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mati :d
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lunedì 9 settembre 2013
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con il fiato sospeso
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con la premessa che questo è il primo film di Blomkamp che vedo, Elysium mi è davvero piaciuto molto.
Mi aspettavo un classico film d'azione/fantascianza in cui il buono combatte e alla fine vince, ma si è rivelato molto di più. innanzitutto Matt Damon recita molto molto bene, durante il film si assiste al progressivo cambiamento del suo modo di agire e di pensare, matura, e alla fine diventa un eroe per migliaia di persone. ci sono numerose scene di combattimenti che riescono a tenerti col fiato sospeso anche se da una parte si sa che il protagonista non può certo morire dopo venti minuti! Max (Matt Damon) in principio fa di tutto per potersi salvare, per poter curare se stesso prima, e le persone a lui care vengono in secondo piano; anche l'incontro con la bambina, Mathilda, all'inizio sembra non smuoverlo minimamente, ma nel profondo Max tiene alle persone, e così inizia il suo percorso che lo porterà a lottare contro chi non ha un briciolo di umanità, e il film prende un risvolto diverso, diventando una sorta di monito per noi ma specialmente per chi ha il potere, perchè come in Elysium alla fine non si trovino privati dei loro privilegi con la forza, quando sarebbe meglio per tutti collaborare ed essere altruisti sin dall'inizio.
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con la premessa che questo è il primo film di Blomkamp che vedo, Elysium mi è davvero piaciuto molto.
Mi aspettavo un classico film d'azione/fantascianza in cui il buono combatte e alla fine vince, ma si è rivelato molto di più. innanzitutto Matt Damon recita molto molto bene, durante il film si assiste al progressivo cambiamento del suo modo di agire e di pensare, matura, e alla fine diventa un eroe per migliaia di persone. ci sono numerose scene di combattimenti che riescono a tenerti col fiato sospeso anche se da una parte si sa che il protagonista non può certo morire dopo venti minuti! Max (Matt Damon) in principio fa di tutto per potersi salvare, per poter curare se stesso prima, e le persone a lui care vengono in secondo piano; anche l'incontro con la bambina, Mathilda, all'inizio sembra non smuoverlo minimamente, ma nel profondo Max tiene alle persone, e così inizia il suo percorso che lo porterà a lottare contro chi non ha un briciolo di umanità, e il film prende un risvolto diverso, diventando una sorta di monito per noi ma specialmente per chi ha il potere, perchè come in Elysium alla fine non si trovino privati dei loro privilegi con la forza, quando sarebbe meglio per tutti collaborare ed essere altruisti sin dall'inizio.
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alehappy
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lunedì 9 settembre 2013
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effeti visivi ok, contenuti triti e ritriti
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Il film nel suo insieme è una gradevole pellicola per gli amanti del genere. Il regista sembra volerci riportare nella restricted area di Distrit 9, ma questa volta gli alieni sono gli umani poveri, mentre gli umani ricchi vivono da alieni in una stazione spaziale, non molto lontana dalla terra, per dar modo ai meno fortunati di ammirarli speranzosi che un giorno le "macchine guaritrici" di Elysium possano trovarsi anche sulla terra, dove questo tipo di tecnologia, e non solo questa, non esiste.
Il futuro del nostro pianeta sembra lo stesso di oggi, solo più disortinato e in crisi, mentre il ricco vive su un pianeta a parte.
Almeno questa è l'unica cosa che il film è riuscito a trasmettermi.
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paulm
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lunedì 9 settembre 2013
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troppa
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moghi
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lunedì 9 settembre 2013
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e' dura divertirsi con un film così!
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Ma quale fantascienza? Poche le cose interessanti e tanta la noia causata dalla sceneggiatura e dalla regia. Gli attori erano li solo per migliorare il loro conto inbamca. Speravo di vedere un buon film e mi sono accorto di avere di nuovo sprecato sia tempo che soldi.
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mask-yoda
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lunedì 9 settembre 2013
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il secondo film è sempre il più difficile
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Dopo l’originale District 9, Blomkamp del tutto imprevedibilmente cade nella trappola Hollywoodiana del film “High profit”. Sarà che questa volta l’hanno pagato molto meglio? Voglio credere che sia stato costretto a scendere a compromessi. Scopiazzando dai videogiochi (Halo: la superstazione anello e lo scudo al plasma azzurrino dei Covenant non sono citazioni, dai!), con personaggi decisamente poco strutturati, flashback banalissimi e malcelate citazioni bibliche, il film fa più che altro arrabbiare perché per quasi metà è pure intrigante. Poi scoppia la fretta. Il filo non si perde ma i dettagli fuori posto si notano: Gesù-Damon-Max sprovveduto entra nella navetta dei cacciatori di teste sperando nel loro buon cuore, la provvida sventura fa precipitare la stessa navetta nel posto migliore di Elisyum (proprio dove è possibile resettare l’intera stazione con un click), la security spaziale svanisce di colpo per permetter di fare arrivare gli apostoli-haker-scafisti, scazzottata finale con la bellezza di pugni alla testa(dati da braccia robotizzate)che non fanno neanche il solletico, innocua denervazione dell’esoscheletro del superscarso nemico finale (detto Kruger "Il ninja-covenant"), bimbe finte che raccontano favolette a perfetti cyber-sconosciuti, personaggi femminili.
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Dopo l’originale District 9, Blomkamp del tutto imprevedibilmente cade nella trappola Hollywoodiana del film “High profit”. Sarà che questa volta l’hanno pagato molto meglio? Voglio credere che sia stato costretto a scendere a compromessi. Scopiazzando dai videogiochi (Halo: la superstazione anello e lo scudo al plasma azzurrino dei Covenant non sono citazioni, dai!), con personaggi decisamente poco strutturati, flashback banalissimi e malcelate citazioni bibliche, il film fa più che altro arrabbiare perché per quasi metà è pure intrigante. Poi scoppia la fretta. Il filo non si perde ma i dettagli fuori posto si notano: Gesù-Damon-Max sprovveduto entra nella navetta dei cacciatori di teste sperando nel loro buon cuore, la provvida sventura fa precipitare la stessa navetta nel posto migliore di Elisyum (proprio dove è possibile resettare l’intera stazione con un click), la security spaziale svanisce di colpo per permetter di fare arrivare gli apostoli-haker-scafisti, scazzottata finale con la bellezza di pugni alla testa(dati da braccia robotizzate)che non fanno neanche il solletico, innocua denervazione dell’esoscheletro del superscarso nemico finale (detto Kruger "Il ninja-covenant"), bimbe finte che raccontano favolette a perfetti cyber-sconosciuti, personaggi femminili.... non me li ricordo, ma c'erano? Molto lontano dal precedente, questa volta il distretto è provincialotto e il numero, se fosse un voto, sarebbe molto più basso di 9. I temi più profondi sono parecchio banalizzati (disuguaglianza sociale, malattia, clandestinità) e non si riconosce il regista del primo film. La cosa peggiore? Lo splatter della faccia massacrata di Kruger e la successiva miracolosa guarigione via capsula medica (tanto basta che le cervella siano ok, no?). La cosa migliore? La citazione di Star Wars. Una stella e mezza, arrotondata per eccesso visto che comunque gli incassi ci sono.
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(di icutino)
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laila74
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domenica 8 settembre 2013
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inutile.
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Che delusione. Il tema è estremamente sfruttato, così come i modelli umani, la tecnologia, la trama... Due grandi nomi non bastano a salvare un film, servono solo ad attirare spettatori. La parte più godibile della serata è stata la visione dei trailers di anticipazione delle prossime uscite.
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jaylee
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sabato 7 settembre 2013
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il futuro è di tutti (forse)
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Con qualche rara eccezione, nella cinematografia moderna il futuro non appare mai roseo. In effetti, da Alien in poi, ci viene prospettato un destino preoccupante: sistemi politici asserviti alle corporazioni industriali, sovrappopolazione, imbarbarimento sociale e culturale, tecnologia schiavizzante, pochi che hanno molto e molti che hanno poco.
Anche questo film non fa parte delle eccezioni, e descrive un pianeta Terra ormai cannibalizzato e affollato; e dal quale si vede una stazione geo-orbitante, abitata da potenti e dai ricchi che possono permettersi agi e salute, difesi da un esercito di androidi e da uno scudo spaziale che incenerisce chi prova ad arrivarci senza permesso: Elysium.
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Con qualche rara eccezione, nella cinematografia moderna il futuro non appare mai roseo. In effetti, da Alien in poi, ci viene prospettato un destino preoccupante: sistemi politici asserviti alle corporazioni industriali, sovrappopolazione, imbarbarimento sociale e culturale, tecnologia schiavizzante, pochi che hanno molto e molti che hanno poco.
Anche questo film non fa parte delle eccezioni, e descrive un pianeta Terra ormai cannibalizzato e affollato; e dal quale si vede una stazione geo-orbitante, abitata da potenti e dai ricchi che possono permettersi agi e salute, difesi da un esercito di androidi e da uno scudo spaziale che incenerisce chi prova ad arrivarci senza permesso: Elysium.
Max (un Matt Damon in versione Bruce Willis), ex-ladro di auto, da sempre sogna di arrivarci, e questo sogno diventa una necessità quando, causa incidente sul lavoro, gli restano 5 gg di vita: l'unica possibilità è accedere ai miracolosi sistemi medici di Elysium, e per fare questo non esiterà a farsi impiantare un esoscheletro, allearsi con un gruppo di "scafisti" spaziali e ipertecnologici e a rapire un ricco industriale.
Dopo il ben più innovativo e indipendente District 9, Neill Blomkamp fa il salto nella hollywood dei blockbuster, con un film da star system e dall'impianto piuttosto classico, anche se mantiene l'idea, giá vista nel suo precedente lavoro, della visione distopica di un mondo dove una classe dominante si isola dal resto del mondo o lo rinchiude dietro recinti reali o virtuali...Facile intuire come la situazione attuale delle grandi migrazioni di disperati sia la chiave di lettura sotterranea neanche troppo celata, visto che i ricchi di Elysium parlano francese e i poveri sulla Terra ovviamente spagnolo... Che siano USA e Messico o Europa e Africa, il parallelo calza perfettamente; e ovviamente non secondaria, l'origine sudafricana del regista, testimone di regimi di apartheid mai veramente finiti, se non a parole, e sempre più globali.
Come dicevamo, si tratta di fantascienza con una forte carica metaforica e di critica sociale che trova i suoi padri nobili in opere letterarie come 1984 e Il Nuovo Mondo, e che poi ha sempre trovato terreno fertile nel cinema sin dagli anni '50 (ricordate i fantasmi maccartisti dell'originale Invasione degli Ultracorpi?). Pur non brillando per originalitá, Elysium aggiunge una buona componente di azione che funziona bene, e si avvale di buone interpretazioni da parte di Matt Damon e di Jodie Foster, ormai specializzata dopo Inside Man, nella parte dell'algida e malvagia superburocrate/politica (e stavolta è particolarmente soddisfacente come alla fine i politici vengono ripagati da quei militari spesso strumentalizzati e manipolati per non sporcarsi le mani).
In definitiva niente affatto stupido e invece piuttosto divertente, Blomkamp confeziona un buon lavoro per gli amanti della fantascienza di ispirazione cyberpunk o dell'azione "ragionata"; Magari non passerà alla storia, ma Elysium rappresenta un buon due ore di intrattenimento per un pubblico adulto, con alcune domande scomode: davvero ci comporteremmo diversamente dall’altra parte? La libertà è già abbastanza per tutti?
“Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non può salvare i pochi che sono ricchi” (J.F. Kennedy, 1961)
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jackmalone
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sabato 7 settembre 2013
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un affronto per gli amanti della fantascienza
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Quando si guarda un film di fantascienza non si dovrebbe mai usare la logica :è inutile notare che tra più di 100 anni il petrolio sarà esaurito e non potrà alimentare automobili degli anni'70 o che il lavoro manuale non esisterà più.In un film di fantascienza cerchiamo qualcosa che ci affascini , che colpisca la nostra immaginazione ma in particolare tutti vorremmo sapere come andranno le cose quando non ci saremo più.
In Elysium la visione catastrofista della società futura non interessa proprio nessuno; pochissimi di noi comuni mortali pensano che potranno stare dalla parte dei privilegiati . Per fortuna è solo un pretesto, per la fumettistica lotta del bene contro il male e il solito scontato finale.
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Quando si guarda un film di fantascienza non si dovrebbe mai usare la logica :è inutile notare che tra più di 100 anni il petrolio sarà esaurito e non potrà alimentare automobili degli anni'70 o che il lavoro manuale non esisterà più.In un film di fantascienza cerchiamo qualcosa che ci affascini , che colpisca la nostra immaginazione ma in particolare tutti vorremmo sapere come andranno le cose quando non ci saremo più.
In Elysium la visione catastrofista della società futura non interessa proprio nessuno; pochissimi di noi comuni mortali pensano che potranno stare dalla parte dei privilegiati . Per fortuna è solo un pretesto, per la fumettistica lotta del bene contro il male e il solito scontato finale.A cosa sono servite le lotte sociali , il progresso scientifico e tecnologico se l'uomo in un mondo sovrappopolato e degradato nella sua miseria materiale non ha trovato il sitema di livellare i suoi bisogni,almeno quelli intellettuali? Il punto è: chi costruisce i robot che costruiscono i robot che costruiscono i robot.......?Se è sempre l'uomo l'artefice di tutto, l'unico bisogno , in un mondo privato della sua umanità, non può essere voler curare le malattie inguaribili, ma riscattare la propria dignità. I filosofi dell'antica Grecia , gli intellettuali di ogni epoca, compreso Gesù, hanno sempre disdegnato il benessere materiale e considerato la morte un processo naturale e purificatore; il protagonista alla fine deve compiere una scelta morale per salvare i suoi simili ; in realtà non è una scelta ma una costrizione e così, dopo iperboliche e furiose lotte con l'antagonista di turno ,non solo non riesce a salvare se stesso ma fa anche la figura del fesso. Questo è uno dei pochi elementi positivi del film: finchè esisterà l'uomo ci saranno ancora la paura e il coraggio, la forza e la debolezza , la speranza e la delusione e tutta quella infinita gamma di sentimenti e di emozioni che appartengono solo alla specie umana.
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paride86
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giovedì 5 settembre 2013
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superficiale e mediocre
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Film che vorrebbe parlare d'immigrazione e invece si ritrova non solo ad essere superficiale e buonista, ma anche a sostituire una sceneggiatura intelligente con una sequela infinita di sparatorie.
Attori sprecati, specialmente Jodie Foster.
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cater-p
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giovedì 5 settembre 2013
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un regista eccezionale
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Semplicemente fantastico
District 9 gran bel film, questo ancora meglio
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