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tonysamperi
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martedì 9 aprile 2013
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semplice ma efficace
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SULLA SCENEGGIATURA:
Remake di un film del 1966, dove il protagonista era interpretato dal grande Michael Caine.
L’idea di base è una ripicca del protagonista Harry Deane, nei confronti del capo Lionel Shabandar, con l’aiuto di PJ Puznowski e del maggiore.
In realtà la trama è più articolata di così, ma resta semplice e leggera, permettendo allo spettatore di godersi fluidamente la trama nei 90 minuti di cui consta.
La pellicola non è di grande spessore, la prima parte ci permette di delineare approssimativamente i personaggi principali. I dialoghi non sono ricchissimi, anzi piuttosto scarni e pieni di doppi sensi.
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SULLA SCENEGGIATURA:
Remake di un film del 1966, dove il protagonista era interpretato dal grande Michael Caine.
L’idea di base è una ripicca del protagonista Harry Deane, nei confronti del capo Lionel Shabandar, con l’aiuto di PJ Puznowski e del maggiore.
In realtà la trama è più articolata di così, ma resta semplice e leggera, permettendo allo spettatore di godersi fluidamente la trama nei 90 minuti di cui consta.
La pellicola non è di grande spessore, la prima parte ci permette di delineare approssimativamente i personaggi principali. I dialoghi non sono ricchissimi, anzi piuttosto scarni e pieni di doppi sensi.
Riescono bene alcune scene, qualche risata qui e lì.
Insomma più che un remake vero e proprio è una rivisitazione in versione demenziale dell’originale.
SUL CAST
Visto il calibro degli attori, questa pellicola è per loro una passeggiata, ognuno perfettamente inserito interpreta la sua parte ottimamente. Ma neanche loro riescono ad alzare il livello ad una pellicola che resta un semplice divertissement di un’ora e mezza.
SUL DOPPIAGGIO
Dario Penne (che tra l’altro oggi doppia Michael Caine) presta la sua voce per Alan Rickman, mentre Francesco Vairano, che per 8 anni era stato Severus Piton, ha doppiato Stanley Tucci.
Un ottimo Luca Biagini doppia Colin Firth, mentre Eleonora Deangelis, già doppiatrice di Jennifer Aniston, doppia Cameron Diaz.
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alessandro paladino
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venerdì 8 marzo 2013
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commedia deludente
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Un remake poco ben riuscito. La sceneggiatura scritta dai fratelli Cohen a tratti è divertente e si nota la loro "mano" sul prodotto, ma per il resto si perde in una delle solite e ripetitive commedie. Sono tante le scene in cui gli stereotipi forzati la fanno da padroni, e la mia sensazione era di aver appena sprecato 5 euro (per fortuna ho una promozione) che avrei potuto spendere per un film di maggiore sostanza. La regia è accettabile ma niente di particolramente esaltante, la storia in se parte discretamente e poi si perde nel nulla. Avevano pure un buon cast per valorizzare i personaggi ma il risultato non è stato soddisfacente. Un film che lascia l'amaro in bocca che consiglio di vederlo in un maniera alternativa, e di andare ad aprire il portafoglio per un film più decoroso.
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donni romani
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giovedì 7 marzo 2013
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una truffa per il regale colin firth
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Leggero, leggerissimo, ma anche molto ben recitato, molto divertente e molto centrato questo remake del "Gambit" con Michael Caine cui Colin Firth rende omaggio nella montatura degli occhiali, nella pettinatura e finanche in alcune espressioni. La trama, semplice e classica in un film del genere vede Harry Dean, esperto d'arte vessato da Lionel Shaband, eccentrico miliardario per cui lavora, organizzare una truffa per far credere all'odiato capo di essere in procinto di comprare un rarissimo quadro di Monet mentre invece si tratta di una copia confezionata da un amico di Dean, il Maggiore, voce fuori campo del film e autentico e flemmatico gentleman inglese d'altri tempi.
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Leggero, leggerissimo, ma anche molto ben recitato, molto divertente e molto centrato questo remake del "Gambit" con Michael Caine cui Colin Firth rende omaggio nella montatura degli occhiali, nella pettinatura e finanche in alcune espressioni. La trama, semplice e classica in un film del genere vede Harry Dean, esperto d'arte vessato da Lionel Shaband, eccentrico miliardario per cui lavora, organizzare una truffa per far credere all'odiato capo di essere in procinto di comprare un rarissimo quadro di Monet mentre invece si tratta di una copia confezionata da un amico di Dean, il Maggiore, voce fuori campo del film e autentico e flemmatico gentleman inglese d'altri tempi. Meno flemmatica è la texana PJ Puznowky che dovrebbe interpretare l'improbabile proprietaria del quadro e che finisce con essere il classico elemento di disturbo (l'americana rozza e confusionaria nella compassata società inglese è un'idea sfruttatissima ma funziona sempre). La truffa naturalmente non va come dovrebbe e le scene centrali del film sono sostenute dal grande carisma di Firth che si aggira per buoni venti minuti all'interno del Savoy di Londra in mutande con la regalità che ben gli conosciamo (senza balbuzie stavolta) e dalla verve di Cameron Diaz, di Alan Rickman e di Stanley Tucci che caratterizzano senza arrivare al caricaturale ma enfatizzando con solido mestiere i tratti grotteschi o comici dei loro personaggi. La sceneggiatura è dei fratelli Cohen che si sono divertiti a concepire scene ben oltre l'elegantemente brillante, scivolando qua e là su alcune situazioni forse fin troppo scontate, ma che sono anche riusciti a confezionare un prodotto- sicuramente di genere - che raggiunge il suo scopo perfettamente, intrattenere divertendo, dando modo agli attori di sfoderare il proprio talento e a noi spettatori di goderne il risultato per un'ora e mezzo di puro spasso.
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joaovieirapinto
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giovedì 7 marzo 2013
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molto carino.
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Nel complesso una commedia godibile. Buoni attori, buona scorrevolezza, qualche battuta.
4 stelle forse sono esagerate, ma viste le commedie Made In Italy che ci propinano ultimamente, è oro colato.
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lonely
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lunedì 4 marzo 2013
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due stelle e mezza!
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Una truffa con colpo di scena finale, commedia piacevole senza tante pretese!
Un buon film per farsi qualche risata e rilassarsi un po'.
Il cast di attori è impressionante, e tutti ovviamente molto bravi!
Sono rimasta impressionata dal fisico della Diaz, complimenti!
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santovito
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domenica 3 marzo 2013
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un capolavoro mancato
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il film è risultato piuttosto noioso (che per un film che vuole essere una commedia comica non è certo un ottima qualità)e alcuni punti della trama erano del tutto innaturali (basti pensare per chi lo ha visto quando il protagonista scappa dalla finestra e sotto non se ne accorge nessuno oppure il fatto che in una collezione di quadri di altissimo valore come guardia viene messo un leone).
A mio parere un capolavoro mancato la trama se gestita bene poteva essere ottima nonostante il protagonista sembri per 3/4 del film un personaggio fuori luogo.
A mio parere il film per non essere definito pessimo si salva solo nel finale con un effetto a sorpresa magnifico, sfiora la sufficenza appena ma non consiglierei a nessuno di guardarlo.
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il film è risultato piuttosto noioso (che per un film che vuole essere una commedia comica non è certo un ottima qualità)e alcuni punti della trama erano del tutto innaturali (basti pensare per chi lo ha visto quando il protagonista scappa dalla finestra e sotto non se ne accorge nessuno oppure il fatto che in una collezione di quadri di altissimo valore come guardia viene messo un leone).
A mio parere un capolavoro mancato la trama se gestita bene poteva essere ottima nonostante il protagonista sembri per 3/4 del film un personaggio fuori luogo.
A mio parere il film per non essere definito pessimo si salva solo nel finale con un effetto a sorpresa magnifico, sfiora la sufficenza appena ma non consiglierei a nessuno di guardarlo.
L'unica cosa positiva insieme al finale tuttavia è la grandissima capacità degli attori che salvano in parte il film
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jimmiv
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venerdì 1 marzo 2013
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nulla di che
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Come troppo spesso accade con queste tipologie di film, le scene più divertenti sono quelle del trailer.
Il film in se fa appena sorridere.
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sibyc
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giovedì 28 febbraio 2013
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un film che non diverte
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Un'altra delusione di film..neppure divertente x i ragazzi. Attori di un certo calibro sprecati.
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eugenio
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mercoledì 27 febbraio 2013
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un azzardo non riuscito
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Un'oretta e mezza al cinema in completo relax, cos’altro desiderare di più? Ecco allora che Hollywood ci viene incontro con l’ennesimo remake questa volta incentrato sul mondo della truffe d’arte dall’evocativo titolo: Gambit con l'affermata coppia Firth e Diaz rifacimento dell'oramai classica pellicola di metà anni '60 di Caine.
La pellicola descrive la solita truffa orchestrata da un curatore d'asta Dean (Firth) vessato dal suo capo, Lionel Shaband presidente di una famosa società e appassionato d'arte. Per vendicarsi dello spocchioso, Dean si fa aiutare da un imbrattatele che gli realizza un finto Monet e da una pepata cow-girl (Diaz) che vive in una roulotte con madre alcolizzata ai margini del Texas al cui interno fotografare la copia del dipinto.
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Un'oretta e mezza al cinema in completo relax, cos’altro desiderare di più? Ecco allora che Hollywood ci viene incontro con l’ennesimo remake questa volta incentrato sul mondo della truffe d’arte dall’evocativo titolo: Gambit con l'affermata coppia Firth e Diaz rifacimento dell'oramai classica pellicola di metà anni '60 di Caine.
La pellicola descrive la solita truffa orchestrata da un curatore d'asta Dean (Firth) vessato dal suo capo, Lionel Shaband presidente di una famosa società e appassionato d'arte. Per vendicarsi dello spocchioso, Dean si fa aiutare da un imbrattatele che gli realizza un finto Monet e da una pepata cow-girl (Diaz) che vive in una roulotte con madre alcolizzata ai margini del Texas al cui interno fotografare la copia del dipinto. Successivamente, il compito piu' difficile: convincere Shaband che quel dipinto è un originale e strappargli 12 milioni di sterline. Ma attenzione: niente è ciò che sembra. La vicenda va avanti tra tradimenti, imbrogli, alberghi di lusso e inviti a presentazioni di gala "particolari" con personaggi stereotipati e privi di smalto senza particolari faville.
Chi conosce il precedente film di Michael Caine praticamente sa già tutto ma il Gambit di Hoffman aggiunge quel livello di farsa e di grottesco di cui l'originale ne era sprovvisto. Diametralmente spaccato in due con la fastidiosa voce fuori campo di De Ambrosis (l'imbrattetele), Gambit ha il pregio di far sorridere in alcune scene azzeccate che hanno cuore nel lussuoso albergo dove si svolge la seconda parte: particolare quella di Firth che tenta di evadere dalla finestra dello sgabuzzino dove è stato accidentalmente chiuso dentro e a cui cadono i pantaloni dinanzi all'albergo rimanendo in mutande a venti metri di altezza su un cornicione .. per poi introdursi dalla finestra nella suite di una "vedova" nel momento in cui il receptionist bussa alla porta per consegnarle un invito a teatro oppure la scena del leone di guardia al dipinto che sembra tratta da "Hangover".
Generalmente allegro ma strutturalmente labile e privo di incisività, Gambit propone una coppia di stelle holloywoodiane dalle indubbie capacità (Firth nel "Discorso del re" era superbo, la Diaz, bè non credo abbia particolari capacità se non l'avvenenza cosa che nel film è ovviamente sottolineata con una scena in bikini), siano stati messi in una commedia anni ‘80 peggio di quelle che si recitavano sulla "febbre da cavallo" (che era un capolavoro nel suo genere), una farsa che non sembra neanche sceneggiata dai fratelli Cohen (che negli ultimi tempi hanno dimostrato di aver perso quello sprint difficilmente conquistato con "Non è un paese per vecchi").
I cliché ahimè abbondano e finiscono alla lunga per essere noiosi. Gambit si riduce a un calderone di nazionalità messe alla berlina nei loro "lati meno brillanti" , incapace di esprimersi con forza e capacità per essere pienamente convincente. La trama praticamente inconsistente e i dialoghi pieni di doppi sensi o eccessivamente verbosi (Firth ricorda l'Hanks di Ladykillers) non aiutano certo.
L'unico aspetto positivo è la leggerezza, la fluidità della seconda parte con un'accozzaglia di situazioni nonsense e la possibilità di fare un bel reset appena usciti di sala, operazione non difficile visto che le scene "interessanti" si contano sulle dita di una mano.
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zia abby
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mercoledì 27 febbraio 2013
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che film fiacco e senza ritmo!
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Mi aspettavo tantissimo da questo remake anche perchè il Trailer prometteva benissimo. La lista degli attori era anch'essa azzeccata e molto interessante ma il film è tutt'altra cosa. Sfilacciato e lungo nella prima parte tanto che ,onestamente, volevo andarmene al momento dell'intervallo. Fortunatamente nel secondo tempo le cose migliorano, c'è un po' più di ritmo anche se le incongruenze aumentano a livello esponenziale. I tempi non sono mai giusti, l'umorismo latita e la regia pure. Che dire? Non vale assolutamente il costo del biglietto. Un film da seconda serata in TV.
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