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flyanto
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lunedì 28 gennaio 2013
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un delizioso 'quartetto' un pò retro
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Primo film diretto dall'attore Dustin Hoffman in cui vengono narrate le vicende, con la preparazione di uno spettacolo lirico quale saggio finale, di alcuni famosi ex cantanti lirici e musicisti, ora ritiratisi in una lussuosa casa di riposo in Inghilterra. Divertente per ciò che riguarda la trama e con una sceneggiatura alquanto brillante ed arguta, questa pellicola di esordio dell'attore americano è diretta con stile, eleganza, e brio. Molto sensibile per ciò che riguarda il delicato tema della vecchiaia e della notorietà ormai passata, il film riesce però ad infondere uno sguardo positivo verso un ormai sempre più precario e corto futuro.
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Primo film diretto dall'attore Dustin Hoffman in cui vengono narrate le vicende, con la preparazione di uno spettacolo lirico quale saggio finale, di alcuni famosi ex cantanti lirici e musicisti, ora ritiratisi in una lussuosa casa di riposo in Inghilterra. Divertente per ciò che riguarda la trama e con una sceneggiatura alquanto brillante ed arguta, questa pellicola di esordio dell'attore americano è diretta con stile, eleganza, e brio. Molto sensibile per ciò che riguarda il delicato tema della vecchiaia e della notorietà ormai passata, il film riesce però ad infondere uno sguardo positivo verso un ormai sempre più precario e corto futuro. Ottimi tutti gli attori (da Maggie Smith, ad Albert Finney, a Billy Connolly, ecc.) che vengono sicuramente a contribuire e ad innalzare il valore del film. Per chi ama la lirica, inoltre, eccellenti sono i brani scelti di opere magnificamente interpretate.
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diomede917
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sabato 26 gennaio 2013
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esordio in punta di piedi
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Mancava solo Dustin Hoffman all’appello degli attori della sua generazione a passare dietro la macchina da presa e il pivellino lo fa alla veneranda età di 75 anni.
Rispetto ai suoi colleghi riesce a tenere a freno il suo ego e si limita a stare al di qua del set.
Per il suo esordio il plurioscarizzato Dustin decide di trasporre la Piece teatrale Ronald Harwood che da il titolo al film.
Sicuramente una storia che sente molto sua visto che vede protagonisti grandi artisti in età avanzata.
La casa di riposo per musicisti Beecham House rischia seriamente la chiusura ed è per questo motivo che si sta organizzando un galà per l’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi che serva da raccolta fondi.
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Mancava solo Dustin Hoffman all’appello degli attori della sua generazione a passare dietro la macchina da presa e il pivellino lo fa alla veneranda età di 75 anni.
Rispetto ai suoi colleghi riesce a tenere a freno il suo ego e si limita a stare al di qua del set.
Per il suo esordio il plurioscarizzato Dustin decide di trasporre la Piece teatrale Ronald Harwood che da il titolo al film.
Sicuramente una storia che sente molto sua visto che vede protagonisti grandi artisti in età avanzata.
La casa di riposo per musicisti Beecham House rischia seriamente la chiusura ed è per questo motivo che si sta organizzando un galà per l’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi che serva da raccolta fondi.
L’arrivo della grande Jean Horton, ex soprano dalla vita mondana movimentata caduta in disgrazia, fa balenare all’organizzatore dell’evento (un Micheal Gambon con un look alla Demis Roussos) l’idea di riunire il grande quartetto della storia della lirica inglese visto che tra gli ospiti presenti ci sono gli altri tre membri facendoli ricantare un’aria dal Rigoletto loro cavallo di battaglia.
Solo che tra questo gruppo ci sono dei rancori non ancora sopiti….. Reggie è un ex marito tradito ferito e ancora innamorato….. e con questo handicap iniziale risulta un’impresa portare in scena il Quartet.
Questo è l’incipit del film di Dustin Hoffman che come regista decide di non strafare, di essere molto diligente nella messa in scena fidandosi ciecamente del talento del suo cast e in effetti gli attori non lo tradiscono.
Maggie Smith si trova a suo agio nei panni di questa pomposa e burbera star della lirica, Tom Courtenay esprime il fascino e l’eleganza inglese, Billy Connelly è un vecchietto terribile il cui ictus gli ha tolto ogni freno inibitore dei propri ormoni e a Pauline Collins tocca il ruolo che ci porta con i piedi per terra con il suoi blackout di demenza senile.
Lo stile che usa il regista è molto leggero in perfetto stile british…..una via di mezzo tra James Ivory e Marigold Hotel (non a caso Maggie Smith ricalca il suo ruolo pure con la malattia all’anca)…..e il film vola via leggero con i suoi buoni sentimenti e alla fine quello che desideriamo è andarci a prendere un buon tè con i pasticcini.
Un 6 di grandissima stima per il regista…..un 7 abbondante per il cast…..alla fine è un 6,5 senza infamia e senza gloria…..
Carino
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alex2044
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lunedì 26 novembre 2012
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dustin hoffman ha fatto centro al primo colpo
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Un ottimo film. Gli attori sono bravissimi sia i protagonisti che i comprimari. Gli ambienti sia interni che esterni sono bellissimi(fin troppo) . Il film è spiritoso,simpatico,tenero, intelligente .Le battute azzeccate si sprecano. Insomma una commedia molto ben riuscita per l'esordio alla regia di Dustin Hoffman. Un ottimo inaugurazione per il sempre piacevole e interessante Torino Film Festival.
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edo65
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domenica 25 novembre 2012
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un pò di buona malinconia
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ho visto il film ieri al torino film festival.
il film è molto godibile, nonostante sia un pò scontato nella sceneggiatura è ottimamente interpretato dagli attori e girato con ottima tecnica.
Evidentemente dustin hoffman sa come colpire al cuore il pubblico in particolare nella figura di cissy di cui è facile affezionarsi.
La sceneggiatura ha previsto molta ironia e battute che aiutano il ritmo del film.
Naturalmente il film appare un pò malinconico inevitabilmente per l'argomento trattato,
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