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goldeneagle
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martedì 8 ottobre 2013
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quando il cast degli attori è incredibile......
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Trovo il film non un'opera modesta come soprariportato. Al contrario su una storia lieve viene costruita una pièce deliziosa.
Certamente la regia non incide, ma con un cast del genere....
La fotografia incantevole
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maxcalzone
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venerdì 16 agosto 2013
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precisazione
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Anche nel foglio di presentazione distribuito all'entrata del cinema mi sono imbattuto in un nome che ammiro in modo particolare:Albert Finney.Alla fine del primo tempo non avendolo ancora individuato mi sono detto"farà solo una piccola parte?"Risultato fine del film Finney non pervenuto,non c'e'Albert Finney in questo film come ci sara' finito in mezzo?mah.....
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great steven
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martedì 30 luglio 2013
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rimpatriata di vecchi cantanti per il rigoletto
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QUARTET (GB, 2012)
Diretto da DUSTIN HOFFMAN. Interpretato da BILLY CONNOLLY – TOM COURTENAY – MAGGIE SMITH – PAULINE COLLINS – ALBERT FINNEY – MICHAEL GAMBON –
SHERIDAN SMITH – TREVOR PEACOCK – MICHAEL BYRNE
Wilfred, Reginald e Cecily vivono in una casa per musicisti e cantanti lirici in pensione, Beecham House. Ogni anno, per sostenerla economicamente ed evitare che chiuda, tengono un concerto per un pubblico pagante in occasione del compleanno di Giuseppe Verdi. L’arrivo di Jean Horton, ex diva ed ex moglie di Reginald, rompe il sereno equilibrio che regna nella casa.
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QUARTET (GB, 2012)
Diretto da DUSTIN HOFFMAN. Interpretato da BILLY CONNOLLY – TOM COURTENAY – MAGGIE SMITH – PAULINE COLLINS – ALBERT FINNEY – MICHAEL GAMBON –
SHERIDAN SMITH – TREVOR PEACOCK – MICHAEL BYRNE
Wilfred, Reginald e Cecily vivono in una casa per musicisti e cantanti lirici in pensione, Beecham House. Ogni anno, per sostenerla economicamente ed evitare che chiuda, tengono un concerto per un pubblico pagante in occasione del compleanno di Giuseppe Verdi. L’arrivo di Jean Horton, ex diva ed ex moglie di Reginald, rompe il sereno equilibrio che regna nella casa. Nonostante l’amore di Reginald per Jean persista e che la donna si comporti ancora come una diva e si rifiuti al contempo di cantare, i quattro artisti dovranno impegnarsi per rimettere insieme il Quartetto del Rigoletto, pezzo forte del concerto annuale. Ci riusciranno. Questo film segna il debutto alla regia del 75enne D. Hoffman: le pretese non eccedono, e il piccolo grande uomo di un tempo diventa un piccolo grande regista che imbastisce una commedia con tipico umorismo british e vecchie glorie del cinema inglese. Una fotografia nitida e carezzevole, unita a un buon montaggio, riprende le bellezze naturali intorno all’edificio di Taplow, dove la pellicola è stata girata nel 2011. Il compositore italiano Dario Marianelli seleziona numerosi e celebri brani di musica classica per costruire una colonna sonora sostenuta e briosa. I quattro attori protagonisti reggono bene i tempi comici, con qualche caduta di ritmo nella parte centrale. Dalla morale della storia di questa riunione in grande stile trasuda un amore immenso per la musica lirica e il suo potere coinvolgente ed emozionale. Tratto da una pièce teatrale di Ronald Harwood. Presentato al Toronto Film Festival il 9/9/2012.
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gloin90
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giovedì 23 maggio 2013
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hoffman e la commedia inglese
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Dietro la macchina da presa per la prima volta, l’attore cinematografico Dustin Hoffman riesce a dirigere, con impegno, semplicità e capacità, attori del calibro di Michael Gambon, Maggie Smith, Billy Connolly e Tom Courtenay, nel suo Quartet.
Tre cantanti di un quartetto operistico, Reginald Paget (Tom Courtenay), Wilf Bond (Billy Connolly), Cissy Robson (Pauline Collins) vivono in una casa di riposo per cantanti lirici. Sebbene sia il periodo in cui ci si debba preparare per il gran galà in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, la loro routine scorre abbastanza tranquilla: tra musica, croquet, animazione e passeggiate nell’enorme giardino della casa.
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Dietro la macchina da presa per la prima volta, l’attore cinematografico Dustin Hoffman riesce a dirigere, con impegno, semplicità e capacità, attori del calibro di Michael Gambon, Maggie Smith, Billy Connolly e Tom Courtenay, nel suo Quartet.
Tre cantanti di un quartetto operistico, Reginald Paget (Tom Courtenay), Wilf Bond (Billy Connolly), Cissy Robson (Pauline Collins) vivono in una casa di riposo per cantanti lirici. Sebbene sia il periodo in cui ci si debba preparare per il gran galà in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, la loro routine scorre abbastanza tranquilla: tra musica, croquet, animazione e passeggiate nell’enorme giardino della casa.
L’arrivo del quarto membro, Jean Horton (Maggie Smith), scombina i piani dell’organizzatore del galà, Cedric Livingstone (Michael Gambon) e riaffiorano dissidi e passati rancori con l’ex marito Reginald.
Dopo aver recitato nei recenti La versione di Barney e Vi presento i vostri (entrambi del 2010), Hoffman esordisce alla regia con un film che si può definire inglese a tutti gli effetti, non solo perché ambientato in Inghilterra (le scene che si svolgono all’esterno ci restituiscono la verde e meravigliosa campagna inglese), gli interpreti sono inglesi ed è una trasposizione di una pièce teatrale di Ronald Harwood (qui sceneggiatore) ma anche per il registro che Hoffman cerca di dare al lungometraggio: amalgamare un tono spensierato e semplice, tipico della commedia inglese, alle difficoltà della terza età.
Ci riesce grazie anche alla performance degli attori: la Smith carismatica e splendida in questo ruolo; la Collins che mescola dolcezza e tristezza; Connolly brillante in un vecchio dongiovanni sempre pronto a sedurre e Courtenay capace nel restituire al pubblico il suo orgoglio spezzato di marito. Una nota positiva va anche a Gambon abilissimo nel ruolo marginale di un uomo brontolone e perfezionista. In alcuni punti però il film scade nella semplicità e nei cliché: i battibecchi tra Reginald e Jean che sfociano invece in uno scontato e ritrovato amore e l’approfondimento marginale del motivo per cui Jean non vuole più cantare.
Tra i vari temi che trasmette la pellicola (l’età che avanza, i ricordi passati) spicca l’amore per la buona musica. Il regista adopera la musica lirica come una scenografia: la sentiamo sempre intorno a noi che sia essa diegetica o extradiegetica; la musica diventa un accompagnamento per i personaggi non perché, una volta, di essa ne facevano il loro mestiere ma perché è la ragione della loro vita, è ciò che li fa sentire vivi.
Ed è questo (la musica) uno dei punti forti, insieme alla maliziosa, intelligente e spiritosa recitazione degli attori, ad un montaggio senza pecche che ne fanno una briosa commedia inglese, un buon film e confermano Dustin Hoffman anche come regista preparato.
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gloin90
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domenica 19 maggio 2013
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hoffman e la commedia inglese
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Dietro la macchina da presa per la prima volta, l’attore cinematografico Dustin Hoffman riesce a dirigere, con impegno, semplicità e capacità, attori del calibro di Michael Gambon, Maggie Smith, Billy Connolly e Tom Courtenay, nel suo Quartet.
Tre cantanti di un quartetto operistico, Reginald Paget (Tom Courtenay), Wilf Bond (Billy Connolly), Cissy Robson (Pauline Collins) vivono in una casa di riposo per cantanti lirici. Sebbene sia il periodo in cui ci si debba preparare per il gran galà in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, la loro routine scorre abbastanza tranquilla: tra musica, croquet, animazione e passeggiate nell’enorme giardino della casa.
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Dietro la macchina da presa per la prima volta, l’attore cinematografico Dustin Hoffman riesce a dirigere, con impegno, semplicità e capacità, attori del calibro di Michael Gambon, Maggie Smith, Billy Connolly e Tom Courtenay, nel suo Quartet.
Tre cantanti di un quartetto operistico, Reginald Paget (Tom Courtenay), Wilf Bond (Billy Connolly), Cissy Robson (Pauline Collins) vivono in una casa di riposo per cantanti lirici. Sebbene sia il periodo in cui ci si debba preparare per il gran galà in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, la loro routine scorre abbastanza tranquilla: tra musica, croquet, animazione e passeggiate nell’enorme giardino della casa.
L’arrivo del quarto membro, Jean Horton (Maggie Smith), scombina i piani dell’organizzatore del galà, Cedric Livingstone (Michael Gambon) e riaffiorano dissidi e passati rancori con l’ex marito Reginald.
Dopo aver recitato nei recenti La versione di Barney e Vi presento i vostri (entrambi del 2010), Hoffman esordisce alla regia con un film che si può definire inglese a tutti gli effetti, non solo perché ambientato in Inghilterra (le scene che si svolgono all’esterno ci restituiscono la verde e meravigliosa campagna inglese), gli interpreti sono inglesi ed è una trasposizione di una pièce teatrale di Ronald Harwood (qui sceneggiatore) ma anche per il registro che Hoffman cerca di dare al lungometraggio: amalgamare un tono spensierato e semplice, tipico della commedia inglese, alle difficoltà della terza età.
Ci riesce grazie anche alla performance degli attori: la Smith carismatica e splendida in questo ruolo; la Collins che mescola dolcezza e tristezza; Connolly brillante in un vecchio dongiovanni sempre pronto a sedurre e Courtenay capace nel restituire al pubblico il suo orgoglio spezzato di marito. Una nota positiva va anche a Gambon abilissimo nel ruolo marginale di un uomo brontolone e perfezionista. In alcuni punti però il film scade nella semplicità e nei cliché: i battibecchi tra Reginald e Jean che sfociano invece in uno scontato e ritrovato amore e l’approfondimento marginale del motivo per cui Jean non vuole più cantare.
Tra i vari temi che trasmette la pellicola (l’età che avanza, i ricordi passati) spicca l’amore per la buona musica. Il regista adopera la musica lirica come una scenografia: la sentiamo sempre intorno a noi che sia essa diegetica o extradiegetica; la musica diventa un accompagnamento per i personaggi non perché, una volta, di essa ne facevano il loro mestiere ma perché è la ragione della loro vita, è ciò che li fa sentire vivi.
Ed è questo (la musica) uno dei punti forti, insieme alla maliziosa, intelligente e spiritosa recitazione degli attori, ad un montaggio senza pecche che ne fanno una briosa commedia inglese, un buon film e confermano Dustin Hoffman anche come regista preparato.
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emozioni2013
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mercoledì 15 maggio 2013
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ritorno alla poesia
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Questa sera ho assistito al ritorno di un cinema pieno di semplici radicate emozioni , una poesia che mi ha tolto il fiiato ,sospiravo davanti alle immagini di una location indovinata e artistica , attori di spessore , magia di ricordi ,sentimenti ,e rancori appassionati. Grazie , non esisteva un film così da tempo.
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mappa
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sabato 20 aprile 2013
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albert finney
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Ma siete sicuri che Albert Finney reciti in questo film (Quartet)?
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gabriella
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venerdì 29 marzo 2013
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dans le temps
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Il tempo è elastico perché dilatato dalla passione. ( Marcel Proust), lo sanno bene i vecchietti ospiti di un ospizio nella campagna inglese, quasi tutti ex cantanti lirici che trascorrono le loro giornate tra l’ascolto di musica, litigi e battibecchi, e qualche volta, con audaci proposte alla dottoressa del luogo; sempre meglio che ammuffire e passare il tempo davanti a una finestra o alla tv, aspettando che il sipario cali definitivamente. Per Jean e Reginald è un po’ una ricerca del tempo perduto, avendo avuto in passato un matrimonio lampo di sole nove ore, infatti dopo l’incontro iniziale, disponibile da parte della donna desiderosa di rappacificazione e i bronci di lui, tutto si sistema fino a coronare il loro sogno d’amore interrotto.
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Il tempo è elastico perché dilatato dalla passione. ( Marcel Proust), lo sanno bene i vecchietti ospiti di un ospizio nella campagna inglese, quasi tutti ex cantanti lirici che trascorrono le loro giornate tra l’ascolto di musica, litigi e battibecchi, e qualche volta, con audaci proposte alla dottoressa del luogo; sempre meglio che ammuffire e passare il tempo davanti a una finestra o alla tv, aspettando che il sipario cali definitivamente. Per Jean e Reginald è un po’ una ricerca del tempo perduto, avendo avuto in passato un matrimonio lampo di sole nove ore, infatti dopo l’incontro iniziale, disponibile da parte della donna desiderosa di rappacificazione e i bronci di lui, tutto si sistema fino a coronare il loro sogno d’amore interrotto.
Anche se a prima vista mi è sembrato quasi una stucchevole conclusione, ripensandoci, mi sono detta che in fondo il tempo per l’amore non ha età, fa bene il regista a “ esagerare”, a concedere, a non rassegnarsi all’avanzare degli anni e spiccare il volo, anche se con l’artrosi e la memoria che vacilla. E se per Proust la letteratura era la più alta forma della creazione umana, per i nostri arzilli vecchietti è la lirica, che sempre arte è e questa sopravvive a qualsiasi evento, è eterna , è lo stile eletto, è comunicazione, è la passione che rende la mente attiva, non sedentaria, è la possibilità di riafferrare antichi ricordi, antichi sapori ( la marmellata,o come per Proust il sapore delle madeleine).
Una nota a parte per gli attori, tutti molti bravi, tutti rigorosamente inglesi, per un film diretto da un americano che ha reso il tutto meno british di quello che poteva essere realmente.
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barone di firenze
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domenica 10 marzo 2013
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nostalgico
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La regia di Hoffman e la bravura degli attori inglesi come Maggie Smith e Albert Finney e tutti i comprimari, fanno si che il film sia godibile e ci dispiaccia quando finisce. Si vive il solito problema banale ma sempre attuale di: "Dalle stelle alle stalle" che porta al nostalgico declino chi è stato agli onori dei palcoscenici. Il regista e gli attori hanno caratterizzato egregiamente questa sit-commedy. Da vedere.
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alessanvan
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sabato 2 marzo 2013
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commedia deliziosa
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Quartet è una deliziona commedia dieretta dell'esordiente (alla regia) Dustin Hoffman ambientata in una casa di riposo dove risiedonoartisti una volta famosi soprattutto nel mondo dell'opera lirica. Antiche rivalità,vecchie questioni sentimentali non risolte fanno da sfondo alla preparazione dell'annuale gala molto importante sia perché la musica, l'opera lirica e il palcoscenico sono le uniche passioni che tengono in vita gli ospiti della casa, sia perché è l'ulima speranza per raccogliere gli introiti economici necessari per la sopravvivenza dell'isituto. La musica e l'opera diventano così quasi il tema centrale del film.
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Quartet è una deliziona commedia dieretta dell'esordiente (alla regia) Dustin Hoffman ambientata in una casa di riposo dove risiedonoartisti una volta famosi soprattutto nel mondo dell'opera lirica. Antiche rivalità,vecchie questioni sentimentali non risolte fanno da sfondo alla preparazione dell'annuale gala molto importante sia perché la musica, l'opera lirica e il palcoscenico sono le uniche passioni che tengono in vita gli ospiti della casa, sia perché è l'ulima speranza per raccogliere gli introiti economici necessari per la sopravvivenza dell'isituto. La musica e l'opera diventano così quasi il tema centrale del film. Ottila la parte dove Reginald cerca di spiegare l'opera ai giovani con un paragone tra opera e rap che però non è dell tutto fuori luogo come potrebbe sembrare all'inizio
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