrà latente fino al Golgota. Tre giorni dopo, Pietro e gli altri non corrono subito al sepolcro per accertarsi della resurrezione annunziata proprio da Maria, ma si affrettano a ridimensionare il suo ruolo. Morto Gesù – il vero rivoluzionario – torna l’ordine antico: la testimonianza – la parola – di una donna non ha valore legale, con le ovvie conseguenze per il suo ruolo e l’autorità all’interno della Chiesa.
Presto il costruendo impianto teologico-morale del cristianesimo ristabilirà certi ordini. “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie… E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.” – scriverà pochi decenni dopo San Paolo agli Efesini.
 
Rispetto ai racconti evangelici, il film presenta una Maria sovraesposta, che assorbe la figura di San Giovanni nel rapporto preferenziale con Gesù, assumendo nella comunità cristiana originaria quell’unica, eccezionale, rilevanza femminile di solito associata a Maria Santissima.
Sui generis anche Giuda Iscariota, semplice ed entusiasta, animato da pietose intime motivazioni, che punta sul rapido avvento del Regno per riunirsi a moglie e figlia morte di stenti sotto il rapace fisco romano. Il suo tradimento, affatto politico, sarà solo un calcolo sbagliato per sollecitare il Maestro a spalancare i cieli.
Forse meno riuscita la parte di Gesù. Bene una figura umana, dubbiosa del suo destino, fisicamente spossata dai miracoli che anticipano le sofferenze di Getsemani; ma rimane dubbia l’interpretazione di Joaquin Phoenix, poco efficace nel trasmettere l’empatia e lo slancio verso l’umanità, essenziali al Cristo.
 
Molti fatti non coincidono con i Vangeli ma queste licenze di varia importanza non guastano il senso del racconto. “Maria Maddalena” è un film sbilanciato e positivamente di parte nel dare voce alle donne che furono vicine a Gesù, fino alla Croce, e oltre. Persone a cui Lui diede dignità contro il pensiero del tempo, cancellando non solo il primo ma anche il secondo peccato originale: quello, appunto, di essere donna. Figure femminili, poi ridimensionate e normalizzate, di cui la pellicola evidenzia l’adesione completa al messaggio dell’amore, esaltando quell’anima mariana/francescana all’apparenza perdente in tutte le Chiese, che rimane comunque il fondamento del Cristianesimo nella storia e nelle coscienze.
 
Maria Maddalena – pescatrice o peccatrice – venne venerata Santa fin dalle origini, nel sesto secolo Papa Gregorio Magno le attribuì formalmente facili, sebbene ritrattati, costumi. Le sue presunte ossa, contrabbandate nel  medioevo in Provenza, furono disperse dai furori anticlericali della Rivoluzione Francese, che pure avrebbe dovuto apprezzarne il supposto libertinaggio giovanile. Nel 2016 Papa Francesco finalmente le ha dato posto ufficiale tra gli Apostoli.
Nell’alto dei cieli questa ragazza ebrea avrà spesso sorriso al suo movimentato destino postumo. Magari accanto al suo amato Maestro. Rabbunì, come Lo chiamò, felice e sgomenta, quella lontanissima Domenica mattina.
L’ottimo film di Garth Davis ce ne consegna un nuovo ritratto; discutibile, ma più significativo di tante immaginette che in questi secoli le sono state cucite addosso.          

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