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framenne
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giovedì 21 ottobre 2010
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un futuro inquietante
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In un futuro imprecisato la popolazione mondiale vive per pagare i propri organi, che sono gestiti da un'azienda che si occupa del trapianto. Ma che ovviamente esige un pagamento estenuante. I due protagonisti si occupano di recuperare gli organi delle persone che sono in ritardo con i pagamenti e che cercano di sfuggire ad ogni modo. I Repo, ovvero chi recupera gli organi, sono spietati, lasciano le loro "vittime" in un bagno di sangue,si aggirano per la citta' con uno scanner per verificare se qualcuno deve pagare o meno. E oramai tutti hanno qualche debito. Tutto fila liscio e tranquillo fino a quando e' il protagonista ad avere bisogno di un nuovo cuore,e qui iniziano le domande.
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In un futuro imprecisato la popolazione mondiale vive per pagare i propri organi, che sono gestiti da un'azienda che si occupa del trapianto. Ma che ovviamente esige un pagamento estenuante. I due protagonisti si occupano di recuperare gli organi delle persone che sono in ritardo con i pagamenti e che cercano di sfuggire ad ogni modo. I Repo, ovvero chi recupera gli organi, sono spietati, lasciano le loro "vittime" in un bagno di sangue,si aggirano per la citta' con uno scanner per verificare se qualcuno deve pagare o meno. E oramai tutti hanno qualche debito. Tutto fila liscio e tranquillo fino a quando e' il protagonista ad avere bisogno di un nuovo cuore,e qui iniziano le domande. Il film e' abbastanza truculento,sopratutto nelle scene di recupero degli organi, ma al di la' di questo la storia regge e le musiche sono davvero ben scelte, contrastano con il futuro,la societa' che cambia. Una critica alla societa' di oggi,con una visione assai inquietante di quello che potrebbe aspettarci. Finale ottimo, per riportarci con i piedi per terra. Lo sconsiglio per chi non ama il sangue e le scene abbastanza esplicite e crude.
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lt_ghost_rain
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mercoledì 8 dicembre 2010
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chiamarlo cult? solo il tempo c'è lo dirà!
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Ricordiamo tutti Donnie Darko, Tron e tanti altri film che alla loro uscita nelle sale cinematografiche non attirano grandi masse di pubblico, anzi i film furono schifati all'epoca.
Ma il tempo e il tam tam generale hanno dato a quei film fama e gloria, tanto che ognuno dei due avuto un sequel anche a distanza di 15 anni(tranne per S.Darko che si è rivelato un flop attendiamo con ansia Tron 2).
La storia di Repo Men è alquanto originale, persone che comprano organi da sostiuire a quelli malati da una multinazionale che propone loro finanziamenti e prestiti.
Ma quando i prestiti non si pagano, allo scadere dei tre mesi di mancato pagamento vi arriverà a casa un simpatico agente della multinazionale che asporterà "delicamente" il vostro organo in prestito.
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Ricordiamo tutti Donnie Darko, Tron e tanti altri film che alla loro uscita nelle sale cinematografiche non attirano grandi masse di pubblico, anzi i film furono schifati all'epoca.
Ma il tempo e il tam tam generale hanno dato a quei film fama e gloria, tanto che ognuno dei due avuto un sequel anche a distanza di 15 anni(tranne per S.Darko che si è rivelato un flop attendiamo con ansia Tron 2).
La storia di Repo Men è alquanto originale, persone che comprano organi da sostiuire a quelli malati da una multinazionale che propone loro finanziamenti e prestiti.
Ma quando i prestiti non si pagano, allo scadere dei tre mesi di mancato pagamento vi arriverà a casa un simpatico agente della multinazionale che asporterà "delicamente" il vostro organo in prestito.
Il termine delicamente è inutile, il film presenta buone dosi di violenza e sangue mischiate con cura, le scene da sala operatoria a mio avviso sono state girate in modo maniacale e perfetto da trasmettere il dolore allo spettattore, ci si domanda anche che fine abbia fatto l'umanità in questo film, insomma la pellicola presente ottimi argomenti che possono far riflettere.
Il film si perde un pò nella prima parte dove ci sarebbero volute un pò meno chiacchiere e un pò più di azione, si perchè da un film del genere ci si aspettano anche inseguimenti, sparatorie e combattimenti corpo a corpo.
Passata la prima ora e dieci minuti, il film scorre liscio e intenso, il colpo di scena finale lascierà di stucco lo spettatore.
Ottimo Jude Law nelle sue due parti, la prima del soldato, la seconda dell'uomo che a paura, coraggio ed è passato da cacciatore a preda.
Ad arrichire molto il film c'è comunque un grande Forest Whitaker.
Insomma è un film che va visto a mio avviso solo per poi essere giudicato, molti diranno che schifo come ai tempi di Donnie Darko, molti diranno stupendo.
A voi il giudizio e vedremo cosa riserverà il tempo a questo film. Di sicuro mi sbaglierò senza ombra di dubbio, io comunque lo trovato discreto e apprezzabile.
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ultimoboyscout
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sabato 22 gennaio 2011
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tutti ballano lo stesso mambo orizzontale!
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Un lavoro davvero originale, recupero organi da trapiantati insolventi! Beh il film è troppo carino e divertente, speriamo però di non ridurci così in futuro! Pellicola di purissimo intrattenimento, senza velleità di essere un capolavoro ma bellissimo nel suo genere, un misto di azione e spasso tra sparatorie, inseguimenti, botte, battute spiritose e cuori e fegati che vagano qua e la. La sorpresa è Whitaker, che è bravo lo sappiamo già ma non lo credevo adatto al ruolo invece piace e convince. Tre superstar vere per un film manco passato dal cinema!
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r2-mambo
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lunedì 30 aprile 2012
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l'indefinibile volontà dell'uomo di cambiare
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Repo Men, prodotto nel 2010 dalla Universal Pictures e diretto dal regista esordiente Miguel Sapochnik.
Lo spettatore, attraverso lo schermo, si trova catapultato in un futuro prossimo, nel quale un apparante evoluzione scentifico-medica risponde alle problematiche del trapianto d'organi e alle esigenze dell'economia di mercato. Un mondo fantascentifico che trova le sue basi, formando così uno stretto collegamento con la realtà presente, nell'attuale alienazione del mercato, che erge il guadagno a suo valore primo, a discapito di ogni morale e etica in via d'estinzione.
Chiunque necessiti di un trapianto, o di un "collaudo" corporeo, ha così la possibilità di lenire ad ogni difficoltà temporale attraverso l'istallazione di protesi meccaniche; protesi che passano dall'innovazione scentifica al predominio economico.
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Repo Men, prodotto nel 2010 dalla Universal Pictures e diretto dal regista esordiente Miguel Sapochnik.
Lo spettatore, attraverso lo schermo, si trova catapultato in un futuro prossimo, nel quale un apparante evoluzione scentifico-medica risponde alle problematiche del trapianto d'organi e alle esigenze dell'economia di mercato. Un mondo fantascentifico che trova le sue basi, formando così uno stretto collegamento con la realtà presente, nell'attuale alienazione del mercato, che erge il guadagno a suo valore primo, a discapito di ogni morale e etica in via d'estinzione.
Chiunque necessiti di un trapianto, o di un "collaudo" corporeo, ha così la possibilità di lenire ad ogni difficoltà temporale attraverso l'istallazione di protesi meccaniche; protesi che passano dall'innovazione scentifica al predominio economico. Infatti, protagonista della vicenda è la Union, industria produttrice e sponsorizzatrice. Le istallazioni corporee, essendo molto costose, vengono vendute in modo rateizzato; chiunque non porti a termine i propri pagamenti, nel tempo massimo prestabilito, va incontro al suo recupero crediti. Il suddetto recupero crediti consiste nella riappropiazione dell'organo meccanico impiantato. I Repo Men agiscono in nome della legge come "recuperatori". Jude Law nei panni del protagonista, Remy, da prova delle sue capacità attoriali attraverso un significativo e radicale cambio recitativo, tipico di un personaggio tuttotondo; che muta radicalmente, nel senso narrativo, da una parte all'altra del film, accompagnato dall'ottima interpretazione di Forest Whitaker, che rispecchia in pieno, recitativamente, le attitudini psicologiche del suo personaggio.
Senza entrare nelle specifiche condotte filmiche della trama,bisogna ricordare che il film in questione presenta determinate caratteristiche tipiche delle modalità esecutive e rappresentative del cinema Hollywoodiano. In questa scelta stilistica che tende, nel correre dei minuti, ad un'esasperazione sempre più marcata dei caratteri Hollywoodiani, sono presenti delle tematiche molto delicate e culturalmente efficaci. Dalla stessa idea di predominio economico sulla scienza, alla positività e negatività della modernizzazione, alla rigidità e al paradosso delle leggi, alla capacità di cambiare punto di vista, al lavoro come fede...
Partendo dal presupposto che il tentativo di negoziazione produttivo e narrativo (negozziazione come principio primo del rapporto tra producer system e pubblico, nell'essenza medium che è il cinema stesso) si potrebbe parlare di un opera che in un processo dialettico tra conscio e incoscio raggiunge la sintesi di ogni dilemma nel contrasto tra immaginativo e reale. Le modalità esecutive del film sono prettamente giustificabili attraverso l'evoluzione narrativa.
Il giudizio non può che essere largamente positivo nei confronti di un film che risolve ogni sua discrepanza attraverso la narratività, gli effetti speciali (quanto più realistici), una colonna sonora efficace in ogni nota e la sua vena paradossalmente positiva per una mente e una speranza che vanno oltre il reale di un finale sconvolgente.
L'indefinibile volontà dell'uomo di cambiare il mondo oltre ogni suo limite e possibilità.
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gigi9
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venerdì 10 dicembre 2010
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aggiungi un senso ed avrai un bel film
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Interessante la trama, perchè tratta un' argomento delicato come i trapianti di organi in una specie di futuro completamente inghiottito dall' avidità della union (una potente multinazionale), discreto il cast, non male la sceneggiatura, un buon film da domenica pomeriggio non fosse per le scene molto cruente, ma assolutamente nulla più. Un peccato perchè poteva venirne fuori qualcosa di decente a giudicare dalla trama, la quale avrebbe potuto capeggiare una pellicola decisamente migliore, potenzialità non sfruttate: il sex symbol Jude Law, la cui crisi esistenziale è trainata non da una Megan Fox ma da quella Alice Braga, per carità una bella ragazza, ma risulta comunque poco credibile in quel ruolo.
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Interessante la trama, perchè tratta un' argomento delicato come i trapianti di organi in una specie di futuro completamente inghiottito dall' avidità della union (una potente multinazionale), discreto il cast, non male la sceneggiatura, un buon film da domenica pomeriggio non fosse per le scene molto cruente, ma assolutamente nulla più. Un peccato perchè poteva venirne fuori qualcosa di decente a giudicare dalla trama, la quale avrebbe potuto capeggiare una pellicola decisamente migliore, potenzialità non sfruttate: il sex symbol Jude Law, la cui crisi esistenziale è trainata non da una Megan Fox ma da quella Alice Braga, per carità una bella ragazza, ma risulta comunque poco credibile in quel ruolo. Fino ad arrivare al ruolo a dir poco secondario che ha la sua famiglia, madre e figlio si vedranno si e no un paio di volte nella fase più attiva della vicenda. Il finale a sorpresa, o meglio a "sussulto" fa da ciliegina sulla torta ad una torta complessivamente dal sapore pessimo.
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