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titti
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lunedì 30 dicembre 2024
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film assoluto falso storico
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Pellicola colpevole di un enorme falso storico. E' completamente fuori contesto dalla realtà di Maria e dalle Sacre Scritture e anche dalla vita che Maria stessa ha svelato della sua vita a molti mistici tra cui la Hemnerick, la Valtorta, Maria d’Agreda, Cecilia Baij e via dicendo. Bisogna studiare la Scienza dello Spirito che e’ profondissima ed eterna. Nemmeno la maggior parte dei consacrati si incammina nella Scienza dello Spirito Divino. E’ un film pruriginoso adatto a questi tempi bui che infangano la Sacra Verità di Cristo prima di tutto poi Maria e la sua immensa e continua lode a Dio già dal seno materno. Lei sapeva tutto ha sempre saputo tutto ed e’ entrata all’età di 3 anni nel tempio e ne e’ uscita a 14.
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Pellicola colpevole di un enorme falso storico. E' completamente fuori contesto dalla realtà di Maria e dalle Sacre Scritture e anche dalla vita che Maria stessa ha svelato della sua vita a molti mistici tra cui la Hemnerick, la Valtorta, Maria d’Agreda, Cecilia Baij e via dicendo. Bisogna studiare la Scienza dello Spirito che e’ profondissima ed eterna. Nemmeno la maggior parte dei consacrati si incammina nella Scienza dello Spirito Divino. E’ un film pruriginoso adatto a questi tempi bui che infangano la Sacra Verità di Cristo prima di tutto poi Maria e la sua immensa e continua lode a Dio già dal seno materno. Lei sapeva tutto ha sempre saputo tutto ed e’ entrata all’età di 3 anni nel tempio e ne e’ uscita a 14. La storia e’ altra molto più alta , pura, divina ma inavvicinabile a chi e' fatto solo di terra. Trovo scandaloso anche che la Chiesa permetta questi falsi storici così distorti che possono portare moltitudini di persone completamente fuori dalla Verita' e dai Vangeli.
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theophilus
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giovedì 13 marzo 2014
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solo uno scherzo provocatorio
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MARY
Nuovo esempio di film nel film questo Mary, ambientato da Abel Ferrara in piccola parte nei luoghi che videro il breve svolgimento della vita di Gesù Cristo e nella sua quasi totalità negli Stati Uniti d’America.
Juliette Binoche impersona Maria Maddalena all’interno di una storia sulla vita di Cristo. In effetti, però, lei è Marie, attrice di cinema che viene talmente scossa dalla figura di Maddalena da rimanerne avvinta. Maddalena parla in lei e Marie subisce una trasformazione interiore che l’allontana dal suo mondo. Ferrara potrebbe già subito alludere qui – forse con fare irridente – alla sua persona che ha preso le distanze da Hollywood e ha fatto ricorso a capitali privati italiani, francesi e americani per rientrare nel mondo del cinema, dopo il silenzio di quattro anni che aveva seguito R-Xmas (Ilnostro Natale, 2001).
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MARY
Nuovo esempio di film nel film questo Mary, ambientato da Abel Ferrara in piccola parte nei luoghi che videro il breve svolgimento della vita di Gesù Cristo e nella sua quasi totalità negli Stati Uniti d’America.
Juliette Binoche impersona Maria Maddalena all’interno di una storia sulla vita di Cristo. In effetti, però, lei è Marie, attrice di cinema che viene talmente scossa dalla figura di Maddalena da rimanerne avvinta. Maddalena parla in lei e Marie subisce una trasformazione interiore che l’allontana dal suo mondo. Ferrara potrebbe già subito alludere qui – forse con fare irridente – alla sua persona che ha preso le distanze da Hollywood e ha fatto ricorso a capitali privati italiani, francesi e americani per rientrare nel mondo del cinema, dopo il silenzio di quattro anni che aveva seguito R-Xmas (Ilnostro Natale, 2001).
Matthew Modine è Tony. Egli ha girato il film, impersonando anche la parte di Cristo, allettato dal successo economico della pellicola di Mel Gibson, The Passion of the Christ (La passione di Cristo, 2004). Ma la figura preminente dell’intera storia è quella di Ted (Forest Whitaker), conduttore di un programma televisivo che indaga sulla figura di Cristo. Egli viene naturalmente in contatto col nuovo film, presentato proprio in quei giorni negli Stati Uniti.
Tony (Abel Ferrara) avvalora alcuni dei temi che sono stati divulgati nel fortunatissimo Da Vinci code di Dan Brown, presentando la figura di Gesù così come ci viene tramandata dai vangeli apocrifi. Maddalena, poi, non è una peccatrice e una prostituta, ma addirittura discepolo prediletto del Nazareno. Il quadro che ne deriva è quello di un possibile Cristo senza Chiesa, alla cui parola ugualmente convertirsi.
Non c’è parso che l’importanza rivoluzionaria di un’impostazione di questo tipo sia stata sostenuta da un’adeguata forza narrativa o da un credibile struggimento spirituale. Non si va oltre generiche esternazioni, superficialmente suggestive. Quando, ad esempio, vediamo Marie all’interno di un gruppo religioso a Gerusalemme, mentre si sta commemorando l’ultima cena. Nel momento in cui viene spezzato il pane, un’esplosione squarcia l’edificio e nello stesso istante, in un ospedale americano, il figlio neonato di Ted, tenuto dentro un’incubatrice, sembra non farcela a sopravvivere. O la scena finale, in cui Ted si prostra davanti a Dio e alla moglie impegnandosi ad una dedizione eterna e totale, in ringraziamento per la raggiunta salvezza della donna e del figlio.
Sono echi un po’ telefonati, più collegabili ad una necessità psicologica che non rivelatori di una vera catarsi che si dispieghi inevitabile ed invincibile davanti ai nostri occhi.Non vi abbiamoritrovato l’approccio tormentato al tema del peccato e del riscatto da esso, proprio dei momenti migliori del regista americano.
La nostra impressione è stata invece che Ferrara non sia stato in grado qui di fare niente di più che scherzare provocatoriamente con il sacro: forse un ripiegamento scettico o autoironico, derivante da una impasse etica, il suo. Non vogliamo stigmatizzare con fare moralistico questa sua propensione, non sta a noi farlo. Rileviamo tuttavia che, dal punto di vista della riuscita cinematografica, Mary è ben lontano dalla pregnanza drammatica di un film quale The funeral (Fratelli, 1996) o dalle qualità visionarie di The addiction (1994) e The Bad Lieutenant (Il cattivo tenente, 1992).
Enzo Vignoli,
26 febbraio 2006.
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tonisciallo
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giovedì 29 ottobre 2009
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abel ferrara cerca dio e lo trova nel pubblico
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Mary di Abel Ferrara è un film inteliggente basato su un perfetto equilibrio di fede-non fede.
La trama si basa sulla creazione di un film che parla della storia di Gesù Cristo vista dall' ottica di un regista che vuole dare scandalo cercando solo un profitto personale ,sfruttando al massimo sia persone che polemiche per puro lucro.
Questo da inizio a una serie di reazione a catena, coinvolgendo tutte le persone vicine alla pellicola,prima su tutte l ' attrice che interpreta Maddalena(Juliette Binoche) che non riuscendo ad uscire dalla parte interpretata decide di lasciare la sua vita ed il suo successo per andare a vivere a Gerusalemme.Mentre Forest Whiteaker interpreta , egreggiamente, la parte di un conduttore televisivo di un programma culturale , dove durante una settimana dedicata alla vita di Cristo la sua vita personale sarà messa duramente alla prova.
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Mary di Abel Ferrara è un film inteliggente basato su un perfetto equilibrio di fede-non fede.
La trama si basa sulla creazione di un film che parla della storia di Gesù Cristo vista dall' ottica di un regista che vuole dare scandalo cercando solo un profitto personale ,sfruttando al massimo sia persone che polemiche per puro lucro.
Questo da inizio a una serie di reazione a catena, coinvolgendo tutte le persone vicine alla pellicola,prima su tutte l ' attrice che interpreta Maddalena(Juliette Binoche) che non riuscendo ad uscire dalla parte interpretata decide di lasciare la sua vita ed il suo successo per andare a vivere a Gerusalemme.Mentre Forest Whiteaker interpreta , egreggiamente, la parte di un conduttore televisivo di un programma culturale , dove durante una settimana dedicata alla vita di Cristo la sua vita personale sarà messa duramente alla prova.Whiteaker , persona senza un credo preciso si troverà in balia della vita, senza sapere a chi chiedere aiuto cadendo sempre più in basso fino a che cercherà per la prima volta nella vita aiuto in Dio.
Le storie personali dei tre protagonisti si intrecceranno in uno strano destino dando vita a uno scontro tra l' io e Dio , tra fede e razionalità.
Abel Ferrara riesce a far pensare profondamente, scuote sia il credente che l' ateo aprendo quesiti nobili a cui il film, propositamente, non da risposte chiare e in questo caso l essere ermetico è un punto a favore che da spazio al libero arbitrio di ognuno noi.....Ferrara cerca Dio e lo trova dentro il pubblico
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agostino
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giovedì 14 agosto 2008
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grande
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Grande film, bellissimo! Grande Abel e grande Forrest!
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angela cinicolo
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venerdì 18 aprile 2008
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abel, king of n.y.
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Non è più un outsider, Ferrara: la scelta preterintenzionale di una tematica scomoda, che ha fatto la fortuna dei best seller Gibson e Brown, colloca tra gli autori che tradiscono le disilluse aspettative dei suoi aficionados un cineasta che s'addentrava e ci addentrava con la suspense necessaria nei sobborghi metropolitani e nei ghetti rissosi di New York. Mary è il tentativo ambizioso di una contaminazione che, filtrata da un usitato integralismo religioso, con tutti i grumi moralistici postumi dell'11 settembre -sic!-, risulta un'accozzaglia alla stregua di Magnolia in cui solo i toni commoventi e strazia(n)ti dell'ultimo Eastwood limitano i danni di scene che rasentano le paranoie soporifere dell'affannata, e inconcreta, ricerca del confine tra sacro e profano.
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m
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sabato 17 febbraio 2007
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4 stelle??
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Ma com'è possibile che vengano date 4 stelle a questo film inutile, noioso, incomprensibile, ecc.... Mentre altri film bellissimi hanno o 3 stelle?
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ricky j.l.
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sabato 13 gennaio 2007
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abel/caino
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(Non) è certo il solito Ferrara senza Nik St.John, ma è sempre in forma.
Non voglio nemmeno immaginare il caos delle riprese di questo film, ma poi il risultato è ottimo. Il suo capolavoro rimane il cattivo tenente o (a seconda dei gusti) Fratelli, (un film che poteva fare il Papa ha detto Ferrara in una intervista). L'ho visto molti mesi fa e ora spero stia lavorando al prossimo sulle gogo dolls.
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nerofelix
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giovedì 27 luglio 2006
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film inutile
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E' un film mediocre, abbastanza insignificante, privo di qualsiasi lusinga. Finge intellettualismo ma ricicla cose dette e ridette, ingurgitate e già digerite. Mi sorprende il giudizio della critica (che ovviamente rispetto), ma davvero non riesco a vedere (se non nel tipico approccio documentaristico alla Ferrara) alcun segno di novità o di pregio. Pellicola certamente realizzata a bassissimo costo... ma questo non implicherebbe nulla... peccato che alla povertà dei mezzi si sia aggiunta anche quella di idee. Con qualche forzatura ed enfasi di troppo (che mal si concilia con l'atmosfera scabra che lo caratterizza), lo definirei sostanzialmente "un esercizio mancato". Insufficiente.
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tore
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martedì 18 luglio 2006
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mary
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Un vero capolavoro capace di suscitare emozioni nuove ma soprattutto interesse ad intraprendere una seria ricerca su tante cose che si danno come al solito per scontate ma che invece non si conoscono mai abbastanza.
Interessante è soprattutto la chiave di lettura che ne esce nel rapporto che Gesù ha con Maria.
Per chi cerca veramente qualcosa è un film veramente da non perdere
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paolo massa
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sabato 15 aprile 2006
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mary tra peccato e redenzione
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Una storia corale, tre personaggi ognuno alla ricerca di un proprio equilibrio, che sia il successo, la famiglia, il piacere, la fede, al centro dell’ultimo, radicale film di Abel Ferrara: “Mary”. Tony Childress, regista controverso, di ritorno dal Medio-Oriente dove ha finito di girare la sua pellicola, “This is my blood”, incentrata sulla vita di Gesù Cristo e sul suo rapporto con Maria Maddalena; Marie Palesi (una delicata Juliette Binoche), attrice di gran talento, interprete della figura di Maddalena nel film di Childress, in preda a una crisi mistica che la porterà lungo le strade di una Gerusalemme in stato di guerra; Ted Younger (un intenso Forest Whitaker), giornalista televisivo di New York, conduttore di un programma sulla parabola esistenziale di Gesù e in piena crisi coniugale con la giovane moglie incinta.
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Una storia corale, tre personaggi ognuno alla ricerca di un proprio equilibrio, che sia il successo, la famiglia, il piacere, la fede, al centro dell’ultimo, radicale film di Abel Ferrara: “Mary”. Tony Childress, regista controverso, di ritorno dal Medio-Oriente dove ha finito di girare la sua pellicola, “This is my blood”, incentrata sulla vita di Gesù Cristo e sul suo rapporto con Maria Maddalena; Marie Palesi (una delicata Juliette Binoche), attrice di gran talento, interprete della figura di Maddalena nel film di Childress, in preda a una crisi mistica che la porterà lungo le strade di una Gerusalemme in stato di guerra; Ted Younger (un intenso Forest Whitaker), giornalista televisivo di New York, conduttore di un programma sulla parabola esistenziale di Gesù e in piena crisi coniugale con la giovane moglie incinta. Insomma, tanta carne a cuocere per un film intenso e spigoloso, dove ogni tentativo di comprensione può infrangersi contro il muro dei dubbi esistenziali. Ed è su questo tappeto di incertezze che scorrono senza tregua le vicende dei tre personaggi, vittime di un mondo in sfacelo, tra ventate secolarizzanti e fumi di guerra: ottimo, a tal proposito, il sagace “parallelismo scenografico” tra una New York in balia di gang criminali, odio etnico, materialismo grezzo sintomo di una società indifferente ed egoista, ed una Gerusalemme ad alto tasso di spiritualità, pervasa da un profondo credo religioso, simboleggiato dall’incessante preghiera al cospetto del “muro del pianto”. Ma anche nella culla della fede totalizzante, movente di ogni singola azione umana, non c’è pace che tenga: è il rombo delle bombe, infatti, ad interrompere quotidianamente il quieto vivere di quella terra, sospesa tra bene e male ormai dal lontano 1948, anno di nascita dello Stato d’Israele. Ecco perché “Mary” è un film imprescindibile per chiunque voglia tentare, seppur minimamente, di dare un senso compiuto alla vita che ci circonda; è un film che lascia l’amaro in bocca, che spinge ad una riflessione, ad un’azione, ad un cambiamento; è un film che parla di peccato e redenzione, vita e morte, infedeltà e fedeltà, sopravvivenza ed esistenza, dove ogni personaggio necessita di un’espiazione, dove ognuno la cerca a suo modo, se riesce a trovarla.
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