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spike
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giovedì 19 settembre 2013
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ottimi effetti speciali
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Trama prevedibile e banale, alcune soluzioni assolutamente discutibili. Effetti speciali da anni 80 ma realizzati con una maestria spettacolare. Da vedere per gli appassionati.
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mattia li puma
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lunedì 16 settembre 2013
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magnifiche immagini e soundtrack ... e che eroe!
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Siamo nella futuristica Los Angeles del 2154 .
L’umanità rimasta sulla terra è formata soltanto da una povera, criminale e lavorativa classe operaia , gestita e controllata da una serie di robot vivente in una stazione orbitante attorno alla Terra , Elysium.
Su Elysium c'è la tecnologia per guarire da ogni malattia (di cui è ormai afflitta l’umanità) , c'è il verde, il benessere e l’indifferenza per ciò che succede più in giù, sulla Terra ,dove i meschini umani sono costretti a lavorare per mantenere la stazione .
“Elysium” è un film all’insegna dei conflitti e dei continui contrasti che tratteggia tematiche rilevanti inserendole in un ambito fantasioso ed affascinante: l’immigrazione e l’atteggiamento poco altruista di alcune classi politiche, i pericoli che la Terra rischia in termini di degrado ,la dicotomia tra l’uomo e la macchina ed il pericolo sempre più preoccupante di una meccanizzazione crescente.
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Siamo nella futuristica Los Angeles del 2154 .
L’umanità rimasta sulla terra è formata soltanto da una povera, criminale e lavorativa classe operaia , gestita e controllata da una serie di robot vivente in una stazione orbitante attorno alla Terra , Elysium.
Su Elysium c'è la tecnologia per guarire da ogni malattia (di cui è ormai afflitta l’umanità) , c'è il verde, il benessere e l’indifferenza per ciò che succede più in giù, sulla Terra ,dove i meschini umani sono costretti a lavorare per mantenere la stazione .
“Elysium” è un film all’insegna dei conflitti e dei continui contrasti che tratteggia tematiche rilevanti inserendole in un ambito fantasioso ed affascinante: l’immigrazione e l’atteggiamento poco altruista di alcune classi politiche, i pericoli che la Terra rischia in termini di degrado ,la dicotomia tra l’uomo e la macchina ed il pericolo sempre più preoccupante di una meccanizzazione crescente.
Due grandi nomi emergono nel cast di Blomkamp : Jodie Foster e Matt Damon(Max).
Il primo personifica il dirigente di Elysium , figura severa ed egoista ; il secondo rappresenta l'eroe della Terra , l'unica speranza , l'unica luce in fondo al tunnel.
Un ragazzo ribelle con un sogno : raggiungere quell’Eden , ormai mitizzato e che ha incuriosito un po’ tutti, Elysium.
Qualcosa cambierà grazie a Max?
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lucgerm
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lunedì 16 settembre 2013
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chiudere la stalla quando i buoi sono scappati
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Il migliori pregi del film se non gli unici, sono l'impatto visivo molto ben realizzato, e la critica sociale, ma purtroppo non servono a molto quando l'intero film è costellato di personaggi stereotipati: il cattivo cattivo, la cattiva cattiva, il buono buono, ecc.
Le incongruenze sono una costante durante tutto il film, la prima è: un sistema di sicurezza per non far rubare i files dal cervello che uccide, non chi li prende ma colui al quale vengono presi ( è come se per non farmi rubare i dati sensibili del mio computer facessi in maniera che subito dopo che qualcuno li ha presi, il mio computer si autodistruggesse, mica male, credo che lo farò) ovviamente è tutta una scusa per far si che il grande eroe si sacrifichi per l'umanità intera (altro enorme stereotipo).
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Il migliori pregi del film se non gli unici, sono l'impatto visivo molto ben realizzato, e la critica sociale, ma purtroppo non servono a molto quando l'intero film è costellato di personaggi stereotipati: il cattivo cattivo, la cattiva cattiva, il buono buono, ecc.
Le incongruenze sono una costante durante tutto il film, la prima è: un sistema di sicurezza per non far rubare i files dal cervello che uccide, non chi li prende ma colui al quale vengono presi ( è come se per non farmi rubare i dati sensibili del mio computer facessi in maniera che subito dopo che qualcuno li ha presi, il mio computer si autodistruggesse, mica male, credo che lo farò) ovviamente è tutta una scusa per far si che il grande eroe si sacrifichi per l'umanità intera (altro enorme stereotipo). Un'altra bellissima incongruenza questa volta di tipo pratico: hanno montato l'esoscheletro che è ancorato alle ossa, e a chissà cos'altro, sopra la maglietta e i pantaloni, tanto per dirne una semplice semplice, il poveraccio come avrebbe fatto ad andare in bagno?
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tristanodetrabail
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lunedì 16 settembre 2013
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patetico
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L'inizio del film sembrerebbe dare qualche speranza, invece andando avanti la pellicola si dimostra un vero flop. Le immagini sono talmente veloci da far venire il mal di mare, l'argomento è talmente patetico che fa venire davvero voglia di alzarsi e andarsene. Per non parlare del finale che sorpassa tutti i limiti, prevedibile e inconsistente.
Si salva Jodie Foster, mentre Matt Damon trasfigurato non regge. mentre Alice Braga interpreta un personaggio lacrimoso.
Insomma, direi che non ci siamo davvero
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maurizio meres
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domenica 15 settembre 2013
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fantafuturismo
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Buon film d'azione che definisco fantafuturismo se non altro per la situazione sanitaria che rimarca il film ,lontana da noi ma se tutti gli anni che mancano per arrivare al 2154 la sanità pubblica continua così chissà ,buoni gli effetti trama scadente attori discreti.
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paolo t.
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giovedì 12 settembre 2013
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uno grande spettacolo fuori dagli schemi
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Film che non può piacere a chi si attende un film scritto secondo le regole del blockbuster hollywoodiano. Nessuna di quelle regole è rispettata, tutte vengono prese in giro.
Il mondo di domani: non è il luogo perfetto, controllato da poliziotti cattivissimi senza un sistema politico che li controlli. È invece dominato dagli stessi politici e poliziotti che vediamo tutti i giorni, e sono poliziotti sgangherati e persino cortesi mentre sferrano manganellate.
Il protagonista: non è un figo, tantomeno un eroe. È sfigatissimo, fa l'operaio, fallisce al missione, e quando gli chiedono di salvare una bambina si rifiuta, perché gli interessa solo salvare se stesso. Molti lamentano che non sia caratterizzato, perché (a differenza che nei film standard) la sua storia e il suo profilo non sono detti, ma sono mostrati: è un orfano cattolico con aspirazioni, è un ladruncolo redento, ama ancora la compagna di giochi, se messo alle strette sa arrivare al sacrificio.
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Film che non può piacere a chi si attende un film scritto secondo le regole del blockbuster hollywoodiano. Nessuna di quelle regole è rispettata, tutte vengono prese in giro.
Il mondo di domani: non è il luogo perfetto, controllato da poliziotti cattivissimi senza un sistema politico che li controlli. È invece dominato dagli stessi politici e poliziotti che vediamo tutti i giorni, e sono poliziotti sgangherati e persino cortesi mentre sferrano manganellate.
Il protagonista: non è un figo, tantomeno un eroe. È sfigatissimo, fa l'operaio, fallisce al missione, e quando gli chiedono di salvare una bambina si rifiuta, perché gli interessa solo salvare se stesso. Molti lamentano che non sia caratterizzato, perché (a differenza che nei film standard) la sua storia e il suo profilo non sono detti, ma sono mostrati: è un orfano cattolico con aspirazioni, è un ladruncolo redento, ama ancora la compagna di giochi, se messo alle strette sa arrivare al sacrificio.
Lo stesso dicasi per la sua nemesi: si dice che è un cattivo monodimensionale. Non direi. I cattivi standard sono sempre puliti e fascinosi. Questo, oltre ad essere cattivo, è anche brutto e sporco. Gli piacciono persino le donne, purché possa averle con la forza. Giustifica alla società la brutalità sui bambini, in nome di una missione. Sa ribellarsi al potere, sa sacrificarsi per la causa (la vendetta).
La storia è certamente imperfetta, soprattutto quando non si chiarisce se gli "scafisti" siano idealisti che non si fanno problemi a sacrificare povera gente per la causa, o semplici sfruttatori in cerca di guadagno sulla pelle degli ultimi. Troppo rapide le giustificazioni nei rivolgimenti politici.
Ma è sempre meglio del solito film di spiegoni: questo è un grande spettacolo, con una serie sufficientemente nutrita di materia per riflettere.
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bizantino73
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mercoledì 11 settembre 2013
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da scappare prima della fine
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Non ho visto il precedente film di blomkamp ma devo ammettere di non aver perso nulla guardando questo. Mi chiedo come un'attrice come la Foster abbia accettato una parte in questa storia da pubblico adolescenziale. Una serie di luoghi comuni (a cominciare dalla pretesa descrizione sociologica fino al revival di Robocop che Verhoeven li perdoni) e di dialoghi ridicoli per chiunque abbia una maturità mentale superiore alla quinta elementare. Ma forse che la Foster si trova in difficoltà economiche da accettare demenzialità simili????Mah !!!!!La trovata più comica sci è però l'attivazione di un agente terrestre con il bazooka per abbattere le navicelle indesiderate?????? In una società che sa guarire tutte le malattie?????? Da scappare prima della fine.
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Non ho visto il precedente film di blomkamp ma devo ammettere di non aver perso nulla guardando questo. Mi chiedo come un'attrice come la Foster abbia accettato una parte in questa storia da pubblico adolescenziale. Una serie di luoghi comuni (a cominciare dalla pretesa descrizione sociologica fino al revival di Robocop che Verhoeven li perdoni) e di dialoghi ridicoli per chiunque abbia una maturità mentale superiore alla quinta elementare. Ma forse che la Foster si trova in difficoltà economiche da accettare demenzialità simili????Mah !!!!!La trovata più comica sci è però l'attivazione di un agente terrestre con il bazooka per abbattere le navicelle indesiderate?????? In una società che sa guarire tutte le malattie?????? Da scappare prima della fine.
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khilaas
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martedì 10 settembre 2013
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un buon action... e basta
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Blomkamp "tradisce" lo spettatore fidelizzato con District 9, ma soprattutto tradisce sé stesso. Questo Elysium è una specie di "simmetrico" di District 9, il suo enantiomero. Andiamo con ordine: in un futuro non troppo lontano, la Terra viene abbandonata ai suoi problemi endemici (inquinamento, sovrappopolazione, proliferazione di malattie incurabili), e l'elitè della specie umana (o presunta tale) si trasferisce su una gigantesca stazione spaziale orbitante attorno al nostro Pianeta (Elysium appunto). Chi resta sulla Terra, fondamentalmente i poveri, sopravvivono in condizioni di estrema miseria in gigantesche baraccopoli. Fin qui ci siamo, e le premesse per un altro bel film di sociale ci sono tutte.
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Blomkamp "tradisce" lo spettatore fidelizzato con District 9, ma soprattutto tradisce sé stesso. Questo Elysium è una specie di "simmetrico" di District 9, il suo enantiomero. Andiamo con ordine: in un futuro non troppo lontano, la Terra viene abbandonata ai suoi problemi endemici (inquinamento, sovrappopolazione, proliferazione di malattie incurabili), e l'elitè della specie umana (o presunta tale) si trasferisce su una gigantesca stazione spaziale orbitante attorno al nostro Pianeta (Elysium appunto). Chi resta sulla Terra, fondamentalmente i poveri, sopravvivono in condizioni di estrema miseria in gigantesche baraccopoli. Fin qui ci siamo, e le premesse per un altro bel film di sociale ci sono tutte. Il protagonista, operaio schiavo che cerca di pagarsi il biglietto per un volo clandestino verso Elysuym, rimane vittima delle tremende condizioni lavorative e, disperato, comincia a combattere il sistema pur di raggiungere la cittadella. E qui tutte le premesse vanno a farsi benedire: il film prende un'incredibile piega action, ignorando beatamente l'interessante plot iniziale di "rivoluzione sociale" e sovvertimento dell'ordine dettato dai soldi per raccontare visivamente, nel modo più roboante possibile, la corsa di un solo uomo verso un posto che non può raggiungere, e delle persone che vogliono fermarlo. Tutto qua. Non c'è niente di più profondo, nessun'altra chiave di lettura, nessuno spunto. Il che è piuttosto deludente, visto soprattutto come viene gestito il finale: il protagonista si immola "per un bene più grande" (l'uguaglianza sociale), ma è un'immolazione falsa. Non ha scelto di salvare tutti, è stato costretto dalle circostanze; se avesse potuto salvarsi le chiappe e lasciare le cose così com'erano, l'avrebbe fatto. L'estrema esaltazione del martirio del protagonista non è supportata da alcun precedente approfondimento sulla questione sociale che, evidentemente, alla fine si risolve nel classico happy ending. Una strana scelta, decisamente.
Dal punto di vista puramente tecnico, come action movie funziona alla grande: non essendoci un eccessivo focus sui personaggi o sugli attori, le cose filano via velocemente; i colossali plot-hole sono facilmente ignorabili, alcuni effetti speciali sono meravigliosi (le armi sono stupende, senza essere eccessivamente pompose; gli androidi sono una figata pazzesca, animati divinamente); divertentissimo il "dialogo" con l'operatore-manichino dopo la rissa ad inizio film, che ho inteso come un riferimento al tassista meccanizzato di Total Recall (quello vero, non l'ultimo scempio). Non posso però non storcere il naso davanti all'impostazione quasi da videogioco di alcune scene, con un montaggio frenetico e confusionario che non rende giustizia a sequenze in realtà molto interessanti; un uso massiccio di inquadrature à la TPS e addirittura filtro blur nelle rotazioni della macchina da presa... Beh fa capire chiaramente il target di questo film. Che comunque resta un buon film, un ottimo film. Se non fosse firmato da quel particolare regista, dal quale mi aspettavo ben altro.
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marcolop
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martedì 10 settembre 2013
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bello senz'anima
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Le aspettative erano sicuramente tante dopo "District 9" ma devo ammettere che, dopo un giorno dalla visione di questo film non mi resta nulla. Effetti speciali di altissimo livello e un'idea di partenza stuzzicante non sono però sufficienti e il risultato finale è un'americanata travestita da fantascienza. Personaggi grotteschi e privi di sfumature, combattimenti prolungati allo sfinimento e soprattutto una sceneggiatura che non esce mai dai binari della banalità finendo per sfiorare il ridicolo. Come il finale che vede l'eroe che diventa martire pur in un'epoca in cui si può guarire da una granata esplosa in faccia. La bestialità di un pianeta d'elite poteva essere analizzata più in profondità e invece la si legge solo nella freddezza di Jodie Foster e del presidente dell'azienda.
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Le aspettative erano sicuramente tante dopo "District 9" ma devo ammettere che, dopo un giorno dalla visione di questo film non mi resta nulla. Effetti speciali di altissimo livello e un'idea di partenza stuzzicante non sono però sufficienti e il risultato finale è un'americanata travestita da fantascienza. Personaggi grotteschi e privi di sfumature, combattimenti prolungati allo sfinimento e soprattutto una sceneggiatura che non esce mai dai binari della banalità finendo per sfiorare il ridicolo. Come il finale che vede l'eroe che diventa martire pur in un'epoca in cui si può guarire da una granata esplosa in faccia. La bestialità di un pianeta d'elite poteva essere analizzata più in profondità e invece la si legge solo nella freddezza di Jodie Foster e del presidente dell'azienda. Sembra di aver visto un film estratto da un fumetto: protagonista eroe, una bimba da salvare con una madre perfetta, i cattivoni senza scrupoli... poca roba davvero. La trama è inconsistente e molto prevedibile. Sicuramente non sarà un film che entrerà nella storia delle pellicole di fantascienza e tantomeno del cinema.
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