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frodohack
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giovedì 18 febbraio 2010
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un film che non delude
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Il missionario si presenta come una commedia non troppo complessa dove già dai primi minuti, si riesce a dare ai personaggi un ruolo ed un carattere ormai codificati per le commedie italiane. Ma il bello di questo film e che presenta in sostanza una trama abbastanza semplice ma che il regista con frequenti umorismi riesce a rendere accattivante la storia inserendo sempre nuovi personaggi molto buffi. Anche l'interpetazione degli attori si addice pienamente al loro ruolo e poi si nota la presenza di piccole storielle all'intenro della commedia che ravvivano ancora di più la risata. Ancora un altro punto a favore Il missionario lo acquista in quanto l'ironia non è data, come spesso accade, a fraintendimenti e doppi sensi per qui direi che il film addatto a tutte le età.
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Il missionario si presenta come una commedia non troppo complessa dove già dai primi minuti, si riesce a dare ai personaggi un ruolo ed un carattere ormai codificati per le commedie italiane. Ma il bello di questo film e che presenta in sostanza una trama abbastanza semplice ma che il regista con frequenti umorismi riesce a rendere accattivante la storia inserendo sempre nuovi personaggi molto buffi. Anche l'interpetazione degli attori si addice pienamente al loro ruolo e poi si nota la presenza di piccole storielle all'intenro della commedia che ravvivano ancora di più la risata. Ancora un altro punto a favore Il missionario lo acquista in quanto l'ironia non è data, come spesso accade, a fraintendimenti e doppi sensi per qui direi che il film addatto a tutte le età.
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julia
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lunedì 22 febbraio 2010
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il delicato cinema d'oltralpe
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L'umorismo d'oltralpe è ben diverso da quello nostrano e non condivide nulla nemmeno con quello sottile dei britannici. Ma è un umorismo corretto, senza troppe pretese o eccessivi fronzoli. Ecco perchè questa delicata pellicola francese strappa qualche sorriso tralasciando volgarità, senza ricorrere all'uso del sarcasmo. Trama semplice, spicciola, sicuramente prevedibile, che vede scorrere la vita di un ex detenuto ai margini della santità, trasformandosi da perfetto delinquente a perfetto prelato di campagna. Tutt'attorno ruotano figure esilaranti come il di lui fratello, vero cattolico, vero parroco, abbagliato, poi, dal colore dei soldi e caduto fatalmente in tentazione; una popolazione, tutta, dalla polizia al sindaco del villaggio, ridanciana e grossolana, rappresentante la ridente provincia francese, dove non s'usano automobili, dove ogni fatto si trasforma in ghiotta occasione per mandare giù un bicchierino, dove la figura del "parrozzo" diventa fondamentale per la risoluzione di ogni piccola o grossa grana quotidiana.
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L'umorismo d'oltralpe è ben diverso da quello nostrano e non condivide nulla nemmeno con quello sottile dei britannici. Ma è un umorismo corretto, senza troppe pretese o eccessivi fronzoli. Ecco perchè questa delicata pellicola francese strappa qualche sorriso tralasciando volgarità, senza ricorrere all'uso del sarcasmo. Trama semplice, spicciola, sicuramente prevedibile, che vede scorrere la vita di un ex detenuto ai margini della santità, trasformandosi da perfetto delinquente a perfetto prelato di campagna. Tutt'attorno ruotano figure esilaranti come il di lui fratello, vero cattolico, vero parroco, abbagliato, poi, dal colore dei soldi e caduto fatalmente in tentazione; una popolazione, tutta, dalla polizia al sindaco del villaggio, ridanciana e grossolana, rappresentante la ridente provincia francese, dove non s'usano automobili, dove ogni fatto si trasforma in ghiotta occasione per mandare giù un bicchierino, dove la figura del "parrozzo" diventa fondamentale per la risoluzione di ogni piccola o grossa grana quotidiana. I luoghi comuni si sprecano, è facile intravedere la "conversione" del più impenitente dei deliquenti e il passaggio è attraversato da qualche divertente episodio, così come prevedibile è l'inversione costante dei ruoli, da cattivi a buoni, da peccatori a santi. Ma nel complesso la pellicola è godibile, se non altro perchè ci insegna che per fare dell'umorismo basta anche saper miscelare luoghi comuni con un pizzico di umiltà.
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