|
giuyseppe castaldo
|
giovedì 17 maggio 2012
|
grande interesse
|
|
|
|
Il film mi e piaciuto molto Desidero sapere il titolo e l autore del pezzo musicale che si trova alla fine .
|
|
|
[+] lascia un commento a giuyseppe castaldo »
[ - ] lascia un commento a giuyseppe castaldo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marilla
|
lunedì 6 febbraio 2012
|
"chi rompe non paga e i cocci non sono i suoi"
|
|
|
|
I temi di Henry James sono piuttosto costanti, anche se riproposti con sfumature, meccanismi e analisi psicologiche variamente sfaccettate. The Golden Bowl (La coppa d’oro) li ripresenta dunque: il contrasto fra l’America innocente e rozza e l’Europa corrotta e sofisticata, i rapporti di coppia e la ricerca della felicità, il soffocamento delle pulsioni da parte delle convenzioni sociali, etc. etc. Ma qui parliamo del film. E Ivory è sempre Ivory: il che, per molti, diventa paradossalmente un difetto. Tuttavia, oltre alle solite osservazioni sulla sua strabiliante perfezione ed eleganza nella ricostruzione delle locations e dei costumi (che in questo film sono veramente raffinatissimi, e certo in anticipata competizione con quelli altrettanto strepitosi dell’Età dell’Innocenza di Scorsese – costumi per cui l’ideatrice italiana ha vinto un Oscar), oltre a alle solite osservazioni sulla sua regia, meticolosissima nei tempi e attenta alle prestazioni degli attori, quel che mi ha colpito del film è Uma Thurman, la cui interpretazione è di grande spessore e modernità (nel senso di complessità, evitando quindi la resa “tagliata con l’accetta”): il suo è un personaggio difficile.
[+]
I temi di Henry James sono piuttosto costanti, anche se riproposti con sfumature, meccanismi e analisi psicologiche variamente sfaccettate. The Golden Bowl (La coppa d’oro) li ripresenta dunque: il contrasto fra l’America innocente e rozza e l’Europa corrotta e sofisticata, i rapporti di coppia e la ricerca della felicità, il soffocamento delle pulsioni da parte delle convenzioni sociali, etc. etc. Ma qui parliamo del film. E Ivory è sempre Ivory: il che, per molti, diventa paradossalmente un difetto. Tuttavia, oltre alle solite osservazioni sulla sua strabiliante perfezione ed eleganza nella ricostruzione delle locations e dei costumi (che in questo film sono veramente raffinatissimi, e certo in anticipata competizione con quelli altrettanto strepitosi dell’Età dell’Innocenza di Scorsese – costumi per cui l’ideatrice italiana ha vinto un Oscar), oltre a alle solite osservazioni sulla sua regia, meticolosissima nei tempi e attenta alle prestazioni degli attori, quel che mi ha colpito del film è Uma Thurman, la cui interpretazione è di grande spessore e modernità (nel senso di complessità, evitando quindi la resa “tagliata con l’accetta”): il suo è un personaggio difficile. In realtà potrebbe essere una semplice sfascia famiglie….e qui sta invece la bravura della Thurman e di Ivory: rispettare e rendere lo spirito di James. Nella sua ostinata determinazione, nella sua frenesia (sì, direi proprio frenesia amorosa) non riesce a risultare odiosa, quanto piuttosto complessa, e suscitare profonda compassione. Di contro la “povera” e ingenua Maggie, nel suo percorso di abbandono delle illusioni e di crescita, è decisamente perfida. Ivory riesce a cogliere perfettamente la lezione di James: coloro che sembrerebbero candidi (come la “candida” May dell’Età dell’innocenza d’altronde, e non dimentichiamo che Edith Warthon, autrice del romanzo, era ammiratrice e allieva di James..), coloro che sembrano “candidi” dicevamo, sono in realtà i carnefici più spietati, proprio perché il loro candore è perfettamente aderente e in simbiosi con le convenzioni. I guastafeste invece, nel loro impulso e nella loro coerenza con le loro aspirazioni, vengono irrimediabilmente stritolati dalle maglie del sociale che, nel ferreo ristabilimento degli equilibri, creano altrettanti e ben più gravi squilibri. Insomma…il vaso sbeccato (o, in questo caso, la più elegante e crinata coppa bizantina in cristallo e oro) è forse meglio di quello intatto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marilla »
[ - ] lascia un commento a marilla »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rescart
|
domenica 12 settembre 2010
|
monumento all'etica del lavoro
|
|
|
|
Il futuro si affaccia dalle soglie di un passato che ha sempre visto una classe dirigente parassitaria di nobilii e re dare libero libero sfogo alle loro passioni più bestiali, punendo con ferocia i tradimenti veri o presunti tali.
Ma la nuova America, di cui l'American city in fieri è il prototipo, sarà diversa. Lo diceva anche Gramsci in "Americanismo e fordismo", Quaderno 12; e allora c'è proprio da crederci!
Alla salute di Rossano Rubicondi, che in questo film è il primo in ordine di apparizione, non ancora sbarcato in Italia come partecipante prima e conduttore poi dell'Isolda di famosi, ma già conosciuto in America come secondo sposo della ricca eriditiera Ivana Tramp.
E intanto in America sbarca Simona Ventura che con "Somewhere" partecipa alla vittoria di Sofia Coppola al Festival di Venezia 2010.
|
|
|
[+] lascia un commento a rescart »
[ - ] lascia un commento a rescart »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco2
|
domenica 26 luglio 2009
|
cos'è l'estetica di ivory?
|
|
|
|
Secondo quanto sostengono alcuni,l'estetica di questo signore del "Cinema al pasticcino"è la stessa dei serials televisivi:ogni immagine non "Contiene"qualcosa, rimanda alla successiva senza aggiungere(Questo era il giudizio dello scomparso Buccheri).E' una valutazione così severa?Se ci limitiamo alla prima parte di quest'opera, non mi sembra.Se lo scopo del regista è che la sequenza iniziale(E non solo quella, anche altre "Rappresentazioni")introducano ognuna una parte del film, beh per far questo occorre una capacità di leggere e ca(R)pire i propri personaggi,ciosa che qui, almeno, non sembra il suo forte.Quando avviene e se avviene, sempre limitandosi(Almeno) al primo tempo, il merito e degli attori, compresa la molto brava Beckinsale che si trova davvero a suo agio in questo ruolo,per quanto sia diventata famosa con "Pearl Harbor" ma anche con film sui vampiri.
[+]
Secondo quanto sostengono alcuni,l'estetica di questo signore del "Cinema al pasticcino"è la stessa dei serials televisivi:ogni immagine non "Contiene"qualcosa, rimanda alla successiva senza aggiungere(Questo era il giudizio dello scomparso Buccheri).E' una valutazione così severa?Se ci limitiamo alla prima parte di quest'opera, non mi sembra.Se lo scopo del regista è che la sequenza iniziale(E non solo quella, anche altre "Rappresentazioni")introducano ognuna una parte del film, beh per far questo occorre una capacità di leggere e ca(R)pire i propri personaggi,ciosa che qui, almeno, non sembra il suo forte.Quando avviene e se avviene, sempre limitandosi(Almeno) al primo tempo, il merito e degli attori, compresa la molto brava Beckinsale che si trova davvero a suo agio in questo ruolo,per quanto sia diventata famosa con "Pearl Harbor" ma anche con film sui vampiri.Il rapporto tra la Thurman e l'amante, in compenso, è sostanzialmente una roba da feuilleton, né aggiungono molto le sequenze dove Nolte si confronta con la stessa Thurman: un "Ritratto di famiglia in un interno" che incanta(In maniera diversa da uno Zeffirelli) più che comunicare qualcosa.
La seconda parte vorrebbe essere un pò diversa, giocando sul rapporto tra il regalo"Incrinato" e le difficoltà nella relazione matrimoniale.In parte ci riesce, mantenendo però il film nella sua superficialità di fondo e regalandoci(Si fa per dire) scene come il confronto finale tra le due attrici(Davvero necessario?)ed una scena finale che documenta l'arrivo in America dei protagonisti,manifesto "Formale" (Appunto) dell'eleganza un pò vuota di quest'opera.
Qualcuno potrebbe obiettare che il vero significato è la ricomposizione della coppia dopo la relazione tra il protagonista e la Thurman.Ma basta a salvatre il film?
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lucy
|
giovedì 10 gennaio 2008
|
capolavoro
|
|
|
|
|
|
|
|
[+] lascia un commento a lucy »
[ - ] lascia un commento a lucy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|