Umanità

Un film di Elvira Giallanella. Muto, durata 35' min. - Italia 1919.
Le giornate del cinema muto

Recentemente ritrovato presso l'archivio della Cineteca Nazionale e restaurato per iniziativa di un'associazione femminista, Umanità è un film che non si può esitare a definire unico e che dimostra quanto di imprevedibile possa ancora riservare l'esplorazione di un territorio tradizionalmente trascurato come quello rappresentato dal cinema delle donne. Tutto ciò che si sa di Elvira Giallanella è che i suoi primi contatti con il cinema risalgono al 1913, quando insieme ad Aldo Molinari firma l'atto costitutivo della Vera Film di Roma. A questa società si deve nel 1913 la produzione di Mondo baldoria, film di ispirazione futurista (liberamente tratto dal manifesto Il controdolore di Aldo Palazzeschi) che subisce il boicottaggio della censura e viene sconfessato dallo stesso Marinetti in un testo intitolato Gli sfruttatori del Futurismo.Nel 1920, un articolo apparso su La Rivista del Cinematografo ci informa che “la signorina Elvira Giallanella, che diede prova di intelligenza e di gusto artistico e di sani criteri commerciali” alla Vera Film, ha fondato a Roma la Liana Film “con un vasto programma di lavoro, che comprende grandi films di intreccio o di ricostruzione storica e films per bambini, le quali saranno interpretate da bambini”. Ma di questo “vasto programma, l'unico titolo a vedere la luce sembra essere Umanità, una singolare allegoria di ispirazione pacifista i cui protagonisti sono appunto due fratellini, Tranquillino e Serenetta.Lo spunto del film è fornito da un racconto per ragazzi di Vittorio Bravetta intitolato Tranquillino dopo la guerra vuol ricreare il mondo… nuovo, un componimento in versi impreziosito da splendide illustrazioni a colori di Golia. Presentato come un lavoro “umoristico-satirico-educativo”, il film si apre nella camera da letto in cui riposano Tranquillino e Serenetta. Nella notte i piccoli si alzano e mentre la bambina va a rubare nel vaso della marmellata, il maschietto si dedica alle sigarette di papà. Il fumo provoca a Tranquillino un sogno angoscioso: il mondo è stato distrutto da una terribile guerra e a lui tocca il compito di rifarlo. Le scene successive mostrano i bambini aggirarsi all'interno di un paesaggio spettrale, pieno di rovine e senza più tracce di vita umana. Nel suo tentativo di ricreare il mondo, Tranquillino scopre di avere in sé la stessa pulsione distruttiva che ha portato l'umanità alla rovina. Alla fine, disperati e impauriti, i piccoli cercano conforto nella preghiera e trovano rifugio tra le braccia di un Dio barbuto.Girato all'indomani del primo conflitto mondiale, Umanità è un caso forse unico di uso del cinema da parte di una donna per testimoniare la sua ferma condanna di tutte le guerre. Le finalità pedagogiche dell'operazione rendono il film ancor più interessante. Infatti, benché il titolo non compaia negli elenchi della censura e non sia mai menzionato nelle riviste d'epoca, non si può escludere che Umanità abbia potuto circolare all'interno di circuiti non commerciali, come scuole, strutture educative e ricreative ecc. Un ultimo mistero collegato al film riguarda l'insospettabile passato pacifista di Vittorio Emanuele Bravetta, fascista della prim'ora, meglio noto per aver firmato il testo della canzone Giovinezza! Giovinezza!, che nel 1922 fu la colonna sonora della “Marcia su Roma”. - MONICA DALL'ASTA

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