|
|
giusavvo
|
mercoledì 21 marzo 2012
|
dedicato alla sig,ra luana
|
|
|
|
Gentile Signora,
con fras meno ellittica confermo il commento da Lei criticato.
Soggiungo, inoltre, che essere profondi di pensiero è una cosa diversa dall'essere oscuri nell'esprimersi.
I veri pensatori, sia essi letterati sia essi filosofi o altro, sono chieri e piani nell'eloquio, In genere, la complessità dell'eloquio cela pochezza di pensiero come diceva il buon Eraclito ( mi consenta la citazione ad autoritatem)
Cordialità
[+] giusavvo
(di luana)
[ - ] giusavvo
|
|
|
[+] lascia un commento a giusavvo »
[ - ] lascia un commento a giusavvo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paride86
|
giovedì 15 marzo 2012
|
bello
|
|
|
|
Film intellettuale e diverso dai precedenti di Cronenberg, "A dangerous method" racconta, in maniera moderatamente romanzata, il triangolo personale e filosofico tra Freud, Jung e Sabina Spielrein.
Bravi gli attori, buona la sceneggiatura. Pecca forse di freddezza, ma sostanzialmente è un buon film, molto sottovalutato al Festival di Venezia 2011.
|
|
|
[+] lascia un commento a paride86 »
[ - ] lascia un commento a paride86 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nuna83
|
domenica 19 febbraio 2012
|
la storia al cinema
|
|
|
|
"Talvolta bisogna compiere qualcosa di imperdonabile per continuare a vivere!" ecco questa frase esprime appieno quello che è il senso del film.
Anche se è stato molto criticato a me è piaciuto molto questo film (visto che Freud l'avevo studiato al liceo e poi abbandonato per altri tipi di studi), da una persona come me che non conosceva gli intrighi e le amicizie/passioni di questi due grandi uomini capostipiti della psicanalisi moderna.
3 stelle per A Dangerous Method anche per l'interpretazione della bravissima Keira.
|
|
|
[+] lascia un commento a nuna83 »
[ - ] lascia un commento a nuna83 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
chaoki21
|
martedì 14 febbraio 2012
|
talvolta bisogna compiere qualcosa di imperdonabil
|
|
|
|
Un film affascinante dove viene analizzata in prima persona la figura Freud,Jung nei confronti della loro paziente Sabina Spielrein.Un ritratto a livello storico fatto molto bene dove il grande maestro del sogno e dell'incubo David Cronenberg riesce a trarre un discorso pscicologico ma allo stesso tempo poetico.
|
|
|
[+] lascia un commento a chaoki21 »
[ - ] lascia un commento a chaoki21 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
g_andrini
|
sabato 28 gennaio 2012
|
bel film!
|
|
|
|
Direi che mi è piacuto. Bravissima l'attrice che interpreta la paziente poi psicologa anch'essa. Bravi anche gli interpreti maschili. Sicuramente è un "viaggio" nel mondo della psicanalisi, di buona qualità.
|
|
|
[+] lascia un commento a g_andrini »
[ - ] lascia un commento a g_andrini »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
archipic
|
mercoledì 25 gennaio 2012
|
corposo e didascalico
|
|
|
|
Devo dire che il giudizio da dare a questa pellicola è senz'altro molto positivo. Mi astengo dai paragoni con i precedenti lavori del regista; per me ogni film è una storia a sè.
Solida e corposa la sceneggiatura, arricchita da dialoghi molto ben scritti, e correttamente didascalica riguardo la storia e gli intrecci realmente accaduti tra i tre protagonisti.
Più incentrato sul rapporto tra i due padri fondatori della psicoanalisi che su quello tra Jung e la Spielrein (che qui è trattato più come conseguenza logica dell'evolversi delle diverse teorie) il film si dipana molto bene anche attraverso le ottime interpretazioni degli attori (ho apprezzato in particolar modo quella di Michael Fassbender, uno Jung davvero molto ben rappresentato).
[+]
Devo dire che il giudizio da dare a questa pellicola è senz'altro molto positivo. Mi astengo dai paragoni con i precedenti lavori del regista; per me ogni film è una storia a sè.
Solida e corposa la sceneggiatura, arricchita da dialoghi molto ben scritti, e correttamente didascalica riguardo la storia e gli intrecci realmente accaduti tra i tre protagonisti.
Più incentrato sul rapporto tra i due padri fondatori della psicoanalisi che su quello tra Jung e la Spielrein (che qui è trattato più come conseguenza logica dell'evolversi delle diverse teorie) il film si dipana molto bene anche attraverso le ottime interpretazioni degli attori (ho apprezzato in particolar modo quella di Michael Fassbender, uno Jung davvero molto ben rappresentato).
Eccellente la fotografia; Peter Suschitzky ci regala magnifici scorci naturali e riesce a dare alla storia le giuste colorazioni e luci che molto ben si adattano e partecipano alla comunicazione del necessario pathos di alcune sequenze.
La regia mi è sembrata misurata ed adeguata alla tipologia della narrazione.
Insomma, un bel film.... a me è piaciuto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a archipic »
[ - ] lascia un commento a archipic »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
the mikemaister
|
martedì 17 gennaio 2012
|
a dangerous movie
|
|
|
|
La trama del film è la stessa che si può leggere in poche righe su un qualsivoglia libro di storia: La nascita del rapporto Jung-Freud, lo svilupparsi della relazione e il declino della medesima, il tutto inframezzato dalla presenza bella Spielrein, il lato soap di una storia che ha mutato indissolubilmente il pensiero della psicoanalisi.
Il lungometraggio parte forte: una ottima keira Kinghtley interpreta la convulsa e traumatizzata Spielrein; nonostante la terapia, nonostante la relazione col dottor Jung e nonostante gli studi di medicina, che occupano gran parte della sua mente, gli attacchi di panico, i morsi allo stomaco che la affliggono dall’inizio della sua malattia ci saranno imperturbabili fino alla fine dello sceneggiato con intensità decrescente, quasi a voler supportare allegoricamente la convinzione immanentistica freudiana secondo il quale noi siamo ciò che siamo, senza aver possibilità di diventare il cambiamento che desidera la nostra immaginazione.
[+]
La trama del film è la stessa che si può leggere in poche righe su un qualsivoglia libro di storia: La nascita del rapporto Jung-Freud, lo svilupparsi della relazione e il declino della medesima, il tutto inframezzato dalla presenza bella Spielrein, il lato soap di una storia che ha mutato indissolubilmente il pensiero della psicoanalisi.
Il lungometraggio parte forte: una ottima keira Kinghtley interpreta la convulsa e traumatizzata Spielrein; nonostante la terapia, nonostante la relazione col dottor Jung e nonostante gli studi di medicina, che occupano gran parte della sua mente, gli attacchi di panico, i morsi allo stomaco che la affliggono dall’inizio della sua malattia ci saranno imperturbabili fino alla fine dello sceneggiato con intensità decrescente, quasi a voler supportare allegoricamente la convinzione immanentistica freudiana secondo il quale noi siamo ciò che siamo, senza aver possibilità di diventare il cambiamento che desidera la nostra immaginazione. Ed è qui che si inserisce la figura del dr. Jung, la proiezione cinematografica del nostro Cronenberg: Jung è speranza, scoperta e positività, Jung è l’allievo ribelle di un Freud che ci viene prospettato come il più classico degli antagonisti Disney, scorbutico, saccente, imperturbabile e calcolatore. Come in ogni favola, il nostro eroe (Jung) sarà più volte messo alla prova affinché possa consacrarsi definitivamente, ma ahimè fallisce miserevolmente ogni prova: è bastato Otto Gross (Vincent Cassel), uomo impudico ed adultero, a far vacillare la fermezza e la professionalità del nostro dottore preferito, facendolo inciampare nel rapporto extraconiugale con la Spielrein, un fallimento civile, etico e professionale, quanto vi sia di più abietto nei confronti della moralità.
È un trionfo della decadenza.
Ma non tutto è perduto, c’è il lato soap a far sperare lo spettatore: l’amore tra i nostri protagonisti; non ci interessa quanto sia immorale, scorretto, meschino ed ingiusto, l’amore mette a tacere ogni forma di ostilità… ma anche l’amore fallisce: un amore nato da un rapporto corrotto, le cui fondamenta sono la malattia e la sodomia, la ninfomania e la gelosia, non può non sfociare se non in un catastrofico fallimento emotivo. Qui il tocco di classe, un touche allo spettatore: l’amore diventa trascendentale, si confina in quell’iperuranio platonico che lo consacrerà immortale. Non più carne, non più sesso, non più seduzione o malizia, l’amore diventa immortale, l’amore diventa idea… infondo, si può dire che l’amore abbia vinto no?!
Emblematica la scena dell'abbracio sulla barca tra Jung e Spielrein, allegoria della solitudine in un mare di etica moralità.
Le carte per fare un buon film ci sono tutte: cast ottimale, trama intrigante, regista con gli attributi. Eppure questo film lascia l’amaro in bocca allo scoccare del 94'. Ci sono troppe idee da sviluppare, troppe situazioni che avrebbero meritato maggiore attenzione, e il tempo per fare tutto è stato decisamente poco; per quello che il film vuole raccontarci, la durata è decisamente infima. La fotografia avrebbe potuto dare qualcosa in più, ma tarandola con una defezione complessiva del tutto, ha fatto un buon lavoro.
Un film che si impone non per voler suo, ma per quello che ci racconta; resta da valutare solo il modo in cui si impone, ma quella è mera discrezionalità soggettiva, solo permettetemi di dire, e credo che ne converrete in tanti, che con il materiale a disposizione, si poteva fare di più, molto di più.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a the mikemaister »
[ - ] lascia un commento a the mikemaister »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cannedcat
|
martedì 27 dicembre 2011
|
un film inutile
|
|
|
|
Inutile e' il solo commento utile.
|
|
|
[+] lascia un commento a cannedcat »
[ - ] lascia un commento a cannedcat »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
epidemic
|
sabato 17 dicembre 2011
|
il peggior cronenberg
|
|
|
|
scailbo e incocludente. la peggiore pellicola di Cronenberg. Un film che sulla carta si rivelava pretenzioso e originale e che invece si avvicina ad una storia d'amore. La scelta di keira knightley poi...assolutamente errata...ma qua forse cìè lo zampino della produzione. Film lungo che si basa su dialoghi distribuiti a casaccio qua e là senza nessun nesso come a giustificare il tema. Una stella. Deluso
|
|
|
[+] lascia un commento a epidemic »
[ - ] lascia un commento a epidemic »
|
|
d'accordo? |
|
|
|